martedì, 28 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 15:21 in franfiorinologia

L'unico problema di questi giorni è che quando mi chiedete come sto non so neppure io cosa rispondervi. Sto in terapia, cerco di sentire i prof se mettono appelli a Pasqua (ma essendo di comunioneeliberazione non sono propensi per motivi morali.... urge quindi raccomandazione di monsignor Caffarra, ho capito.), in settimana dovrò riniziare a bazzicare il lavoro (non si vive di sole flebo), riniziano le lezioni e sto sentendo se è possibile ovviare parte della frequenza... un casino.
Per di più il mio lato umorale è sottomesso a una umile rassegnazione a tutta sta roba qui. Chiamiamola con il suo nome visto che oggi c'è stato l'esame istologico, cancro. Pare che la mia mappa genetica abbia un piccolo problema alla voce "tirosina chinasi", che spiegato a voi che fortunatamente non c'entrate con la medicina è un enzima codificato da 4 milioni di coppie di nucleotidi (piccoli mattoncini del codice genetico formati da un gruppo fosfato, da una base zuccherina e da una base azotata).
Detto ciò? Non me lo spiego. Ossia l'accetto ma non me lo spiego, visto che la mia base famigliare prevede altri tipi di malattie (cancro al polmone, al fegato, morbo di Hodgkin e malattie cardiovascolari). Mi hanno scambiato nella culla? Colpa delle radiazioni di Chernobyl? A Chianciano sbarcarono gli UFO? Non si sa. Forse propenderò per provare terapie geniche. Ma non ne sono ancora sicura. Da un lato benedico solo che il carcinoma del colon recidivante sia capitato nella medesima zona anzichè vagolare al polmone o da un'altra parte. Ringrazio di averlo beccato sempre al primo stadio o al secondo e quindi di aver avuto sempre delle escissioni minime. Ringrazio anche i meccanismi di follow-up che ti rivoltano come un calzino. Insomma, nella totale sfiga alla fine ti accorgi anche di essere fortunata sebbene sia da stamani che non fai che vomitare.
 
Il punto quale è? Che queste cose ti cadono addosso, ti prendono, ti "usano" e non sai neppure come e quando e se le risolverai. Quindi ci si rosica.
 
Per di più rendersiconto della propria situazione a volte è anche peggio. E aggiungiamo un carico, essere anche orgogliosi ti fa vivere tutto molto molto peggio.
 
Un casino.
Quindi non so neanche io come sto. O meglio, so di stare male ma non mi voglio rendere conto che mi sento tipo Mocio vileda. Anche perchè avrei paura di sapere dove ho il bastone e il manico del mocio...
 
In tutto questo l'umore va male ma non a livello facciamoci due risate. A livello di incasinamenti di problemi pratici. Torna il discorso dell'orgoglio dimmerda e pinzillacchere varie.
Infine devo ringraziarvi. Brutti stronzi, mi avete fatto commuovere. Non sono abituata né ad essere trattata bene né ad essere al centro dell'attenzione. Siete stati molto carucci, davvero, e non so cosa dirvi.
Per ultimi voglio ringraziare per un cartoncino arrivato (incredibile, il postino non l'ha ciulato...) oggi Eriadan e Wally West.
 
Eriadan e gli in bocca al lupo
 
Un pensiero davvero carino... oh, uff, basta.

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lunedì, 27 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:42 in franfiorinologia

Rompendomi i maroni in un modo bestiale ho la sindrome di Nonna Papera. Sto in pratica a sfornare cose dolci, tortelli, pasta, salcazzi vari... ora apro un business con la rosticceria sotto casa.
 
 
Tortelli
 
Ora, pensando che ho appena iniziato la radio (aggiungete il suffisso terapia, non si parla di radiosglaps ormai boicottata come se fossi un Santoro qualsiasi :P) e quindi tra poco inizieranno le nausee come se fossi in pianta stabile come su un rimorchiatore sull'Oceano... buaaah, tutto sto ben di Dio gettato alle ortiche (o agli amici..). Sigh.

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sabato, 25 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 00:36 in avere ventanni

Stanotte in pieno picco febbrile (avevo circa 39 di iperpiremia e chiedevo a mia madre di usare l'adagio fisico di due corpi a contatto per scaldarsi fin quando ella ha esclamato: "A Francè, sei una piastra... so' io che mi arrostisco...") mi è sovvenuta un'altra simpatica storiella della Bisnonna materna:
 
Due uomini si conoscono dall'infanzia, erano diventati molto amici. Solo che uno era riuscito a far carriera nei carabinieri e l'altro era rimasto mezzo contadinotto a badare alla campagna. Dopo parecchi anni il carabiniere torna nel paese vicino a capo della stazione della Benemerita, ma rincontrando l'amico lo invita a non palesare la loro amicizia (perché ormai si sentiva figo, diciamocelo) e anzi a dargli del Lei qualora fosse andato a cercarlo in caserma. Rinnovandogli, però, sempre e comunque dell'appoggio fraterno in caso di bisogno.
Al contadino giusto in quei giorni rubarono degli attrezzi nella sua terra, e si trovò quindi costretto ad andare in caserma per far presente il fatto. Chiedendo però dell'amico per fare la denuncia non venne accontentato, in quanto l'altro si trovava in pattuglia.
Decise quindi di lasciargli un messaggio.
 

Gentile Maresciallo.

Sono venuto da lei, per parlar con voi, ma tu non c'eri.

 

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venerdì, 24 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 19:40 in franfiorinologia

Dopo una settimana di non alimentazione anche un piatto di riso in bianco ti fa salivare come il cane di Pavlov (con lo stomaco vuoto)...

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giovedì, 23 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 15:09 in foto

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elaborato da Franfiorini, 00:01 in deportes

Da Gazzetta.it
Una barzelletta per Totti
Mandate un messaggio via sms a Francesco Totti e cercate di fargli tornare il sorriso dopo l'infortunio di domenica con una barzelletta. Una selezione dei messaggi più divertenti verrà pubblicata sulla Gazzetta dello Sport nei prossimi giorni.
INVIATE L'SMS DA QUALSIASI CELLULARE AL NUMERO 4**** (costo del servizio, 0,5 € per messaggio)

Simpatici, nevvero?
Totti sta lì, a VillaArzilla, nel suo letto ortopedico dalle lenzuola pulite, climatizzato, in camera singola, senza catetere, senza una flebo da cambiarsi alla Chuck Norris, con infermiere e medici a disposizione, senza la preoccupazione di perdersi il lavoro, potendosi scofanare ogniccosa (cazzo, io fino a venerdì sono in astinenza alimentare) ma soffre ragazzi eh. Noi non possiamo capirlo. Ma come del resto possiamo votare per la Fattoria e il Grande Fratello alla modica cifra di un euro possiamo far sentire il calore ridanciano al patrimoniomondialedelcalcioitalico mandandogli una simpatica battuta in 160caratteri.
Di corsa. Guarda, sto già digitando...
 
Stiamo toccando livelli epici.
Non bastava che si facessero le dirette sotto la clinica (eh, dopo un anno dalla diretta mortem di Giovanni Paolo II ne sentivamo la necessità), ora già che ci siamo spediamogli anche Topolino e Quattroruote in clinica. Sia mai che si annoi. Ci volevano i messaggi di solidarietà da porci e cani e poi anche gli sms a peso d'oro. Ma porca di quella miseria, si è sfracellato una caviglia già malandata. Non è che in uno scontro di gioco ha perduto parte dell'apparato riproduttivo, è una cosa transitoria, porcazozza.
 
Io allora che dovrei fare? Esigere dei pellegrinaggi sotto casa mia? Mavaffanculo va...

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mercoledì, 22 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:53 in avere ventanni

Ora, giovani, voi che non avete un cazzo da fare, andate giusto qui e ditemi che anche voi uscite fuori dell'UDC.
 
Io ad essere associata con le idee di Mastella... oddio... ARGH! Dai, sarà pubblicità occulta per portargli voti, no?
 
(P.S. Da come potete vedere dalle foto su Flickr io voterò a Parma ad Aprile. Son cose.)
 
[via Tatino]

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martedì, 21 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:49 in franfiorinologia

Fa molto Chuck Norris, nevvero?
 
Ogni tre ore ho da cambiarmi flebo, poi ogni tanto il pannolone (sì, ho la dignità a meretrici, ironizziamoci che non posso neppure gettarmi dal balcone che abito al primo piano), a volte la sacca che è in fondo al catetere. Fino a Sabato niente alimentazione, il portatile lo tengo sopra le costole e digito con la destra, la sinistra è condizionata da quel che la cannula vuole fare. A volte penso che riesca a cambiare flebo e farmi endovene perchè odio il mio fisico quando si trova malato.
Quando stavo in ospedale mi son vista stramazzare due vicine di letto in due giorni. Sono cose che ti danno una botta di vita, ve lo assicuro.
Poi dopo l'intervento ho avuto delle complicazioni, che ora come ora non mi fanno sentire così bene. Lunghe da stare a raccontare, interminabili da vivere. Quando stai male il tempo si dilata all'inverosimile e ti impone di viverlo anche se non vuoi quel momento lì.
L'altra volta affrontai tutto con più incoscienza, che forse sembrava più coraggio. Ora è difficile, sono in un certo senso "grande" ed ho parecchie cose da portare avanti. Ed una cosa più grossa delle altre è peggio di un tackle scivolato. Sì, perchè magari finchè uno che sta male si chiama Totti e si sfrantuma una caviglia è una cosa. Quando uno è un operaio del quotidiano parte il chissenefrega, e poi perchè essere tolleranti con gli altri se non ti viene in tasca nulla? Come dicevo a mia nonna "una volta con l'altra ce la prendiamo sempre noi nel didietro", frase più suggestiva di una che disse mio nonno nelle medesime condizioni in ospedale "se ci mettessimo a fabbricare cappelli la gente nascerebbe senza testa".
Non va. Uno si smazza, si sfrantuma per farsi un futuro e tutti i bastoni possibili ti vengono messi a far impuntare le ruote. Fa comodo dire passerai anche questo. La sofferenza non migliora le persone, ti inaridisci. Diventi forse più fatalista.
Devi fare cento per ottenere cinque. Almeno per me tutti i miei ventidue anni di vissuto mi hanno lasciato quell'ironia disincantata e quella acida cattiveria verso coloro i quali son capaci di piangere per rovesciare le facili situazioni a loro favore. Però non fa bene.
 
LA cosa che mi da più fastidio è mettermi a piangere di fronte a mia mamma. Mi da fastidio vederla triste quando non riesco a trattenermi sebbene lei faccia di tutto per dirmi che si risolverà tutto, che recupererò. Ma permettetemi che sia lecito vedere un po' tutto nero.

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lunedì, 20 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 19:28 in franfiorinologia

No, mica la laurea in medicina (pensate: mi era andato bene uno scritto molto difficile, quando ho telefonato al prof dicendogli che ero sotto morfina e soluzione glucosata e quindi non potevo essere lì all'orale delle ore 10 perchè non mi avrebbero fatto fare un metro mi ha risposto "tenerle buono lo scritto? AHAHA, signorina, ma mica è colpa mia se lei è in ospedale. Ci vediamo la prossima sessione eh, a luglio.")
 
Siamo stati dimessi entrambi. Io dall'ospedale fingendo con il cerusico di non aver vomitato anche noiduenelmondoenell'anima nella bacinella. Vi dirò, ho dei dolori bestia in tutto il costato e alle spalle per i conati, però ho un colorito così cool che se esco mi scambiano per una mascherata da satanista.
 
Arduo è lo sglapsare con la flebo al braccio, anche perchè ho una resistenza fisica di una novantenne. Ora nonna Fran va a prendersi del Plasil, fate i bravi.

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giovedì, 16 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 00:01 in franfiorinologia

Ora vi spiego i motivi parziali della mia incertezza che mi porteranno domani sera a stare con l'occhio sgranato sul letto a coglionare i ciechi, come diciamo noi della Val d'Orcia.
Quello riportato è il colloquio con l'operatore sanitario che mi metterà il bisturi addosso.
 
"Salve"
"'giorno..."
"Bla bla bla. Allora è la prima volta che ti operi?"
"mmmm, con questa se sono precisa è la ventitreesima. All'intestino siamo a quota tre. Sa, mi hanno detto che a trenta mi regalano un set di valige..."
"ahah, simpatica. Vedo che sei tranquilla."
"Sì, certo. Come un ebreo in gita a Dachau."
"..."
"Sa, scherzare fa alleggerire la tensione. Poi il mio umorismo è molto di matrice tedesca. Non mi dica che ho fatto una gaffe alla mikebongiorno e lei è di ascendenze ebraiche."
"No."
"Son cose."
"Dicevo, ti illustro com'è l'operazione bla bla bla... e ribla.... bla bla... poi mettiamo casomai un catetere e..."
"'Sta sega..."
"Prego?"
"no, mi perdoni, è l'indole toscana che emerge nei momenti di difficoltà... Dicevo, non sono esattamente propensa ad avere un catetere a penzolare nelle mie zone perineali... Quello lì, il pannolone... cioè, tanto io mi alzo ugualmente anche se mi incatenate a letto."
"Sì, capisco ma..."
"L'ultima volta ebbi dei leggeri problemini e per quattro mesi l'esercizio della minzione non era così immediato e fisiologico..."
"Mmm.."
"Poi ginnastica vescicale la farei nel reparto che vorrei frequentare per la laurea e..." *
"Ok, capito. Allergie?"
"Mmm, penicillina..."
"ah..."
"Resistenza ad alcuni antibiotici e ah, il toradol non mi fa nulla in caso di dolore...."
"..."
"Dottore, lo so di essere un catorcio, mi guardi in un modo diverso. Che ne so, come una futura collega."
"Ah, vero."
 
Domani sera per dormire opterò per il metodo botta in testa. Mamma mia, meglio che non dico nulla.
 
* Di norma ai medici da molto noia confessare di fronte ai colleghi il loro problema fisico. Non so perchè, ma vanno proprio in panico.

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mercoledì, 15 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:26 in fran s corner

Oh, pubblicità.
Finalmente lo scrivere qui oltre che a rallegrarvi (ultimamente a scartravetrarvi i maroni, lo so) serve anche a qualcosa. A riempire di bolo alimentare l'esofagea parte.
Da annuncio visto su alcuni blogs Antonio Tombolini di San Lorenzo, anche egli blogger, ha deciso di omaggiare un centinaio di colleghi con delle confezioni promozionali di trofie e pesto ligure.
 
Ecco, io ne ho approfittato. E segnalo il link anche a voi, casomai ci fosse ancora modo di averlo sulle vostre tavole.
 
Il pacco è arrivato preciso e puntuale, via SDA, il giorno dopo la spedizione.
 
Ed ecco il contenuto del pacco nella dispensa ikea della Fran.
 
Visto che questi giorni sono gli ultimi ove mi posso strafogare ieri ho provato. Il pesto è ottimo, non mi si pianta nello stomaco come gli altri commerciali. Buono, specialmente perchè dietro ci ho messo un bicchiere di Vernaccia che ci stava da Dio. Che soddisfazioni quelle a tavola, signori miei.
 
(se volete mandare qualsiasi cosa edibile qui da queste parti si accetta di ogni, o al massimo potete portarla a un famoso pranzo di Aprile che sarebbe atto a festeggiare... ma è un'altra storia)

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martedì, 14 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:53 in franfiorinologia

Odio le cose quando si ripropongono. Quindi se sono nervosa in questi giorni è giustappunto per questo. Non sono nervosa perchè devo andare a operarmi e farmi due mesetti di terapie. Sono nervosa pensando che cinque anni fa già ho subito queste cose e sapere già a cosa vado incontro mi innervosisce. Sarebbe un po' come quando ripeti ad libitum un esame, sai le cose o almeno ne sei convinto, ogni volta ti accorgi che è una nuova sfumatura ti era sfuggita ma alla fine ti rompi le palle.
Insomma, quello che mi mette ansia è sapere che dai 23 ai 28 anni dovrò stare lì a controllarmi per vedere se scappa fuori qualcos'altro. Ci pensate a stare cinque anni con una spada di Damocle presente come il vischio nelle case a Natale? Per me è una rottura di coglioni astrusa. Anche perchè con la vita stressante che faccio (sarà anche bella, ma sappiatelo: se non facessi due lavori non se magnerebbe e poi frequento la facoltà dell'ateneo che si sta facendo sputtanare sui giornali cittadini per la cattiva gestione -leggersi bocciature a cavolo- degli esami) non è che puoi dire: ok, ruzza, divagati, fregatene, vattene in giro e non ci pensare.
Poi dopo è normale se non ti trovi qualcuno, se ti isoli, se non hai voglia di vedere nessuno. Non ho proprio voglia di parlare, di vedere gente, di sentire persone che sebbene magari mi conoscano solo via remoto sono così carine e gentili che non so cosa rispondergli.
 
Sto cercando se ho stampigliata la data di scadenza da qualche parte, così a vedersi.
 
In questi giorni è dura e difficile, forse proprio perchè non si sta ancora male male. Quando ci si sta di più almeno non si ha neppure più la forza di farsi girare le palle. Aspetto almeno quello.

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lunedì, 13 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 00:35 in deportes

 
Vedere travasare di bile un Mancini piuttosto palliduccio è stata una grande soddisfazione, grazie ragazzi.
Ah, sì, abbiamo vinto.

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domenica, 12 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 14:25 in fran s corner

In quella deliziosa trasmissione che è Passepartout, ogni domenica all'ora di pranzo su raitre, oggi il buon Philippe Daverio ci ha fatto ammirare le meraviglie del Quirinale.
Sto ancora cercando di smettere di salivare tipo cane di Pavlov. Gli arredi, gli affreschi, i mobili, le tende, i lampadari.... eh, ragazzi. Si dice tanto di Versailles. Io ho un po' la fissa di girare qualsivoglia palazzo negli stati attigui (parlo di Francia, Germania, Austria e l'Italia intera...), e quel che ho visto al Quirinale (ma solo attraverso le immagini televisive) compete e quasi supera i palazzi antichi del potere nelle altre Nazioni.
 
Insomma, perchè non attrezzare il Quirinale per le visite dei turisti? Si ammortizzerebbero anche i costi di gestione. Basti vedere che la regina di Inghilterra dopo che il governo inglese le ha ritoccato il budget ha deciso di aprire in modo consecutivo ogni sua residenza per recuperare danari.
 
Boh, insomma, se è la casa degli Italiani sarebbe bello anche vedere dove di abita, o no?

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sabato, 11 febbraio 2006

elaborato da Franfiorini, 18:43 in lo sglapsanalista

Non è solo una reazione biochimica. Con gli ormoni dello stress, le catecolammine e il cortisolo a tremila si da molto di più. Alla fine fa quasi caso arrivare alla conclusione che da una parte è bello avere paura.
 
Devo ammetterlo ma mi sto puramente cagando sotto. Ho fatto i controlli, durante l'elettrocardiogramma il mio cuore andava a mo' di criceto tanto che chi stava a fartelo ti ha chiesto se ce l'hai normalmente. Io sono tachicardica da quando ho smesso di fare sport. Sono nervosa e iperattiva, principalmente di cervello, anche se il mio modo di parlare e di fare incute agli altri un'assoluta tranquillità.
 
Devo anche confessarvi una cosa. Essere minimamente intelligenti è penalizzante a questo mondo. Intendo con il lemma intelligenza il comprendere le dinamiche che ti circondano. Capire cosa hai, cosa sta subendo il tuo corpo, stare su dei lettini a fare delle terapie sapendo tutto quello che stai subendo fisicamente ti straccia psicologicamente. Forse è un bene, perchè mi fa capire cosa c'è dietro la Fisiologia e la Patologia, mi fa capire da futuro anteriore medico cosa prova un malato e capire quali sono le esigenze minime che ha e il rispetto che richiede. Molti medici non ce l'hanno, il rispetto per gli altri. Non dico empatia, cavoli, quella ti distruggerebbe nella tua professione. Si parla di umanità, che spesso manca perchè dietro a buoni professionisti non si ha un corrispettivo umano simile.
Insomma, essere medico (o in ambiti simili) e malato assieme è molto più scocciante che essere solo paziente.
 
Devo ringraziare tutti quanti delle mail che mi avete mandato. Sì, si è già forti per costituzione. Temo il contraccolpo dopo. Quando e se inizierò a narrarvi che seziono i topolini sotto casa preoccupatevi, vorrà dire che la capoccia si è bollita.
Settimana prossima mi assento in ospedale, non rompete, su.

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