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elaborato da Franfiorini, 19:04 in foto, intervistozze e giornalaismi Di Viterbo città Papale, assieme ad Avignone più famosa possidente di un palazzo papale, non se ne sa molto nella cultura di ognigiorno.
Vuolsi che domenica, o credo fosse domenica ma potrebbe essere qualsiasi altro giorno settimanale, nello svolgersi della trasmissione di Gerryscotti del Milionario mentre c'era Peruzzi, che di norma suole fuori la sua maxivilla nei dintorni di Sutri pescare trote a mano nuda, che cercava di ricordarsi cosa avvenne durante il conclave tenutosi a Viterbo [in quanto 16 conclavi si tennero fuori Roma, ovvero ad Avignone, Terracina, Velletri, Viterbo, Perugia, Arezzo, Pisa, Ferrara, Napoli e Venezia]
Ma codesto palazzo che vedete raffigurato in fondo ebbe due simpatici avvenimenti da rammentare.
Il palazzo dei Papi, così come lo si vide [manca solo una seconda loggia dalla parte opposta di quella che vedete, che era a lei speculare. Crollata proprio a causa dell'esilità delle colonnine sulle quali poggiava l'intero peso della struttura. Ora nella loggia prospicente la piazza le colonnine sono state private della funzione portante ma è stata operata una architravatura] venne costruito dal 1255 al 1266. E due anni dopo fu sede del primo conclave, inteso nel senso tradizionale della parola [cum clave= chiusi per mezzo di una chiave, messi sotto chiave] e passato alla storia per essere durato ben 33 mesi.
Durante questo periodo ne accaddero delle belle.
Ma partendo dalla eziologia del conclave parliamo del perché lo si tenne; nel novembre del 1268 morì Clemente IV, al solito si aprirono due correnti bipartizan per eleggere il proprio favorito: una corrente sosteneva i francesi e Carlo d’Angiò, l’altra che sosteneva gli "imperiali". Poiché la maggioranza richiesta dalle leggi per l’elezione del Papa era quella di due terzi non c’era possibilità di accordo [erano 7 vs 11]. Diciamo che quindi la situazione era quella di un ballottaggio continuo e reiterato, durante il quale i cardinali dovevano essere mantenuti a vitto e alloggio dalla popolazione viterbese.
Nel 1271 la situazione non faceva intravedere spiragli risolutivi e i viterbesi esasperati, capeggiati dal loro capitano del popolo, Raniero Gatti, entrarono nel palazzo Papale e chiusero i cardinali cum clave, riducendo quindi le uscite voluttuarie dei cardinali e le loro distrazioni, con il fermo proposito di non aprire la porta fino a che non avessero votato ed eletto il Papa.
Ma la situazione continuava a stagnare. Quindi si decise di ridurre gli alimenti.
Esasperati ma galvanizzati da una battuta di humor anglosassone di un cardinale, che inconsapevolmente li pungolò dicendo "Sfido io che lo Spirito Santo non può discendere su di noi ed illuminare le nostre menti... c'è il tetto!" i viterbesi arrivarono al punto di scoperchiare il tetto, esponendoli alle intemperie e dando vita al primo campeggio pontificio della storia [oltre a un documento alla biblioteca comunale di Viterbo sono ancora presenti i fori nel pavimento della sala del Palazzo]
Fu, infine, grazie all’iniziativa di San Bonaventura da Bagnoregio che si venne ad un compromesso, si decise cioè di nominare una commissione formata da 3 cardinali di una fazione e 3 cardinali dell’altra, i quali avrebbero dovuto scegliere il papa al di fuori del Sacro Collegio, dato che non è necessario essere un cardinale per essere eletto, ma è sufficiente essere un battezzato. E così, dopo 33 mesi, tanto era durato questo vano scontro, il 1 settembre 1271, in sole 24 ore, fu eletto al soglio pontificio l’arcidiacono Tebaldo Visconti, personaggio di cui la Curia non aveva più notizie da più di un anno in quanto in pellegrinaggio in terra Santa, con la speranza di poter riandare così al voto.
Ma così non fu, anzi, il nuovo Papa, assunto il nome di Gregorio X, nel 1274 promulgò una bolla con la quale codificava per legge quello che i viterbesi avevano fatto per "furor di popolo".
[continua. Si ringrazia Graziella Mattei per l'indefessa narrazione in tutti questi anni ;)]
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:56 in canzoni e musica Io lo vedevo che molti di voi erano disperati nel perdere Radiosglaps. Lo vedevo. Scene di disperazione che non si vedevano dallo scioglimento dei Take That.
Ma finalmente sono riuscita a trovare un nuovo servizio di hosting che oltre a farvi scarrricare la vostra trasmissione (rotfl) preferita ve la può fare anche ascoltare in streaming.
Difatti troverete la puntata del 28 Maggio qui.
[per le vecchie sempre citofonare qui.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 01:16 in lo sglapsanalista Aspettare alla fine può essere frustrante.
C'era in un vecchio libro scritto a più mani, scritto e tramandato di generazione in generazione un po' come la ricetta della lasagna, un simpatico adagio. Quello delle donne sagge che aspettavano il loro sposo tenendo le provviste in casa, pagando le bollette e riscaldando se inverno e tenendo casa fresca se estate. Di contro c'erano anche le donne che, dovendo aspettare quel cornuto puttaniere del loro sposo, che rincasava quando gli tirava, se ne fottevano altamente e piuttosto che spendere per casa andavano a dilapidare tutto al Bingo.
Mmm, forse non era così, ma attualizzato fa più presa.
Ecco, quando aspetti di chiedi se è più prudente fare come la prima o la seconda donnina.
Sì, magari è prudente stare in mezzo.
Sapete una cosa? Riniziare le terapie per la mmm, ho perso il conto... sesta? Settima, sì, settima volta un po' ti mette ansia. Ho notato in questi giorni che quando sono al telefono e sto pensando a un concetto che devo esprimere mi è tornata la balbuzie. In settimana ho avuto un paio di attacchi di panico. Ma tutto apposto. Diciamo che non devo pensare, diciamo.
Diciamo che ho troppi casini di qui a fine mese prossimo.
Ma boh, sticazzi.
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| email me elaborato da Franfiorini, 21:58 in franfiorinologia Oggi eravamo nella città di mmm prontooo? in un simpatico raduno di gente che bazzica radionation. Nessuno oltre me e i tatini possedeva un blog o uno sglaps. Pensate gente normale.
Infatti quando al commesso della libreria abbiamo chiesto il libro di Personalitaconfusa ha detto:
"Eh? come si chiama l'autore?"
(Annina): "ehm, personalità confuso... ehm, confusa."
"..."
"eh, si fidi."
"no, non esiste alcun libro recente..."
"coff, ehm, grazie eh"
Nella foto: un ricordo tangibile del gastronomico raduno a prontoooo?
[si ringraziano i tatini, il prof, Alle, Gragra (+consorte+amico dicuinonricordoilnome), le vesciche di Mirkuz, il caldo e gli uomini dell'anas che si volevano immolare sotto la tatinocar. Son cose.]
[Se volete commentare parlando della complementazione della glutammina o di pulci e zecche siete ben accetti, tanto questo è un forum.] commenti (6)
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:46 in intervistozze e giornalaismi Trovo... oddio, non trovo neppure le parole per quanto sto sentendo questa sera su mi Manda Raitre. C'è un sito, di un laureato in medicina, medico. Quindi per la gente in difficoltà non il primo Do Nascimiento che si può trovare per strada.
Non credo neppure di riuscire a scrivere serenamente, tale è l'incazzatura nell'aver notato l'esistenza di questa cosa. Ben peggiore di bustine di sale, imposizione delle mani e intrugli e pozioni varie. Magari se qualcosa non riesce chiaro o poco approfondito vedrò di trattarvelo nei commenti, al limite delle mie possibiltà.
Digitando questa chiave di ricerca il primo sito che riuscite a trovare è quello del dottor Simoncini.
Questo figuro si ritiene pioniere in una modalità innovativa nella cura delle neoplasie. Usare come fornitrice la Solvay per curare proprio gli ammassi di cellule impazzite.
I funghi vengono assurti come prima causa di neoplasia.
La candida, nel particolare, viene individuata come causa eziologica del cancro.
Mi piacerebbe farvi sapere che tutti noi siamo colonizzati da candida dal momento della nascita, con il passaggio nel canale del parto [e quelli nati dal cesareo come me non se la scampano: non appena l'ostetrica o l'infermiera ci tocca ci "contamina"].
Quando la candida si manifesta con il tipico aspetto a secrezione biancastra nelle mucose vuol dire che si è avuta una dismicrobia, altrimenti ce la ritroviamo sulla cute e nelle mucose come tanti altri batteri residenti nei nostri vari distretti cutanei.
Oltre ad essere una autentica, perdonatemi il termine poco medico e poco aulico, puttanata la cura non è esente da rischi oltre ad essere inefficace.
Il bicarbonato ad alte dosi provoca squilibri metabolici, quindi non è proprio acqua del rubinetto.
Fortunatamente l'ordine dei medici ha radiato questo personaggio. Fortunatamente ci sono processi penali a suo carico. Sfortunatamente il suo sito è ancora presente in rete.
Credo sarà difficile che un malato o un parente di un malato di cancro possa capitare qui.
Posso dirvi che per motivi strettamente personali e di famiglia ho conosciuto almeno tre tipi diversi di carcinomi.
Posso darvi tutto l'appoggio routinario della mia esperienza e il grosso consiglio di andare nei numerosi centri specializzati presenti in Italia, che saranno segnalati dalle vostre ASL.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:39 in franfiorinologia Sarebbe il terzo mese consecutivo che chiudo in attivo di bilancio. Sono commossa.
Non riuscivo a vedere cento, dico, cento euri nel portafoglio da... mmm, da prima che entrasse in vigore l'euro.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:48 in franfiorinologia Non c'entra un cazzo il giro d'Italia.
Questo post al solito è un qualcosa per ricordare che me le vado a cercare un po' tutte.
Parliamo per metafore.
Facciamo caso che la pecorella va dal pastore capo. E il pastore capo ti accoglie, ti striglia, ti svermina e ti dice che il pastorello della bassa, dove stai te a brucare la sterpaglia, è uno stronzo, un cretino, un testa di cazzo, un malvagio che ce l'ha col mondo perché gli da noia avercela anche con se stesso. Uno che tosa le pecore col machete (e alcune pecore ci lasciano brandelli random oltre al vello) perché pensa che faccia figo e aumenta la sua autostima.
La pecorella smarrita, piangente, va dal pastore capo ed egli ti consiglia di andare da colui il quale paga tutti i pastori. Per dirgli casomai che quel pastore lì sarebbe da mandare a fare i recinti, che ne so. E il pastore capo rosica e si indigna perché anche a lui il pastorello della bassa lo tratta un po' di merda, ma non essendo suo dipendente ora non è da mandarlo a calcinculo. E quindi ti consiglia di dirlo all' "osteria", al "prete" e a quello che paga tutti quanti.
Che bella immagine bucolica, specie la pecora tosata con schizzi di sangue a go go.
[Se ho usato la metafora della pecora è proprio perché circa 200 persone l'anno sono messe a pecora (bonjour finesse) dal pastorello della bassa. E insomma, qui si iniziano ad avere problemi di emorroidi. E dicono che i blog aiutano a qualcosa? qui tanto non serve a nulla, ma almeno lo sfogo permettetemelo. Chi vi scrive dovrà smuovere le acque con i virgolettati di sopra. In caso portatemi i clementini senza semi.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 13:39 in avere ventanni Più ci penso e più è geniale.
Il Bimbo, delizioso compare di chiaccherate in msn nonché valido serbatoio di microrganismi, si è prodotto in codesta riflessione:
Non ci si fidanza per convenienza.
Non ci si fidanza per disperazione. Non ci si fidanza per farsi mettere i piedi in testa. Non ci si fidanza per far ingelosire una terza persona. Non è bello rimanere fidanzati quando ti piazzano un bel paio di corna. Non è bello rimanere fidanzati con chi rompe indegnamente il cazzo per questioni di poco conto. Non è bello rimanere fidanzati con una persona che ti costringe a cambiare radicalmente la tua vita e le tue amicizie. Non è bello rimanere fidanzati con chi ti costringe a mettere le ciabatte e a diventare noioso, triste e bollito. Considerando il fidanzamento una stasi naturale che si raggiunge quando un altro essere umano capisce che tu hai funzioni primarie, secondarie e una vita socioeconomica da compiere anche come essere umano predeterminato qui si considera l'inciabattamento di cui sopra una condizione critica da evitare pena l'abrutimento non solo di coloro i quali vogliono trovarsi l'omo a tutti i costi (ma anche la donna, se son uomini. O l'omo, se sono ragazzi gai.) ma anche di tutti quelli che fino al momento precedente erano vostri validi amici.
Eccheppalle.
Aneddoto:
Ero in terza liceo, o forse quarta. Stavo studiando una materia scientifica con la mia compagna di banco. D'un tratto ella chiuse il tomo e sbatté la mano su di esso.
"Cazzo! Noi ci dobbiamo trovare un uomo...!"
[segue pausa cinematografica di tre secondi con la Fran che termina il proprio paragrafo sottolineandolo col lapis e la Fran che gira la pagina non cagandosi la compagna....]
"Flavia, io sono già apposto..."
[segue silenzio. Non si era accorta che il mio moroso, che era normale (nonchè anche orfano di madre, era troppo), esisteva.Nonché è da dirsi che lei aveva vedute molto cielline.]
Ora le cronache narrano che lei abbia ciulato il moroso alla mia migliore amica.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:01 in avere ventanni Tra i miei compagni di liceo, al Ruffini, meno brillanti c'era un uomo da un nome ecumenico. Già fare Pace di cognome, nella mia opinione, ti apre i cancelli delle ecclesie. Aggiungere come nome Cristiano, oltre a portarti a lapidare i genitori per la scelta quasi santifica, ti indirizza verso la carriera ecclesiastica senza passare dal Via. Ecco. Il problema che uno simile (e il padre di Pax Vobiscum sta diventando direttore nella banca del mio mutuo, sono traumi ragazzi), ma proprio di argutezza di intelletto e di fisionomia me lo son ritrovato qui, tra una forma di parmigiano e una coscia di crudo. Il mio vicino di casa, anzi lui e suo fratello. Che poi, suo fratello faceva con me CTF. Ricapitolando, qui a sinistra [parlo dal mio balcone, e gente che sglapsa e conosce la mia casa sa di cosa parlo] i miei vicini consistono in una giovine coppia di fratelli, di cui uno lavorante e uno studiante, che provengono da Foggia. Il fratello, che faceva CTF con me, era soprannominato dalla mia combriccola, lo scassapalle o il rincoglionito. Dipendeva dai giorni. Ad esempio, mentre eri a lezione: "eh, ma non ho capito come è l'attacco nucleofil..." "sssst, lo sta spiegando..." "sì, ma io son rimasto..." "..." L'altro oggi mi ha fatto ridere non poco. Prima che venissi ad abitare qui, lui fu il primo che occupò la casa, il primo tra tutti i mille (n.d.Fran, numero alla ingegner Cane) condomini. Parliamo di Aprile dell'anno passato, o una dozzina di giorni prima. Una sera, sbagliando a collegare una lampadina, ed essendo la sua casa approvvigionata di corrente elettrica di cantiere, provocò un blackout globale di case e cantiere. Egli andò a vedere alla centralina l'entità del danno causata. Non appena si girò vide dietro di lui la Polizia, i Carabinieri, l'IVRI, la guardia nazionale e il commissario Rex. Insomma, gli hanno preso le generalità. Pensavano, come minimo, che fosse di AlQuaeda. Sempre lui, quando scende con la bici, nello scivolo che conduce ai garages, usa i freni. Io ho la finestra sullo scivolo. I freni stridono. E dire che una volta mi regalò dell'olio d'oliva. commenti (12)
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:22 in deportes [ssst, è che notavo che da quando qui non ci si schiera e non si dicono le cose qui sopra... ecco, le cose vanno bene. Quindi d'ora in poi mi sa che si parlerà di manicure e di nani da giardino. Però sappiate che se riuscisse a trionfare a Milano 'sto signore qui sotto codesto sglaps è molto contento, ecco.]
![]() Friullillì...
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:36 in franfiorinologia Invero io da piccola ho girato molto.
Ho ereditato da mio padre quello che interlocuzioni famigliari-dialettali si dice "pizzico al culo" e sta ad indicare una propensione piuttosto accentuata verso le visite turistiche.
Solo che mio padre, anziché battere palmo a palmo a piedi la città che si visita come faccio io [Eh, io vi sconsiglio di venire in gita con me, sono odiosa e voglio vedere tutto....], era propenso a gustare le specialità tipiche per colazione-pranzo-cena. Ciò sta a significare che per il giro della città-regione-paese ti avanzano si e no mmm... quattro ore giornaliere. Passate tra burp e citrosodine varie.
Quando tornammo a Parigi [n.d.Fran, in sette giorni feci vedere in pratica tutto a mia madre, costringendola a girare il Louvre -quasi intero, ammetto di aver saltato una dozzina di sale nell'ala Richelieu- e a dirle, dopo sei ore di visita "Cazzo, ma noi si sta saltando il vasellame greco.". Lì non ho capito, ripensandoci, come non mi abbia preso a sprangate.] ci guardavamo come dire: "ah, ma noi ci eravamo già state? me la ricordavo diversa... cioè, mi ricordavo solo il freddo... cazzo che freddo! Ma noi siamo venute a giugno per compensare quel freddo porco?"
[n.d.Fran, avendosi l'hotel di famiglia noi ci si muoveva o a novembre o a gennaio. Quindi freddo, nebbia, neve, freddo, uggiosità. Ricordo che la prima volta che vidi Rimini aveva nevicato sulla spiaggia...]
In pratica le cose diventano molte di più. Io di Parigi ricordavo i negozi, il freddo porco di Versailles [era Gennaio, ed erano i meno sei celsius], l'odore di orina nel sottopasso degli Champs Elyseés, l'arco di Trionfo visto dopo cena, la brasserie di fronte alla Trinitè, un dolce chiamato l'ile fluttuant, la Gioconda, il freddo e la nebbia vista dalla Torre Eiffel, il d'Orsay mezzo in restauro e Eurodisney.
Insomma, già tanto.
Oggi a pranzo, mia madre:
"Ma a Valencia c'è il mare..."
"..."
"Eh, son seria, non me lo ricordo..."
"Scusa, ma ci siete stati con quello lì che era tuo marito..."
"Eh, boh. Io ricordo il ristorante dove mangiammo la Paella."
"C'è il mare..."
"Già, sennò come facevano le regate. Mica me l'ha fatto vedere, ora guardo su google earth, vah"
![]() "..."
"uh, che bello, guarda il mare..."
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:44 in franfiorinologia In pratica la mia malattia sta costando:
a) al servizio sanitario nazionale ogni patologia simile viene a costare, da dopo l'accertamento che uno può ottenere l'esenzione [e in burocrazia passano circa 20 giorni in cui le medicine te le devi pagare te] circa 200 mila euro. Senza dimenticare che molti farmaci sintomatici non te li passano [del tipo, mi sto affossando di reactine e presto comunque cambierò col cortisone. Ho il sistema immunitario più provato di Moggi in procura. Poverino, mi fa quasi pena il mio linfocita che andrà al circolo ululando come la particella di sodio]
b) dal punto di vista lavorativo vengo a sputtanare parecchi, parecchi, parecchi danari. Anche perché non posso permettermi malattie avendo un contratto molto flessibile, molto.
c) i soldi che si buttano via per l'università. Non ne parliamo.
In tutto questo è possibile che qualcun altro, nel mio ristretto nucleo famigliare, possa stare poco bene.
Direi che sono piuttosto incazzata ed è lecito.
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:17 in franfiorinologia Oggi credo che nonostante tutto è stata la giornata più bella di tirocinio da quando ho iniziato questo peregrinare tra reparti.
Se c'è una cosa che mi da profondamente fastidio è entrare in camera del paziente con altri diciassette individui. Non so, per me non è giusto. Mi sembra una mancanza di rispetto, forse parecchi anziani -alla vista di un camice bianco- non osano lamentarsi. Ma a me se capitasse una mandria di studenti in camice bianco e fonendo in tasca che mi guardano un po' come si sta avanti alla gabbia delle scimmie.
Non è bello, ma capite anche lo studente: è decerebrato. Non ha mai visto qualcuno o qualcosa che sta male se non il nonno o la zia. Quando vede finalmente che il libro a pagina 1024 non diceva cose campate in aria come una teoria di Sitchin quasi si commuove e si galvanizza assieme.
Ma a me da noia entrare lì, seguire il dottore tipo Tersilli lì a fare la visita. Il codazzo. Gente che sta lì, male. Alcuni davvero male.
Pneumologia è stata bella. Traumatizzamente bella.
Facendo un passo indietro.
Il Rasori (Giovanni) è quel padiglione stile inizio Novecento che troneggia e occupa uno spazio, più o meno inglobato in una zona verde, che si situa tra la nuova Torre Medicine e il Plesso di Via Volturno della facoltà.
Nacque come sanatorio, visto che fino a trent'anni fa esisteva ancora la specializzazione in tisiologia, e si caratterizza con le strutture tipiche proprio del secolo scorso. Scale piuttosto strette con parapetti relativamente bassi [eppure sono meglio, vi dico, dell'ascensore/montalettighe che fa molto Dachau style.], mosaici geometrici, una cappellina proprio ai piedi dello smistamento reparti. Tutto questo si riflette anche sulla struttura. Diciamolo, è fatiscente quasi.
Fa ridere vedere che magari si spendano soldi su soldi in cazzilli, medicinali, salcazzi, parcheggi, pontisullostretto e poi la Sanità italica per la pneumologia parmigiana non cavi danari.
Il polmone d'acciaio [una sorta di camera cilindrica, simile ad alcune camere scafandrose ove le donne si inflano negli istituti di bellezza per dimagrire con la sauna, che opera delle compressioni e decompressioni tali da far consentire all'individuo una respirazione in casi di insufficienza respiratoria. Venne inventata per supplire queste mancanze nei poliomielitici, a Copenhagen] è perfettamente funzionante, ma ha alcune delle guarnizioni esterne ossidate dalla ruggine.
Rifacciamo il passo avanti.
Al Rasori ora c'è pneumologia. Essendo realisti possiamo dire che lì ci entri in lettiga. Ci entri. Poi non hai la coscienza di uscire. Vedi i soffitti e le loro pennellate, volte a coprire le infiltrazioni e lo scrostamento del precedente intonaco. Li vedi, e ti rimarranno impressi nelle orbite, nella maggior parte dei casi.
Checché ne dica Veronesi e altra gente piena di ottimismo di cancro al polmone si muore al giorno d'oggi come si moriva vent'anni fa. Nulla è cambiato. La chirurgia e la chemioterapia non fanno nulla. Le metastasi in alcuni casi hanno una progressione così fulminea da un mese all'altro che non sai davvero cosa fare. Le tue basi fisiologiche fanno bella mostra sul libro. Non servono più.
Guardi le statistiche delle persone che sono entrate. Forti fumatori. Camionisti in preda ad apnee notturne poi tracheostomizzati. Gente che rifiuta quel tubo tra i due anelli tracheali per continuare a parlare. Gente che non sai come guardare se non cercando di sorridergli e non dandogli a vedere il disagio e l'impotenza che provi.
Alla fine una menzione al professore. Spiegare chiaramente in venti minuti i principi della fisiologia polmonare e poi discutere di casi clinici esemplificandoteli al massimo. Un uomo poi di una umanità esemplare nella categoria.
Oggi mi è servito a ricordarmi che poi la professione è quella. Una estroflessione di quel che si studia ma più complessa e più difficile, perché alla fine sei tu con un essere umano che non deve soffrire. E sentirsi mancare l'aria deve essere proprio allucinante.
Molte persone non sanno cosa sia tutto questo. Non sanno nel senso che non l'hanno mai visto.
Vedere una persona con trentun chili addosso e un tumore all'apice del polmone che gli crea una sorta di gobba, un uomo classe '29 che non mangia più da tre mesi perché ha vomito incoercibile e ha una aspettativa di vita di altre dodici settimane ti fa pensare che la natura è bastarda.
Vedere un uomo, prima operato al polmone destro per un carcinoma. Poi con una metastasi cerebrale. Poi con il polmone sinistro completamente invaso dalle metastasi.... Il respiro corto. Gli spasmi. Il dolore cosciente, perché capisce ancora tutto non appena la sedazione possibile da morfina passa. Sentire il professore che ti dice che ormai tutte le mattine, aprendo la porta della stanza, si augura di trovare quel letto ormai vuoto... beh. Quella non è vita. Ed è quello che ti pone tante domande che invece molti risolvono con un dogma o una imposizione presa per via naturale. Pensiamoci: una volta non c'erano cure e la natura seguiva il suo corso. Ora con le cure deviamo il corso delle cose, ma la maggior parte delle volte non possiamo così raddrizzare certi bivi ormai intrapresi. E peggioriamo -addirittura- le cose.
Medicina dovrebbe essere volta a migliorare la qualità della vita, non allungarla.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:45 in franfiorinologia Stamani finalmente ho assistito al tirocinio condotto da un docente che, professionalmente parlando, è uno stronzo. Da lì si può capire quanto un essere umano può dirigerti o meno nella preferenza di una materia: stamani alle ore 12 circa otto persone odiavano Cardiologia più di ogni altra cosa. Pensate voi. Invece il gruppo opposto era eccitato o galvanizzato dal vedere un'onda p o uno spike.
Premettiamo il 98% delle persone non sapevano una beata fava di ciò che si stava parlando. Nel senso: cardiologia è materia del quarto anno. Molti di noi, consci di rimanere come i tonni dello stretto di Messina tra le maglie dei pescatori nelle briglie del terzo anno, non ha neppure spolverato il libro e va di vaghi ricordi.
Molti di noi, come dicono le statistiche di specializzazione, faranno i cardiologi.
Nel gruppo A (già, il mio) c'era un prof che come dire... mmm, chiameremo per comodità lo Stronzo. Nel gruppo B c'era un prof che ricordava vagamente papa Giovanni Paolo I. Quest'ultimo ha preso il suo codazzo di studenti e li ragguagliava prima di entrare nella stanza del malato, il secondo ci faceva entrare nella stanza, si metteva a spiegare e a farci domande pur vedendo i nostri occhi smarriti nel vuoto.
![]() Invece da noi:
"Bla bla bla, bla... la D3 di Einthoven...."
"Dove si trova?"
"Qui."
"Eh, ma lei lo sa chi era Einthoven."
"Quello che ha inventato l'elettrocardiogramma."
"Eh, solo?"
"In che senso."
"Su, mi dica. Tema su Einthoven..."
"Mmm, allora... mmm..."
"Di dove era?"
"Probabilmente con quel nome lì olandese..."
"Vede! Lei non sa un cavolo di elettrocardiogramma però usa la logica! Brava. E ora confessi che ha pensato alla squadra di calcio."
"Già, la mia cultura si basa su quello."
Mah.
L'unica buonanotizia del giorno è che colei la quale mi sta enormemente sul gozzo vuole fare chirurgia.
Mi sa che non ve ne ho mai parlato.
La biondona riccia è colei la quale mi precede in elenco alfabetico. Quindi la ritrovo tra i piedi in qualsivoglia esercitazione e tirocinio mi si prospetti.
La odio. Principalmente è questo. E con me la odiano altri che hanno notato che:
a) non saluta
b) ti rivolge la parola solo quando le servono spiegazioni
c) sono stati almeno una volta accanto a lei.
Ha la faccia e la stronzaggine del chirurgo. Ah, occhio. Essendo lei campana ritornerà, a diopiacendo, dalle sue parti. Siete avvertiti.
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| email me elaborato da Franfiorini, 13:22 in fran s corner Da ParmaPuntoBici.pr.it ci vengono forniti 10 consigli utili per pedalare sicuri.
Consigli che nessuno, manco la nonna che ci urlava di coprirci e metterci la maglia di lana avrebbe pensato.
Analizziamole. [noi che non si ha una ciospa da fare] 10 consigli utili per pedalare sicuri [signori miei, già arrivare a dieci. Io ogni volta che ho dovuto fare delle categorizzazioni per arrivare a dieci c'ho sempre dovuto mettere "boh"] 1 Controlla costantemente il perfetto funzionamento dei freni, delle luci (anteriori e posteriori), del campanello e dei pneumatici della tua bicicletta. [direi eh, no, anzi trattala male come ti direbbe Ferradini...]
2 Invia segnali precisi e con buon anticipo, agli altri utenti della strada: usa il braccio teso [occhio a come lo tendi...] per segnalare una svolta, ma soprattutto quando ti sposti al centro della strada per superare auto parcheggiate [qui magari capisci che era meglio abitare a livigno e fare lo slalomista, ma invero sei a Parma, figa.] usa il campanello, scegline uno molto rumoroso [poi se gettano liquidi organici dalla strada a causa del rumore del tuo campanello è un'altra cosa... Ah, occhio a non tramortire nessuno quando fai la freccia veh.]
3 Cerca di non percorrere strade dissestate [normalmente a chi non garba fare lo sterrato? eh, il ciclismo eroico...] o molto trafficate: se i marciapiedi sono larghi a sufficienza usali educatamente e andando piano: sei ospite dei pedoni. Quando non è possibile scegli un percorso più lungo ma sicuro. [guarda, ti spiego, è questione di culo. Se trovi il marciapiedi libero ringrazia iddio. Se non ti si bucano le ruote è un miracolo. Se percorri la strada trafficata son cazzituoi, ma non trovarne una dissestata è un miracolo a Parma. Pare Beirut.]
4 Un'adeguata distanza dai mezzi pesanti come furgoni, autocarri, autobus è consigliata: spesso non ti vedono. [non ti vedono i pedoni, vuoi che ti veda un furgone]
5 Sii sempre vigile nel traffico: [o perlomeno ausiliario (ussignur...)] cerca di prevenire le manovre degli altri veicoli stabilendo un contatto visivo con i guidatori e assicurandoti che ti abbiano visto
tieni sotto controllo, con la coda dell'occhio o con l'udito [per l'amordelcielo, non fare il figo con l'ipod in bici. Fanno bene a metterti sotto.], anche ciò che avviene alle tue spalle. [sii uno e trino, cazzo esiste la sintesi.] 6 Evita di usare il telefonino in bicicletta, ma, se proprio devi telefonare, utilizza l'auricolare. [fermarsi pare brutto? Ma poi come fai a telefonare, usare l'ipod, guardare gli automobilisti, farci amicizia, dare un occhio al furgone in retromarcia,dribblare i pedoni e le auto e parlare con l'amica della ricetta leggera del brasato tutto assieme?]
7 Tieni sempre le mani sul manubrio e viaggia sulla destra considerando però un margine di sicurezza per evitare lo sportello dell'automobilista distratto o altri possibili imprevisti. [Lo sportello, i cartoni dell'uomo della carta che volano, i pedoni che attraversano senza vederti... oh, è un bordello eh. Altro che esercizio aerobico: in bici dimagrisci per lo stress...] 8 Renditi ben visibile anche quando l'illuminazione è scarsa, magari indossando qualcosa di fluorescente. [mettiti il giubbino che in auto non utilizzerai *MAI*, ma che in bici servirebbe tanto. Ecco, magari non vestirti anche completamente di nero, con un pastrano nero, pantaloni neri... accartocciato peloso sulla bici con neppure un catarifrangente... oltre che le vecchiette quando passi si spaventano e temono che sia arrivata quell'ora sappi che gli automobilisti non ti sgamano neppure se ti metti un grosso puntino rosso sopra con Baglioni che ti canta "Io sono vivo e sono qui"]
9 Nell'incrocio in cui l'eccessivo traffico e il buon senso ti suggeriscono di utilizzare le strisce pedonali, scendi dalla bici e attraversa a piedi. [poi non fare caso all'anziano che ti manda affanculo perché non sei transitato nella rotatoria anziché lì a rompergli le palle, e quindi lui per sfregio adotta la camminata tipo "processione dell'Incoronata"]
10 Non sottovalutare la scelta che hai fatto: ogni volta che sali in bici rinunciando all'automobile compi un gesto consapevole e meritevole. Quindi sorridi e goditi il privilegio. [poi se tossisci per gli scarichi fallo con stile. Magari se hai emottisi occhio, ricordati che lo sputo -a meno che te non possieda una propulsione simile a Tottigò- fa sempre una traiettoria parabolica. Quindi ocio alle scarpe. Ai primi mille ciclisti una spirometria in omaggio.]
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