In questo momento sto facendo il gesto dell'India (cit.) a quello che mi voleva vendere la casa dietro la tribuna del Tardini.
Diluvia, pare il remake del 14 maggio a Perugia..
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elaborato da Franfiorini, 14:20 in deportes Elicotteri, sirene spiegate, polizia in ogni pertugio.
In questo momento sto facendo il gesto dell'India (cit.) a quello che mi voleva vendere la casa dietro la tribuna del Tardini. Diluvia, pare il remake del 14 maggio a Perugia.. Update: Due elicotteri, chissà quanti poliziotti/celerini e uno schieramento di forze mai avuto neppure con i capi di stato. La diretta apocalittica di Repubblica (poi lo stadio è vicino anche alla zona residenziale più fighetta della città), caroselli interisti e una pioggia che qui non si vede spesso.
Chioserei con la cosa che sto pensando e che riassume pensiero sportivo e sociale (chissà quanti soldi abbiamo speso, je possinociecalli): fanculo.
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| email me elaborato da Franfiorini, 03:42 in franfiorinologia Io e l'Elisa (in attesa che metta su le foto e che faccia una recensione) siamo state qui. E ci siamo divertite parecchio. Sia per il concerto, sia per il contorno, sia perché ormai si ride e si scherza in allegria.
Per inciso mancano poche foto alla fine delle foto di Berlino. Ah, ho visto Il treno per il darjeling e lo consiglio. Simpatico filmetto. Ora visto che il sonno è zero e non ho voglia di impasticcarmi mi guardo i Simpson. Dopo i quali studierò nuovamente, se non avrò sonno. Ah, gigioli, stasera si rifà radio. Come tutte le domeniche, sì. Siateci. Si parlerà al solito di tante cose a caso, e se volete chiamare via skype e partecipare io ne sarò felicissima. E sì, il titolo del post fa riferimento a una riflessione che sto facendo ultimamente con molti: sottovaluto il mezzo radiofonico seppur molti riconoscano la mia assoluta naturalità e inqualchemodo inclinazione verso esso. Mah, bah, boh. commenti
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| email me elaborato da Franfiorini, 02:55 in est est est, lo sglapsanalista Die Wende.
Son le tre, poi passano le quattro. Ti rigiri nel letto. Metti i cuscini tipo bara, o perlomeno, come spiegare il mettere i cuscini in modo che due angoli soltanto ti sorreggano la testa e il resto si sentano tramite le braccia? Superi le quattro, inizi a sentire i cinguettii dei volatili. Neppure tanto insistenti. Vedi quella porzione di cielo cambiare da un blu nerastro, a un blu intenso, per poi dopo andare al solito grigio delle giornate di pioggia. Sono le cinque e mezza, ed è dalle dieci e mezza del giorno precedente che sei sveglia, viva e vigile. Non è la prima volta, non sarà l'unica. Così come tutte le volte che il fisico non va e la testa, chissà per quale cazzo di riflesso, non ha voglia di far riposare i neuroni. Speri che almeno dalle nove a mezzogiorno tre orette di sonno riuscirai a farle. Con l'esperienza di poi, sai che ne dormirai due e mezza.
Die Wende in tedesco, più che altro per i berlinesi, va a significare la caduta, l'abbattimento del muro di Berlino. Il crollo di un'utopia, la fine di un incubo.
I mesi a cavallo tra maggio e giugno del passato anno sono stati pessimi. Io a cavallo tra l'esserci e il non esserci. Non è un male. Vi confesserò che ho passato tutto il mese scorso a implorare non so chi, probabilmente il fantasma formaggino, di voler morire. Perché non è come dicono gli altri depressi "che vivere non serve e morire neppure". Cioè, l'ho passato quel periodo di depressione, a novembre. Rifiutando medicine, cibo, acqua. Piangendo dalla mattina alla sera. Rimanendo ferma a letto. Ora molte cose son migliorate. Molte? Alcune, via.
Il letto è comodo.
Però non ricordo più molto come sia il mio soggiorno.
Poi probabilmente ripasserò tutto il prossimo mese, al prossimo dolore insopportabile corporeo che mi sbalestra, mi fa sembrare truccata già per un film di darioargento e mi fa anche perdere linguaggio e cognizione di dove sono, a rinvocare la prima divinità non sorda affinché mi mandi un colpo apoplettico visto che ogni volta che tento di porre soluzioni tipo shoa mi butta male e a un certo punto sto diventando pigra a programmare da me. Evviva l'imprevisto.
Die Wende è un'espressione significa espressione che significa più o meno "cambiamento importante", "punto di svolta". Quel picconare il muro nell'89 deve essere significato qualcosa che la lingua tedesca ha sempre il bello di dirti con una parola un mondo intero di cose. Quando crolla un muro, metaforico o meno, sai quanto cambia. Se tu vuoi. Se tu vuoi far crollare il muro e superare le macerie.
Stasera al programma medico della città ho visto che parlavano della mia malattia. Delle mie operazioni. Delle mie cure. Inizialmente sono stata lì lì a fare un ripassino. Poi mi veniva da piangere. Mi veniva da piangere perché molte persone mi hanno fatto venire il senso di colpa dell'essere stata male in un certo modo. Mi sento solo un'appestata di serie B. Una persona a cui non bastavano già altre non-fortune ma doveva avere altri casini. Una persona che dice a sua madre di buttarla via. Un po' scherosamente, un po' anche no. Una persona che ultimamente ogni 36 ore sta male da non poter fare una fava. Una persona che si è ridotta a far grattini al suo peluche perché le altre persone a cui voleva bene l'han tradita, umiliata e offesa.
Every little piece in your life
Will add up to one Every little piece in your life Will mean something to someone [*] Quando leggo che i miei post, i miei sorrisi, le mie cagate, qualcosa di me significa davvero qualcosa per qualcuno rimango sorpresa. Non mi considero una persona capace di far qualcosa di buono, specialmente da mesi. Ma di contro non è che le rassicurazioni facciano qualcosa. Non ho bisogno di consenso. Vorrei solo vedere che ne so, le cose andarmi meno peggio. Avere soddisfazioni anche cretine.
Un emocromo decente? Un terno al lotto? eh? eh?
Dai, pensa che sfiga. Nottetempo ti tirano un muro su in mezzo alla città e tu non puoi più vedere parenti e amici. Ossia, li puoi vedere se sei all'ovest. Se sei all'est al confronto sotto i Nazisti si stava in gita con l'Ikea. Marionette esposte all'occidente. Non c'era niente, tranne l'aver calpestato il tuo onore e i tuoi affetti. In fin dei conti a che servono onore e affetti quando ci sono i soldi? Ah, mancavano pure quelli. Già.
Da quando sto male vivo tutto con la smania del "se non potesse ricapitarmi più". Non ce la faccio più a dire che vivo tutto giorno per giorno, come viene. Viene tutto male, non ci sono sicurezze. Vivi più in equilibrio del resto delle altre persone. Benedivo le volte che le benzodiazepine mi davano ancora un po' di sonno. Ormai non fanno più niente. Maledetto il mio fisico. Quando mi davano quel fantastico stordimento di cessazione dei pensieri diversi dal raziocinio. Avrei potuto compilare un quadrato di punnet grazie alla parte sinistra funzionante ma la destra era lì, spenta, nel nulla, a pensare a niente. A volgermi verso il nulla e cullarmi verso il sonno lasciandomi meravigliosamente rincoglionita ore. Ora ne prendo due pastiglie quando ho voglia di provare il deltaplano dalla mia finestra pur non avendo il deltaplano e non ho né sonno né stordimento. Mi sento solo un po' più stanca del solito, e magari mi metto sempre abbracciata a Rodesindro a guardare OC.
Ormai Rodesindro lo devo lavare da quanto lo tengo corporialmente vicino.
Da quel giorno Berlino è cambiata; non solo la parte est che aveva vissuto sotto il grigiore perenne della dittatura sovietica; anche la parte ovest, quella ricca, che ha saputo sopportare e farsi carico di un'esperienza forse unica nella storia del mondo: la riunificazione, dopo trentanni, di una città divisa in due. Berlino lo ha fatto picconando quel calcestruzzo che non aveva ragione di esistere, riconoscendo che era un gesto doveroso, senza il quale non sarebbe mai tornata ad essere la vera Berlino. Da quel momento la città ha ricominciato a essere quella che era stata pensata in un disegno che possiamo dire superiore. Forse a vivere, si può dire.
In questo periodo non ho mai parlato di depressione e del suicidio che spesso mi ha attirato come una patria, per dirla alla D'Annunzio, per rispetto di una mia amica che ha vissuto una situazione famigliare in cui è contenuto tutto ciò. Non per paura di dirle le cose, ma qui la gente travisa. Se si incazza Morgan per dire che il popolino non capisce una sega di musica io potrei scagliarmi duramente dicendo che molta gente non capisce cosa è stare male, cosa è vivere lo stare male, cosa è volersi sentire normali e rimanere schiacciati dal peso di molte cose. Non lo capisce anche se glielo spieghi a chiare lettere. A questo punto più che limiti culturali, come credevo, credo siano limiti darwiniani. Solo pochi siamo intelligenti, agli altri dobbiamo sforzarci di dire sempre sì e che quello che vedono è un dorato mondo di zucchero filato e che sì, le cose belle le fanno solo loro, la ragione è soltanto nel loro pensiero e che soltanto i loro guai sono importanti, perché sono i loro. Per poi, si spera, prendere il badile e seppellirli prima che seppelliscano noi.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:41 in franfiorinologia Ormai ho capito una cosa. Che a me l'alcool non serve per sbronzarmi, a me bere serve per rimanere normale.
Sono come Bender che sta male se non trinca.
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| email me elaborato da Franfiorini, 22:25 in est est est
C'è Berlino che è una città strana, particolare. Io sono fermamente convinta che i luoghi assorbano qualcosa dalle vicende storiche che li han pervasi. Berlino quindi, tra una colata di cemento e l'altra, ha qualcosa che vibra sotto (e non sto parlando di residuati bellici).
(no, non è neppure la metropolitana che passa)
Non so tu stai lì e senti che c'è il corso della storia. Ma non i barbari che pugnavano tipo Asterix e Obelix. Vedi tutto il secolo passato essudare metaforicamente dal cemento. Senti questo scazzo, sta polvere pirica avanzata tutto attorno. Senti un freddo e una specie di copertina messe assieme. E queste cose che te magari non è che le vedi, però le senti. Berlino è tutta 'sta cosa qui. Se poi te l'hai vista prima che cadesse il muro, sembra che tu abbia visto due città diverse. Hai visto due città diverse. Berlino è una città in divenire. Berlino è bella, devi camminare, vederla, sentirla, conoscerla.
Vedere anche quel che c'è di tedesco, oltre all'italiano e al turco.
Berlino ha 'sti spazi ampi, ampissimi, che quasi ti rincoglioniscono.
Il casino è che ci son città che ti ci innamori, e non è che quando tu ti innamori di una cosa puoi spiegare bene e a pieno tutto. Con Berlino ci ho una cotta astronomica. Parigi sembra essere la mia città da matrimonio, Berlino un'amabile scappatella. Ma nel frattempo sto scompenso ormonale verso questa città non riesce a farmela raccontare in un solo post.
[anche perché su 'sto sglaps almeno ci si scrive qualcosa]
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:49 in franfiorinologia La recente apertura di vertici astrofili vaticani riguardo a che è praticamente ovvio che esistano altre forme di vita mi conforta sulle strane vicissitudini sanitariobiologiche che investono il mio nucleo famigliare e mi indirizzano verso lo studio e la mappatura del genoma famigliare dacché la nostra biologia è diversa dalla vostra.
La cosa mi inorgoglisce e mi turba assieme.
Saluti.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:33 in intervistozze e giornalaismi
Domenica, per sfoggiare il mio stilosissimo colore verdino di viso e nero sottogliocchi (cosa che se mi vedesse Morgan mi copierebbe il makeup, anzicheno) e per sfruttare i tagliandi omaggio (invero li avevo altri due, ma nessun altro blogger parmense ne ha profittato) dati dalla casa editrice locale (ma non come blogger: come partecipante a ehm concorsi) me ne sono andata a vedere Carignano.
[fico, son peggiorata e sembra l'incipit di uno dei temini delle elementari. Argh.]
Io sotto il nome di Carignano ricordavo solo cose intorno a Torino. E cose intrecciate ai Savoia. Invece è una piccola frazione a una ventina di chilometri, continuando da Parma la strada Montanara (raggiungibile in bici o, per l'evento, con una navetta dal parco Cinghio). Per notizie maggiori su posto e su manifestazione qui e qua.
Più che altro, più che la manifestazione De Gustibus in se mi interessava far le foto alla Villa Malenchini, visto che è aperta per matrimoni ed eventi soltanto.
Cose da segnalare:
a) la guida ambientalistica era preparata, ma mi ricordava tutte le cose studiate per biologia vegetale. Quindi, già sapendo le cose, dopo 8 minuti me ne son andata. Potrei quindi pensare di fare il concorso al prossimo bando.
b) l'organizzatrice dell'evento era scortesissima. Di certo, fosse stato per lei non avrei acquistato nulla. Ed ho benedetto di non aver pagato l'ingresso, se i soldi eran destinati in parte a lei. Spero di non incrociarla più qui in altri eventi.
c) Non è una fortuna fare una esposizione di salumi con una ventina di gradi di caldo. Io mi son indirizzata su grappe e vini per l'acquisto, difatti.
d) da segnalare, oltre tutto il set di foto qua, una bancarella di cuneesi che aveva tra le varie cioccolate anche arnesi dei mestieri fatti totalmente in cioccolata. Ma fatti così bene da sembrare veri, oh.
[questa è la dimostrazione del vero resoconto del consumatore, mica come quando ti mandano le cose a casa, e te blogger ti devi appecorare per fargli la marchetta. Qui ci ho trovato luci ed ombre. Molti degli espositori avevano prodotti di qualità e ho preso i loro contatti, ed è stato positivo per quello. Ma se l'organizzatrice era stronza mi sento liberissima di dirlo. Tipo Mystery Shopper, vah.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:59 in fran s corner #Ormai so far le foto:
#Ieri Radiosglaps ha avuto il suo più alto ascolto mai avuto: 102 persone. Altri che facevano la trasmissione con me dicono anche 104 utenti. Io la trovo una cifra spaventosa a cui devo abituarmi. Non so, magari eran tutti grillini da Macchianera. Qualcuno me lo spieghi (qua il podcast)
#Evylyn mi segnala che il 18 maggio a Roma si terrà la Race For The Cure, la maratona di 5km che raccoglie fondi per la ricerca sul cancro al seno, organizzata dalla Fondazione Komen (qui i dettagli).
Tutto ciò è solo per il desiderio di aiutare la raccolta fondi su un tema così importante. Evylyn mi ha detto che son già un gruppo di 8 donnine che si son accordate per una passeggiata non competitiva. Invito chi è a Roma o di Roma alla partecipazione. # I giornalisti del tg1 dovrebbero sapere che a Viterbo esistono tre correnti politiche: fascista, anarchica, monarchica. Poi c'è stato ai tempi qualche democristialotto che ormai si è riciclato ai vertici del PD (Fioroni) come sindaco, ma la base è fortemente di estrema destra. Documentarsi, documentarsi.
# Io un po' ci speravo a questo finale thrilling che un po' mi ricordava il cinque maggio. Siccome il 2002 e il 2007 son stati anni di merda lo vedevo come una cosa che andava a congiungersi, un segnale divino, e invece:
Massimo: Gatto nero
12 Maggio 2008 Blog Il Parma ha licenziato Hector Cuper, prima dell'ultima giornata di domenica contro gli indossatori. orpo
glielo proprio vogliono fare vincere
Fran: eh, io rinuncio allora
Massimo: tanto ormai
senza cuper, non succede ma...non succede
Fran: contro l'inter mettono MANZO
Massimo: lol
immagino che discorso iper motivante alla squadra
"state tutti manzi, non succederà null...ma che cazzo, siamo a cinque minuti dall'inizio della partita e già stiamo 0-2 per loro?"
Fran: lol
Massimo: eppure ci speravo
la vittoria di cuper aveva un nonsoche di romantico
Fran: vero. Era un cerchio che si chiudeva.
Massimo: più che un cerchio, un cappio
Fran: per moratto?
Massimo: un pò per tutti...prima il 5 maggio, poi il 18...tempo ventanni copriamo tutti i giorni dell'anno
rai3, intervista a cuper
domanda: parma-inter, un altro cinque maggio?
risposta: eh, se deve succedere si, assolutamente
reazione: esonerato
Fran: vaffanculo, obeso dirigente del parma, brescianodimmerda
Massimo: ecco
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:42 in est est est, historia frannica [volevo avvertire il gentile pubblico -astronzi, i post di cuRtura non me li cagate di pezza- che oltre agli ospiti su questo blog ci sarà un incentraz... incentrament... incentragg... ehm, insomma, si parlera molto di cultura mittle-maanche-est europea nei prossimi tempi.]
Carissimi.Dunque, visto che io ormai ho la memoria di un criceto alcolizzato e con la substantia nigra che non vede dopammina da secoli, quando son andata in giro l'ultima volta ho fatto una vagonata di foto. Ciò si traduce in numeri che non è meglio comunicare se non ad upload su flickr finito (ma se siete ascoltatori domenicali del Radiosglaps ben sapete le cifre esatte. Non lo siete? Ahiaiaiaiai, potreste recuperare stasera alle 21) Dunque vedete la fotina sopra? Che è il particolare di questa a lato. Orbene, questa è la tomba di Federico II il Grande di Prussia. Sì, ora vi chiederete anche voi cavolo ci azzecchino le patate assieme ai fiori, sulla lapide. Orbene nel 1756, la Prussia era in guerra con Austria, Russia, Francia e Svezia, i Prussiani rischiavano di morir di fame; l’imperatore Federico II il Grande mangiò patate lesse davanti al suo popolo. I Prussiani si convinsero a mangiarne durante tutta la guerra e una volta vinta la fame, vinsero anche la guerra. L'altra cosa che vi chiederete cosa c'entri, nella foto qua a destra, son le altre 11 lapidi. Orbene, mi pare nel 17 agosto 1991 il desiderio di Federico di essere sepolto coi suoi levrieri, appena 205 anni dopo la sua morte, è stato esaudito. Ergo quelle sono le lapidi dei suoi undici fedeli canidi, con tanto di nome (molti illeggibile) scritto sopra. Ganzissimo. Poi c'è un'altra cosa che non mi torna. Questo qui accanto è il Neues Palais di Potsdam. Ve ne parlerò più ampiamente in seguito, ma all'interno, contrariamente a tutto il resto dei musei della Germania, non si possono far foto. Questo sta provocando in me un dubbio atroce, che non trova spiegazioni nella internet. Difatti, l'unica cosa sull'argomento si può trovare in un trafiletto del NYT del 1889, ed è questo. Ma non risolve il dubbio, non specificando quale Federico sia: spiego, nel palazzo morì uno degli imperatori, che si sposò per matrimonio d'amore con la moglie contrariamente alla moda dell'epoca, e quella morte è ricordata da una croce nera disegnata sul parquet al posto del letto dove morì. Ecco, ma era Federico II o III. Tutta colpa della mancanza di foto, cazzarola.
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| email me elaborato da lovejoy83, 14:44 in middle of his nowhere Ché, poi, alla fine, è tutto un magna-magna. Fran che scrive sul blog di Livefast, Baricco su Topolino, Step sui muri tra un lucchetto e l'altro, e io, Antonio B, che scrivo qui. Troppe virgole, eh? Lo so. Vabbe', potete sempre andare a vedere i siti sconci, se non fosse che la Fran se la prenderebbe a male. Dicevo, siamo una casta, noi blogger. Un pacchetto di pedine che si spostano da una casella all'altra, facendo venire le traveggole all'intimorito lurker. Oggi qui, domani là, come cantava la siora Pravettoni (esca per commentatori precisini) e chi ci capisce più nulla. Il bello è che uno arriva qui e fa l'ospitata non sapendo che cacchio scrivere; cosa che emerge se pensate che l'ospite ignora cosa inventarsi per aggiornare il proprio di blog. Io vorrei conoscerlo uno così. Che faccia tosta, imbrattare così, senza ritegno alcuno, lo spazio altrui. Non ci son più i blogger di una volta, signoramia, di quelli a favore dell'integrazione tra cazzàri, ma ognuno a casa propria (cit.). Bon, mi pare di aver circumnavigato il nulla abbastanza per oggi. Ora, inizia il post.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:19 in est est est
In alcune porzioni murarie del viale che porta a Charlottenburg, a Berlino, c'è scritto, con tono fermo ma deciso, di rispettare le opere degli altri, ché sono artisti, e non è bello non rispettare le opere altrui per la solita menata non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te.
Quindi secondo voi rispettano quel consiglio?
Già.
Ieri stavo mettendo su flickr le foto scattate al Muro di Berlino, e dicevamo con una tizia che conosco che abita lì che insomma, 'ste opere nel giro di una decina di anni mica ce le vediamo più, visto che ci scarabocchiano sopra (quel che non possono gli eventi atmosferici può sempre l'uomo. Cribbio, siamo una piaga d'Egitto, almeno una volta ci fermava la peste...) e che già in un anno e mezzo sono notevolmente degradate.
Degli esempi?
VANDALYSMO.
[ché secondo me, vista l'opera di stile documentaristico-archeologico delle foto, che potete trovare qui (e che è stata già apprezzata e foncata) sul mio flickr, nel tratto di quasi un chilometro e mezzo che va da Oberbaumbruke alla Ostbanhof servirà ai posteri e per ricordo quando queste scritte cadranno perdute sotto l'opera delle frotte di turisti, specie con quanti ne son passati l'anno scorso coi mondiali, ah, signora mia.]
Ma volevo porre l'accento su una cosa. Il settanta percento delle scritte sono in spagnolo o in italiano. Cioè, noi andiamo in ferie con l'uniposca in mano a Berlino per scrivere "Fragolina io e te 3msc" oppure sotto la G di gallery nella foto qui sopra sta cosa qui che già ci feci un post.
Se la polizia di Berlino fosse come quella ungherese (li ho visti mooolto ligi, vi racconterò) ve lo dico io dove ve lo dovrebbero mettere l'uniposca.
East Side Gallery, come alcuni di voi conosceranno (la spiegazione fa un po' cagare su wikipedia), è quel tratto di muro di Berlino sopravvissuto e che corre lungo la Sprea che volge verso il settore Est della fu-divisa-Berlino. C'è qualcosa sporadica anche nell'altra riva, nel quartiere di Kreuzberg ma è meno famosa. Qui naturalmente, per esorcizzare quel periodo di merda, per far esprimere la creatività giovanile e altre amenità si è deciso di dar vita alla più grande galleria d'arte moderna a cielo aperto. Con opere apprezzabilissime. Mica cagate. Solo che mentre le più brutte si possono rimpiazzare (nel vallo tra Sprea e parte interna-nonstradale c'erano ragazzi che disegnavano mentre ci son passata) ma le più belle...
Che fare? come risolvere il problema? come prevenire questo degrado? Come arginare lo scempio?
Credo che noi, visto che abbiam avuto come ministro dei beni culturali Rutelli e ora Bondi, dobbiamo essere gli ultimi a poter far qualcosa per l'estero, ma almeno, o italici, non fate le solite bestie che in gita vi producete andando là a marcare il territorio. Ok, i nazisti ci han bombardato, ma noi mica dobbiamo far le pisciatine con l'uniposca da tutte le parti eh, mica è pontemilvio.
[cazzo, devo scrivere velocemente un romanzo in tedesco dove è gesto d'amore, tra due giovani adolescenti emo, scarabocchiare il muro di Berlino. Mi ameranno (o mi invaderanno casa?)]
[*]
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:55 in est est est Io, un po' come Sandro Bondi, ultimamente non viaggio in aereo. Più che altro per problemi di salute non posso. Quindi non avvicinatemi a Sandro Bondi, ché io spero sia una cosa passeggera, mentre lì non credo.
Oddio, prima viaggiavo in auto ché ci avevo il cane da portare in ferie con me. Preferivo eh.
Dicevo.
A lato avete la prova (visto che c'eran quelle persone lì fissate con le prove ormai vi documento il documentabile. Beh, tralasciando sangue e cose che non è bello vedere. Però, tipo, mi sforzo a documentare tipo agiografa di me stessa eh). Non ero io a guidare, ma ero incastonata nella comoda posizione alla Caccamo nei sedili dell'auto e ogni tanto davo un occhio alla cartina.
Naturalmente il giro che voleva farci fare google maps non era proprio capibile, quindi trovandomi ad entrare da Charlottenburg ho dovuto fare tutta la direttrice ovest-est. Cosa ganza, perché mezzi monumenti li ho visti in auto (e mezzi in bus, ho fatto delle foto che vi sorprenderanno, quando riuscirò ad upparle), però anche che due palle. Il mio essere irriducibilmente contraria ai navigatori porta di questi scompensi. E quando sto male non mi oriento neppure verso il bagno (cosa che si è fortemente risentita a Budapest, dove stavo malerrimo e la mia badante non si orientava. Non avendo neppure la cartina tirai fuori il laptop e mi agganciai a una delle tantissime wifi aperte in città. Son davvero copertissimi, giuro. Il contrario dell'Austria.)
La lungaggine del post rivela intrinsecamente un inno alla bellezza del viaggio in auto, la libertà degli orari e dei tragitti.
Omettendo il caro benzina, perché poco poetico (mi spiegate perché in Austria la benza costa mediamente 15 eurocent in meno in autostrada?)
[voi ci siete arrivati a Berlino e Lisbona, tipo, con la macchina? Gné gné]
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:36 in franfiorinologia Già avere una Malattia come la mia è una grossa inculata. Certo, averla al retto è anche ridondante...*
*sorry, per colpa di alcune teste di cazzo non scrivo più sulla mia salute qui. Ma i più vicini sanno. commenti (5)
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:48 in medicaldivision Volevo gentilmente dire alla signorina che parla del suo alveo nello spot Activia (non la Marcuzzi, la studentessa che ingloba cibo impunemente durante gli esami e poi le si prende la sciolta) che non è così malvagio liberare gli sfinteri in un bagno non proprio.
Per esperienza lo trovo meglio che farsela nei pantaloni propri. [cosa che, dopo le operazioni che ho subito, è capitata una ventina di volte, con un computo ottimistico. Dopo il sentirti umiliato della prima volta, il pensare a portare i linidor tra la terza e la quarta volta poi è una cosa che ci fai l'abitudine - sperando naturalmente che non si producano semisolidi dall'odore pestilenziale- pregando che siano feci acoliche, cosìcché non ci son problemi allo smacchiaggio, a meno che non giri gente con lampade ultraviolette. Naturalmente l'obiettivo è andare nel bagno pubblico, fregarsene dei nemici dell'igiene, e lasciare lì i miasmi alla violetta senza traslocarseli appresso.] commenti (18)
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:03 in foto Indichi il candidato a quale sito di grosso quotidiano nazionale secondo lui somiglia il nuovo sito internet della Gazzetta di Parma [oh, apprezzo lo sforzo eh, quello prima faceva cagare. In bocca al lupo eh]
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