venerdì, 30 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 14:31 in foto

I biglietti dei Muse
Annina, tevojobbene :**

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giovedì, 29 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 13:13 in lo sglapsanalista

Ho inziato a pensarci stamattina, alzandomi relativamente tardi [le ottoemezza stanno diventando ormai in vece che prima mattina qualcosa come il mio precedente mezzogiorno] e trascinandomi fino al balcone per rollare e poi assumere il mio antiemetico di scorta. Già, non dovrei pensare.

C'erano dei punti fissi al menù dell'hotel. Del tipo la pasta al forno la domenica a pranzo e il riso cosìdetto fiorito la domenica sera. Il martedì e venerdì pesce. Oppure gli gnocchi e l'arista del giovedì.
Ecco, quello doveva essere un giovedì.

Anno 1993, Giugno. Dieci anni e un mese circa di mia anagrafica. Mi sveglia il trillo del telefono mentre dormo nel letto e sento che dalla portineria proviene la voce del cuoco col suo accento dell'Amiata per chiedermi, visto che i miei non ci saranno tutto il giorno, come voglio gli gnocchi.
Cerco di rendermi conto cosa voglio a mezzogiorno e mezza sebbene siano le nove e opto per quelli al ragù, visto che ormai mi aveva chiamata, anche se so come sia fatto il ragù in hotel. Ma il burro e salvia mi ha sempre dato noia, anche perché non copriva quella durezza dell'eccessiva farina nel composto amalgamato alle patate. Ma qualcosa doveva essere mangiato.
Mi alzo e ciabatto un po' in casa. Mia nonna e il mio cane sono a Viterbo in agenzia di assicurazioni, perché le ferie permesse sono poco meno di venti giorni ad Agosto e i fine settimana.
Mio nonno si stava spegnendo lentamente e inesorabilmente. Ma non aveva già il cervello consumato e imballato dalla morfina. Riusciva ancora a parlare. Riuscivamo ancora ad uscire qualche volta e a spingerci in pineta.
Scesi in albergo, in preda alla noia, e mi misi a leggere intrespolendomi sullo sgabello della portineria. Squillò il telefono e dall'altra parte dopo che io incipiai recitando saluti e nome dell'hotel sentii la voce abbassata e rauca dalla malattia di mio nonno.

"Francesca, è successo qualcosa alla mamma?"
Io abbozzo, sgrano gli occhi e alla fine decido per la solita risposta da concierge.
"No papà, la mamma ha visto che il tempo era brutto e quindi ha deciso di partire pomeriggio. Non preoccuparti."
"Meno male, ti voglio bene. Non preoccupatevi per me, oggi posso anche stare da solo."

Mia mamma aveva completamente distrutto la macchina nella curva che da Chianciano porta verso Sant'Albino davanti a un locale da ballo. Un incidente stranissimo dal quale lei uscì miracolosamente illesa, dettato probabilmente dalla strada viscida. Arrivò poco dopo, trafelata, chiedendomi dove poteva aver lasciato mio padre le chiavi della seconda macchina per correre a Siena dal nonno.
Poi lo riportammo a casa. Poi... poi ci furono tanti lunghi giorni sempre uguali in attesa che qualcosa, qualsiasi cosa cambiasse ciò che stava accadendo. Quel giorno poi a fine settembre arrivò, e mi ricordao abbracciare mia mamma che ritornò a casa dalla clinica mentre io stavo sul tavolo di cucina a fare i compiti di matematica. L'abbracciai più forte che potevo, accarezzandole la testa e sentendola piangere mentre io guardavo nel vuoto.
Un giorno, prima di quell'altro, mio padre mi guardò mentre stavo ai piedi del letto, dove stava mio nonno, a veder preparare le flebo. C'era l'attaccapanni deputato come reggiflebo. C'era sul comò una distesa di fisiologiche, glucosate, ferro, albumina umana, esafosfina. C'era papà Azelio, ossia il mio nonno materno, nella sua magrezza scavata con i muscoli ormai consumati lì sul letto a guardarmi. Poi a socchiudere gli occhi per sopportare il tutto. Mio padre mi sussurrò quando uscimmo di ricordarmi che ogni giorno che si levava al Signore era un giorno guadagnato. Il mio carattere di merda che sussisteva già all'epoca gli rispose che un giorno di merda non è mai un guadagno.
Poi al funerale, quando ci fu una sorta di riconoscimento che quegli anni che erano partiti dall'11 marzo 1929 si erano fermati proprio quel 27 settembre 1993, quando mi misi in macchina in silenzio faticando a trattenere le lacrime dopo una frase poco cristiana del celebrante [un cristiano non può dire che si sta dando l'ultimo saluto a qualcuno durante un funerale, se la dottrina prevede credere nella vita eterna] mio padre mi disse che potevo anche smetterla, perché non ci potevo fare più nulla. Forse un goffo tentativo di consolazione.
Ancora oggi faccio fatica ad abbozzare sorrisi e a trattenere una certa emozione quando qualcuno dei suoi vecchi conoscenti mi dice che lo ricordo tanto, nei modi, negli occhi, nella "dignità".

Ho passato due giorni difficili, molto dal punto di vista di salute. Ieri mi ha chiamato la mamma.
"Francesca, come va?"
"Non bene mami, ho la febbre, non mi reggo in piedi, vomito. Però ce la faccio..."
"Devo tornare su subito? Se vuoi tra quattro ore sono lì."
"No no, ho tutto. Dopo mi passa. Posso anche cavarmela, stai tranquilla."
Oggi è giovedì.

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mercoledì, 28 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 17:06 in intervistozze e giornalaismi

Ho la presunzione di considerarmi una buona cattolica, non praticante o diversamente praticante da quando ho avuto la prima malattia.
La visione e la percezione dell'Assoluto è un fatto così privato e personale, un'esperienza così stretta che è inutile e assurdo pontificare in parole o embricandosi in filosofiche descrizioni. Forse sono le uniche vere e proprie cose private di cui avere pudore.
Ho una formazione scientifica molto radicata. Nei modi di fare, nell'affrontare qualsiasi situazione, nel cercare la spiegazione in fondo. Almeno nella vita comune e nella vita di relazione che passi con gli altri. Poi la tua vita privata, eh l'aggettivazione quante strade ti apre eh, è tua, ci fai quel cazzo che vuoi.
Ieri sera ho parlato con la mia conterranea etrusca proprio di un insieme di cose, tra cui i quesiti referendari dell'anno scorso.
Oggi trovi il link a una determinata notizia che parla di scomuniche ai ricercatori coinvolti in un determinato tipo di ricerca.

Ora, a me non tange più di tanto.
Non mi interesserebbe più di tanto se la mia Chiesa andrebbe a colpirmi con un determinato provvedimento per una cosa per cui credo. Sono talmente ottimista, in questo ambito, che credo che le cazzate le si faccia tutti, ma l'importante è credere in ciò che si svolge fino a difendere le proprie posizioni.
So solo che si parla di ricerca scientifica come l'eugenetica mengeliana. Di draghi e mostri a tre teste.
So solo che quando sei cristiano e stai male a volte vorresti una speranza di più oltre che sperare nel Paradiso e nell'abbraccio col signore. Almeno noialtri, cristiani tiepidini barzotti. Cavoli, chi ha una Fede incrollabile e sopporta tutto fino in fondo è encomiabile.
Sarà proprio perché io da medico farò molto fatica ad accettare le libertà personali delle persone. Il non poter fare una trasfusione al testimone di Geova ma accompagnarlo solo alla morte... ah, sì, che poi per legge non può essere una morte dolce, ma dovrò lasciarlo rantolare magari in un letto.
Sarà comunque che non voglio fare il ginecologo. Vedere durante una lezione come si è a ottanta giorni di formazione mi ha tagliato le gambe, e mi ha fatto pensare a tutti quelli che non potranno vedere quegli organi quasi perfettamente cesellati impiantati nel proprio utero. Facendomi incazzare.
Ho un mio modo di vedere le cose. Mi sembra giusto che la Chiesa faccia il suo lavoro, ma forse ascoltare, forse il dialogo, forse girare tra la gente che ha bisogno farebbe cambiare molte cose. Anche perché a volte chi è a contatto con la gente non la pensa come il cardinale.
Forse sarebbe bello che il medico riuscisse a fare il suo lavoro [sono dell'idea che se Dio vuole non ci può far passare determinati confini, una sorta di armonia dei contrari], e l'uomo di Fede il suo.

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martedì, 27 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 17:13 in lo sglapsanalista

Raschiare il piatto, lì dove si agglomera il reggiano grattuggiato in piccole piastre, cercare di ricordarsi che sapore può avere il formaggio. Ché il sapore non lo senti più, tenti di ricordartelo annusando, tenti di non pensare che devi mandare giù le cose apposta, che è bene così. Sennò il tuo stomaco sta peggio, non vorrai mica avere le solite contrazioni dell'altro giorno che ti hanno tenuto piegata in due, tra il caldo e le fitte. Non fare la stronza, cazzo.

Ti alzi e senti i tuoi pantaloni calare fin sotto la linea del bacino e un po' ti incazzi, ti ricordi i martedì mattina a discutere al lavoro con la tua collega di quanto la tensione nervosa e lo stress ti facessero ingrassare, e sentire i gonfiori di cui parlano nelle pubblicità la Marcuzzi e le amiche. Inizi a toccarti il percorso dell'esofago e ti chiedi se il dolore che senti lì al centro è un punto focale cardiaco a caso che grida yuuuuhuuuu come una particella di sodio a caso oppure è perché vede più cibo il tuo retrobocca che la parte in basso dell'intestino.

Ti rannicchi sul divano facendo attenzione che il calcagno che punti contro lo stomaco non vada a tappare tubicini o cazzate varie.

Dici "sto bene" come prima risposta, soprattutto a te stessa più che ad altri.

Però quegli altri, di cui di solito non te ne frega in modo relativamente altalenante perché te le idee ce l'hai in testa e vuoi sbagliare e prenderti le dentate da sola, sono diventati uno dei motivi che i spingono a non far cazzate e non mollare. Quegli altri che forse ci tengono a te, o forse perché hanno pena di te. Non sai.

Quando ti dicono qualcosa che non pensavi di dover passare ti sale la rabbia in gola, sì sempre da lei, poveretta. Stringi mascella e mandibola per far in modo che magari l'unica cosa che può dare l'idea contraria a che non te ne freghi nulla può essere un occhio che resta un po' più lucido del solito.

Non riesci quasi più a ingoiare nulla.

Pensi sempre però che tutto quello che scorre sia tutto completamente sbagliato.

Preferisci parlare, parlare, cazzeggiare, scrivere, leggere, ci fai un pensierino a studiare pur di non pensare. Non pensare a come erano i corridoi di Terni nel novanta dal padiglione di chirurgia, che aveva quella sala d'attesa così ampia che si apriva su un prato, fino alle sale operatorie. Non pensare a tuo nonno che dopo l'operazione forse si lamentava come avrai fatto anche tu. Non pensare che quello che stai passando è più grosso di te, e proprio per quello forse lo affronti di buzzo buono. Proprio perché non puoi fare nulla.

Il brutto di stare male è di avere la completa coscienza di quello che ti sta capitando. Totale. Avere dei momenti in cui sei così lucida che non ti da neppure fastidio cercare a tentoni quale vena bucare in vece di un'altra. Avere altri momenti in cui ti chiedi perché la testa non vada di pari passo con il corpo e raggiunga anche lei una debolezza prossima all'oblio totale.

Però ti imponi di stare lì a pensare. A razionalizzare. In fin dei conti sono cause che riesci a scomporre nell'impazzimento di una cellula, la stessa che poi ha portato tua nonna a morire. Ma a te non può e non vuoi che succeda, perché non sarebbe giusto non vedersi laureati e non fare ciò che si è sempre sognato. Ma se non razionalizzi non ci dormi. E quindi stai lì, a pensare e a fare le consuete smorfie di quando parli con te stessa, perché alla fine ti fai domande e risposte.

Inspiri e ti fa male la spalla destra, visto che non ti muovi da giorni. Espiri e senti la stessa piccola fitta.

Pensi alle statistiche, ai dati e sai che ti è andata bene, malettedamente bene, se il tuo obiettivo è sopravvivere.

Il problema, se proprio vai a guardare, è che l'obiettivo mica era proprio quello. Ma ormai il binario dove si bivacca è quello dove si è. Non hai scelta, come tante altre cose. Si gioca in difesa, di rimessa. E non parliamo di rimessa, ché si rimette fin troppo dal fondo.

Ma va tutto bene, anche perché se andasse male non staresti qui a dirlo.

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elaborato da Franfiorini, 14:43 in canzoni e musica

Io ve lo dico, chi volesse ammirare attraverso i propri timpani il ciddì dei Muse può farlo su myspace, ove il simpatico player vi farà ascoltare tutto lo streaming di Black Holes and Revelations.
Ah, già, approposito. Avete scoperto i Muse solo ora perché io vi ho fracassato le palle? Ora Feltrinelli fa uscire tutti i cd a 10,50. Io vi consiglio spassionatamente due cd: Hullabaloo (secondo me imperdibile) e quello che è ancora il miglior album dei Muse, difficilissimo nel primo ascolto ma poi molto creante dipendenza, Origin of Symmetry. Qui già vedo che mi premierò con qualcosa ;)

Altro ascolto da segnalare nuovamente (io, vi dirò, l'ho scoperto assieme alla Ari perché Paolino è bono come il pane. ) su myspace è quel gran pezzo di gnocco di Paolo Nutini. Che il Sofri bloggante lo abbia scoperto dopo che noi lo si avesse adocchiato a Dundee è un'altra storia.
[io per stoqui ci ho un carampanismo pseudoadolescenziale condito da pensieri molto adolescenziali che prevedono l'uso di mappature anatomiche che non è bello stare a riportare, insomma. Però mi trovo a cantare ululando "when yooooou loooovin'meeeeee iiiiiiiiiiii loooooving yooooou" e non è un bello spettacolo.]

Altre cose: gli Editors. Forse coloro che amano e stimano gli Interpol già li conosceranno, oppure tutti coloro che danno occhiate alle mille cose che scrivo in giro. The back room è un buon album, forse non innovativo, forse non geniale ma ben suonato e ben cantato. Belli i video, specie quello dell'ultimo singolo Blood che fa molto "studiamo-l'apparato-circolatorio". Il riff iniziale di All Sparks mi ricorda tantissimo gli Air ed è la traccia che assieme a Leaving so soon dei Keane sto facendo suonare massicciamente al mio portatile. Se volete avere una panoramica completa dei loro lavori potete tranquillamente andare sul loro sito ufficiale dove sono presenti album, bside, video e singoli in streaming.

Per altre cose in ambito musicale classico. Forse a ottobre [il forse è dettato a scongiuri assoluti, ma ho già contratto, mansione, e tra poco forse (sgrat) anche paga anticipata] sarò a seguire una cosa di cui non so neanche io di cosa si tratta. Ma tutto ciò è bellissimo. Solo che chi conosce la Salomé di Strauss gentilmente faccia un fischio in gmail che sto avendo attacchi di riso isterico, son cose.

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lunedì, 26 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 16:35 in franfiorinologia

Io lo azzardo. Se non avessi le occhiaie, le vene martirizzate, le braccia inservibili, i tubicini addosso tipo lucine dell'albero di natale, la mia tenuta da tifosa divanizzata mi renderebbe anche inesorabilmente un gran tocco di gnocca. Bermudoni, piede scalzo e reggiseno di sopra. Bottiglia del maloox e biccherone di latte perché ho qualcosa che scalcia nello stomaco, eppure l'utero me lo ricordavo più a sud.
Il portatile, che scalda come una borsa dell'acqua calda usb, lo si appoggia sui due talloni. Nonché qui si ringrazia vivamente chi ti fornisce degli streaming per poter seguire migliori commenti pallonari.

"Fran, vuoi del tè freddo?"
"No."
"Hai fame?"
"No."
"Senti caldo?"
"No."
"Mah, sicura? Non vuoi che s'accenda il ventilatore?"
"No"
"Vuoi andartene affanculo?"
"Sono costretta a rispondere no."

La stessa mia amichetta che mi assiste e che ieri sera mi ha detto:

"Su, finisci di mangiare. Mica devo fare come ai bimbi e mimare l'aeroplanino con la forchetta... bbbbrrrrrummm"
"Tu qui te ne stai biecamente approfittando perché io sono senza forze e tu sei fisicamente più grossa di me. Non è giusto..."

Ma con ciò debbo dire che i mondiali sono sempre molto belli. Che ricordi, amisci. Ricordo che quasi tutte le volte frequentai ospedali durante codeste manifestazioni. La prossima volta, nel 2010, mi faccio ibernare.

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domenica, 25 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 14:16 in lo sglapsanalista

Alcune aziende sanitarie locali per protocollo indirizzano i loro pazienti che hanno quello che con un'abile figura retorica di scarsa intellettiva si chiama brutto male e/o incurabile verso uno psicologo. Ora, io ebbi già dei rapporti con degli psicologi [oltre agli amichetti di sglaps, diciamolo] che si conclusero in una conclusione quasi unanime, ovvero che ero una onanista dell'autoanalisi [come esplicare al meglio la frase "Fai tutto da sola"?]

Stavolta toccò a un giovine uomo. Testa rasata, occhiali squadrati, pizzetto, modi di fare leggermente femminei. Sorridente con un sorriso tra lo stralunato e il rincoglionito. Vede forse la mia faccia scarsamente coinvolta da tutto ciò e gli sbadigli piazzati in modo quasi deliziosamente strategico prima di iniziare a parlare. Incipia dicendo che posso anche non venire, ma, e lì sfodera un sorriso guascone alla zelig, se ci vado lo pagano e in fin dei conti è contento. Io lo guardo e sorrido. Poi guardo il muro, la canaletta del condizionatore, la finestra, il tavolo, la sedia, il tavolo, il muro.

"Allora, dimmi. Come lo stai passando questo periodo."
"Mah..."
"Deve essere pesante per una ragazza della tua età."
"Bah, quando a 11 anni sei costretta a stare 4 mesi immobile perché ti sei rotta entrambe le gambe o a 18 e rotti hai il primo tumore non è che poi il resto te ne freghi..."
"Ma parliamone..."
"Già. Ho principalmente un rapporto di merda con mio padre..."
"..."
"Brutto rapporto o rapporto particolare magari veniva equivocato. Poi merda... intestino... tumore... è tutto un collegamento."
"Cioè, non è quello credo il punto adesso."
"Boh, io credo di sì. Ma anche il mio prof ciellino influenza negativamente la mia psiche."
"No, aspetta, cosa è che stai pensando durante questo periodo che non stai passando tanto bene?"
"Che sto sputtanando un mare di soldi e non per divertirmi. Cosa che appena sto bene mi sputtano la stessa cifra in stronzate..."
"Solo questo?"
"Beh, e anche boh..."
"Puoi anche pensarci..."
"Uhm..."
"Nel senso, ti pesa con gli altri?"
"Dovrebbe?"
"Ti senti in colpa?"
"Mi girano le scatole, non avendo altro."
"Ti senti da sola?"
"Ho un paio di amici che se mi abbatto mi malmenano, non posso sentirmi sola."
"Come è cambiato il rapporto con gli altri?"
"Uhm... mah..."
"Nel senso con il tuo ragazzo o con gli amici..."
"Spè, ragazzo quale?"
"Oh, scusa..."
"No, nulla. Finirò di convincermi di averlo."
"Dicevo con i tuoi amici come è cambiato il rapporto durante questo periodo?"
"Mi son tolta dai coglioni le persone che non valevano una sega. In fin dei conti è stato un bene."
"..."
"Perdoni il turpiloquio, a volte la toscanità emerge prepotente."
"No, va bene."
"Eh, poi, così, boh. Niente."
"Non so, dimmi la prima cosa che ti viene in mente."
"Quando penso all'analista mi viene in mente lo stick rapido per l'analisi delle urine, che, se ci pensa, è un'invenzione geniale."
"..."
"Era la prima cosa venuta in mente."
"Quando stai male a cosa pensi?"
"Che mi annoio."
"Eh, anche questa è la prima."
"No, in questi giorni è la seconda. Ora è ho caldo, e mi annoio."
"Non è che oltre a non parlare devi anche controllarti."
"..."
"No, dico. Non è che solo oltre che a esprimere un concetto con fatica..."
"No, guardi. Freni. Per me è normale che per esprimere un concetto personale mi ci voglia un insieme di cose che poi mi porta a riscrivere tutto da qualche parte, perché non parlando mi si accumulano cose in testa, e invece scrivendo si scaricano. Cioè, metto ordine."
"Sì, ma non devi tenere a freno le emozioni."
"Doveva guardarmi quando ho sentito che a Galliani non fanno nulla come avevo le emozioni a freno..."
"Come?"
"Guardi, non è che le freno, è che ci devo pensare. Ora, anche quando ci parlo con una persona dopo devo riscrivergli quello che volevo dirgli, che a parole non mi viene..."
"..."
"Io glielo ho detto che il problema principale era il rapporto con mio padre."
"Ma è psicologia freudiana di base."
"Eh, ma mica è colpa mia se mio padre mi insultava via lettera e poi mi si metteva a piangere di fronte a me dicendo ti voglio bene, ora io si vede che faccio l'inverso."
"Ma con quello che stai passando che c'entra?"
"Non so, è lei che se ne occupa."

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sabato, 24 giugno 2006

elaborato da pinno, 16:58 in centomila

ah!
era più di un anno che cercavo la password!
e finalmente l'ho trovata!
chi poteva immaginare che fosse proprio "franfiorini"??
per fortuna poco fa sbagliai, digitando il nome utente anche nel campo password!

nel caso non ve ne foste accorti, perchè in effetti mica è immediato leggere il nome dell'autore, scritto in piccolo piccolissimo sotto il titolo del post, io sono pinno! il perchè del link lo capirete leggendo le prossime righe!

e così, nota la password, mi sono autoinvitato, bla bla bla, tanto per lasciare il mio segno! vediamo di vandalizzare un po' questo blog (NO! SGLAPS!!) così tanto visitato! e pensare che il mio proprio pochi giorni fa ha raggiunto i 33333 (trentatremilatrecentotrentatrè) accessi!
e ha pure un anno in più di questo!! O_________o''

scriverò quindi parole dettate dall'invidia:

perchè lei ha così tanti lettori dvd? perchè io invece ho solo lettori mp3 e neppure di quelli fighi - tipo l'ipod?
c'è una tale disparità fra i miei post e i suoi??
questa è discriminazione! lei è alta e io sono basso, lei è laziale? toscana? emiliana? tedesca? neozelandese? - boh, non l'ho ancora capito - e io solo un sardo, maledetto e depravato (e anche puzzolente e affamato di capre, da quel che si dice!!)! O_________________o''
in più lei è una donzella e io no!!

quindi, d'ora in poi, auspico per il futuro una sostanziale parità (siamo in testa! siamo in testa!!!) di visite, o sarò costretto a denunciarvi tutti al tribunale de l'aja per crimini contro l'umanità - in particolare per crimini contro pinno, nuovo e gravissimo reato!

vorrei dilungarmi, ma ho da studiare, siamo in pieno periodo di esami e so bene che questo di farmi postare è solo l'ennesimo stratagemma di fran per avere il blog  (LO SGLAPS!!) aggiornato mentre lei in realtà si dedicava ad altro!! O____o''

baci sparsi a tutti!! ^_^ (era da anni che volevo usare questa faccina carina carina ina ina ina!!)

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elaborato da Franfiorini, 00:28 in franfiorinologia

Non so, di norma mi da fastidio festeggiare [eh, l'avete capito...] ma qui il traguardo pare carino.

In occasione del counter che toccherà quota centomila qui si offre la possibilità al fortunato (?) che arriva centomillesimo di pubblicare un simpatico suo post qui sopra.
In caso che tu, o lettore, non arrivi centomillesimo preciso ma arriva uno timido o uno che cerca su google la fotina di Burkhard si fa un un altro modo. L'esimia gmail è aperta, chi manderà la cosa più particolare in email sarà scelto per postare qui. Già vedo code di carampani ammassarsi eh.
Ci avete capito qualcosa? Io no, ma l'idea è bella [e si ringrazia la sora Ari]

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venerdì, 23 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 14:53 in deportes

Insomma.

Devo confessare di non avere, contrariamente a molti miei compagni di tifo, un amore incondizionato per Lippi. Mah, forse per il primo Lippi sì. Diciamo che ci sono stati dei bei momenti con lui sulla nostra panchina, ma era una sinergia che partiva da un gruppo di giocatori. Del resto Marcellone è toscano, noi toscani s'è delle grandi teste di cazzo nonché dei grandissimi testoni. Trovo che stia gestendo molto bene il rapporto con la stampa, molto meno concordo nelle scelte tecniche. Stiamo giocando male. Se giocassimo facendo trasparire i nostri effettivi valori sarebbe tutto molto più facile. Ma si sa, ogni volta anche se incontriamo la papuasia andiamo tutti in brodo, e dall'acqua con l'uccellino si passa a prendere l'imodium da sciogliere sotto la lingua.

Ma i nostri giocatori sono una cosa meravigliosa.
Totto Totti non illumina, è un rottame ma lo stiamo aspettando. Perché?
Il suo pupillo è pronto per la finale [la che, la finale? prontooo?]
Senza tracotanza [diobono, alzi la mano chi gliel'ha detto] Buffon parla di lui e Cannavaro in chiave "Rocco e gli spogliatoi".
Ma la bellezza delle dichiarazioni è del mio ormai conclamato mito mondiale, Materazzi:

«Non sono un diavolo». Il giorno dopo il gol che ha spianato la strada dell'Italia verso gli ottavi e ha consentito agli azzurri di evitare il Brasile, Marco Materazzi torna a parlare della sua fama di duro. «Di errori ne ho fatti, ma giudicatemi come uomo. Tante volte i miei figli hanno sentito a scuola cose irripetibili dopo che avevo subito delle espulsioni». Sui deferimenti di Juve, Milan, Fiorentina e Lazio, Materazzi ha dichiarato: «Sono orgoglioso di essere interista. Noi siamo puliti e al di sopra di ogni sospetto. Tra noi ne parliamo, mi dispiace per i compagni di altri club in difficoltà».

Non so, ora fino a lunedì ci sarà l'indicibile menata di Hiddink e le sue panchine. E lì gli spauracchi, i lupi cattivi, i bacini mandati alla Seredova e le tette di Ilary. Ora voglio il servizio sul cuoco nel ritiro della nazionale, che ci manca.

Ah, un'altra cosa, Ronaldo non è tornato. Sembra un frigorifero smeg giallo che si trascina per il campo. Macheccazzo mangiano, i brasiliani? Lo stacco di testa che ha fatto ieri per segnare è tra l'impresentabile e l'improponibile. Cioè, sembra davvero pronto per rientrare a Milano.

Per le altre vicende calcistiche... beh, le tre squadre tifate in casa son lì. Mal che vada saremo lì a sfotterci. Male che vada io per l'anno prossimo adotto il Palermo come squadra, che mi fa simpatia, ecco.

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giovedì, 22 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 18:20 in deportes

Che poi si tiene sempre all'Italia, qui. Anche se c'è dell'amore per Nedved sin dai suoi trascorsi laziali, e vedere lui in maglietta bianca e Totti in maglia azzurra a ciancicare gomma arabica come un cammello che rimescola biada non è che tenga a freno i tuoi bimbettismi urlanti adolescenziali.

Ma il punto è questo. Ricordate il cinque Maggio? Rammentate l'immenso e l'immaginifico Karel Poborsky?
Lui, sì. Quello. Pensate a quell'altro invece.
"Ma ve l'ho fatto vincere io lo scudetto"

Grazie Materazzi.
Ho rivisto quelle splendide giornate di luglio sotto l'ombrellone, con te lì, e lui con la sua aria amichevole che ti faceva venir voglia di non alzare neppure la sabbia.
Materazzone caro, in mezzo ai Totti che non illuminano, ai Gattusi che hanno imparato a tirare ieri l'altro e continuano quindi imperterriti a farlo, a Gilardini che non pungono e a Nesta da rottamare tu e il tuo neurone soccorrete un'Italietta intera pronta già a cagarsi sotto pensando che è da affrontare una squadra di cangurotti.

Te lo immagini Marcolino bello? (bello, mmm, per modo di dire veh)
Tu hai segnato e Karel no.
Son cose signora mia.

Inzaghi, eccazzo, non puoi festeggiare tutte le volte il gol della vita. Specie se a porta vuota. Vendicatore dei panchinari, 'sta sega.

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mercoledì, 21 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 16:20 in franfiorinologia

Un simpatico test pubblicizzato su corriere.it giorni addietro portava il link di origine a BBC, e il test era pressappoco "Di quale sesso è il tuo cervello?"

Ora, tra ascoltare i gossip su Montano e la Arcuri che si lasciano o Vieri che si pastura un'altra velina e fare questo test... diciamo che ho optato per la seconda cosa.
Se avete una conoscenza media dell'inglese, e una mezz'oretta cazzeggiante, potete adoprarvi anche voialtri.

Simpatico vedere poi il risultato, scontato forse per me visto che da anni chi mi sta vicino opta per un "tesoro mio, si vede che dovevi essere maschietto e poi all'ultimo hai cambiato" [dovrò chiedere delucidazioni a mia nonna su cosa cavolo significhi] oppure "io sono tua sorella e tu sei mio fratello" [ma conoscete anche voi quanto sia ehm ehm Filo...], che attesta che il mio cervello sia al 25% maschile [mentre la media delle donne che ha compilato il test si attesti sul 50% di femminilità].

Simpatico il disclaimer in fondo, forse per fermare migliaia di inglesi già con la cornetta alzata nell'atto di chiamare lo psicanalista.
Scientists believe that people with lower testosterone levels tend to take fewer risks so they are probably more willing to keep less for themselves. Those with higher testosterone levels tend to drive a harder bargain and are less compromising.

Quindi io già mi vedo lì, su un cavallo a gridare: "viuuuuuleeeenza".

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martedì, 20 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 11:07 in fran s corner

Ore 10:50.

"Si?"
"Scusi, possiamo parlare della Bibbia?"
"Dio è morto, e anche io sarei stata su quella strada fintantoché un endoscopio non mi venne inoculato dall'entrata posteriore."
"Prego?"
"Guardi, sulla Bibbia... vado meglio sul Nuovo Testamento. Però ne parliamo se poi apriamo anche una tavola rotonda sulla ciclina D."
"..."
"Lo so, anche lei dirà che magari discutere di ciclina a quest'ora... ma sa, anche magari i salmi alle dieci sono pesantini. Facciamo un p53 e siamo tutti contenti, vero? La vedo già giuliva dalla faccia eh."
"Forse non è interessata."
"Ah, guardi, sto in casa tutto il giorno. Stamattina mi chiedevo quale fosse la dose minima letale di bacillus antracis da inoculare in un montone affinché esso presenti una pustola carbonchiosa... e poi pensavo: ma agli ebrei fosse capitato un ovino col carbonchio, l'avrebbero insozzata di sangue la porta prima del passaggio dell'Angelo?"
"Ehm, arrivederci..."
"Uh, di già? No, suvvia, non mi lasci. Parliamo del prologo dei proverbi, che è tanto bello. Che ne pensa dell'Arringa agli sprovveduti?"

[Fran vede che la donna si segna qualcosa sull'agenda e si allontana dal citofono]
ore 10:53

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lunedì, 19 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 14:19 in fran s corner

Tutti i blogger che hanno ricevuto una mail da Trovato chiuso? [trovatochiuso@gmail.com] a oggetto "La cinquecento di papà." con una fotina allegata sono gentilmente pregati di andare sul solito strabusato blog di casi ehm di viral marketing ovvero su:
Sipario, tante belle cose, vai Demo.

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domenica, 18 giugno 2006

elaborato da Franfiorini, 18:58 in fran s corner

Ah, il bilancio azotato negativo.

Non so, credo di sapere a memoria le serie di Derrick e di Rex. Derrick mio zio perdippiù lo odiava. E il bello è che in televisione l'è un revival di commissari tedeschi.

Una poi ci riflette e vede che ogni volta che passa Fassino im Parma si ritrova menomata.

Già codesto sglaps urla "Uccidi un grissino...", ora diciamo... ehm.

[Già, tra queste tre cose c'è una connessione]

P.s. Per le anime pie che bramavano un assaggino del concerto dei Muse al Rollingstone di Mailand. Io l'ho trovato, ma la qualità è schifosa.

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