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elaborato da Franfiorini, 14:06 in avere ventanni Aver fatto il liceo a Viterbo è stato formante.
Nel senso anche sformante. Su, avete capito. Vi ho parlato già di variopinta umanità, nevvero? Beh, ecco, i miei professori avevano quel colore marronicino emocateresi lì.*
La scena media del liceo era questa:
[prof di biologia, di sinistra del tipo andiamoafaregliscioperichétuttiguadagnanopiùdime, sposato con moglie francese che ogni tanto, quindi, cercava di avventurarsi in terminologie transalpine e racconti d'oltralpe]
prof: "Fiorentì..."
Fran: "..."
[la Fran fissa il professore e il professore fissa da dietro i suoi occhialini tondi la Fran]
prof: "Fiorentini, allora ti interrogo, vieqquà"
[la Fran fa la vaga, guarda a destra e manca, scarabocchia...]
prof: "Ahò, ma che me stai a pijà per culo?"
Fran: "Professore, ce l'ha con me?"
prof: "Direi, Fiorentì. Nun so' ancora strabbico."
Fran: "Io non mi chiamo Fiorentini..."
prof: "Beh, Fiorini, Fiorentini... è uguale."
Fran: "D'accordo, bidello."
prof: "..."
[prof.ssa di Lettere, cognome di gerarca fascista, indole semichiesina, quindi... coff, ehm]
prof: "Fioroni, come hai tradotto questo pezzo di versione?"
Fran: "Non so, se vuole glielo chiamo in Parlamento."
In pratica quindi stamane mentre pistolavo as usual coi feed, leggendo il titolo di codesto post di Massimo Cavazzini con il suo refuso son caduta nell'ilarità generale.
Voi non avete idea.
Io ci ho dei ricordi di Fioroni, a Viterbo. Ambienti famigliari, per la sua non-forma fisica, lo soprannominarono [noi della bassa toscana ci abbiamo 'sta indole di soprannominare un po' tutti. Tutti tutti eh, anche perché, ad esempio, nella mia famiglia i maschi si chiamano tutti Angelo e Giovanni, quindi senza soprannomi non ne usciremmo] il boscifone.
Ecco, io me lo vedevo sovente a tutte le riunioni della DC [mia nonna ha il balcone rivolto al balcone della sede del partito, e ci mettevamo lì a commentare le passerelle dei politici locali], nonché i miei ricordi vanno ai trasporti della macchina di Santa Rosa. Dunque, quando i tempi erano migliori prima del trasporto, se eri invitato al municipio, avevi a disposizione un piccolo rinfresco.
Solo che non essendo i viterbesi, o perlomeno quelli invitati lì, personcine a modino [qui a Parma agli happy hour dell'EFSA la gente mangia quasi schizzinosa e solo io sembra che non pasteggio da millenni, ma ora capirete perché] la ressa era un qualcosa che neanche ne La grande abbuffata s'era narrato qualcosa del genere.
Quindi ad esempio, prima che si aprivano i blocchi di partenza, il sindaco (chi? mah) andava lì, fregava 4-5 vassoi di pizzette e tramezzini, due bottiglie di spumante e se le trascinava con grazia impagabile nel suo ufficio, a uso scofanatorio di lui e famiglia.
Che ricordi, amisci.
* merda. Ma vi faccio notare che io studio.<
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:48 in canzoni e musica Abbiamo iniziato il ripassone.Ad esempio queste due donne mi vanno a sentire i Muse a Bologna. La buona Hooch mi ha chiesto anche chi siano i supporters. Quindi, da bravi, se vi va, andate sul Myspace dei The Noisettes.
Essi sono un piacevole gruppetto (terzetto) inglese che è composto da Shingai Shoniwa, basso e voce, Dan Smith, chitarra, e Jamie Morrison, batteria. Dicheno che la Shingai sia anche gnocca, dicheno, e che abbia il modo di cantare di Billie Holliday. A chi piacciono gli Yeah Yeah Yeahs e i The White Stripes probabilmente andranno ad apprezzare anche i The Noisettes. Niente di che, però godibili come opening act.
Su youtube potete anche dare un occhio al video di lwe.
Tolto ciò, dicheno anche che la Siri vada a intervistare Elisa, lunedì a Milano.
Non ho domande argute da rivolgerle [il contest di Grazia vorrebbe proprio ciò].
Quelle che mi sovvengono sono moscie:
- Perché hai la mamma parrucchiera e te ti conci così male i capelli che neppure io che me li taglio in casa son così brutti? Non chiamarlo minimalismo eh.
- Perché continui a cantare come Bjork prima maniera, sebbene anche Bjork si sia evoluta?
- Io ho comprato i primi tuoi tre cd. Ora mi chiedo: perché non ti esorcizzi e fai riuscire l'Elisa di prima? Grazie.
- è vero che voi carnici avete un carattere di merda? Se sì mi rimangio la domanda che volevo farti.
[può essere che entro sera ne sforni un altro paio]
Ste domande non mi convincono, granché. Ma può essere siano migliore di quelle delle graziagirls.
Ma andiamo all'importante. Il signor Matthew Bellamy si è messo codesta magliettina a squame di trota agli ultimi concerti. Ora, dico, ci ha la morosa italiana... lo so che sei inglese e che a me della moda non me ne frega nulla, ma vederti con la magliettina a squamette [non la si vede bene, c'era un'altra foto dove si vedeva benone] mi si piglia a ridere e devo fare come quella volta che, vedendo il mio prof di fisiologia vestito come un mandriano tirolese [camicia scozzese a quadrettoni mezza fuori dai pantaloni, scarpa di camoscio, pantaloni di fustagno verde e gilet di lana cotta verde bordato con cordino verdebianco], dovetti togliermi gli occhiali affinchè, complice la mia semiciecataggine, vedessi lui confusamente avvolto da una nube offuscata.
Capitemi.
[ma che me frega, tanto io da lontano non ci vedo e andrò senza occhiali. Mica guido io.... ehm, ciao Annina!]
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:28 in un jour en france Quella mattina mi sentivo come stamani.
Mi alzai semirincoglionita verso il bagno, inalandone il pungente odore di mercaptani [orbene, voi direste puzzadifogna], e sentii qualcosa di semicaldo bagnarmi il labbro.
Uhm, detto così pare un post porno.
In realtà era sangue dal naso. Ho la sinusite cronica, e dopo un po' di umido e un po' di freschino ho sempre queste sorprese. Infatti è stata una genialata, venire ad abitare in pianurapadana.
Erano le sei ed ero a Compiegne. Febbre, mal di gola, e mal di tutto. Il pensiero di dover attraversare Parigi per scendere fino a Fontainebleau e lavorarci il pomeriggio, almeno a quanto avevano detto il giorno prima facendomi spendere di ogni in roaming.
Che poi la storia del roaming è pallosa. Per di più visto che vodafone è presente in tutti i paesi. Ma questo è, al solito, un altro discorso.
Da Compiegne a Fontainebleau sono 150km, per googlemaps. In realtà passi tutto fuori la cinta di Parigi, partendo in pratica, dal casello del parco di Asterix, costeggiando Marne la Vallée ed Eurodisney fino ad arrivare, passate le banlieu parigine, proprio un po' fuori Fontainebleau.
C'è un po' dal casello al centre Ville. Si passa per boschi che han fatto la storia di armistizi della seconda guerra mondiale ricchi in testimonianze e in autovelox. Mai visti così tanti, per davvero. Postazioni fisse, per giunta. Poi si arriva intorno al centro, costellato di rotatorie che mi fanno tanto ricordare Vignali. Alla fine, quando si arriva all'ultima a sud ovest, che al centro presenta un obelisco. Lì, individuando anche i bus, capirete che vi avvicinate al castello.
Era mezzogiorno, e indecise tra magnare o visitare il castello si sceglie la seconda.
Sbocconcellando qualcosa e facendo il ticket per il parcheggio [c'era anche il bonus dell'ora di pranzo, due ore aggratis] si arriva ai cancelli.
L'ingresso principale, guardando la Coeur a destra, non è segnalato.
Però quando entri ci sono due biglietterie. Una normale, e solo la seconda per biglietti speciali del tipo riduzioniper. Quindi si fa la coda due volte, con il bagno prossimissimo alle biglietterie, da cui derivano odori non proprio di Violette [forse, per farci sentire in epoche più lontane?]. Da lì controllano il biglietto una volta, si sale e ci son le prime stanze dopo il busto di Napoleone III.
Prima c'è una sala coi quadri, poi un corridoio in legno pieno di piatti di Sevres incastonati. Fin qua va bene, la luce è più che buona e le foto, da farsi senza flash, escono come ottimali. Poi si inforca un insieme di stanze dove la luce non è così presente, fino ad arrivare a muoversi da un'ala all'altra del castello, di corte in corte. D'un tratto, fuori la sala da ballo, c'è una nicchia con una statua neoclassica. Bellissima, la dicitura che esplicava più o meno la statua che andava a intitolarsi come "La pudicizia cede all'Amore".Pensate voi, era ubicata fuori gli appartamenti dell'amante del re. Oserei affermare che era una dichiarazione.
Purtroppo, da qui, un insieme di rompicoglioni andò a palesarsi.
A destra potete ammirare come due suddite di Putin, sprovviste però di polonio, in modo arrogante vanno a piazzarsi al centro della stanza.
La tizia con la fotocamera mi si avvicinò e dicendomi "Photo" con la mano e un gesto significante raus mi invitò di togliersi dalle balle mentre facevo io la foto con calma alla stanza. Iniziò un mio inviargli colpi ad alta voce [l'acustica è ottima, debbo affermare] fintantoché si tolse dai maroni. Odio l'arroganza, odio. Più in là invece trovammo un gruppo di tre francesi casinari. Facevano suonare ogni due secondi l'allarme della stanza dacché erano propensi a sporgersi oltre le protezioni. Poi dietro di noi c'era pure un gruppo di Bulgari, che vociava.
Uscite da lì si torna al freddo. diciamo che i giardini si possono suddividere in tre settori.
Uno: quello volto alle scolaresche.
C'erano dei simpatici bimbi che innanzi allo stagno delle carpe e la porta dorata pascolavano allegri e gioiosi facendo chiassoso bordello.
Due: la parte turistica, coi bacini e le bordure, il Romolo e il Tevere, l'acqua che si increspa sotto il forte vento, gli edifici in fondo che sono abbandonati a se stessi venendo meno alla regola "all'estero ci tengono più ai monumenti che in Italia". Sotto proseguono i bacini, e la strada passa sotto le Cascate e il Gran Canale. Pensate, il re pensava che si potesse riempire in quattro giorni, e invece ci mise il triplo. Quando si dice il senso pratico dei regnanti.
Tre: la parte delle corti e del Giardino di Diana, che sembra più indirizzata all'uso della cittadinanza. Pieno di giovini a farsi canne, infatti. Ma lì, nel giardino, l'ilarità generale. La fontana di Diana, con sotto, a schizzare acqua, segugi che orinano da accucciati. Poveri cani, dico. Gli han tolto la dignità. Ah, approposito, se volete il modellino del cane che piscia in resina, da mettere sullo zerbino, vi costa al bookshop intorno ai 4000 euro, mi pare. Per Natale è un ideona, secondo me.
[continua]
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:33 in fran s corner Mi do noia da sola ormai.
Finalmente dovremmo giungere a Milano.
Abbiamo la lista dei posti da vedere.
[c'è un problema, siccome voi donne mi leggete. Dovrò fare un presentino-ino-ino (inoinoino, perché oggi a mia madre hanno fatto una multa, insomma, così, facciamo economia sulle facezie) al collega d'uni, datemi una idea economica. Non ama i dolci, ahinoi]
Forse ci abbiamo anche il ristorante, il mio duce ci sta pensando. Ora non ho capito se siamo 10 o 14, ma è bello così, anche perché devo ricordarmi di avvertire delle persone. Lo scrivo qui perché almeno mi ricordo e non faccio come, che ne so per dire, il datore del mio posto letto che questo week-end era scomparso senza dirmi che in realtà era in ferie. Ma io non ero preoccupata, al massimo avrei finto uno svenimento una volta in stazione per avere un posto letto al San Raffaele.
Però: se volete venire a mangiare una pizza con noi [c'è gente simpatica, altrimenti ci saremmo finti tutti occupati o sotto tesi] potete dircelo. Certo, meno siamo e più potremmo capire con chi stiamo parlando, ma se proprio insistete è un bene, così dopo al ristoratore chiediamo anche il liquorino della casa in omaggio come ammazzacaffè.
Però ci sarebbero due cosine da fare a Milano, non potendo fare alcuna zingarata in stazione tipo amicimiei.
a) Le foto. Così vi consumero al solito la ehm pazienza mettendole sul Flickr tipo reportage dalla Francia. [per farvi capire, a Fontainebleau, in quattro ore, ho fatto un centinaio di foto. Vabbè, così]
b) in caso che fuori Santa Maria delle Grazie ci sia un giapponese che entra al Cenacolo, affidare al figlio del sollevante la mia scrausa digitale al fin di poter avere un ricordo [e bullarsi con gli amici che non leggono qui sopra che invero ho visto cotanto partimonio dell'umanità mentre loro parlano che son andati a mangiar tortelli...]
c) andare di fronte alla Pinacoteca di Brera e chiamare la mamma. "Ciao mamma, tutto apposto. Come è il tempo da te? Qui fa schifo, non per nulla siamo a Milano. In compenso ora son davanti a Bveva...."
d) Vedere i Navigli per poi, finalmente, poter amare la Parma [il torrente Parma, che d'estate non ci ha davvero dignità]
e) partire con la forma mentale che i milanesi sbagliano l'accentazione di qualsivoglia parola [prepararsi il discorsetto della differenza tra vènti e vénti]
f) cambiare giaccone e mettere quello per temperature polari, visto che hanno titolato che dal tre dicembre arriva il grande freddo.
g) conseguente alla f e alla e. I farmacisti milanesi mi staranno quindi sul cavolo, portarsi le medicine, che è meglio.
h) filmare video di violenza urbana. Purtroppo qua a Parma si accoltellano tutti senza di me, o ci sono i pici che vanno contromano, ubriachi e in bici in autostrada e io non li vedo. Quindi su, fate qualcosa di eclatante che fa molto figo per la giovine sglapser.
[e ora scusate, che mi eclisso, fate come se non ci fossi, questi giorni non sono di compagnia, ma boh, così... tantebellecose eh]
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:59 in lo sglapsanalista Lo so, non faccio moda.
Non partecipo a contest, sono ultimamente scarsamente socievole sui programmini chattosi, non ho avuto anoressia e soprattutto gli unici due che tentarono di infastidirmi sulla pubblica via furono un portatore di handicap che mi chiese di aiutarlo a pisciare [andavo alle superiori e gli dissi "si faccia mettere un catetere"] e un nonmeglioprecisato extracomunitario che fece commentini avvicinandosi troppo e non è che ci fossero tante persone intorno se non suoi amici [e mio papà il giorno prima mi aveva regalato un coltello da pastore senese e siccome al solito sono disordinata lo avevo ancora in borsa, lo presi "rompi ancora i 'oglioni e ti taglio i tuoi", e probabilmente la mia espressività degna di un attore di Vivere gli fece capire che non è che dicessi proprio per ischerzo] che però non produssero alcun danno né fisico né psichico. Tutto ciò prima dei diciotto anni, da lì [mmm, toccatevi per me] nessun episodio spiacevole.
In compenso, come dice il mio compagno di uni riguardo alle mie disavventure di variopinta umanità [variopinta, aveva un colore marroncino da catabolismo della bilirubina... mmm], a volte ho delle storielle da libro Cuore.
Stasera siamo arrivati a pensare che l'eziologia di tutto ciò si ricolleghi alla mia scuola elementare.
Si chiamava Edmondo De Amicis.
Dicevo, sono consapevole di avere della leggerissima sfortuna che mi colpisce a volte.
Solo che magari queste volta dovrebbero avere una frequenza minore rispetto al telegiornale su bbc news. Per dire, ieri sera mi sono accorta che un ne(v)o [in medichese nevo, per voi neo] che ho sulla spalla ha cambiato forma. Ora, dacché sono mesi che sono in ballo con una certa cosa mi sono, ecco vediamo di usare un eufemismo, cagatainmano.
Ma oggi ero spiritosissima. In pratica è vero che faccio ridere quando ho ansia.
Lunedì cerco qualcuno che a calci mi porti avanti a un dermatologo, perché già pomeriggio [dopo che stanotte ho fatto una dormitona dovuta al consumo da ansia oddioracihoanchequesta] mi sono già convinta che non è nulla misurandomi il neo e vedendo che c'è ancora simmetria. Insomma, io odio i medici, non ci piacciamo, meno li vedo è meglio è.
Anche perché l'ultima volta che ho visto un medico (ultimamente) la scena è stata questa:
[Fran con gli occhiali quelli nuovi rossi che fanno tanto persona seria e responsabile, il medico innanzi]
Fran: "Ma è che ho un problema da un po'..."
Dott: "Quanto?"
Fran: "Mah, boh, tre mesi forse..."
Dott.: "..."
Fran: "... avrei un linfonodo inguinale ingrossato. Cioè, prima non andavo a preoccuparmi pensando a terapie, drenaggi, e simili così. Però mah. Insomma, visto che adesso si è ancora un po' più ingrossato inizio a sentirmi un po' transgender..."
Dott.: "Come?"
Fran: "Posso usare termini franchi e crudi estrapolati dal nostro linguaggio tecnico?"
Dott.: "Prego, capisco meglio."
Fran: "Sembra che mi stian scendendo i coglioni, ma solo monolateralmente eh."
Dott.: "Ah, è questo qui? Beh, casomai incidiamo..."
Fran: "..."
Dott.: "Non sei d'accordo? Paura?"
Fran: "Non so, inizio a tenerci troppo. Forse son davvero pseudotesticoli vista la reazione emotiva. Ma se non fosse il linfonodo? Escludendo le filarie, dico."
Dott.: "Eh, può essere, ma non ne so di più. Magari andiamo in dermatologia, passaci un attimo."
Fran: "Dermatologia, eh, sìsì, certo, domani eh."
[dopo 36 iniezioni di antibiotico (non penicillina, che sono allergica) si sgonfiò tutto, per la cronaca.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:14 in intervistozze e giornalaismi Qui mi sa che tutti si fanno delle idee sbagliate.
Nuova di ieri è quella gaffe del Giornale di Belpietro che attribuiva alla ministra Turco una proposta di legge sull'eutanasia. [vedi immagine del titolo da Mantellini]
Conseguentemente, a mio avviso, la ministra ha una reazione sproporzionata all'offesa, oserei dire quasi uno shock anafilattico. Quindi anziché liquidare con fair play e un sorriso che mostra il buon lavoro del suo dentista l'accaduto con "eh, vedete, il centrodestra è alla frutta e non sa più cosa inventarsi. Pensate, magari verranno anche a rovistare nella spazzatura per vedere se ci laviamo!", ha reagito come se fosse un'offesa verso la decenza, Iddio e il mondo intero l'aver proposto una discussione simile.
Cioè, lei che ha proposto l'estensione del parto con l'epidurale [già c'era, magari mancavano gli anestesisti] e il ritocchino per la quota personale di tetraidrocannabinolo. Mi aspettavo maggiore elasticità mentale, diciamo così.
Il punto strettamente giornalistico è uno, vuol dire che al Giornale non controllano bene le fonti. E titolare a tutta pagina con una notizia non ben controllata vuol dire che, insomma, anche quando si parlerà di notizie meno ad ampia diffusione come minimo si saranno affidati a fonti non proprio efficacissime [come, che ne so, al pescivendolo rionale di Sassuolo per una chiacchera che circolava da suo cugino a Pescasseroli per una cosa avvenuta dentro il ministero della Ciospa a Roma].
Il punto due è che invece la Turco, per essersela presa così tanto, non è che sia furbissima. Parecchi in Italia, al di là della Fede, vorrebbero una discussione sull'eutanasia. Noi che di famiglia siamo di substrato cattolico periodicamente controlliamo le vie di accesso alla Svizzera, perché se butta male là, insomma, andremmo a risolvere quello che è diventato un problema in una società civile, ovvero scegliere come morire. Diamine, e poi di base noi ci si avrebbe il libero arbitrio.
[Poi mi scapperebbe tutto un mio solito discorso che è meglio fare quando mi trovo nel mio ambiente di studio, così i colleghi di università mi guardano male e mi evitano pensando che io abbia idee rivoluzionarie.]
Vado quindi a chiudere con un articolo di Pietro Yates Moretti, che riflette il mio punto di vista.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:49 in canzoni e musica
Il mio rapporto con i Coldplay è sempre stato controverso.
Nel senso che non ho ancora capito se mi piacciano o meno. Seguite il ragionamento: ci sono delle canzoni molto belle, contrapposte da canzoni in cui avrei voglia addirittura di mettermi a studiare o di fare dell'altro, non a livello di offese verso il mio corpo o altri e non è che ispirino sentimenti di fastidio o ne superano la soglia dello stesso come che ne so... Luca Dirisio.
Nel senso, li ascolto, ma al terzo ascolto magari è meglio se bilancio con la mazurca di periferia. Non so perché, ma le piccole dosi solo mi giovano. Sentirli però in heavy rotation nelle radio mi preoccupa [che ne so, come se avessero passato come singolo anni fa Microcuts dei Muse, son canzoni belle pese da ascoltare mentre ci si prova le scarpe o si è in coda al semaforo.
Di contro Chris Martin è bravo. Non sopporto alcuni suoi guaiti. Poi penso che alla fine è pure mediamente carino [ehm, coff] e quindi penso che è carino e mi scordo dell'acuto lamentoso. Che ci volete fare, è la mia forma mentis.
Ma arriviamo alla fine del ragionamento.
I duetti di Chris Martin con chiunque fanno acquisire fascino alla canzone.
Esempio: All good things (come to an end), contenuta in Loose di Nelly Furtado. Sentita nella versione cd non mi entusiasma granché [del resto finisco a salvarlo come terzo pezzo dell'album. Ve l'ho detto spesso in radio, la svolta della Furtado da folk-pop a quasi r'n'b non mi convince per nulla. Boh.], sentita con i cori di sottofondo di Martin ci guadagna molto. Sebbene all'inizio la vocina del Chris faccia quasi ridere, al primo ascolto. Ma è una canzone su cui mi ci son leggermente fissata in questi ultimi giorni.
Secondo brano che amo molto è In The sun. La combinazione di Martin con un uomo che stimo moltissimo, ossia Michael Stipe. Il singolo uscì per beneficienza su iTunes. Qui, ma sarò di parte, la parte vocale di Stipe è notevole, sebbene la canzone alla fine non lascia molto il segno ma una bella sensazione di piacevolezza.
Terzo: Bono e Martin. Io non amo la voce di Bono, non particolarmente. Quindi ritorno ad apprezzare i vocals di Martin. Sezione ritmica però molto U2 che fa emergere se utilizzate questo ordine di ascolto la adattabilità alle canzoni del signor Paltrow [detto con disprezzo, beata lei eh, che a me lei non mi piace come attrice ma da sempre eh]
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:12 in franfiorinologia Non so, ma quando si parla di gestione della casa e di derrate alimentari ci manca solo "eh, ai miei tempi, non come voi giovani che buttate ogniccosa e la date per scontato".
Si lamentano che ormai costa tutto caro, che siamo troppo grassi o troppo magri, che si mangia male, che la dieta mediterranea va a farsi fottere [per quanto costano gli ortaggi, io ho una dieta tedesca ormai. Se non caghi perché mancano le verdure vai a pane nero e birra e vai col lissio...] e dopo ci abbiamo noie sulla Sanità. Vero. Ma non perché noi abbiamo sposato il modello americano. Ma i generi alimentari si sono fatti un attimino tanto più costosi. Circa un 40% di incremento negli ultimi tre anni, consideravo sul mio bliancio casalingo. Mi costa meno un etto di mortadella in promozione che una rete di arance, per dire in modo spiccio.
Oggi guardavo, sempre casualmente, il tg4. Francesca Senette lanciava un servizio dove una signora diceva:
"Eh, ma mica si può più far spesa nei supermercati, al mercato viene meno..."
Eh???
Mercato?
Ma chi le fa le inchieste, Paris Hilton?
Io se vado al Lidl o al Penny la roba la pago un quarto del mercato. Per andare al mercato devo farmi un mutuo. E per di più avere un contatto diretto coi commercianti mi irrita.
Ma dopo intervistano il verduraio. Contrito, con un'espressione angustiata che neanche un consumato attore di Vivere riuscirebbe a rendere così tanto il tormento interiore di una persona.
Sorrideva e diceva pressappoco:
"Eh, ma se la gente campa con 400 euro, non è possibile poveracci... è normale che poi dopo non mi comprino le mie primizie e che io venga qui al mercato alzandomi alle sei e scarrettando casse rovinandomi la schiena e sudando sebbene sia autunno...."
"E quanto vengono le zucchine che oggi le son rimaste lì?"
"Dueeuroecinquanta"
Nello statodellachiesa noi diciamo mecojoni.
Per 2,50 euro, caro il mio fruttivendolo, le tue zucchine le puoi usare per autoerotismo. Tienitele. Io vado avanti a rondelle di zucchine surgelate della sottomarca "hotantofreddo(macostopoco)" prese al Penny e provenienti dall'Azerbajan.
Vuoi rendere un abile servizio a chi deve campare con 400 euro? Te le zucchine me le vendi, quando stanno per cantare Knights of cydonia falsetto incluso e/o camminare sui propri pseudopodi, a un prezzo minore. Dico, domani le butti e a me da noia rovistare di fuori nel cassonetto, che poi mi ri rompono le unghie. Stronzo, soffri allora, crepaci, riscaldatici con le zucchine che mi vuoi vendere a 2,50 al chilo. Fanculo, vah.
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| email me elaborato da Franfiorini, 21:29 in franfiorinologia Siete utili come l'imodium quando si è in stipsi.
Il due sono a Milano. Invero dovrei esserci, perché la mattina dovrei lavoricchiare. Ma qualcosa mi dice che dalle otto alle dodici e mezza mamma mia quanto starò male, avrò un raffreddore, un rush cutaneo nonché una sindrome vaso vagale che mi coglierà con la cornetta in mano mentre sto dicendo che invero avrei voluto tantissimo ma che no, al lavoro non ci verrò.
Poi non appena varcato però il territorio comunale verrò risanata. Alleluya.
Dicevo.
CHE CAZZO CI STA DA VEDERE A MILANO?
Tipo, domani debbo chiedere alla dolce Annina se gentilmente vogliamo andare a vedere il Cenacolo. Per la serie, io a Milano mica ci vengo su sempre. La unica volta vidi corso Buenos Aires e la stazione. E subii quella che sembra una storiella metropolitana. Quando da donne del centritalia quali si è si chiese cappuccino e cornetto, il pirla del barista mi corresse dicendo cappuccio e brioche. Io mi attaccai dicendogli che non erano la stessa cosa, quindi gli dissi che se li poteva tenere.
Insomma, però qualcosa da consigliare ce l'avrete. Lo so che Milano vi fa schifo, lo smog, il traffico, i navigli, ma insomma.
Però sulla guida touring ci son diverse cose da vedere. Chiese, museo, chiesa, chiesa, cattedrale, chiesa, castello, casa tatini.
No, sbagliai. L'ultima non c'è. Però non so perché ma mi garberà il divano, lo sento.
Dicevo, siete delle fetecchie.
Si viene a Milano, vi si chiede che diavolo ci sia da vedere oltre la stazione e vi nascondete piuttosto commentando anche il post sulla pustola carbonchiosa. Dicendo che sì, vostro cuggino una volta ebbe una cosa simile.
La Ari fa il blogtour e tutti lasciano commenti e a me non cagate punto.
Altro che simpatica, mi sa che tutti voi avete paura di pagarmi il caffè, avete.
Saluto i dieci che vedo alla Pizzata. Domani io e la Meneghini decidiamo il posto [verovero?].
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:59 in fran s corner Il mio pistolare coi feeds su bloglines da dei frutti.
Specie quando ti si aggiorna prima che te sprofondi nel letto. Anzi, ormai già dormo appena mi alzo dalla sedia. Una tragedia. Sei caffé al giorno non bastano. Fortunatamente quando me lo faccio a casa è denso tipo paraflù alla caffeina e al guaranà. Credo che sia nelle liste doping.
Stamattina eravamo dunque ad aspettare che la macchina del caffè al solito secer... ehm, no fa più schifo e dopo domattina devo portarmi del nescafé da sniffare sennò. Aspettavamo che del fumante caffè della macchinetta dello sgabuzzino ristoro del nostro plesso biotecnologico ci fosse servito dal rassicurante bip. E intanto si cazzeggiava al solito, enumerando le cazzate che ci son accadute mentre magari dovevamo studiare ma piuttosto io postavo dei post remunerati e il mio compagno di studi attaccava villaggi a caso depredando poveri giocatori a Travian.
Io metto una faccia contrita degna delle lezioni di Fioretta Mari e esclamo.
"Ma hai sentito che hanno sforacchiato il prof sbagliato? Cioè, aveva la porsche quindi cioè non è una cosa di per se errata..."
Il volto dell'interlocutore era un tripudio di segni di interiezione come non se ne vedevano da tempo.
"Ma ma..."
"Lo so, fossero passati anche qua dici. Però ecco, insomma... il problema che lui è anche clinico. Avrà fatto casini causando qualche morte prematura del Cigno o trombato la donna sbagliata."
"Ma te da dove le pigli le notizie?"
Poi una inventa il titolo che mette su, non posta a mezzanotte dato che ha un sonno della malora, ma lo dice a una donna di nome Ari che può confermare e il giorno dopo legge la notizia con cui Repubblica poteva comodamente sottotitolare.
[io un collega lo escludo. Al massimo ci si sarebbe fatti la fiancata con le chiavi scrivendo "stronzo e impotente", che a voi uomini da noia. Insomma, vi spiate anche negli orinatoi, vi cadono le mani sempre lì per controllare non sia volato a vanvera, figurati se un chirurgo ve l'ha impallinato pria che s'aprisse la stagione di caccia. Dai.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:39 in avere ventanni Pensate, oggi mi hanno detto in tono così cortese, che quasi quasi mi veniva da chiedergli scusa, che probabilmente da Gennaio uno dei due lavoretti, che utilizzo per evitare di mendicare random e di riconsegnare la casa ad altri, potrebbe lasciarmi appiedata.
La scusa ufficiale è che garantisco poca copertura [sapete la storia "voi studenti di medicina, anzitutto che cazzo lavorate a fare, e poi siete inaffidabili che avete troppo da fare"], ma a naso vogliono cercare gente più giovane di me [oddio, ed ho 23 anni] da sfruttare [ma poi, a volte lavorativamente son troppo giovane e a volte troppo vecchia. Aiuto.]
Che vi devo dire.
Cioè, qualcosa vi dico. Siccome vi dissi, parlando degli alberghi, che non era una marchetta adesso invece una ve la piazzo.
Questo in pratica è un post prezzolato e prenderò circa 50 dollari, dicono almeno.
Esiste un sito, l'avrete visto nella blogosfera, che paga per le opinioni dei bloggers. Review me in pratica paga i bloggers per quello che già fanno. Quante volte ci capita di dire che quel ristorante è buono, quell'albergo è bello, quel sugo si pianta sullo stomaco, quel servizio fa un po' cagare e anzi secondo noi ci garberebbe migliorarlo così e cosà.
Magari soprattutto per blog tematici è una idea più che vincente. Ma anche qui dove si cazzeggia e si scrive la prima cosa che viene in mente magari è anche bella, come iniziativa.
Sì, ma voi storcerete il naso pensando che ci son soldi dietro.
Io non ci trovo nulla di male. In fin dei conti il grosso problema sarà trovare delle aziende italiche pronte a farsi recensire. Voi per esempio ce la vedete un'azienda italiana che paga quelli di Review me per dire "Uè Fiorini, che ne pensi del nostro prodotto?"
Non so, mi sa che la sòla è dietro l'angolo. Ma è un sentore eh. Non per il lettore, perché per la prima volta se parlassi io di un prodotto ne parlerei come se fosse al bar con gli amici, proprio come si fa ogni cosa su codesto sglaps, che dovrebbe essere sempre umoristico, ma alla fine non me ne rendo conto. Vabbè, pensate che io stia scrivendo la recensione con un naso rosso, così ridiamo tutti. Nel senso, mi sa tanto che questo sarà l'unico post che scriverò per codesto sito, e non per colpa mia. Però son curiosa, e come ho aperto lo sglaps dicendo perché no ho seguito lo stesso principio anche per questa sciocchezzuola. Ma son cose.
E pensate, 50 dollari sono circa otto ore e mezza del mio lavoro.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:24 in franfiorinologia Stamani, come tutte le altre mattine in cui automaticamente verso le sei mi giro verso lo spiraglio tra i due scuri color senape digionese, vedevo la porzione di cielo che sovrasta il palazzo di fronte più plumbea del solito.
Pensi, in idioma natìo, che è il solito clima di merda della pianura padana.
Poi pensi che svegliandoti a Chianciano o anche negli ultimi anni a Viterbo che succedeva la stessa cosa, quindi ti giri dall'altra parte e aspetti che passi un'ora per svegliarti.
Poi capita che girandoti dall'altra parte te cadi in un sonno profondo come corpo morto e quindi è meglio che anche se sei di fronte alla radiosveglia te non è saggio che la chiuda, perché sennò non è bello riaprire gli occhi ed esclamare OMMIODDIO SONO LE UNDICI.
Tipo stamani, io non è che avevo voglia di alzarmi, ché c'era il cielo plumbeo e nel letto c'era il microclima.
Ma insomma, dovevo andare al lavoro. Quindi alla fine mi sono alzata. Poi alle 11 già ero di nuovo a casa e ho visto Napolitano dal Papa. Cribbio il Vaticano quanto è bello. Sai che ganzo svegliarsi lì e vedere il soffitto affrescato da Raffaello o simili. Ma insomma, poi io e mia mamma siamo finite sul solito discorso:
- La legge dei fondi a Roma capitale
- La bolletta dell'acqua non pagata dal Vaticano
- L'Italia poteva essere tale anche senza Sutri
- Secondo te gli abbiamo dato tutti i soldi subito con la legge delle Guarentigie e robe simili o avremo dilazionato come ha fatto Lotito?
- Chissà il Vaticano come investe i soldi per finanziarsi.
Poi è toccata la Spesona all'Esselunga.
Chiamasi Spesona quell'arrembaggio al supermercato volto a rimpinguare la dispensa e orientato verso generi meno deperibili diversi dai biscotti e pasta, [che ce li fornisce la Barilla e quindi tanti saluti] e con un investimento volto ai 150 euro.
Generi da mettere nella Spesona [che di norma si fa a stipendio appena preso così ti senti meno in colpa]:
- pane del Mulinobianco [che voi al Nord salate tutto, e il pane sciocco come lo mangiamo noi persone normali lo fate pagare 14 euri al chilo manco ci fossero le pagliuzze d'oro in mezzo. A volte lo fo da sola in casa, ma lavorando non ho tempo], ma non quello bianco, che non si strozza.
- roba della Knorr che in tempi normali non mangeresti ma quando torni la sesta sera consecutiva anche la crema di piselli da fare con un litrazzo d'acqua ti fa gola
- il Tonno in scatola. Che non è pesce. Come la Manzotin non è carne. Sono quellecose strane a cui non dai una collocazione, ma quando hai fame vanno bene.
- i Legumi. Vedi sopra, ma almeno conservano il loro gusto e con le proteine che hanno pareggi la mancanza di carne e pesce.
- La pizza surgelata. Perché insomma con cinque euro te ne compri sei e invece dal pizzettaio sotto casa ne prendi una sola. E quando sei arrivato al tuo surgelatore significa che c'è il Sahara nel tuo portafoglio.
- il Cacciatorino. Salume meno deperibile di tutti, quindi utile da stipare nel frigo. Almeno l'intenzione è quella, poi al primo attacco di fame te lo scofanerai prima di tutti.
- la frutta sciroppata. Per boicottare il fruttivendolo, che è diventato più caro del gioielliere.
- il sugopronto al Basilico. Che non sai perché lo compri, visto che il sugo al basilico è la cosa più comoda ed espressa da fare, ma pensi che ti serva prima o poi. Poi magari lo posi e prendi il pesto.
- Surgelati sparsi in ordine di prezzo.
[nient'altro, dottò?]
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:54 in lo sglapsanalista Il mondo si divide in due.
Le voci che riesco ad ascoltare e quelle no.
Per me la memoria visiva perde a scapito di quella uditiva. E la memoria visiva vince sulle altre, quindi figuratevi voi. Forse il problema è che sia mio papà che mia mamma hanno due belle voci. Particolarmente mia mamma, che parla un italiano pressoché perfetto senza grandi inflessioni dialettali, al massimo si sente solo leggermente che non è né del nord né del sud, ma non le si da collocazione geografica. Ciò non è dovuto all'ex attività di docente [la mia prof di italiano parlava che sembrava la Palombelli] ma da quella di guida. Del tipo, io mi svocio dopo che parlo per due ore di seguito lei no. Bella voce, bel timbro, e poi è mia mamma.
Sono messa bene coi miei genitori, in ambito vocale. Nessuno di loro ha la erre moscia, per dire.
Dall'altra parte io non riesco ad ascoltare le lezioni di gente che parla con mollette sugli ammennicoli. Ricordo il mio prof di biologia vegetale che parlava due ottave sopra la voce del Laurenti compare di Bonolis. Ne facevo una imitazione graditissima alle folle della sua voce nasale, visto che già la lezione era uno strazio dacché leggeva passo passo un libro ormai fuori commercio ma tramandato di generazione in generazione da sapienti fotocopie di studente in studente.
O la docente di endocrinologia. Voce altissima in volume e in tono e timbro. Uno strazio. Firmavo e scappavo impossibilitata a seguire visto che sembrava che un gatto si rifacesse le unghie sulla lavagna. Contrariamente al prof di Anatomia II. Una voce bassa e profonda da doppiatore. Che ne so, ti aspettavi che dopo la decussazione delle piramidi ti passasse a recitare visto che lo seguivamo in trenta e la luce era spenta "al mio segnale scatenate l'inferno". A lezione ci andavo anche con la febbre, lo squaraus e lo stomaco forza nove.
Riesco a disgiungere la voce dal resto. E non so perché ma non guardo la bellezza oggettiva in se ma il modo in cui si modula. Una persona secondo me non può non far trapelare espressione, emozione o dare del colore quando parla di qualcosa, specialmente di un ricordo. E spesso, ad alcuni di voi, sarà capitata la mia esclamazione primaria avendovi sentiti via skype o gtalk che risuonava come "Cazzo, hai una bella voce eh", che non è un modo per togliersi d'impaccio e di impiccio, ma il seguire il mio neurone che ha compiuto un percorso organico dettato da tutto il substrato accennato sopra.
Tutto questo per dire che non sopporto [la voce di] Lorena Bianchetti.
Pare un gatto spadellato ancora vivo.
[Tutto questo anche per dire che dalle 21:30 ci sarà Radiosglaps al solito con voi. Istruzioni a sinistra. La voce della sottoscritta è viziata dalla faringite cronica. Ma almeno un po' tutto l'anno è così.]
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:17 in lo sglapsanalista, un jour en france Il due arriverò a Milano. Ci ho già la borsa fuori e poi ero indecisa se portare o no il minicuscino.
Quando mi ruppi un po' tutto a livello sciistico [o sciatorio? sciievole?] provocai un lieve disallineamento che, siccome dormo di fianco a sinistra, mi provoca simpatici dolori alla schiena. Da lì ogni volta me lo debbo trascinare ovunque schiacciandolo in borsa. Pensare che era il cuscino che con la lana avanzata dalle cardature dell'hotel l'avevan fatto per la mia carrozzina da bimba. Ora invece lo metto tra le ginocchia e bilancio l'apparato osseo, ma in caso che manchi mi arrangio con teli di spugna arrotolati, tappetini da bagno arrotolati o ripiegazzati, plaid [ma son scomodi, io tranne che nella zona spalle ho sempre caldo] ripiegazzati che poi debbo recuperare la mattina in un modo o nell'altro.
Quindi la mattina in Francia, prima di fare la camera, ricorreva sovente il pensiero.
"Maccazzo, il cuscinetto l'ho schiaffato in borsa?"
Che poi magari a volte il cuscino di scorta in alcuni alberghi lo usi come cuscino primario e il primario lo adopri invece per le zone meno nobili. Così eh, perché magari ci hai visto una semiombratura o insomma, non so, cavoli, ci devi mettere il viso insomma, ecco anche.
Ma arriviamo al punto. Si fa per dire. Stamattina mentre scioglievo il nescafé classic per il secondo caffé della giornata con Alessio, il mio solito compagno di università, si parlava.
Quanto cazzo costano gli alberghi in Italia e di come, alla fine, la qualità non si rifletta con la categoria.
Io debbo confessarvi una cosa.
Della catena Etap sono rimasta piacevolmente accontentata. Trattasi di alberghi low cost [in Francia esistono della catena Envergure anche i Premiere Classe che sono simili, ma lì variano molto di posto in posto per quanto riguarda camere e bagno] che hanno in una camera base: letto, lavabo, gabinetto, doccia, tv e aria condizionata. Camere non piccolissime, dai 13 mq in su. Le foto che vedete [in questa a destra sul letto c'è anche la mia giacca buttata sul letto, qui il canadese dirà che son disordinata] si riferiscono all'hotel Etap di St. Apollinaire, vicino Dijon, a tre rotatorie dal centro città. Pulito, davvero pulito e silenzioso. Trentasei euro per una doppia, solo pernottamento più trenta cent di tassa di soggiorno. Parcheggio [custodito] incluso. La mattina prima delle nove e quaranta non iniziano il giro delle pulizie, e ciò è pressoché buono.
Stessa cosa a Parigi. Se gradite soggiornare in un albergo comodo e pulito [parlavamo coi polacchi musicisti con cui cenavo che il loro hotel invece non era così pulito, eppure era un 3 stelle preso dall'organizzazione] c'è l'Etap hotel La Villette, hotel con una doppia a 53 euro, 2 euro di supplemento per le bestiole, 8 euro di parcheggio al giorno, colazione (in caso) a 6 euro [ma fare la colazione in hotel a Parigi secondo me è un delitto assurdo]. Stazione della metro Laumiere a centocinquanta metri circa. Anche qui [sigh, per sentito dire] le pulizie iniziano abbondantemente dopo le nove. Ottima pulizia, specie perché qui il bagno era in un unico blocco lavandino a se stante e poi gabinetto/doccia assieme chiusi da una porta ma (naturalmente) scostati tra loro.
Il casino, è che dicevamo oggi, in Italia non trovi cose simili.
Se paghi poco pensi che è la pensione monostella con le pantegane morte sotto il letto. E a volte è davvero così. Ne ho visti [con occhio critico da operatore del settore] di alberghi davvero orrendi con standard igienici non irresistibili. Quindi ormai sto facendo una cernita ragionata. Non so perché, ma io a volte preferisco spendermi i danari a tavola o in amabili stronzate. E quando si trova una cosa pulita e confortevole, insomma... perché non condividere? Oh, poi se volete pagare dugento euri al Mercure o al Sofitel benpervoi eh, ma io son fatta in codesto modo così.
[e non dite che sono tirchia e che mi daranno le chiavi di Genova, sono oculata io]
Se vi trovate già in Italia bene con gli Ibis con gli Etap vi troverete uguale bene, dacché l'unica cosa che cambia è il bagno, alla fine.
Peccato che da questa recensione non ci guadagni nulla, eh.
* Nel senso, ho terminato le foto su flickr della trasferta transalpina. Ho visto gente in scene di giubilo. Ora però farò le foto a Milano, sappiatelo.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:05 in fran s corner Mi chiedo perché le pubblicità per le aziende del territorio siano così indecorose.
Quella del parmigiano reggiano, che il consorzio pubblicizza felicemente e festosamente lo spot come "è un grande musical, basato su una divertente versione della canzone “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri, al quale partecipano più di 50 attori, tra cui i più importanti ballerini bulgari della National Opera di Sofia ed acrobati che annoverano due campionesse del mondo di ginnastica artistica."
Sticazzi. Per me, il girato, è composto da una serie di idioti che non se vedevano dall'epoca del riso Flora. Signoreiddio, sempre meglio di quella poraccia che per comprare un etto di crudo non sa più cosa inventarsi per farsi cagare dal salumiere. E taccio sulle pubblicità del Mulino Bianco o della Barilla. Già dissi
Ma sempre dal comunicato stampa del consorzio, all'improvviso, l'incoscienza: "Una coreografia, degna
dei più grandi musical di Broadway, sarà eseguita su un’enorme forma di Parmigiano-Reggiano arricchita ed esaltata da una scenografia magica e sognante."
Molto magica e molto sognante.
Ci ritroviamo tutti come cretini a cantare pappapà-papaparmigianorerererereggiano-papapapàpaparmigianorererererereggiano-ooh.
Ma il punto è uno.
Chi l'ha vista? Ovvero, la mucca dopata transgenica che fine ha fatto?
Che fine ha fatto la dopata, poverina, non lo sappiamo. Io me la immagino. Proprio perché drogata il contadino l'avrà affidata a Don Mazzi, e adesso la vacca è lì a brucare l'erba innanzi la exodus al parco Lambro. Chissà se ora lo sa, che erba mangia.
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