mercoledì, 27 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 20:00 in franfiorinologia

Ho il cervello regredito a modalità velina, ma dalla stanchezza.
Ho anche un sistema afferente, non ho capito bene quale, che a intervalli regolari esclama:
"Ma io studio eh!"
Proprio tipo velina, ma anche peggio. Una velina ubriaca. Ché io, ahinoi, non mi ubriaco. Normalmente prima mi scoppia la vescica poi dopo m'ambriaco. Però sono così stanca da sentirmi ubriaca. Pensate che iersera mentre i vicini si tiravano i piatti io sragionavo a letto, ma dicevo forse cose simpatiche perché mia mamma rideva. Ma non ricordo cosa ho detto.
E mentre baluginavano alla mente idee del tipo:
"Mamma, come si dirà catarro in francese, mica catarr..."
"No, ma si scrive catharre, quindi si pronuncia in quel modo"
riuscivo a fare la valigia. Che poi ho una sorta di maniacale ordine nella valigia:
- Scomparto anteriore: calzini
- Scomparto intermedio: mutande
- Vera e propria sacca, dal basso verso l'alto: maglioncino, golfini, maglie a maniche lunghe, magliette a maniche corte. Di lato i pantaloni, arrotolati ché sennò prendono piegazze e almeno fanno in modo che non ci siano delle stratificazioni troiane [anche di esclamazioni] all'interno del bagaglio.
La mia sacca-trolley, immensa, la chiamo amichevolmente il grande obeso.
Ieri l'ho assemblata in 25 minuti, cosa che se mi scordo qualcosa mi incazzo. Più che altro perché potevo metterci cinque minuti in più. Anzi, devo ricordarmi i fazzoletti, e lo scrivo qui perché almeno qualcuno su msn mi ricorderà dei fazzoletti. Se per quello devo anche sistemare alcune cosette ma di qui a mezzanotte eeeeeh, c'è tempo.
Aiuto.
Ci sentiamo eh, tante belle cose. Domani probabilmente no, ché se son stanca oggi figuriamoci domani. Bacioni, ecco.

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martedì, 26 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 20:43 in franfiorinologia

Ctf, esame di biologia animale e vegetale:
Prof: "Uhm, Fiorini... Roma... parente di Lando?"
Fran: "Dipende."
Prof: "Ma lei da Roma, che ci fa qui a..."
Fran: "Non sono di Roma."
Prof: "Capisco. Se abbiamo una cellula in apoptosi come la vediamo?"

Ctf, la mia carissima amica Elena, mentre s'era ad Anatomia.
La sottoscritta dialogava con un tizio, informandosi su come fosse tecniche erboristiche.
Elena: "WE TI LASCIO IN PASTURA"

Medicina, esame di Istologia.
Prof: "Uh, è nata a Roma..."
Fran: "Ma sono toscana...."
Prof: "epperché se ne viene via da quei posti meeeeravigliooosi..."
Fran: "Non so, ora non mi viene in mente. Sto guardando un microscopio e l'ispirazione sta calando."

Prof: "Ma lei cosa ha fatto quest'estate?"
Fran: "....?"
Prof: "intendo, si è data alle ferie?"
Fran: "Mag... ehm, no guardi ho lavorato..."
Prof: "Ah! Bene!!! Queste famiglie vecchio stampo dove anche i figli contribuiscono a..."
Fran: "..."

Al telefono, la Fran e la sua amica Elena.
Elena: "Ma ci sono uomini belli a medicina?"
Fran: "Mah, oddio... due su duecento è una media imbarazzante."
Elena: "Cià, vengo a trovarti e te li presento."

Medicina, esame di Patologia.
Prof1: "Vedo che ha fatto il tour prima..."
Fran: "Prego?"
Prof1: "Era a farmacia..."
Fran: "Già, a ctf..."
Prof1: "Come mai se posso chiederle?"
Fran: "Scelga lei: o mi piaceva arrotondare fabbricando sostanze proibite o perché non ho passato il test d'ingresso subito."

Prof2: "Ah, ma lei da Roma..."
Fran: "No, guardi io lì ci sono nata..."
Prof2: "Ah, che bello..."
Fran: "Già, avevo fatto rompere le acque in aereo alla mamma e mi sortiva il piedino da dove doveva uscire altro. Sennò sarei toscana..."
Prof2: "Eh, un po' si sente eh."
Fran: "Già, la tipica erre delle crete senesi..."

Ctf, la mia amica Elena mentre si parla di "dove siamo finiti", in mezzo al corridoio. Tra l'ingresso e il corridoio.
Elena: "AH, MA POI HO VISTO IL TUO BLOG E L'HO VOTATO. SSSSIMPATICO VEH."

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lunedì, 25 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 14:34 in franfiorinologia

ArrivoIo qualcosa vi avevo accennato qui. Ma più che discontinua io sono criptica. Le più delle volte io i post non li rileggo, ché mi annoio, pensate voi.
Allora, siccome mi da noia di registrarmi sul sito della Farnesina lo dico qui. Tra tre giorni [ommadonna, le erre] sarò in terra francese. Qui nella fotina di google earth ci avete le coordinate da dare al ministero degli esteri in caso che succeda qualcosa [che ne so, gli alieni invadono Parigi e io la scambio per un'ambientazione di una canzone X dei Muse e non ci fo caso...]
Il problema è che spero di non sentirmi poco bene, come dicevo ieri ad alcuni amisci io non so come ci si sente male a parole in francese, e casomai ci ho solo da sperare che mi ricoverino all'ospedale ammerrigano.  Perché in americano gli acciacchi li so.... ricordo quella volta a Barcellona che ricordai dopo due secondi che colon per loro è più cristoforocolombol'uomodelnuovomondo che una parte d'intestino.
Dovremmo sentirci visto che porto il fido portatilozzo appresso, sperando che il wifi in hotel funga, sennò bisogna attrezzarsi. Dacché portare il portatile al Mac Donald's non è che mi attizzi.
Così, per dire.

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domenica, 24 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 18:39 in franfiorinologia

Vi elenco le spese della scorsa settimana:

- Bollo auto
- Revisione auto
- Cambio batteria auto
- Bolletta della "spazzatura" del precedente semestre che l'azienda locale dimenticò di inviarmi
- Rata universitaria, la prima.
- enne medicine in fascia C
- Due evidenziatori
- Rafforzante per le unghie

Se le ultime due voci non arrivano a cinque euro sappiate che tutto quello sopra è circa mmm oddio, non mi ci fate pensare, da 150 euro a multipli.
Se pensate di rendervi indipendenti dalla famiglia prima dei 35 anni un consiglio: non fatelo.
Ché a quell'elenco sopra c'è anche la spesa-casa.

In compenso temo di diventare come mia nonna, a settant'anni. Lei, col pacemaker messo di recente e con un'operazione da fare a breve.
"Nonnì, che eri uscita che non rispondevi?"
"No, ero sul balcone che prima ho lavato tutte le tende di casa e ora sbattevo i tappeti... e ora sono stanca..."
"Ma l'altroieri sei andata a potare al mare, cioè... ti fa male, cazzo."
"Eh, ma 'ste cose vanno fatte..."
"..."

Che le dico, che anche io son così?

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elaborato da Franfiorini, 17:12 in deportes

C'è una cosa a cui non ho mai dedicato tanto spazio. La bicicletta.
Io amo la bici. Non nel senso fisico, pornacchioni che vi leggete i post e pensate a chissàcchè. A me garba la bici, la fatica della bici, le sensazioni della bici.
Insomma, se Settore ve le sfrantuma con il podismo e Chinaski vi sfinisce parlando di fumo [e magari voi avete smesso, e vi fa sentire come un tossicomane in crisi di astinenza] di sigaretta... io perché dovrei farvele a julienne parlando di ciclismo?
Non posso suvvia.
Ma quest'oggi c'erano i mondiali di ciclismo nella rident... simpat... bel... soleg... mmm... nella verde Salisburgo, e due righine volevo scriverle. Solo che avevo già scritto questo post, ma prima s'era impallato il brauser e poi splinder mi aveva disconnesso. Quindi è un segno che non devo più parlare di ciclismo.

[Poi a me Salisburgo sta sulle balle come città, permettetemi. Non riuscivo a trovare commenti falsi, quindi permettete l'aggettivo verde, che ha le colline attorno almeno. L'unica cosa buona di Salisburgo è il dolce locale. Non le palle di Mozart, pirla. Un dolce fatto con il bianco d'uovo, molto molto buono.]

Bello poi, perché in queste domeniche dove il calcio non si gioca non si sa cosa fare. Mica si può vedere Buona Domenica.
Che poi non ho capito perché l'interrompessero con la Coppadavis. Che vabbé che Nadal e Volandri [l'ecs della mia collega d'uni-letterina] son due manzacchiotti, ma la bici l'è la bici.
Mi rendo conto anche che Bulbarelli mi mette sonno. Non ha una voce sgraziata, anzi. Ma boh, mi mette proprio lo sbadiglio. Invece Cassani no, che ha più erre di me. Assieme facciamo una persona normale.
Scopro, dallo yawn dispenser, che Pozzato è discontinuo.
Quindi solidarizzo con lui, anche se tengo come al solito -tifare è un concetto relativo, s'ammirano i campioni- al Grillo Livornese.
Certo che è bello sapere che se parlo di Cancellara i miei amici non mi capiscono, ma per quello seguo anche studioaperto ché sennò non abbiamo argomenti di conversazione.
Che poi, mi son resa conto che l'humor medico fa cagare:

Bulbarelli: "Bruseghin aveva operato uno scatto..."
Fran: "Uh, non è sopravvissuto? Ha shockato?"
MammadiFran: "Eh?"
Fran: "Operato uno scatto..."
MammadiFran: "Ah, uh..."

Lo so, sono meglio quando imito Albertoangela ai laboratori o Costanzo in corsia. Ma a volte mi fo anche tenerezza da sola.

Io a Bettini voglio bene, ecco.
Grazie per tutto quello che ci hai dato, in carriera. Io ad Atene per la sua medaglia e quella della Maratona piangevo come una idiota.
Non so, ma son quelle sensazioni che ti instupidiscono in modo bello, e ti fan sentire bimbetta.

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sabato, 23 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 13:52 in franfiorinologia

Premessa extra: porca di quella troia. Erano anni che mi sentivo dire "gné gné gné i capelli lunghi son più femminili". Io li ho tagliati a 13 anni, ci ho ancora le foto della cresima coi capelli lunghi sino al didietro. Poi a settembre, dopo le prime docce causa sigiocavaacalcio decisi di tagliarli, prima sino al collo poi molto più corti. Non riesco più a pensare a farli crescere. Quindi ringrazio i Fati che finalmente si ha una missitalia col capello corto e pocopoco più bassa di me. Ecco. Son cose.

Ma parliamo di noi.
Come al solito sono arrivata dietro. In vita mia ho vinto solo alcune cose: alcune gare juniores di sci, una promozione di serie con la mia squadra di calcio, i biglietti per il concerto di Francesco Renga.

Citando lui: "Ho una sfiga che anche un tronista si commuoverebbe sentendo le mie sfighe"

Infatti mica potevo vincerla, la categoria miglior blog umoristico. E facendo emergere il mio interismo della mia vita, in pura antitesi col tifo calcistico, sono arrivata terza.
Anzi, sono arrivata al posto numero trAè.
Non è una vittoria, ma siccome ero nel girone di ferro direi che veramente ho vinto la medaglia di bronzo. Perché, a me, chi mi conosce. E quelli che mi conoscono si fermano alla meravigliosità del titolo.
Approposito, io vorrei un simpatico disegno per l'header dello sglaps. Un grissino e un tonno. Indiciamo un concorso.
Ora attendo che Guido Rossi retroceda Personalitaconfusa, tolga 30 punti a Setteincondotta e mi dia la vittoria.

Ma la cosa brutta è fare i ringraziamenti. Iddiobeato, senti il tuo cervello atrofizzare e regredire o alla velinaggine o a... mmm, ecco, ieri ero ridotta come i cari vecchi ciclisti eroici di "Ciao Mamma sono arrivato 1" sporchi di terra e stanchi come bestie da soma.

Non so, poi pensavo a Dini che diceva che il mio sglaps è bello seppure discontinuo.
Non so se è la discontinuità alla Ibrahimovic [genio e inutilità, che però tanto mi garba] oppure... 'petta, momento... ma io non ci ho il blog umoristico. Perdio, io le cose come le racconto qui le racconto a mia mamma, e ho sviluppato a raccontarle così perché, insomma, almeno mi convinco che è tutto ganzo.

Beh, alla fine i ringraziamenti, vediamo se esco dalla forma mentis del ciclista.
Annina, che è l'arteficie di ogni cazzatella faccio perché ci piace divertirci, tevojobbene, ecco.
Wally West, che da impedito softwareleso ha fatto votare tutti.
Lo zoccolo duro carampano e la chat di #radionation, con cui abbiamo un bel rapporto, penso. Tranne Smeerch, che pensa che lo odio, ma piuttosto è lui che mi schifa.
Il newsgroup it.sport.calcio.juventus, e soprattutto il gruppo carbonaro. Una famiglia aggiuntiva.
Grazie anche a quelli che volevano votare fuori tempo utile, lo so, il sistema di votazione faceva cagare.
Ora basta che mi commuovo, e già ci ho avuto la febbre e abbondo di catarro.

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elaborato da Franfiorini, 00:18 in fran s corner

Terza*, grazie davvero a tutti.

*domani vi spiego anche cosa, dove e come. Che non lo so, ricordo di aver chiamato in radio ma non ricordo altro... ah, sì. Parlava la Soncini con me e la numero 4 era in finale.

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venerdì, 22 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 15:07 in fran s corner

Questo post sarà strano e bizzarro. Preparate l'antiemetico.

Da ieri, dal dopocena, in pratica a intervalli a casaccio vomito. Sì, così. In pratica la mia scatoletta modem uessebi ieri venne allagata da chicchi di riso e fagiolini sconditi. La cosa bella è che pensi che la tua chemoreceptor trigger zone stia sventolando un bandierone bianco e ti dica "ohilà, abbiamo finito la soglia di tolleranza, sicché mentre te guardi missitalia si fa quel che noi si vuole eh".
Ah, sì. Missitalia. Forse sono decenti solo la 4 e la 42.
Dicevo comunque è un po' scomodo, anche perché mi accorgo sempre troppo tardi dell'espulsione e sebbene ho delle manine abbastanza grandi non riesco a contenere tutto. E poi insomma, diciamolo, fa schifo ecco. E mi sento anche un cencino.

Poi ci sono cose che te lo provocano quel vomito metaforico.
La mamma di Tommy, Paola Pellinghelli, viene a scoprire anche lei come tanti altri qui a Parma guardando la televisione che la sua avvocatessa ora difende Aldo Cagna, colui che ha assassinato quella giovane ragazza che faceva tecniche di laboratorio qua a Parma. Insomma, io plaudo il coraggio che ha avuto la signora Paola nel revocare il mandato al suo difensore. Cazzarola, noi abituati a vedere Taormina e cose del genere.
Scusate, ma a me l'etica degli avvocati, pur possedendo una mia personale etica molto molto flessibile, a volte non mi è proprio chiara.

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giovedì, 21 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 15:35 in canzoni e musica

In realtà non l'ho ben capito. Però ne parliamo lo stesso.

C'è un album che mi è piaciuto molto, è the Back Room degli Editors.
Ma gli Editors non producono nulla di nuovo. Diciamo che sono gli Interpol inglesi, e che poi lui, Thomas Smith, che tenta esperimenti Gahaniani con il suo apparato vocale, è fidanzato con una conduttrice di emmetivì [mi pare quella biondina che presentava la UK chart] e quindi cioè, non so sono quelle cose che ti fanno diffidare dalla autenticità del prodotto.
Però inziai ad ascoltare Munich e mi rincoglionì totalmente, la solita canzone perfetta per un singolo. Quella che ti fa zompettare da seduto, con la testa ciondolone. Il pogo da scrivania, ecco.
Dall'altra sono poco orginali, suoni già senticchiati, riff già ascolticchiati. Tutta questa generazione indie-pop-rock inglese che ne sta venendo su, che ti chiedi se piazzerà già un secondo album decente, per capire se il primo era frutto del caso oppure no. Però The Back Room è album, nell'accezione propria di raccolta, quasi totalmente ascoltabile, piacevole, a tratti azzarderesti anche dire che è bello. Io ho una predilezione per Light e All Sparks su tutte, ma è minima.

Devo dire che poi il sito ufficiale fa simpatia, vi potete ascoltare tutte le tracce dell'album e le b-side dei singoli nonché vedere i video.
Ecco, i video, sebbene non è che abbiano grandi idee geniali, mi garbano assai. Munich, All Sparks e Blood su tutti. Ma qualche mp3 ve lo metto. Roba che manca di là, tipo.

[P.s. sono fuori le votazioni per gli EMA. Muse nel best alternative, best album e best uk&ireland; Strokes nel best rock. Depeche best group. Che dire, speriamo.]

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elaborato da Franfiorini, 12:19 in fran s corner

Ho deciso.
Un giorno tra il 2 o il 3 dicembre si fa una cena blogger a Milano. Organizzo io. Se volete aiutare, diamine, ben venga.
Chi si accoda oltre ai miei soliti amicici?

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mercoledì, 20 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 13:50 in fran s corner

*ssst, voi non potete capire la beltade del titolo. Cosa che se continuo così e mi notano mi fanno titolista di Tuttosport, o dell'Informazione di Parma, che siamo lì. Cioè, basta un posto di lavoro comodo, climatizzato, col culo infisso sulla sedia da spostare solo quando devi andare a prendere il caffè. Comunque poi nel post ve lo spiego, eh.

Dicevo.
Le strade di Parma, a livello selciato o bitume, fanno cagare.
Il post potrebbe anche chiudersi qui, visto che praticamente vi ho fatto il riassunto.
L'uomo qui accanto, a volte scambiato per una specie di Vittorio Sgarbi, si chiama invece Pietro Vignali ed è assessore alla mobilità del comune di Parma.
[cominciate a capire il titolo eh, vecchie canaglie]
Ordunque questo figuro mi è anche simpatico. Non so perché, ma mi è simpatico. Sapete la simpatia quando vedi una persona e dite: "Toh, però mi fa simpatia?". Quella.
Invece c'è un altro assessore, che quello mica... ma vabbè.
Il sor Vignali ha un po' cambiato la viabilità a Parma. Là ove c'era un incrocio a raso è stata sistemata una rotatoria. Ora però le rotatorie sono ovunque, ma anche di belle eh.
Solo che nessuno sa affrontare le rotatorie, ne parlavo anche un annetto fa su codesto sglaps.
Ma il nocciolo della questione è che puoi fare 300 rotatorie, chilometri di pista ciclabile [ah, signori vigili urbani, l'ultima volta che ne affrontai una un Garelli mi sorpassò a due centimetri due dal manubrio.... eccheccazzo. La prossima volta scendo e lo multo da sola.] ma se il fondo stradale fa cagare non noti mezza miglioria al traffico.
Ad esempio, una volta mi ritrovai a tornare dal lavoro a casa oberata di pesi sulla bici.

[inizio episodio di vita vissuta, forse anche tragicomico]
Dunque, credo fossero le cinque. Mi dissero al lavoro che dovevo caricarmi centocinquanta locandine e pensai: "Beh, cazzarola. Che spendo a fare per il bus o per far uscire dalla macchina quando è tanto bello rischiare di farsi radere al suolo in via Silvio Pellico, ma tanto l'ospedale è lì vicino e si hanno tanti amisci."
Al solito omisero che c'erano anche i volantini, da prendere.
Quindi caricai nove chili di locandine sul cestino innanzi al manubrio e presi la mia borsa della spesa, di quelle riutilizzabili da sciura, e ci misi dentro i volantini. A casa pesai quella busta ed erano quindici chili di roba. Rimasi lì a pensare di fronte alla mia bicicletta rossa come potevo caricare questi ultimi. Con le palle estremamente girate pensai: "ok, metto la busta alla destra del manubrio e che Dio ce la mandi alla meno peggio."
Mettendomi sulla strada sentii già la bici pesantemente oscillare al primo tombino.
Bilanciai il corpo e sfoderai un equilibrio che mi rassicura sui miei futuri anni in bici. Ma sentivo che quei quindici chili smaronavano un po' tutta la forza di gravità. Ergo, spostai il baricentro (il culo, sì) verso sinistra.
E alla rotonda di via Pellico pensai: "Cazzo, se passo per via D'Azeglio mi sfrantumo al suolo, rovinando anni di lavoro del mio dentista."
Le strade per il centro di Parma o sono sampietrinizzate (qui li chiamano porfidi), e si scalzano da pietra a pietra dopo due mesi di lavoro, o addirittura, come la via citata sopra, coi vecchi selci rettangolari, anche essi distanti l'un dall'altro di alcuni centimetri.
Optai per le strade bitumate e non selciate. Anche se, anche lì, tenere l'equilibrio era arduo.
Arrivai a ponte di mezzo, feci la salita con nonchalance commuovendomi della mia forma fisica (oh, quello strappetto a inizio stagione mi inchioda sempre un bronco) e al semaforo, al verde, decisi di non pedalare più come del resto avevo fatto fino a prima: causa carico la bici andava così veloce che pareva una bici elettrica, quindi pedalare era pericoloso. E non vi dico, ad ogni tombino come mi raccomandavo a parenti defunti, angeli e santi tutti.
[fine episodio di vita vissuta, scusate ma rivivendolo e ricordandolo vividamente col cazzo che ci trovo il lato comico]

Dicevo.
A Pietro, cazzo, passa il bitume.

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martedì, 19 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 13:40 in carampanismi

Mamma mia, ora che ci penso.
Forse alcuni di voi giovini abitanti la costa tirrenica o le vicinanze si ricorderanno che fino all'avvento del digitale terrestre nei canali analogici si prendeva quella che una volta era formalmente chiamata "Antenne2" e poi dalla seconda parte degli anni novanta "France2", ossia il primo canale della televisione di stato Francese.
Io mi sento un po' come gli albanesi, che quando arrivavano anni va al di qua dell'adriatico dicevano di aver imparato la lingua via televisione, e che vedevano che da noi era tutto bello, lindo, pulito, caruccio e costosamente confortevole.
Thierry Beccaro
Ora però vi dirò una cosa, vedete sta specie di Alfonso Signorini francese qui accanto? Ecco, egli è un po' il Mike d'oltralpe, se ci pensiamo per stasi televisiva visto che io andavo alle elementari e il signor Thierry Beccaro già conduceva alla telè francese.
E guardando giustappunto nel sito di France2 vado a notare che il programma che mi scandiva le mattinate influenzali a letto è ancora in programmazione.
Tal programma si chiama Motus.
Il giochino è assai semplice, e lo potete trovare in un simpatico programmillo giusto qui.
In pratica consta nell'indovinare parole di cinque lettere, come in una sorta di gioco dell'impiccato. Ora potete ridere mentre vi confesso che buona parte della mia conoscenza del francese deriva da tutto ciò. Sì, pensate voi che non l'ho mai studiato seriamente ma lo parlo abbastanza correttamente. Checculo.
Una migliore spiegazione del gioco la trovate qua in lingua transalpina. Loro ci vedono tante rassomiglianze, per me è l'impiccato in versione pro.
Detto tutto ciò arriviamo a dire che comunque la televisione francese l'è un po' triste.
L'unico programma che mi piaceva [cazzo, anche questo esiste ancora] era Tout le monde en parle. Più che programma direi una tonnara di persone il sabato sera in seconda serata. Però non era male, non so perché ma ridevo. Mah.

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lunedì, 18 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 15:21 in lo sglapsanalista

Io ho un problema, che avrete anche voi. Almeno spero.
Fingete perlomeno, è per sentirmi normale.
Ho una memoria particolare. Ho una memoria che ricorda benissimo i particolari ma non i fatti importanti. Questo causa non pochi problemi alla vita di relazione perché io mi dimentico perfettamente le cose che magari servono a tutti e si ricordano anche i settantenni e io no.
Una declinazione di codesto problema mnemonico è che io non ricordo una beata fava delle conversazioni telefoniche. Ma quello al lavoro l'ho ovviato: ho un bel blocco note ove ogni tre minuti scrivo parole chiave, che altrimenti alla fine non ricorderei una ciospa. Questo però vi permette di tacchinarmi telefonicamente o di darmi dettagli sulla vostra vita, così tanto io poi non mi ricordo nulla [e non perché è stato breve o non mi è piaciuto, ma proprio perché non me lo ricordo]

In compenso ricordo abbastanza le cose dette a voce, ma solo da mia madre [ne sarà contenta, ma spero che non legga qui che almeno posso far finta di scordarmele] e i particolari delle cose viste. La riprova settimanale? Mentre inquadravano un non meglio precisato negozio dell'Oltretorrente parmigiano dopo un cruento fatto di cronaca.
MammadiFran: "Ummamma, chissà che negozio era..."
Fran: "Intonaco rosso pompeiano e cemento tipo rustico sotto... di certo la Latteria 56 o come cazzo si chiama, quella dell'anziano con le palle girate che ti fa attaccare solo al banchetto in basso e solo con due angoli di scotch..."
MammadiFran: "..."

Già sono una fonte di informazioni inutili che sappiamo solo io e Paolo Limiti, dovevo avere una memoria che ricordava primariamente solo le cazzate?
Benedettiddio.
Che poi magari invece menare il can per l'aia e avere solo le informazioni generali nella vita quotidiana, universitaria e di relazione serve molto di più. E io no, invece mi ricordo anche che rubinetteria aveva l'hotel di Atene, camera 1024, che dava sul dietro, 2 piano a dispetto del numero, e che l'hotel sul davanti aveva la vista del parlamento. Ah, sì, che quell'accorgimento del vetro infisso in una base di muratura come a creare una sorta di cabina doccia sebbene la doccia stesse sopra la vasca c'era anche nell'hotel che prendemmo nell'89 a berlino e mmm... quell'hotel che ci andai a Augusta, quella bavarese, che era fighissimo, aveva la scala in legno, la camera di sopra con il bagno mansardato. E quella sera quando rientrai mi ricordo che al tg1 dissero che era morto Alex Baroni. Ma anche lì non ricordo l'anno. Ma dalla finestra mansardata del bagno sopra il wc si vedeva la ciminiera della birreria, da quella della camera il duomo. Difatti l'albergo si chiamava Dom Hotel. Che fantasia. Solo che non ricordo proprio il periodo, pensate, faceva freddo però nella piazza centrale di Augusta, sotto la Rathaus, avevano approntato una specie di spiaggia con sabbia, sdraio e le palme. E i guasconi si fotografavano togliendosi la giacca, gelandosi ma per fare quelle foto simpatiche da inviare agli amici... tanto c'era il sole e non si vedeva che era centro città. Mah, sarà stato Marzo?

Non andiamo proprio bene, con questa memoria.
Ad esempio, quando si deve fare l'anamnesi, che stranamente è affidata sempre ai neolaureati.
Giovinedottore: "Mmm, il menarca quando lo ebbe?"
Fran: "..."
Giovinedottore: "Il menarca sarebbe la..."
Fran: "Sì, sì, diamine so cosa è... stavo tentando di contestualizzare..."
[segue breve spazio in cui la Fran si ricorda alcune cose: il giorno era il primo maggio, s'era andati a fare le foto per il nuovo depliant dell'albergo nel cantiere che è durato anni dell'ex Centrale con la macchina fotografica che aveva il rullino per le diapositive, avevo dei fuseaux verde acqua, c'erano solo 5 clienti in hotel, la giornata era soleggiata... ah, ma devo ancora rispondere]
Fran: "...forse a 11 anni. Mah, probabilmente tra i 12 e i 13 anni, ma dovrei chiedere a mia mamma. Facciamo 12 anni vah. Almeno la media matematica dice così."

Mentre compilavo la scheda per fare lo scrutatore al comune:
Fran: "Francè, son Francesca. Una domanda veloce, quando abbiamo fatto la maturità, duemilauno o duemiladue?"
MiglioreamicadiFran: "Duemiladue, perché?"
Fran: "Eh, avevo il dubbio."
MiglioreamicadiFran: "Come il dubbio?"
Fran: "Boh, non so, ero indecisa. Ma davvero ci siamo diplomate l'anno del cinque maggio? No, è che almeno non ti rompo le prossime volte che quello me lo ricordo..."

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domenica, 17 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 15:16 in avere ventanni

Bene, cari i miei amici laureati in materie letterarie. Lo so che per lavorare vi schifano un po' come quando gli studenti di medicina ricercano lavoro. Lo so perché ad ogni colloquio siamo io e voi a essere cacciati o col sorriso sulle labbra o con un calcio nel culo con le migliori risposte di respinta. Io vi do una ideuzza, che possiamo sviluppare assieme.

I libri di medicina, oltre ad essere brutti ed esosi, sono barbaramente tradotti con babelfish dall'inglese.

Così me ne accorsi leggendo il Robbins -non l'ermafrodita- di Patologia in versione inglese, sapendo a memoria il corrispondente italiano. Tanto che molte parole sono state tradotte in angloitaliano, fastidiosissimo, oppure lasciate proprio in inglese col solito deterrente che essendo lingua scientifica è giusto così.

Ma il problema è quando mi traduci paro paro affermazioni che in inglese suonano bene, ma in italiano sono frasi in accezione negativa che correlate alla materia medica o scientifica diventano qualcosa di fortemente impicciato che ogni casalinga la sera potrebbe usare per farsi venire il mal di testa e respingere così gli obblighi matrimoniali.

Ma facciamo un esempio, non medico, per farvi capire di cosa stiamo parlando. Prendiamo una semplice frase di sicura comprensione:

"Il gatto sta sulla stufa, perché fa freddo."

In medichese libresco ne uscirebbe più o meno come:

"Reco con me una simpatica bestiola della famiglia dei felidi. Il mio gatto, Felix, di norma in casa si accuccia in zone tranquille e morbidose. Ora lo stavo cercando e non è né sul divano, né sul letto. Oh, grazioso bricconcello... vuoi vedere che siccome non gli ho rivolto le solite amorevoli cure il poverino soffrendo le basse temperature che in codesti giorni hanno colpito la penisola si sia mollemente adagiato sulla ceramica che circonda la stufa di casa?"

Insomma, cioè, vabbé che mi fai pagare 200 euro un libro... ma non lo so, piuttosto mettimici un gadget accanto... non arrampicarti in frasi che neppure te alla correzione comprendi.

Quindi, simpatici amici, vediamo di mettere su un business e cerchiamo di rendere 'sti libri perlomeno capibili. Non si chiede molto... Almeno ad arrivare a capire che il gatto potrebbe cuocersi, povero.

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sabato, 16 settembre 2006

elaborato da Franfiorini, 18:47 in franfiorinologia

No, è che scusate mi era capitata una di quelle offerte mordi e fuggi giovedì sera.

Sono partita quindi subito, lo sapevano in pochi e mica potevo lasciare, che ne so, un post-it qui sopra.

Il mio luogo di villeggiatura preferito mi ha preso anche senza prenotazione per un solo pernottamento provvisorio, un remise en forme, mi sembra che si dica.

Devo dire che a volte le camere non hanno quelle finiture di pregio e non è che ci sia molta tranquillità per riposare, ma i gestori son bravini e ormai siamo come di famiglia. Mi tengono sempre il posto vicino alla finestra e alla fine si lamentano solo perché io vorrei far troppo casino.

Il problema sono anche i colori delle stanze. Troppo bianco. E anche le divise della servitù danno sul bianco. A volte si sconfina su un tono ganzo di verde, un po' troppo verde. Insomma, importabile come verde.

Dunque, se fossi stata più superstiziosa di quanto non sia ogni volta che aprivo gli occhi avrei dovuto far scongiuri pensando di non essere trapassata, con tutto quel bianco. Però è bello vedere come lì, la servitù, ogni volta che suoni il campanello arriva. L'altro problema è anche la privacy. Spesso, altri sempre vestiti di bianco, vengono da te e ti riguardano un po' da cima a fondo, ti alzano lenzuolo e maglietta e tu non puoi neanche dirgli che no, non sono i tuoi tipi. Anche perché spesso sono donne e non hai voglia di dirgli che sei etero, sembra quasi un pregiudizio ovvìa.

Il successivo problema sono i divertimenti, non c'è granché. C'è la finestra coi platani che si vedono. C'è il tempo che ha le fregne, come si dice più a sud. C'è che poi magari essendo la struttura vecchia quando trasbordi da un piano all'altro aiutata scazzi un gradino e il piede ti va quasi parallelo alla tibia e -siore e siori- non si spezza ma senti il tendine che deve aver esaurito la sua forza elastica e ti chiedi perché, cazzarola, non eri così resistente nelle gambe quando facevi sport e invece lo sei adesso che devi riandare tanto a letto, al luogo di villeggiatura sopra.

Ah, sì. La cosa bella del luogo di villeggiatura è che ti lasciano sempre un ricordino. Ora è un'altro taglietto, ché c'era un piccolo problemino che mi dava un piccolo dolorino. Ma diciamo che sì, sto minimizzando, anche perché è passata anche stavolta ed è bello ruzzarci su.

Scusate, vado a deprimermi e a disperarmi a letto. Ci sentiamo poscia.

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