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elaborato da Franfiorini, 16:55 in franfiorinologia Me lo sentivo ieri pulendo il pollo...
Oggi la mia adsl è andata a troie con errore 721. La telecom brancola nel buio, io sono col 56k, con una vecchia connessione 0521 sperando inganni la telecom stessa, ché ho la flat per i fissi.
Sarebbe stato il blogday, ma il crollo delle connessioni è un segno. Augh.
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| email me elaborato da Franfiorini, 11:32 in fran s corner Mah. Io non capisco il pullulare selvaggio delle pubblicità mediashopping sulle reti mediaset. Cioè, capisco che è roba loro, ma hanno la tempistica inopportuna dell'esattore delle tasse. Stai guardando il tuo telefilm semigiallothriller sorseggiando dell'ottima acqua coop proveniente dal modenese e ti compare un insieme di loschi figuri che vogliono venderti qualcosa. Cioè, tipo quando sei in spiaggia e il marocchino ti sbragava la cassetta delle robe sull'allucione, e te oltre a vedere l'amor che muove il sole e le altre stelle descrivevi anche il tutto a voce alta. Due maroni. Che poi, se Gentiloni facesse veramente quella sorta di decreto che le pubblicità non possono essere a volume maggiore della trasmissione televisiva sarebbe anche ora. Perché tu ti guardi la replica del Dr House e d'un tratto si va in pubblicità con Jill Cooper che ci vende, fiatone incluso, l'apparecchio da palestra da casa. Oppure mentre guardi quel telefilm che su canale cinque dopo una serata di cagate ti fa vedere quella attrice che faceva una volta quella specie di paramedico in Er, poesse Jeanie Boulet?, e che invece fa l'agente Fbi con una pischella che sogna i casi e d'un tratto un essere dai tratti che Lombroso avrebbe incluso nei suoi studi vuole venderti fedeli riproduzioni delle vecchie Lire, quelle di carta, con tanto di orecchiozza inclusa nella banconota. E la fotocamera subacquea con ben e dico ben 16mb di memoria? Eh, corro giusto al telefono, anzi, mi compro l'apparecchio del digitale terrestre per vedermi tutto il giorno le televendite mediashopping. Eh, di corsa. Che poi la migliore è la scopa rotante. L'ho pensato quando in un solo pomeriggio l'ho vista vendere a Mastrota, a Predolin e poi a Cesare Cadeo. Tripudio. [Ma che poi, da quanti anni dicono che è l'ultimo giorno che fanno l'offerta con le trapunte del materasso dell'elefante?] commenti (16)
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:35 in franfiorinologia Da cinque minuti [cinque, forse quindici, cinque è un numero in divenire, un simbolo, un artefatto letterario] mi sono accorta che io e la mia collega s'era vicine in ferie. Ma era una notizia meno importante della visione del mio stipendio di giugno.
Sky, che mi sorprende sempre:
"Buongiorno, Fiorini?"
"Dipende"
"Sono Lucia e volevo proporre una nuova proposta di Sk..."
"Non guardo la tv, sono asociale, la mia tv è impolverata, non seguo la tv da quando mi è calata la vista, sono nomade e non sto mai a casa a vedere la tv."
"Ma neppure un telegiornale?"
"Solo Emilio Fede..."
"Ah..."
"E occasionalmente Studio Aperto, perché quel Lucignolo lì mi da i trend..."
"Capisco."
"Io mica tanto. Signorina, la prego, non posso trattarla male. Ovvero, oggi mi gira bene... ma domani che ne sarà? Magari mi gireranno le palle e la manderò affanculo, mi chiamate tutte le settimane, non sento la vostra mancanza... se mi si prende la voglia di abbonarmi a Sky me la fate passare..."
"Ehm, la cancello dalla nostra lista, scusi..."
"Bene." CLICK
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| email me elaborato da Franfiorini, 13:44 in fran s corner Eh, quanto ci siamo mancati.
Pensate, pur di superare il dramma da noia conclamata e da connessione mancante oltre ad abusare degli mms vodafone da mandare agli amici rimasti a casa via email ho guardato un po' più la televisione.
Ora. Di solito d'estate fanno le repliche delle repliche delle repliche. Ho finito per guardare -quando ahimé son terminati nuoto, atletica e bridge- le repliche del Commissario Rex. Mi sono accorta di sapere a memoria gli episodi, non so se andarne orgogliosa. Mio cugino sa a memoria gli episodi di Derrick e io quelli di Rex. Ora regalerò a mia madre l'opera completa di Siska così finiamo di rovinare la famiglia.
Ma non c'è limite al peggio, chissà perché.
Visto che il trittico casalingadivoghera di canale5, ovvero beautiful, centovetrine e vivere, era in ferie hanno messo a rimpiazzarlo un simpatico pamphlet bavarese. Pronti con l'alka seltzer?
Tempesta d'amore è una soap opera bavarese. Dicasi che oltre Brennero abbia avuto anche un grosso successo. Lasciando simpatici commenti che declinerò poi poscia devo dire che alla fine, pur non essendo il mio genere, non è fatta male. Ma il risultato comico sta nella traduzione dei dialoghi: quello che in tedesco risulta essere una amabile conversazione amicale in italiano si trasforma in dialoghi degni del conte Svaroski dell'ottavo nano.
Non so, ma mi fa ridere. Sarò un satrapo senza sentimenti, ma mica seguo la trama, mi fa scompisciare il tutto. A partire dall'ambientazione: un albergo. Anzi, teh: un albergo figo fatto in un castello bavarese, con due fratelli [aha, che poi non son fratelli, ché uno dei due è figlio del Portiere] a fare cuoco e direttore e i loro genitori che portano avanti la baracca. Il direttore, che è figlio del portiere, si ciula la tizia appena arrivata che fa la pasticcera ma che in realtà è la figliola di quello che lui pensa sia suo padre. Ma tanto non lo sa nessuno fino a metà fiction. Ah, che poi il cuoco invece se la faceva con la sorella di quello che reputa fratello, ma dopo che l'ha messa incinta e perde il figlio l'allontana. Allontana... lavorano sempre nello stesso posto, cioè, però... ecco, quello. Tanto il cuoco lavora con la di lei madre in cucina, il marito della madre sta in reception, e dietro alla reception c'è l'ufficio del figlio del portiere che fa il direttore ma è fratello per parte di madre al cuoco. Ah, le famiglie allaragate. In tutto questo la protagonista è un po' il paradigma del buonismo cariato, con costei che rimugina sempre sul come sacrificarsi per l'umanità con rimorsi random vari. Son cose, signore mie.
In tutto questo ogni tanto cucinano, passano l'aspirapolvere, o sbucciano le patate. Ossia: cazzarola, finalmente qualcuno *lavora* in una soap. In effetti son tedeschi.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:04 in avere ventanni Non è che faccio apposta ma il genere umano, chessò... andiamo con ordine. Fortunatamente sono amica di donne intelligenti. Appena saputo che il signor Cipollotto si è salvato solo fratturandosi le zampe posteriori ha dichiarato alla stampa dal suo letto di dolore e morte: "Amisci va tutto benissimo, tornerò presto con voi. Anzi, colgo l'occasione per salutare gli amici che si sono interessati a me, ho ricevuto più di ottocento sms da ottocento miei amici...", la mia amica omonima mi ha risposto via sms "ottocento persone? come fa a conoscere ottocento persone, che è... una mignotta?". Alché lì ho stimato la mia amica quanto sua madre quando disse il giorno della terza prova "a quel morimmazzato di quel professore, je cascasse l'ucello...." Massì, in fin dei conti chi non le conosce ottocento persone. Qui dopo che si hanno tre lavori e si capeggiano rivolte studentesche si conosceranno si e no trecento di persone. Includendo anche quelli con cui ho scambiato la frase noncisonolemezzestagioni o illunedìèunamerdalavorare, i vicini, gli operai passati per casa, i lettori dello sglaps etc arriviamo si e no a quattrocento. Cribbio, Cipollotto... dallo via per danaro che altro che ingegnere, ti ci ripaghi la fordfocus che avete spiattellato addosso al muretto [che ne so, magari dopo la grande Punto fanno anche la Fiat ottocento, guepiere inclusa] commenti (2)
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:57 in fran s corner Ti ricordo che altri indizi saranno pubblicati sui blog del Thriller
Team, la cui lista è sia sul sito http://ombra.babau.it/ sia disponibile in formato OPML all'indirizzo: http://ombra.babau.it/Thriller Ciao e... buona caccia! L'Ombra commenti
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:56 in franfiorinologia Cosa erano tutti quei bus, pullman, pullmini, famigliari e salcazzi targati con targhe della Romania che invadevano l'Autosole quest'oggi?
Ecco perché i tg son passati dal dire che "in questo weekend rientreranno 13 milioni di italiani" a "nove milioni di italiani". Quattro milioni saranno rumeni e tedeschi.
[che poi, gli autisti rumeni giuocavano a sorpassarsi sotto i cartelloni "ehilà, stiamo valutando come fare la variante di valico". Che bello giocare a superarsi in bus con il rimorchio valigie....]
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:46 in franfiorinologia Ora, che bello. Ho scoperto che diventerò di nuovo zia sebbene stavolta spero di non affezionarmi troppo a un nipote che non supererà i due anni, che il cugino di mia nonna che bestemmiava da sera a mane ha avuto la crisi mistica e s'è fatto diacono, mio padre sbaglia a mandare gli sms alle donne -ormai ne gestisce troppe- e li manda a me, che io non reggo il caldo e se si supera i ventisei gradi non mi reggo proprio in piedi [ergo l'anno prossimo se qualcuno ha un posto in montagna... io non sporco, sono intelligente, so delle lingue straniere e strimpello qualcosa. Insomma, adottatemi basta che sia fresco.] Il mio vicino -il biondo verde- ha grossi problemi: entra in casa, fa una sorta di percorso di guerra: chiude il portoncino, esce dalla finestra, si nasconde dietro il parapetto del balcone, fa cucù per vedere se c'è gente, striscia sugli scalini, prende la bici, raggiunge l'auto parcheggiata dietro l'angolo, fa il giro dell'isolato con essa dopo aver caricato sopra la bici, frena di colpo innanzi al suo cancello, lo apre con circospezione e poi si richiude in casa. Ho paura. L'anno prossimo con lui nei paraggi dormirò con armi da taglio vicino, per sicurezza, sisamai. Sto andando a Chianciano, avverto voi in vece che la Farnesina, ché so che voi mi amate quanto io amo voi [cazzo, quanto volevo usarla questa frase...un po' quanto le parole desueto ed arrembante in un sms...] I lavori alla foce del Fiora fanno cagare. Ovvero, prima si poteva arrivare via spiaggia alla Centrale, ora no. Non capisco perché, forse avevano da spendere i fondi e non sapevano cosa farci. Non ne ho idea, ma soldi spesi malissimo, come per la ciclabile arginata tra due marciapiedi di larghezza un metro. Non la usa nessuno, in compenso usano il marciapiedi, ed una bimba di quattro anni mi è franata sulla gamba. Mentre i genitori si lamentavano [la bimba mi ha preso da dietro, cosa che per farvi capire tipo quando parcheggiate la bici nella rastrelliera, e dietro non ci ho ancora gli occhi... uhm, pensandoci non è una bella immagine] ho spiegato loro che alla gamba, anche se non si era fatta nulla e la bimba invece era rantolata a terra da sola, toccata dalla ruota sono state fatte sei operazioni per infortuni e che il tendine di Achille sta su per scommessa ma non è documentato molto clinicamente, e quindi poteva essersi rotto in quel momento. I genitori mi hanno stretto velocemente la mano, preso la bimba alla bell'emeglio sculacciandola e sono fuggiti. Hanno rubato a uno del vicinato ma io dormivo. Anzi, peggio, ho detto nel dormiveglia "ma chiccazzosono questi dementi che fanno casino alle treemezzodinotte, che io ho sonno... ve se pijasse un colpo maremma cane..." ma la mattina successiva non lo ricordavo. Fico. Ah, comunque mi hanno raccontato che due carabinieri hanno scavalcato il cancello per vedere se un malvivente era nascosto nel giardino del vicino e nel compiere il gesto atletico si è fatto seriamente male. Ora capisco perché esistono i gruppi sportivi nelle principali Armi. I malviventi non si son trovati, ma avendo improvvisato un posto di blocco sempre sotto casa hanno trovato uno che non voleva dar loro i documenti, alché mentre si dileguava il milite intimava a suo modo l'alt: "nooooo, non scappare, dai fermati... cosa c'è che non va?" che è un po' diverso nell'immaginario collettivo dal polizesco "fermi tutti in nome della legge" o "fermo o sparo". Signora mia. commenti (5)
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:42 in avere ventanni In una famiglia dove principalmente lo sport medio eseguito è lo zapping in poltrona con birrozzo ghiacchiato e rutto libero i pazzoidi siamo quattro. Il nipote che abita a Roma di mia nonna, che dopo una gioventù in atletica ora visto che lavora si è fermato solo al calcetto con gli amici. Il consueto cugino tedesco, ex canoista a buon livello fintantoché si mise anche egli a lavorare. Il fratello di mia nonna, che a 75 anni corre ancora la stramilano e che fino a quattro anni fa al mare mi gettava giù dal letto alle quattro e mezza o cinque di mattina, facendo il verso del gatto "fritto in padella" al cancello [sì, siamo una simpatica famiglia di buontemponi] e svegliando un po' tutti. La famiglia [le due donne, che di norma non pulivano neppure in casa per spezzarsi le unghie] al massimo lo appoggiava in bici, un paio di volte la settimana. Appena il simpatico parente, il cui nome di battesimo è posseduto credo da cinque persone sul suolo italico [sì, vi ho detto che siamo una simpatica famiglia di buontemponi?], seppe che io ho un po' lo stesso passo da mezzofondista alla Zalayeta così decise di offrire il suo appoggio. Solo che io ho un problema maggiore nella corsa, inizio i primi duecento metri a correre come se avessi lasciato un polmone e tre quarti a casa e ho una faccia alla gobbodinotredame mentre invoca Esmeralda. E non è bello. Poi dopo circa un'oretta acquisisco un volto normale, ma alla fine ci si ferma. Ma dicevo, il parente ha una caratteristica che mi ha fatto optare -ahimé- di evitare le corse con lui. Quella che io chiamo "La spesa proletaria". Ovvero, siccome s'andava per campi e lui faceva la lepre... beh, ecco, si portava per colazione dei meloni, cocomeri e primizie varie [che dovevo recare meco, che non ho capito poi... lui lavorando nell'edilizia non aveva più forza di me? che non ho capito anche perché i lavori pesanti li devo fare sempre io...] curandoci a volte delle ire dei coltivatori defraudati del prodotto. Vi dirò che una volta l'ho visto schivare una zappa per miracolo, e fortunatamente io non mi cago sotto subitaneamente ma ci penso in ritardo ore dopo. Che bella l'Italia della maratona che nell'atletica europea vince. Chissà se anche loro si allenavano col contadino che li rincorre dietro... ehm... Dicevo, comunque tanto di cappello a Stefano Baldini. Un uomo che mi fece piangere come una fontana di fronte al televisore in occasione della medaglia olimpica. Peccato che a Pechino avrà 37 anni, anche se lui ci crede e ci spera, nelle parole, di arrivare bene all'appuntamento olimpico. Peccato perché la maratona, quando sai anche tutti i cambiamenti metabolici che presuppone e predispone, è un qualcosa di meraviglioso. Sia dal punto di vista romantico che biochimico. (sospiro) commenti
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:39 in lo sglapsanalista Immaginati che tu recuperi un ultimo anno di liceo, tu ti recuperi per l'ultimo anno. Hai un carcinoma all'intestino. Ti dicono che se ne salvano pochi, pochi e male. Che dopo la vita sarà uno schifo, se superi tutto. Che potresti rimanere sterile, che potresti avere metastasi, che insomma... potrebbe anche essere peggio di quanto puoi immaginare. Chemio, radio, otto mesi dove non volevi pensare altro che uscirne, venirne fuori, voler vivere ancora. Torni a scuola magari un po' più tardi, saltando i primi due mesi e facendoti un culo tanto per studiare le cose da sola. Con la testa che non ci stava, perché a diciotto anni magari le cose le vivi con una bellissima incoscienza ma alla fine anche se hai radici e cervello sei totalmente svuotata, fragile, debole sia nella testa che nel corpo. Succede che uno dei tuo compagni di liceo, uno di quelli con cui non andavi molto d'accordo neppure prima perché a lui dava fastidio che tu avevi una vita di cui eri contenta e dei buoni voti. Cattiveria gratuita, esagerata magari, inutile, quella di cui sono capaci i giovani di capoluoghi di provincia dove non c'è nulla di bello e costruttivo da fare e con le famiglie che fanno notare solo le fortune che si presume abbiano gli altri. Ma finché sei apposto, con tutte le tue armi, te ne fotti. Magari però succede che quel tuo compagno, in quel momento in cui tu sei fragile e debole, arriva con una vanga metaforica di mille parole la cui sostanza viene a dire: "No, tu sei già mancata due mesi, non è giusto nei confronti di tutti noi, ti stai approfittando della tua malattia per far intenerire i professori e fregarci tutti quanti..." portando dalla sua parte 12 dei tuoi 17 compagni di scuola. E tu lì, piombi in una depressione da cui forse uscirai tardi e male solo dopo due anni. Ingiustamente, ma non riesci a capire razionalmente i meccanismi della testa. Rifiutando dapprima il cibo, poi di uscire, di curarsi, di vedere gente, di chiedere aiuto. Un periodo dove anche altri hanno contribuito, tutti nel loro piccolo, coi loro immodesti contributi a fartela vedere e sentire ancora più nera. Magari poi segui gli europei di atletica e in mezzo c'è il flash del tg2 e senti il nome e il cognome del tuo compagno. Vittima di un incidente stradale, con la macchina guidata da qualcuno che per imperizia o altro sterza ad alta velocità in rettilineo verso un muro. Accompagnato dal suo migliore amico che aveva già all'attivo in famiglia il fratello maggiore morto per un incidente del genere. Guardi lo schermo. Non te ne frega nulla ma sinceramente, anche se sì... è una cosa brutta... sono cose che si dicono solo in momenti di rabbia... però da una parte speri che sua madre, che perse tanto del suo tempo per lamentarsi con i tuoi professori di presunti favoritismi a una diciottenne che aveva appena finito quattro cicli di chemioterapia... beh, forse qualcosa finalmente ce l'ha, di cui preoccuparsi seriamente. E vedi che comunque alla fine il karma esiste. Il Karma, la giustizia divina, quel cazzo che ti pare insomma... queste cose qui a cui ti attacchi quando vedi che oggettivamente tutto va male. Che forse essere cogliona e non reagire alla fine paga, e non solo in un regno non fatto di esseri che non necessitano di respirazione. Ci credi, e guardi le tue cicatrici, fuori e dentro e credi veramente che forse tu sia forte, fin troppo... magari poi forte nel modo sbagliato, e capisci perché non te ne frega nulla, anzi, di un ventitreenne fighetto che si schianta in terra di calabria ma ti preoccupi di gente che non conosci in un letto, ormai senza reni che non funzionano più, dipendente da una macchina fin tanto starà al mondo. Signori, è crudele ma io questo lo chiamo riscuotere. Non andrebbe detto né pensato, ma pensate a quella famosa cosa del saggio sulla riva del fiume che vede passare il cadavere del nemico. Beh, cazzo, io su 'sta visione del passaggio del galleggiante ci ho fatto il filmato, ecco. E riguardo un po' tutto al rallentatore, sperando, cercando di vedere che magari... magari non so, magari anche lui se si salverà capirà cosa vuol dire fissare un soffitto e sperare di non essere più un corpo che verrà trascinato e tenuto in vita dai miracoli della medicina e dalla voglia di non mollare le persone che ti stanno care. Con un giorno in cui piangi perché ti senti inutile e speri che se proprio te ne devi andare che sia subito e senza sofferenza e un altro in cui stringi i denti e trascini la tua flebo e le tue ciabatte ai piedi per tutta la corsia, attaccandoti a quel palo che tiene i medicinali in infusione, odiandolo e sapendo che però è anche tuo amico. Avere una minima unità di misura della sofferenza ti fa misurare tutto quello che hai intorno, e la realtà, quella quotidiana, dopo è difficile da affrontare. Ma ricordiamoci dei bei tempi liceali, e ricordiamo il rapporto con quello che amichevolmente con i miei amici soprannominammo il Cipollotto per la sua piagnucolosa attitudine alla vita [quello ha mezzo voto più di me, quell'altro ha la media migliore, perché la Fiorini ha preso nove e io setteemezzo ma quello non era un erroregraveprofessònonègiusto, quello ha il motorino più figo, ma io vado a fare le immersioni a Sharm...]. Beh, non ditemi che noi si era cattivi, la morosa lo chiamava il mio gamberettino, soprannome che suscitò l'ilarità generale durante una gita scolastica. Ma credo che gamberettino fosse per la sua non altezza e per il suo colorito tendente al rosaceo, ecco. Però... mmm... no, non posso dire altro, suvvia. Non si parla male degli assenti [anche se gli altri...] Bellissimo fu, a un pranzo, sulla riva del lago di Bolsena. Alcune persone tentavano di buttarsi nell'acqua, alcune fumavano, altri venivano conficcati nella sabbia dopo essere stati ridotti in mutande, altri mentre facevano alcune delle cose dette sopra [n.d.Fran, uff... purtroppo erano degli ammezzati fumati a metà col mio compagno di liceo fascio, ché sennò se fumavo erba la mia compagna di banco ciellina mi crocifiggeva... Sì, che compagni di liceo di merda.] parlavano, tra cui il Cipollotto: "Io questa estate c'ero andato molto vicino a fare sesso..." "Eh, lì è sempre questione di centimetri..." commenti (7)
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:35 in franfiorinologia Ormai io e la pasta in bianco siamo affini. Che culo. Non digerisco più le basi dei sughi, ho i crampi cibandomi di pomodoro, non parliamo di cose più elaborate... che ne so... una carbonar... glom, una amatric... boscai... scusate, ho i tasti sbavati così tanto che ormai vedendo gli spot in tv anche dei sughi pronti sbavo come il cane di Pavlov. "Nonna, non posso mangiare carne ed ho una dieta ristrettissima..." "Ah, non ti preoccupare, io non cucino nulla." Ecco, causa compilation di problemi mi sono ritrovata a mangiare verdure cotte, legumi, prosciutto crudo e cotto, pasta in bianco e -diosiabenedetto- gelato. Qualsiasi altra cosa inserita a rotazione sbarellava un po' tutto, e quindi, oltre a bere Maalox come se fosse tamarindo [del resto il sapore alla menta lo rende molto estivo, ve lo consiglio. Ora se mettono i farmaci alla coop anziché comprare gli sciroppi Fabbri comprate i Maalox. Ricordo che il Plus sa di crema all'arancia e quello normale da un euro e cinquanta sa di menta. Che figuroni ai veglioni con gli amici che farete, pensate, potete anche presentargli lo zampone di due Natali prima e non avrete a che nuocergli se prima e dopo gli fate un aperitivino alla menta e un ammazzacaffé alla crema all'arancia.] dovevo e devo calcolare peggio di una con disordini alimentari ciò che il mio apparato gastrointestinale andava a ospitare per un simpatico viaggio tra stomi. Il casino è quando si ha la propria nonna, che se le dici una cosa tanto è inutile, che c'ha la sua idea in testa e la sua è migliore delle tue, che ti frega. Tanto lei di medicina ne legge su Dippiù e ti taglia gli articoli [ma ora è passata a Vanity Fair, ho paura.] "Lo vuoi un pezz..." "No." "Suuuu, un pezzettino..." "Eccazzo, non posso. Già che sto rimettendo su un culo alla Jennifer Lopez." "Eh, ma è perché non ti muovi..." "..." "Ti va un pezzo di sals..." "No." "Un pezzettino di mozzarella?" "No." "Ti apro l'auricchio." "Maccazzo..." "A mammì, se poi Francesca ti manda affanculo io tifo per lei." "Eh, esagerate. In fin dei conti non mangia nulla..." "Mi mancano i periodi in cui rivomitavo, quasi." "Ehm, sto salivando come un rottweiler digiuno da sei mesi ma io, nonna, non posso mangiare carne né bere questo Chianti riserva 1997, porca di quella troia vacca..." "Suvvia, un pochino..." "Il Chianti, no proprio..." "Ma un pezzettino di carne grigliata... fai contenta la nonna anziché le verdure cotte..." Dopo aver trasgredito, con problemi vari. "Mah, io non capisco perché ti senti male così..." "Io ormai penso sia accanimento divino, unisciti a me." "Per due braciole..." "Se ti dico che il mese scorso mangiavo sessanta grammi di pasta in bianco due volte al giorno?" "Ecco perché hai quelle due occhiaie. Ti faccio la carne stasera." commenti (3)
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| email me elaborato da Franfiorini, 10:44 in fran s corner Orbene, volevo rendervi edotti di una simpatica vicenda che si verifica nella simpatica località di villeggiatura che gode della bella vista della ecs centrale per il nucleare ora dedicata all'uomo che figurava sulle diecimila, ovvero Volta Alessandro.
Codesta località maremmana, oltre al non prevedere neanche due balere per il ballo liscio con ricchi premi e cotillons, ha una bella cosa. Una pineta, lunga e rigogliosa, ricca in pini, aghi di pino, pigne, pinoli e prodotti del pino. La pineta ospita un campeggio, un simpatico luogo di trastullo per i bimbi [approposito: comecazzostrillano i bambini? Non capivo come mai ogni volta in ferie usciva fuori il piccolo nazista che alberga in me si riveglia proprio d'estate e adesso ho capito che invece è destato dalle sollecitazioni acustiche], ai margini ha le bancarelle ortofrutticole [memorabile una venditrice che mi ha detto "Ahò, ormai pè capì se so maschi o femmine tocca metteje le mano lì in mezzo... e a volte manco basta, signorì..." mentre stavamo disquisendo della rucola e della femminilizzazione dei giovini] e il bar. Ecco, inoltre nella pineta è stato altresì allestito una sorta di incrocio tra totem e caseggiato per tenere gli attrezzi. Lì fuori sul tavolo di peperino diverse volte andando a correre in pineta alle cinque, cinque e mezzo gli altri anni ci ho visto più persone dormire. Il problema che quel casinetto in realtà vuole rappresentare la Cappella locale, essendo il loco sprovvisto di una chiesa. Quindi la locale amministrazione, di sinistra ormai da tempi immemorabili, sistemò quella sorta di casinetto in quella porzione di Pineta adiacente al campeggio. Dunque vedete gli anziani con il ventaglio lagnarsi che si impolverano le scarpe, perché lì in pineta come pavimento si ha aghi di pino e sabbia, che manca l'aria o che ieri andando a fare la comunione han pestato una merda di cane di piccolataglia. Ma porta bene, tanto. Solo che magari quegli schiamazzi che non ti fanno pregare bene, eh, fa tanta dispersione. Allorquando si tiene infatti la messa, tra un grido di infante e un "A Giuglià, magnamo che se va a casa prima... li vuoe le sarsicce?" con persone che fanno pic-nic o gente che si dedica a correre, a volte si ode un "Il proprietario del camper alloggiato nella piazzola ventisette è pregato di raggiungere la Direzione." oppure "Il bambino Nicola ha sperduto i suoi genitori e non ne ricorda il cognome, ma li aspetta all'ingresso." Naturalmente tutto ciò mentre dalle panchine sistemate ad anfiteatro e dalle sedie normalmente custodite assieme alle ostie lì nel casinetto le persone seguono la parola di Dio o si profondono in laudi e preghiere. Ergo il neutrale spettatore ode dalla sua terrazza, non distante dalla pineta e comunque a favore sonoro degli avvenimenti mentre attende il desinare, alcuni avventori che recitano il Santo Rosario mentre altri in spiaggia fanno animazione: "Santa Maria..." "...AWA AWA..." "...pregapppernoipeccatori..." "UNZ UNZ SULEEEE MAAAAANI GGGEEENNTEEE L'ESTATE DUEMILASSEEEEEI!!" "...adesso e nelloradellanostramorte..." "NOOOOI CON VOOOOI!" Sì, ilare. Il neutrale spettatore naturalmente, dopo aver censurato circa 300 facili battute al limite della scomunica [le ho censurate perché sentivo la vocina di Matthew Bellamy che già mi ricordava you'll burn in hell for your sins, ora, non si sa mai che qui visto con la fortuna che si ha magari dillà l'indulto non lo fanno e io ehm...], tentava di trattenere simpatiche risate che sarebbero derivate nel deboscio generale coniugando le 301 facili battute. Oh, perfortuna poi ci si mette di fronte alla televisione con Studioaperto e i suoi servizi mirabilmente finti. Mi complimento con i bagnanti che si prestano ad ogni servizio. Commovente, davvero commovente come una madonna trecentesca. commenti (9)
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| email me elaborato da Franfiorini, 10:34 in franfiorinologia Trovommi un lunedì in una simpatica località di villeggiatura. Villeggiatura, insomma... ora, vabbé, quella lì. Vuolsi che il vicino, smettendo le prescrizioni medicali stagionali, tentò sbadati gesti che all'occhio allenato di un agente efbiai sarebbero potuti sembrare quanto meno sospetti. Beh, insomma, perdio. Metti che mentre te hai la pressione massima alta quanto lo share della rassegna stampa del tg4, ti trascini gattonando sul balcone e vedi che il vicino coi suoi capelli verderame [ma è solo un gioco], col colore reso così da tinture massive visto che voleva essere il Bredpitt tuderte e invece in testa ha una paglietta carioca, si rovescia la benzina addosso e per tutto il giardino o simili. Beh, ecco, lui ha detto che avendo perso trentamilaeuri di investimenti bancari è un po' giù e ha crisi ossessive [e tua nonna gli dice: "Eh, ma è da tre anni che sta così, vero?" "... lei come fa a saperlo?" "Perché è tre anni, figlio mio, che ci hai frantumato i coglioni"] pensi ad alcune cose: a) starà mica tentando il suicidio? Fammi mettere i capelli in piega che quando arriva Silvia Vada sennò sono spettinata. b) avrà mica finito i cerini? c) ora chiamo la Municipale e dico che un pericoloso emissario di AlQuaeda sta tentando un omicidio di massa. Solo che poi se ne esce. Poi rientra. Poi riesce. Insomma in sei ore esce e rientra di casa circa ventotto volte [eh, il cancello cigola e l'ho contate. Il Mossad se vuole mi assuma]. Che poi non è la sua casa primaria, che ne ha quattro lì in quella simpatica località di villeggiatura. [Le donne a tavola] MammadiFran: "Che poi, che ci farà qui in casa che entra ed esce..." Fran: "Vista la simbologia dell'entrare e l'uscire chiaramente verrà a farcisi le pippe" MammadiFran: "..." Fran: "Nonnina, scusa la trivialità ma io son così panealpanevinalvino..." NonnadiFran: "Macchè scusa tesoro! L'ho pensato anche io, anche se non l'ho detto!" commenti (7)
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| email me elaborato da Franfiorini, 10:28 in avere ventanni Delle persone che mi son ritrovata a conoscere e che ricordo con simpatia figura una mia compagna delle medie. Lei amava Di Cataldo e Gary Barlow [ma si scriveva così, quel componente lì di quella band giovanile prendiquelli?], la sorella amava Di Cataldo e Minghi [lo so, non c'è limite inferiore...] e il fratello faceva il deejay con il nome d'arte Dj Pisellino. Sì, a volte il Fato si accanisce. Ma di Maddalena la cosa bella era una, sapeva disegnare benissimo. Era alta circa 30 cm meno di me, pesava poco più di nulla ma era bravissima nel disegno, proprio tutti nella sua famiglia erano bravi a disegnare. Mani tolte a qualsiasi istituto d'arte. Davvero, anche perché nessuno ha continuato nel campo artistico. Che infatti, appena iniziammo a disegnare con la tempera sfumata e finalmente i disegni mi venivano carucci si presentò avanti la scena della mia prof [che mi maltrattò circa due anni per poi idolatrarmi l'ultimo anno.] che non ci credeva che li facevo io, ma pensava che la fan di Di Cataldo li facesse per me. Son cose. Sono sempre stata una incompresa, ecco. [checcazzi, l'unica volta che me ne fece uno invece neppure mi sgamò ma disse "Ma proprio così scuro dovevi farlo?" "Rispecchia il tormento interiore di averlo dovuto fare in due giorni..." "Macheccazzi.." "...."] Memorabile fu la scena all'esame della pantomima quando il prof diversamente capellone di educazione tecnica chiese: "A Francé, ma quei cosi che stanno sdraiati così (seguiva rappresentazione plastica dello stesso nella posa sirenettica) sulle prue delle navi... sai mica come si chiamavano?" "Mmm..." [nel frattanto la prof di disegno suggeriva il lemma "polene"] "...vediamo, iniziava con Po... pooo..." "Vediamo se lo sai." "Polene?" "Brava!!! Non me l'ha mai detto nessuno! Chi te l'ha suggerito?" "Mah, così. I Fati" "..." commenti (2)
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