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elaborato da Franfiorini, 19:15 in franfiorinologia D'ora in poi, oltre a fare i sabba con Libero, ho deciso anche di uccidere le mosche posatesi sul guano con Sorrisi e Canzoni.
Davide mi segnala che a lui l'han linkato (grrrr :P) e a me, figlia della serva, sebbene la mia definizione sia la più divertente [qui ormai è come "non ti curar di loro"...] non me la patrocina nessuno.
Santiddio, almeno copincollatelo bene quell'articolo del corriere, porca la zozza.
Update: quo (ussignur) Tiscali mi da del giornale. Scusate, vado a mettermi sotto la sabbietta del gatto.
Update2, la vendetta: Marisa Politi si scusa, e dopo che glielo ho gentilmente fatto notare ha detto che provvederà alla correzione. Dite che ora debba scrivere anche a Feltri minacciandogli di chiudere i cessi di casa sua?
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:04 in franfiorinologia Viale Mentana, una macchina si ferma a centimetri tre dalla mia tibia.
Stavolta scendo, picchietto dolcemente con l'unghietta dell'indice sul finestrino e attendo dialogo con la guidatrice.
"Non ho fatto apposta ma pure lei non l'ho vista..."
"Sono trenta euro."
"Cosa?"
"Il prezzo della tintoria."
"..."
"M'ha fatto cagare sotto, sono trenta euro per i pantaloni. Sa come è..."
[non me li ha dati ma è rimasta ferma due minuti con la gente che suonava dietro]
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:27 in foto, un jour en france Sappiatelo, dopo lunga cernita sono riuscita a pubblicare tutte le foto di Parigi.
Naturalmente ho messo le più meritevoli, altrimenti sarebbero state circa 500.
Ora sarà la volta di Chantilly, Senlis, Fontainebleau e Dijon. Prima di Natale sicuramente ce la farò a mettere su tutto, anche perché mi sto divagando coi vari pool di flickr e così mi diverto un mondo.
[lo so, vi ho sfinito, me lo dite spesso sul messenger, coraggio]
Al solito ora si posteranno delle fotine, cliccabili come l'altra volta, di posticini particolari che potreste visitare nella vostra gita a Parigi. Poi almeno tornate a casa e fate i fighi con parenti e colleghi e dite "quella lì del grissino che ho conosciuto a causa della Hunziker me l'aveva detto, perché io la conosco quella lì e oltre a far ridere a volte dice anche cose inutili ma belle" [quasi mi ci convinco anche io].
Pronti?
Se ci avete [in famiglia ce ne è sempre una] la zia casaechiesa pretina e chiesina che vi guarderà come peccatori per essere andati a Parigi, nota città che ti trascina tra night e mignotte [non so, l'immaginario collettivo a volte è strano] la sorprenderete e la farete rosicare tirando fuori la fotina del santuario della Medaglia Miracolosa. Uscita metro Sevres-Babylon, rue du Bac (70 e qualcosa, 74 forse). Fuori trovate opuscoli informativi, così non sfigurerete di fronte alla zia che sicuramente ne saprà per sentito dire.
Usciti a destra c'è la più grossa Epicerie di Parigi. Una gastronomia con davvero di tutto da ogni parte del mondo. Ecco, come dire... c'è di tutto. Nei miei giorni di visita anche un prosciuttaio napoletano che affettava del Parma.
Di norma ci si ferma al Pantheon, si guardano le tombe e si scappa verso i Giardini del Lussemburgo o a volte non si guardano neppure quelli. Trenta passi dopo il Pantheon, esattamente dietro a sinistra c'è St Etienne du Mont. Chiesa che vi sorprenderà per le balaustre interne. Nella navata di destra, prima del coro, c'è la tomba di S.Genevieve, patrona di Parigi, trasportata qui dopo la sconsacrazione del Pantheon. Nella parte in fondo proseguendo nel deambulatorio dopo la sagrestia, nell'abside a sinistra una colonna sta a indicare la tomba di Racine, a destra quella di Pascal, le cui spoglie vennero portate qui da Port-Royal. Esisterebbe anche una fotina del sepolcro di Pascal ma non la linko, perché è davvero orrenda e me ne scuso.
Qui se siete studenti di medicina, lo so, gioirete. Questo accanto è il chiostro [come tanti chiostri medioevali ne è l'ex cimitero] di St Severin. Chiesa molto bella, in gotico fiammeggiante, nota alle cronache perché si presume che ivi quella lavandaia di Dante Alighieri, nel suo presunto viaggio a Parigi, si sia fermato qui spesso in preghiera.
Ma rimaniamo al chiostro. Nel 1417 qui ebbe luogo la prima operazione di calcoli alla cistifellea. Luigi XI promise la salvezza a un condannato a morte qualora fosse stato disposto a farsi operare [eh, mal che vada moriva sotto i ferri, ma invece sopravvisse...]
Nel 1871, il filantropo inglese Richard Wallace si trasferì dalla sua terra natia a Parigi. Vedendo le difficoltà di approvvigionamento idrico nelle zone più periferiche della città che andavano espandendosi e in cui era concentrata la maggior parte della popolazione decise di intervenire. Non per nulla l'era filantropo. Quindi offrì alla città di Parigi 66 fontane per abbeverare i cittadini. Di queste curiose fontanelle ne son rimaste pochine, tra le tre viste in giro ricordo una sui campi elisi, una sul boulevard de la villette, l'altra davanti a San Sulpicio. Questa è proprio quella sui campi elisi, a sinistra lasciandosi alle spalle l'arco di Trionfo proprio a due passi dal semaforo pedonale che da su place de la Concorde. Da segnalare che esistevano attaccate sotto le figurine, per mezzo di alcune catenelle, delle ciotole da usare come bicchiere. Tolte poi in seguito perché non era igienico.
St, Roch è ubicata nella via più elegante, o almeno una tra le più eleganti, di Parigi. Infatti tra le varie facciate di rue du Fabourg St Honore trovate anche questa della chiesa, lunga 126 metri e con una peculiarità. L'unica chiesa di Parigi orientata con l'asse nord-sud, le altre sono tutte est-ovest. Oltre ai sepolcri del drammaturgo Corneille, del sovrintendente ai giardini Le Notre [che disegnò anche Parco Ducale a Parma oltre a numerosi giardini francesi] e il filosofo Diderot troverete anche un pezzetto d'Italia.
Infatti all'inizio della navata sinistra troverete la lapide che sta a ricordare che tale Alessandro Manzoni, durante un celeberrimo attacco di agorafobia dovuto al casino generale per i festeggiamenti -mi pare- del matrimonio di Napoleone III, ritrovò qui la sua Fede.
Forse perché era la zona in cui lavoravo e dove alloggiavo, ma mi ci sono quasi innamorata. La zona del Parc de La Villette è meravigliosa. Qui a lato vedete la Géode, una vera e propria palla ricoperta di acciaio lucidato [6500 triangoli] dove all'interno si proiettano film sfruttando l'emisfericità dello schermo di mille mq. Esternamente, proprio alle spalle rispetto a dove ho fatto questa foto, c'è una bizzarra scultura. La bicyclette ensevelie, di Oldenburg. Una sorta di bici insabbiata che mostra solo un pedale, il sellino, parte del manubrio col campanello e un pezzo di ruota.
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:56 in franfiorinologia, carampanismi Pensate voi, torno a casa dopo essermi goduta la nebbia, trovo in palinsesto su teleducato una trasmissione appellata "serata salute" e mi trovo quelli che per non apparire in alcuna chiave di ricerca, visto che qui per l'affaire Hunziker ci ha citati anche Panorama [grazie a Uio per la segnalazione], chiameremo il prof Mito e il prof Idolo.
Mi sono accorta che nell'ipotetica scaletta di divinità ologrammatiche la trimurti si baserebbe su:
- Matthew Bellamy
- Prof Mito [E.F.]
- Prof Idolo [A.C.]
Ho deciso che mi farò un altarino faidate.
Ma insomma, il punto è un altro. Cosa ho fatto oltre a seguire l'argomento nefrologico della serata? Ho fatto le fotine per far conoscere gli idoli all'amica che ormai li conosceva per sentito dire.
[Invero mi vergognavo, ma qualcuno mi ha detto che la sua ex avrebbe fatto la stessa cosa e quindi mi sono alzata e l'ho fatto. Son cose.]
P.s. Mi scuso se la radio non andò in onda. Ci rifaremo domenica. Coraggio.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:28 in foto, franfiorinologia Ho deciso una cosa. Terrò le unghie lunghe fintantoché non mi caverò dalle ovaie gli esami preclinici e dovrò rimettere zampa in corsia dai malati.
[Poi naturalmente i malati li toccherò come si faceva nei sanatori, guardandoli dall'alto e spostando le vesti con lunghe canne di bambù. Oh, la maggior parte delle infezioni è dovuta dalla scarsa igiene dello zozzone che avete nel letto accanto.]
Solo che c'è un problema. A me i capelli e le unghie crescono con dei ritmi troppo veloci. In pratica dopo un mese- due mesi potrei rivendere a centimetraggio codesti annessi cutanei. Specie le unghie, ma non so se esiste un commercio come per i capelli. Se ci fosse magari avvertitemi, che qui ci si sbarcherebbe il lunario.
Regalo comunque pezzi di unghie, non so come potreste attaccarveli, il Bostik mi pare inadatto.
Già mi ci vedo a firmare lo statino con le unghie rigirate alla Flo-Jo.
[nella foto la mia mano destra dopo 20 giorni di non taglio di unghie. In futuro non potrò più, lasciatemi bullare. Putroppo ci son due o tre sbaffature di smalto, ma insomma, poi se ne vanno]
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:42 in franfiorinologia Oggi sono andata in facoltà in bus, perché obiettivamente non stavo così bene.
A casa non andava l'adsl, quindi pensavo che vabbè magari io pago mille e rotti euro all'anno di tasse universitarie e quindi oltre al sapone per le mani al bagno ci sono anche i computer con la connessione lì in facoltà.
Solo che vado in aula computer e scopro che da oggi al 31 è chiusa. Non so perché, ma propendo perché il guardiano sarà a farsi la settimana di ferie, e poi magari il 2 manda il certificato medico. Non fosse mai capitato.
Voglio fare il tecnico di un'aula computer universitaria.
Poi sfavati più che mai, dopo aver fatto dei piani di attacco al programma dell'esame ics che neppure Napoleone o Giulio Cesare avrebbero potuto redigere, si esce prima che le donne delle pulizie ti prendano a spazzolonate perché dopo gli zampetti sul bagnato.
[che poi, la facoltà chiude alle 19. Lavare dopo le 19 pare brutto? Come tutto un pomeriggio dove spicconarono ovunque per far lavori ed era venerdì.... ma farlo quando era chiuso? Ma che diamine, perbaccolina...]
Il parcheggio della nostra facoltà è una meraviglia.
Normalmente ha la capienza del parcheggio della Coop di Collevaldelsa. Che per i colligiani va bene, eh. Ma per gli studenti di medicina, scienzeinfermieristiche, fisicasanitaria, biotecnologie, scienzemotorie, odontoiatria, fisioterapia e altri corsi di cui non ricordo il nome... mmm, effettivamente è un po' strettino.
Ma arriviamo al punto. Mancando di telecamere il parcheggio è l'Olimpo dei tossici.
Ma il mio compagno di università ne era all'oscuro. Quindi attorno alla sua opelcorsa stasera ci stavano circa 6 siringhe da insulina, tre fiale di fisiologica spezzate, un coltellino e però mancavano gli aghi.
Per farlo entrare in auto è stato un dramma.
Una volta entrato pregava ché gli aghi non fossero conficcati nelle sue gomme.
Ah, sì, dimenticavo una cosa.
Io avevo iniziato a scattare le foto di Beirut sottocasa.
Iersera la mia vicina mi ha fermato e con un tono amichevole [avrebbe anche potuto iniziare con un "senti stronza", non m'ha neppure salutato] ha detto che siccome qui eravamo in un ex gasometro [ma ve l'avevo detto] la terra smossa è inquinata, e quindi non puzzava di piscio di vacca ma di petrolio o simili, e che quindi è cancerogena e debbono togliercela.
Ma quando io le ho chiesto del chissà dove la smaltiscono, la terra, se ne è andata come se le avessi dato della meretrice.
Ecco allora perché ieri mi guardavano strana mentre facevo la consueta foto. Paura.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:24 in franfiorinologia In realtà preferirei avere Meluzzi, lo Sgarbi della psichiatria, a picchettarmi sotto casa.
Non so, ma don Mazzi mi mette più ansia.
Vi dirò, iersera ero parecchio incazzata. E come tutte le volte in cui mi incazzo stamattina avevo la febbre e non mi reggevo in piedi.
Scena, campo lungo. Io pedalando in bici, con la dinamo attaccata alla ruota, vado anche più pianino del solito. Molleggio dolcemente sul sellino, visto che via Garibaldi è lastricata e tra un lastrone e l'altro c'è spazio per speculazioni edilizie. Sono le 18 e qualcosa. Più le 18:30 che le 18.
Supero la Steccata, arrivo di fronte al Regio. Un nugolo di persone sta difronte alla fermata del bus a cazzeggiare in circolo. Sembrava un ritrovo di giocatori di rugby. Io all'ultimo vedo spuntare una signora che con passo spedito schivo solo inchiodando e mettendo i piedi a terra. Sento scricchiare il cestino di vimini addosso alla sua borsa. Sento una fitta fortissima sotto lo stomaco, o intorno ad esso. Stava attraversando alla cieca, la vecchia. Mi riprendo e mi incazzo alquanto.
Il dialogo pressappoco è stato questo:
"Ma perlamadonna, signora... MA CHE CAZZO FA?"
"e ma non si bestemmia, maleducata."
"Maleducata una sega, la stavo per mettere sotto, chellei mi arriva solo al cestino poi..."
"..."
"Signora, ma non ci sono le strisce qui e c'era gente avanti. Ma si guarda prima di attraversare, alla sua età..."
"mah, che maleducata..."
"mallei che la fanno uscire da sola, che è un pericolo pubblico..."
Notare che io avevo una voce lievemente alta, che ha fatto girare la gente fino alla Pilotta.
Da domani compro il casco. Così almeno non mi fo male io se cado.
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:22 in fran s corner Insomma, anche Libero di Feltri utilizza indebitamente [potevano mettere un richiamo tipo il Corriere, ma pareva brutto] il nomignolo ormai da me inventato.
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Ringrazio moltissimo la signora Francesca, mia carampana storica, per la segnalazione.
Da oggi rivaluto molto il Corriere della Sera ma brucerò copie di Libero per dei sabba.
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| email me elaborato da Franfiorini, 21:06 in fran s corner Dopo esserci finita per fatti di cronaca [indipendenti dalla mia volontà] e meriti sportivi [dipendenti dalla mia volontà] finisco sul corriere per un post fuffoso sulla Stuzzicher.
Scusate, ma ci tenevo a finire su un giornale per una cosa bella.
Quindi non sto festeggiando, visto che sul giornale vorrei finirci per la mia arguzia e per la mia vivacità d'intelletto...
[quindi non c'ho speranze, accontentiamoci di ricevere *mille* visite per aver definito la svizzerotta la "Britney dell'Emmentaler"]
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| email me elaborato da Franfiorini, 13:15 in avere ventanni Insomma, è un periodo un po' così.
Ieri io e Alessio eravamo seduti su una panchina in quello spazio verde tra il Rasori e il plesso biologico. Guardavamo la gente passare e lui a un certo punto mi dice che se potesse chiedere tre cose sarebbero i soldi, "che non fanno la felicità ma ti fanno passar bene la tristezza, t'immagini dire eh sono triste allora vado a prendermi il caffè col mio elicottero alle Canarie?", la salute per lui e per quella che considera sua moglie ormai e una terza cosa, che non mi ricordo ma mi ha fatto ridere.
Il periodo è anche un po' così perché al lavoro non mi pagano da due mesi. Il capo è in giro, scappato così. I soldi si accumulano, in negativo per me e fortuna la sgroppata crucca copre un po' tutte le spese.
Perché poi quando non si sta bene non si sa come mai ma le spese si moltiplicano.
Dicevo, però ieri parlavamo proprio di questo. Parlavamo degli errori che dicono che fanno i medici e facevamo due conti. Rispetto alle vittime degli incidenti stradali c'è una sovrastima, però non si sa neppure se un caso è uguale a una denuncia, o contano le denuncie a singolo medico. E poi perché son primi gli ortopedici... beh, un osso storto si vede. Poi lui mi ha raccontato che una ragazza africana di lingua francese ha denunciato un'ostetrica e un ginecologo perché dopo aver firmato il consenso informato lei ha detto che non aveva mica capito che le chiudevano le tube. S'è poi parlato del pronto soccorso e dei casini che ci sono, del trial con l'infermiere e il dubbio se poi sbaglia di chi è la responsabilità. Della mia mezza idea che sarebbe bello dopo medicina interna far domanda al pronto soccorso, con lui che mi dice che le liste dei concorsi lì son sempre vuote. Quindi inizio a pensarci anche seriamente, per entrare nell'ordine delle idee. A lui, se ho ben capito, piace anestesia e anche lì le liste sono sgombre, per ora.
Lui sta facendo domanda per entrare nei Vigili del Fuoco. Già lo era, Vigile, durante la naja. Io pensavo che se continua così dovrei trovare lavoro, ma non so come e non so cosa. Al solo pensare agli orari del quarto dell'anno prossimo già non riesco a capire come potrò fare. Già ora la paga è poca, non regolare, e con il pericolo di trovarsi col culo per terra da un momento all'altro. Sul curriculum pesa come un macigno la facoltà che faccio. Per i professori non esiste lo stato di lavoratore. Ora non so, quasi sono tentata di fare il corso per operatore sanitario, dopo lì prendi anche più di un infermiere per imboccare e fare abluzioni. Ma che ci posso fare, almeno potrebbe essere sempre nello stesso posto spaziale. Un po' mi rode che mio padre non mi mantenga. Diciamo anche tanto. Continuavamo a parlare, in pausa caffè, dell'evasione fiscale e dei gioiellieri che guadagnano quanto i poliziotti. Mi ha detto che suo suocero ha sì uno stipendio non efficacissimo, ma molto buono dopo secoli di servizio. Che l'altra sera sono andati al Mac Donald's e lì c'è lo sconto del 25% per chi è nell'Arma, come ad esempio... e giù un elenco di privilegi. Io gli dico che per colpa della Finanza che controlla alla cazzo non ci ho il mantenimento da mio padre che mi consentirebbe di fare il topo da reparto. Lui è medico, albergatore, ci ha la campagna ma denuncia 50000 euro l'anno. Poi gli dico dei miei padrini di battesimo, dentisti che prima di fare la fattura piuttosto si fan tagliare una mano. E poi quando ho bisogno di loro mi fan pagare, quindi preferisco andare dal testimone di nozze di papà che si offende se lo voglio pagare...
Poi mi dice che comunque io ho la tirchieria patologica di chi ha passato la guerra. E io gli dico che alcune cose non molto normali in capo ce le ho. Ad esempio in hotel mica si poteva mangiare roba destinata ai clienti, che era contata e quindi dopo se non bastava erano bestemmie in polifonia. Quindi si mangiavano, noi proprietari, gli scarti del pasto prima. Al massimo il lusso era mangiare il formaggio, che infatti mia madre non mangia più dal trauma [o perlomeno non gli da dignità di piatto], quando era finito tutto perché se anche le scaloppine erano di maiale la gente non se ne era accorta e gli sembravano tanto buone. E quindi non vedevo l'ora di tornare a Viterbo a riprendermi dalla nonna, come se andassi in beauty farm. Poi lui mi ferma sparando cagate e facendomi notare che quelli dei primi anni sembrano davvero sortiti dalle medie, come se fossero in gita.
Alessio oggi compie ventotto anni. Ha detto che gli auguri non li vuole, perché insomma gli anni son ventotto. Io fingerò di scordarmi, tanto ci è abituato.
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| email me elaborato da Franfiorini, 11:54 in fran s corner Questo è specialmente un messaggio per professori, docenti e salcazzi dell'unipr che pensano che l'aver mandato lettere di protesta per problemi interni sia stata una minchiata.
Vi dirò, avete ragione.
Avessi qualcosa di importante da dire non lo farei alla Gazzetta di Parma. Giornale che qualche volta ho sfogliato al lavoro o al bar [o, vedi sopra, in facoltà] guardando specialmente alcune parti:
-La pagina sportiva il lunedì
- La pagina degli spettacoli
- I necrologi [detti anche in chirurgia "vediamo il feedback dei miei pazienti"]
- La pagina delle lettere al direttore.
Io la Gazzetta la leggevo via web, ora si paga. Oggi invece non si pagava il quotidiano di cui sopra. Una giornata speciale, dice il direttore. Speciale per un cambio annunciato già mesi fa.
L'impaginazione è molto migliorata. Per i contenuti siamo circameno uguali [han cambiato rotative e veste grafica, mica giornalisti], credo che il quotidiano più antico d'Italia dovrebbe offrire qualcosa di più [ma almeno non prende contributi dallo stato tipo Libero, per dire]
Della Gazzetta comunque la parte migliore sono davvero le lettere al direttore.
Delle antesiniane del blog, secondo me. In facoltà a volte ne attaccano random [c'è questo uso di lamentarsi di qualsivoglia cosa al direttore, Molossi], dai laureifici al "è giusto licenziare i fumatori", peccato che sotto non potevo aprire il popup dei commenti e dirgli :
Signor letterafirmata la debbo correggere, il fumo non è un vizio ma una tossicodipendenza.
Così, per dire.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:46 in avere ventanni Vi dirò, oggi è stata una di quelle giornate in cui entri in casa e il secondo pensiero dopo pisciare è quello di cercare di scrivere sul tuo tenero sglaps tutto quello che hai visto e vissuto.
Stanotte verso le due mi son svegliata. Mi sono accorta di aver lasciato gli scuri della finestra del salotto aperti. Sono andata a chiuderli e fuori era caldissimo ma c'era la nebbia.
Anche stamani, mentre ero in bici, c'era la nebbia. Con quell'aria pesante che filtri male a mandar giù.
Ti capita che per sfiga ti si rompa la fibbia della scarpa. Pensando che poi magari ti scatafasci dalle scale, perché può capitare... ora non è perché magari sei in zona Ospedale magari sei servita subito. Insomma, vediamo di evitarli questi medici, ché sono gentaglia.
Torni a casa, cambi scarpe, arranchi sulla bici piantata come un velocista sul Pordoi. Arrivi all'università e colui con il quale devi studiare, sfavatissimo, ti percula e ti chiede allora di fare colazione.
Tu lo guardi e gli dici che ci si andrà quando riuscirai a chiudere il lucchetto della bici.
Ma non riesci a chiuderlo.
Poi ci prova anche lui e ci mette un po' a chiuderlo.
Sarà un bene, sarà così che almeno è più difficile che mi ciulino la bici [ma secondo me è il cestino rosa che funge da dissuasore], però inizia ad essere una rottura di coglioni, anche perché ho la forza di un moscerino.
Vai a fare colazione, o almeno lui la fa. Esci, incontri gente che non ha dato lo stesso tuo esame, di cui una in piena sindrome di Stoccolma. Avrà ribadito circa 300 volte che i prof, poverini, stanno sempre lì tutti gli anni a spiegare le stesse cose e deve essere una noia mortale. E anzi, deve essere uno stress farci anche gli esami. Alla fine è anche giusto che ci boccino, perché almeno contribuiamo all'università. E se qualcuno dimagrisce 15kg sotto stress per un esame, insomma, è un poveraccio che non sarà mai capace di far nulla nella vita.
Il guaio è che non scherzava.
Il secondo guaio è che il mio compagno di università stava ringhiando come un rottweiler incazzato.
Ci si mette a studiare, si vede un casino di gente.
Poi a un certo punto, visto che tutti erano a prendere il caffè nella macchinetta si pensa che magari alla macchinetta del dipartimento di Patologia non c'è fila. Ma la segretaria di lì esce fuori e dice che è una macchinetta privata di un ufficio privato [giustamente certo, era in un corridoio], e per non sbroccare anche lì mugugnando s'esce.
Poi mi apposto difronte all'ufficio del prof. Così, io non ci voglio avere la sindrome di Stoccolma e occuparmi e scusarlo come un tenero cucciolo ma voglio odiarlo a morte. Lo guardo, lui, il suo cranio a pera e la sua borsa da 300 euri.
Mi incazzo, torno a studiare.
Intanto so che nel reparto con i prof idoli si parla di cose che, insomma, so. Passando una mia amica mi chiede ripetizioni sul Dr.House.
"Perché?"
"... è il miglior argomento di conversazione con gli specializzandi."
E invece, insomma, alla fine a uno dei due prof idoli piace Grey's Anatomy. Il solito mio collega, felice di conoscermi perché con me può parlar male di tutti dalle gonne delle tizie che sembrano tende ottocentesche a quanto peserà ad alcune portare la ottava di reggipetto, pensa che ci sia preferenza per il secondo telefilm da parte del prof "perchésitromba, e insomma lui ci spera."
Io passo a parlare degli episodi di House, continuando anche a parlare passando alla specie di parodia che fece Chinaski.
Poi si torna a studiare. Dopo sole 30 pagine di regolazioni di enzimi, sigle, allosterismi, cazzi e mazzi, son cose, puffi qua e puffi là il mio collega si stufa. Quindi dobbiamo smettere. Cerco un androide con cui poter studiare Fisiologia, telefonare ore pasti, grazie.
Esco fuori e la nebbia di stamane non c'è. Fa anche caldo. Ma io con la febbre, il mal di gola, di orecchio destro e la fitta alla tempia sinistra mi ero messa il maglioncino e il golfino. Quindi sono indecisa se sudare o spogliarmi lì in mezzo alle scale. Decido per sudare, mi da noia anche slacciare il giaccone.
Torni a casa e trovi nella strada tutti i semafori verdi. Un avvenimento strano.
Sulla ciclabile mi guardo il giaccone e noto che ho circa 20 piccoli volatili spiaccicati addosso. Ce ne sono anche un paio sulla coscia.
Arrivi alla porta e ti rendi conto di cosa fosse l'intenso odore di stallatico che solleticava le tue narici stamane.
[Nella foto: io abito a Beirut, credo]
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:34 in franfiorinologia Gli argomenti ci sarebbero, ma stranamente mi manca la voglia di postare. Qui è sempre una incazzatura dietro all'altra col lavoro.
Ieri ve l'ho detto in radio. Mi viene in mente Antoine e le sue Pietre. Se lavori all'università la paghi, se fai una certa facoltà non ti vogliono e i lavori che ti restano ti incasinano un bel po' [non mi sono mai chiesta se in 4 anni mi piacesse veramente quel che stavo facendo, lavorare non tutelati e con l'acqua alla gola alla fine pesa un po']
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Intanto arrivano quelle cosine gratis che non contano una mazza ma ti fanno tanto felice come i bimbi: i biglietti da visita marcati live messenger e le cards Moo. Arrivate già da un po', ma mi scazzava fotografarle, diciamolo.
Poi però il post che avevo fatto prima è -nonsisacomemai- sparito. Beh, io oggi ho ricevuto una mail dalla Luci che mi ha detto che la Bertè alle invasioni barbariche ci è andata con una borsa bicroma a colori neutri regalatale da Renato. Ora, potrei essere stata testimone di un importante avvenimento e non lo sapevo. Commozione.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:41 in avere ventanni Che poi non lo capisco ma è così.
Dopo che magari fai rallentare tutto e ti godi 36 ore di cazzeggio distillato con una tua conterranea, emigrata anche lei in pianurapadana che ha lo stesso tuo quasi accento e che insomma, cavolo, sarebbe anche la morosa di uno che conosci perché ci hai mangiato assieme gomito a gomito, ti sembra tutto strano. E la febbriciattola da faringite persistente ti da quel rincoglionimento simile a quello dei fumi di sostanze proibite.
Ari è una persona solare. Ha quei due occhi che sorridono e ti mettono a tuo agio.
Una che ti capisce quando parli di quanto siano grezzi i viterbesi.
Una che non si sforza a fare complimenti e a mentire, ma fa della sua schiettezza un'arma disarmante. Viva, vivace di spirito e intelletto. Un piccolo delizioso ciclone.
Io e la mia bici col cestino rosa l'aspettiamo alla stazione. Il treno porta ritardo, strano, e ci scambiamo sms. Dice di avere uno zaino giallo, la mantella grigia e parla di essere bassa. Io l'aspetto da una parte del non-atrio della stazione e lei sbuca dall'altro. Avrà quindi visto il mio sguardo intelligente verso il vuoto cercare uno zaino giallo.
Andiamo a casa e io non so cosa farle. Sinceramente. Dopo una settimana di merda in cui lo stare a perigrinare era regola mi sentivo quasi in colpa. Si ravana quindi nel frigo e si fa velocemente del sugo.
Sfamate coi tortellini poi s'esce.
Parma non offriva una di quelle giornate in cui il sole è a farti da cornice al resto. Ma si guardano le chiese, le architetture, quell'aria un po' plumbea che ti fa respirare come se tu stessi lì alle terme a fare l'areosol. Il voltone delle vergini del Parmigianino visto durante la messa, San Giovanni con la cupola del Correggio celata dalla mancanza di luce. La Parma e la sua flora. Un troiaio, per i non nativi.
Il tornare a casa e cazzeggiare stile pigiama party di moda, delle foto, di Ballando con le stelle e della bocca di una soubrettina e il culo di Rosolino. Stilare la lista dei carampanandi.
Parlare e ancora parlare. Con la mia testa poggiata poi sulla cornice della porta, quando la luce era spenta e la Ari invece sul mio divano, col mio piumone caldocaldo col suo pigiamino rosso e le ciabatte pinguinose sotto a terra.
[Triffo, le ciabatte sono dedicate a te, ti si pensava così come mentre ci scofanavamo cose in pasticceria]
La colazione coi frollini francesi, i ritmi rallentati, i cartoni della pizza piegati a malapena dentro il sacchetto, il regaluccio sulla mensola.
La Ari, che ti fissa bevendo il caffelatte e che non si lamenta che te il caffè lo fai forte.
L'accompagnarla a prendere il regionale per Ancona. La macchinetta che da il buono per il resto. Il bacetto e la promessa di andare a Bologna presto, magari per un evento speciale.
Poi riandare verso via Verdi, solo per annusare i wurstel che vengono direttamente dall'Austria ed erano grigliati per l'occasione del mercato europeo. Annusarli però, ecco.
Infine il primo ricordo live fissato da una donna che ti ha visto per la prima volta e forse ha azzeccato in poche parole quasi tutto di te.
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