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elaborato da Franfiorini, 14:45 in fran s corner Che poi a me le catene mi danno noia.
Però pare brutto spezzare questo clima pucci pucci delle feste.
E uno:
Stark mi passa una catena. [stronzo, quando te ne ho passata io te mica l'hai fatta, ma io son superiore...] Ora, il giochino consiste nel prendere il primo libro che avete attorno [cielo, proprio il primo?] e portarvi a pagina 123. Contare le prime cinque frasi, scartarle e riportare le tre successive. Poi estrarre a sorte legando i nomi dei vostri amisci a degli acini d'uvetta ed estrarne tre [pff, era per renderlo più natalizio]
Debbo ammettervi che non è semplice e qui sono sorti alcuni problemi, che vado a riportarvi. Non avendo esattamente idea se la pagina 123 del catalogo ikea sia quella della cucina Varde o del divano Klippan e non sapendo bene se vale che la quarta frase è il prezzo ho desistito. Poi ho controllato sotto al tavolo e ahimè ho desistito anche lì [e non avendo marchette da fare (a voi, vero, non interessa un libro scritto da una simpatica ragazza alta dai capelli rossi circa le tradizioni della Passionspiele e dei suoi figuranti in Baviera, vero? è tutto in tedesco e tra 3 anni partoriamo anche la traduzione...)]
Alla fine eccomi a decantare i periodi. Atmosfera prego:
In questi casi i singoli polipetidi non sono più considerati subunità, ma indicati semplicemente come catene. Possiamo calcolare in modo approssimativo il numero di residui amminoacidici in una proteina semplice che non contiene altri gruppi chimici dividendo la massa molecolare per 110. Anche se la massa molecolare media dei 20 amminoacidi standard è 138, bisogna considerare che quelli più piccoli sono anche i più rappresentati nella maggior parte delle proteine; se teniamo conto della proporzione con cui i vari amminoacidi entrano a far parte delle proteine (Tabella 5.1.), la massa molecolare media si avvicina a 128. [Zanichelli editore, Principi di Biochimica di Lehninger, 2004]
Passo la palla ad Andrea Beggi (eh, ricambio), il Vezzoli (dai, un uomo della tua caratura morale) e John (ehm, scusa).
E due:
Andrea mi ha passato una catena. Poffarbacco, già l'avevo fatta l'anno scorso. Cioè, almeno mi pare simile. Ora, facciamo conto che ste catene valgono una volta all'anno e che adesso la faccio ma se me la ripassate ve la linko (come già feci del resto)?
1) Ho fatto sei anni di canto gregoriano. Non ricordo come ho iniziato e non ricordo, davvero, perché ho smesso. Ma son cose.
2) Ho l'unica intolleranza che tutti i bimbi sognano: sto male se mangio la frutta. Ossia, il mio intestino entra talmente in subbuglio che sembra la battaglia delle Termopili. Sono sicura che ci sia anche la soundtrack di Bellamy che canta Knights of Cydonia, ma tutto ciò è bellissimo, ovvero so che tutti i bimbi mi invidiano ed è una cosa di cui vado orgogliona.
3) Non mi vengono i denti del giudizio. Ovvero, non li ho. E non ho mai avuto una carie, sicché il dentista che fece da testimone di nozze a mio padre mi disse che se non me ne era venuta una in vent'anni ne sarei stata praticamente immune. Di contro odio i miei denti, ché son piccini e lo smalto non è bianco per nulla.
4) Un giorno, per estorcere una confessione a una giovane collega di mia madre sul superamento farlocco del suo concorso, mi finsi per 4 ore spagnola. Ossia di idioma e Natali ispanici. La boccalona ci cascò con tutte le scarpe e confessò tutto a Cristina di Barcellona, che parlava però bene italiano perché la mamma era di Sisilia. Ora capite perché avere uno sglaps mi fa bene, sennò ero socialmente pericolosa.
5) Ebbene sì, mi scappero anche io. So che questa cosa porterà sconcerto e indignazione ma mi sentivo in dovere di confessarvelo. Però appongo i miei frutti nei fazzoletti, e non random sotto mobilia e simili.
Ripasso la palla a Stark (che tanto non la fa), Infinitesimo (scusa gioia), Ciccio (perdonami), Giorgia (scusascusa) e all'omonima partenopea (sorry).
Tante belle cose a tutti.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:32 in fran s corner Premessa: mi sono divertita. L'idea mi è venuta tra Natale e Santo Stefano, e dialogando col mio muso ispiratore Vezzoli ho pensato che era giunta l'ora di fare qualcosa di stupido, autoreferenziale, aggregativo, ironico e bello per la sglapsosfera. [in realtà, lo confesso, il merito è anche di quella splendida bottiglia di est! est!! est!!! che accompagnava i cibi] Il calendario degli sglapsers. Uomini. Che si fa presto a metterci la figa, per aver successo. In realtà l'ho anche pensato perché ho un solo calendario a casa e me l'ha donato il farmacista, ma è un po' triste. E allora ho detto, ma diamine, sto dialogando col maestro dell'autoscatto, cielo. Facciamone un calendario. In realtà infatti l'idea iniziale era: "ora, a chi chiedo? farà loro piacere? sicuramente quelli che già si fotografano autoscattandosi anche sulla tazza del cesso... iniziamo..." E da lì su msn scorrevo la lista contatti [ecco, se non ci siete non offendetevi, il criterio è stato a casaccio, al mio solito] Parliamone anonimamente, dei retroscena. C'è chi ci ha messo due minuti a farsi la foto fuori casa e mandarmela, chi mi ha inviato quella oggettivamente orrenda dalla webcam, chi ha inviato cinque foto tipo provino per nonsocosa, chi quelle che si trovava sull'hard disk, chi mi ha passato l'ultima dal flickr e chi ci ha messo una giornata intera effettiva o perlomeno un'ora per editarla. Altro che donne! Vanitosoni. Io li ringrazio davvero tutti, perché è stato piacevole e divertente. Un po' uno smazzamento ma per alcuni mesi vedere le foto mentre editavo mi provocava lunghissime crisi di riso. Ma veniamo al dunque, ecco a voi i tredici superbi esemplari di maschi sglapser che hanno posato per noi nel 2007.
Copertina: lui, il nostro baluardo in Quebec. Con la prima foto che ha trovato visto che non si compra una digitale neppure per fotografare il suo splendido cane, Filippo ci fa vedere tutta la sua secchezza ed emaciataggine che paiono conquistare in terre fredde. Sarà il fascino italiano? Sarà il suo posto da docente universitario? [metterei la ics sulla seconda ipotesi eh]
Gennaio:I scream, occhio ceruleo come il mare di Sicilia. Ecco a voi l'amiciccio che ci ammicca presentando il calendario degli sglapsers, lui che è stato il pioniere del termine, assieme all'indimenticato (chiii??) Rigagnolo.
Febbraio: Prima ho pensato "mmm, ci sarà qualcuno con una foto fatta con una faccia da idiota che rappresenta la follia carnevalesca?", non avendo risposte in seguito cercavo un uomo che desse dignità al calendario. Non l'ho tro... ehm, dicevo quindi ho pensato al Beggi, persona di carisma. Ehm... ciao Andrea!
Marzo: sguardo alla Stefanodionisi de noantri, Infinitesimo molla il suo maglione Anas e ci guarda mentre noi cerchiamo quando cade la Pasqua, e guardandolo non ci accorgiamo che è ad Aprile, sia la Pasqua che gli Scissorsisters a Milano.
Aprile: il muso ispiratore, l'artista Sommo dell'autoscatto. Il grande Vezzoli ci da il suo contributo con una foto semplice e per nulla studiata. Lui si trovava veramente tra campi fioriti [ehm, bono 'sto fumo...] e ci ha concesso quest'attimo furtivo in compagnia del suo basso.
Maggio: la puttana dell'immagine (cit.) mi ha inviato la sua foto da Figaimperiale (cit.). Parlo di SteveTk, noto tombeur des femmes sugli sglaps. Non per nulla lui lo sglaps l'ha aperto per rimorchiare, e gli è andata anche benone, direi, visto il pezzo di donna che si è trovato.
Giugno: andiamo sulla seconda isola, e dalla Sardegna Pinno ci mostra come il suo fascino mediterraneo acchiappa le femmine residenti. Che sguardo fiero, che occhio sordido, donne... che ci andate a fare da Briatore, andate dal Pinno quando siete in Sardegna.
Luglio: con un bianco e nero di classe approdiamo in terre campane da Italian Psycho. Una posa che farebbe invidia anche al calendario di Muniz o di Gassman, movenze che ricalcano la leggiadria di Bolle. Eccheccazzi, non ci facciam mancare nulla.
Agosto: la romagna oltre ad esser terra di cuccadores lo è anche di bagnini. Perbacco, sono ridondante. Ma mytwocents, nel pieno dell'attività bagninesca ce lo ricorda. Lui inviandomela mi ha scritto "però sono bello dentro". Falsa modestia o si aspettava un complimento? [lo faccio ora: begli occhiali veh]
Settembre: la leggenda del Tatino bevitore. Mirkuz non voleva questa foto, ma in realtà dopo ci sarebbe stato un conflitto di interessi con la Kinder ed ho dovuto optare per questo scatto. Gli avevo detto: "allora mettiti tutto ignudo e ricopriti solo di pampini d'uva", ma avendo lui l'adsl rotta debbo mettervi questa foto, e la mia anima un po' intrisa di un nescioquid di Toscani un po' piange.
Ottobre: un artista ci voleva, e Lennon ha risposto alla chiamata. Lui e la sua chitarra nobilitano l'ottobre che segna per molti la ripresa universitaria [o la rata di qualche bolletta, insomma, qualcosa vi segnerà. Come minimo se siete donne ci segnerete quando mi vengono le mestruazioni, non rompete..], questa sì, che è una foto naturale e di una persona nel suo ambiente. Bravo Lennon, e brava me che sembra che commento dei documentari.
Novembre: qui il mio essere Toscani plaude. Come minimo il Moige si incazza. Che bello vedere questa posa per nulla studiata ed elaborata di quest'uomo che tende a vergognarsi come un ladro per la foto (non so, magari la famiglia lo legge) e quindi ha chiesto di rimanere anonimo [però, se mi molli la foto posso rivenderla alla veet per dirgli: "questa la usiamo per il come era, poi ci photoshoppiamo le gambe della bellucci per fingere che la crema epilatoria funga..."? dai, poi ti do la metà...]
Dicembre: a lui avevo detto di posare con tante pecore colorate attorno, ma alla fine ha optato per uno street style dimostrandoci sempre e comunque giustamente che lo sglapser è il ragazzo della porta accanto. Sw4n chiude la maschia carrellata e ci saluta, portandoci fino all'inzio del 2008. A disposizione oltre il formato foto* quello in pdf stampabile [clicca qua per il download]. Pinno ha creato anche la versione pdf tutta assieme, senza rar, se volete la potete scaricare qui. La galleria è visibile sul flickr qui. [licenzina creative commons, che fa figo] Buon 2007! commenti (54)
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| email me elaborato da Franfiorini, 01:55 in fran s corner Ora, capisco che Fazio non lo invita più a commentare la Juventus, sia perché ora quelli che lo fa la Ventura sia perché ehm, coff.
Capisco che Cucuzza non lo intervista più perché di lui sappiamo veramente tutto. Ricordo una sua intervista in cui si chiedeva a cosa servisse il bidet e chiese all'intervistatore se davvero lo usasse a casa sua.
Capisco che non può più riproporre le immagini del suo matrimonio con la Courau, che non c'è in onda un altro spot con lui e che lui no ma il suo papà soltanto venne immischiato in vallettopoli ma...
Wikipediani, cattivoni, perché volevate cancellare Emanuele Filiberto di Savoia dalla enciclopedia libera?
[Indagato per pirateria informatica, dicheno nella uichipedia, suvvia, maddai...]
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:12 in lo sglapsanalista Se proprio vado a guardare il peggior Natale passato fu il 1988.
Non iniziate a ghignare, voi che sapete che sono dell'ottantatre. Io ho un bel problema. Tipo ad esempio in questo momento, avanti al caffè, se non mi producessi in microruttini mica ricorderei che pocanzi ho mangiato della pasta al tonno. Anzi, tra quattro minuti non ricorderò neppure che ho bevuto il caffè e mi girerò verso mia madre chiedendole se abbiamo fatto il caffè o attorno a cercare tazzine sporche.
Però boh, gli avvenimenti passati li ricordo benone. Mi preoccupa la cosa.
Tipo io avevo tre anni e mezzo quando mio padre lasciò le guardie mediche e decise di fare il medico di famiglia. Aveva un appartamento, che ora ha affittato, che stava sotto la casa di suo padre. Lo aveva appena aperto, non c'era ancora andato nessuno, e io ci avevo il mio orsacchiotto vestito da tirolese [eh, ora invece gioco col leone quello col cappello da bavarese e le braghe di fintocuoio, però anche il tirolese ce l'ho ancora] che appoggiai sul lettino quello delle visite. Mio padre mi fece un'alzata di capo assurda urlandomi che non andava fatto. Io ripresi l'orsacchiotto tra le braccia stringendolo e mi misi zitta zitta. Mio padre forse si accorse di avere un attimino esagerato e disse "no, vabbè, magari evita dalle prossime volte", ma da quel momento lì io in quella stanza non c'entrai più. Quando sei mesi fa glielo ho ricordato a mia mamma mi ha fatto: "Maccazzo, te lo ricordi ancora? Io avevo visto che ci eri rimasta male, ma non pensavo così.". Io le cose purtroppo tendo a non dirle. Eh, lo so. Testa che non parla si chiama cucuzza. Non Michele, o sì, boh.
Ma dicevamo, le festività dell'88. Quando tornammo dalle solite vacanze novembrine (in quel caso Tenerife) venne una mia amichetta e sua mamma a casa nostra. Io e la Chiara andammo giù nella stanza in fondo a giocare, e saltando su un divano tre posti similpelle marrone se ne uscirono i cuscini. Quindi trovammo delle cose celate sotto. Io ci avevo cinque anni e sei mesi ad occhio. Tra queste cose c'erano una decina di polaroid e due bustine grosse come quelle che mettevi sul pandoro dello zucchero a velo, ma non era zucchero a velo, perché non c'era scritto Bauli ma era una cosa morbida uguale, e come si vedeva dalla busta trasparente tutta fatta su con lo scotch, quindi mica si poteva assaggiare, sembrava proprio da mettersi sul pandoro.
Poi in quelle foto là c'erano dei signori, di cui uno somigliava a papà. Ovvero, la panza sembrava di papà, nella prima foto, ma mica si vedeva molto bene il volto, perché c'era la focalizzazione su altre parti del corpo e su una signorina un po' abbronzata che stava invece col volto sotto la panza di papà. La Chiara mise apposto, e io dissi tra me e me chissenefrega. Poi la Chiara non venne più a giocare a casa mia. La mamma si chiese perché, e io le dissi che magari poteva essere che giocando avevamo trovato le cose qua sopra. Mia mamma me lo richiese tre volte chiedendo se fossi sicura. Beh, col senno di adesso ti credo eh. Andammo a rivedere ma c'era rimasta solo un po' di polvere sotto il divano, ma essendo sempre simile a quello zucchero a velo di sopra insomma, ecco. La mamma mi ci credette e poi anche la nonna. Tre giorni dopo poi chiamò al telefono mentre papà faceva il bagno una certa Liliana di Romania. Quando mia mamma, ricordo, chiese spiegazioni a mio papà lui partiva col discorso: "io lavoro nove ore al giorno, devo pure divagarmi..."
Ora, quando discutevo cinque anni fa con mio padre le ore eran diventate quattordici. Diobono, manco l'inflazione eh.
Ma dicevo, poi arrivarono i nonni. E visto che noi in famiglia a volte abbiamo il vizio di avere un dialogo la mamma raccontò tutto alla nonna, che essendo di carattere più incazzosa di me prese mio padre da un lato e gliene disse un po' di tutti i colori.
Mio padre non reagiva, sulla storia di Liliana di Romania.
Poi la nonna passò all'affaire Bauli.
Mio padre mi guardò male. Abbassò la testa ciondilandola e disse, a mia nonna, che i bambini si inventano tutto. Poi sbattè la porta e uscì di casa. Tornò dopo le feste, ma noi non è che ci eravamo preoccupate. Avevamo solo detto ai Carabinieri, che erano abituati perché lui anche da giovane faceva così, che s'era allontanato da casa. Lo rintracciarono a capodanno giù in quei laghi che ci sono in Puglia ma che io non ricordo perché di geografia non ne so moltissimo. Ma tanto con noi c'erano i nonni fino al primo gennaio, e dopo dovevano tornare al lavoro. Il nonno il giorno dopo mi fece uscire, aveva piovuto e a me piaceva tanto sbattere i piedi nelle pozzanghere. Dicevo una cosa come "Ciacki ciacki into ll'acca", onomatopeicamente indicando il gesto. Certo, dopo la mamma ci riprendeva perché i miei stivaletti non erano così impermeabili, ma mi manca così tanto mio nonno materno. Cioè, con una stronzata come quella almeno ridevo un po', quel capodanno.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:48 in canzoni e musica Una di quelle sere passate guardavo Markette su la7, e nell'intermezzo musicale solito o una cosa simile scopro un ragazzone alto [lo so, il riferimento di Chiambretti falsa, quindi son tutti alti], ipotricotico e con una voce meravigliosamente black.
Io che avevo un occhio a Markette e uno al cazzeggio sul computer persi un po' tutti i riferimenti biografici di costui capii solo che 'sto ragazzo qui viveva a Parma.
Apperò, dissi. E poi mi misi a fare altro.
Poi sempre lo stimato autore mi riparlò di Mario Biondi. E collegando l'audio al resto dissi: "ma è il ragazzo, quello lì che era da Chiambretti, cazzo se è bravo".
Poi dopo che l'altro ho veduto la pubblicità sulle reti locali ho capito che magari era giunta l'ora di ascoltarlo. Insomma, prima mi son gettata sul myspace [che alla fine fa sempre il suo uso, però non so come mai mi provoca a volte delle crisi smanettare sui myspace] e poi ho ehm ehm rimediato Handful of Soul, che sarebbe il suo cd. D'esordio, ma dopo una lunga e formante gavetta. Un misto di jazz, soul avvicinabile anche a chi sopporta solo il pop.
E mentre ascoltavo ho cercato anche delle interviste, al Mario Biondi stesso. Che è catanese.
E dopo ho pensato: "fortuna che ho uno sglaps, perché 'ste cose vanno fatte conoscere, e 'sto citto è bravo, merita eh."
Tipo, ora, caro Mario, io ti offro un caffè se vuoi per scusarmi che non ti ho comprato il cd. Però cavolo, è davvero bravino ragazzi eh [magari poi lo conoscete tutti, però mi faceva premura farlo conoscere a chi non lo conosce].
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:16 in fran s corner Ma poi, dalle vostre parti, si dice che cento cavalli o che un carro di buoi?
***
C'è un giornalista bravo, spocchioantipatichino e famoso, che ha le stesse mie iniziali, che a Santo Stefano ha detto [vi riassumo, che è lunga la cosa e magari vi annoiate, già son prolissa io] una cosa che è praticamente "lei ci metteva la figa in posizioni ginecologiche e io scrivevo i testi, quelli ganzi e impegnati". Un po' come se io fotografassi il mio compagno di università e gli scrivessi due volte alla settimana dei pezzi sul calcio, la tecnica, la tattica e la musica, per colmare le sue lacune. E che lui scrivesse della morosa, del gatto, dei vicini, vi mandasse a cagare nei commenti e si facesse foto interpretando espressioni Gassmaniane [oddio, spero vestito eh, son cose, Alessio... ricordati della buzza e non metterti col pipo di fuori eh].
La prima cosa che ho pensato è "Sai quante seghe interrotte".
La seconda era: "Beh, tanto alcuni per trastullarsi guardavano solo le foto, come del resto quando chiamano gli 899 e pensano che ci sia Jenna Jameson a titillarsi i capezzoli e invece fanno poi sesso telefonico con Rosy Bindi".
La terza invece era: "Ecco perché Facci era sul calendario del graziablog, in realtà interpretava Lexi".
***
Poi c'era un mio amico che due anni fa, suppergiù ma forse anche tre ma i calcoli non li so fare, a sglaps aperto di fresco mi disse, da abile conoscitore di marketing: "Perché non parti a fotografarti parti del corpo iniziando dal dito e poi mostri sempre una parte diversa del tuo corpo? Sai come stanno lì a cliccare tutto il giorno..."
Lui li chiama i visitatori con la mano sulla patta dei pantaloni.
Io, che sono restia alle foto e che ho un alto concetto dell'estetica [anche un commentatore anonimo mi disse che ero abbastanza cessa, tanto per ribadire quello che già pensavo, mentre pensava che in realtà io ci tenessi a sentirmi dire che son figa. Ma tanto cioè, chemmefrega, io tra quattro giorni figa o non sono disoccupata. Magari se ero disoccupata e figa mi rodeva anche di più.] rifiutai l'idea e la realizzazione.
Ripensandoci, l'han fatto tutti. Era un pioniere e io non l'ho ascoltato.
***
Che invece poi l'artista dell'autoscatto e la contessa invece mi mandano mail minatorie.
Io, purtroppo, per educazione come Bree Van de Kamp, ho semiceduto. Però col cavolo che ve la linko la foto. Ho una pseudodignità e un personaggio da mantenere. Tanto chi ci aveva il feed di feedburner l'ha vista. Ma non è nulla di che, diciamo.
***
Poi questa delle tette è un leit motiv. ultimamente. Mia nonna da quando è qui mi ripete "vedi che prima avevi poca roba e invece adesso... prenditi roba più scollata che c'è da andarne orgogliosi..." e variazioni sul tema.
Che poi sono ancora la più piatta in casa. Ma io che col mal di gola cronico amavo i maglioni a collo alto.
Forse però inizierei a prender trenta agli esami.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:59 in un jour en france A me principalmente piace stordirmi.
Nel senso, sono abituata a fare diverse cose, a tenere sotto controllo tre quattro cose. Tipo, ora i giorni di vacanza mi han distrutto. Infatti si vede: ho gli occhi sbarrati fino alle cinque di notte. Andrei a dormire dalle nove di mattina alle tre e mezza di pomeriggio.
Quando ero a Parigi, a lavorare, dormivo da mezzanotte e mezza alle sei e mezza di mattina. Che poi eran poche le volte che arrivavo a dormire alle sette. Mi svegliavo sempre prima, girandomi a guardare la finestra di fronte a me.
Albeggiava. Io, astigmatica, stringevo gli occhi per cercare di focalizzare nel display sotto il televisore che ore fossero. Qualche mattina non lo vedevo, quindi cercavo a tastoni il cellulare appoggiato da qualche parte sulla moquette, accanto alle ciabatte.
Quando passavo in metropolitana di fronte alle fermate mi sembrava che stessi andando a perdere tempo a lavorare e non vedere i posti che avrei avuto di fronte, a disposizione, da vedere.
Quindi le pause pranzo, o quelle sigaretta [ero l'unica che non fumava, quindi cumulavo e mancavo un'ora piena, anziché dodici minuti ogni ora, ogni tre lavorative] erano sprecate in giro a vedere, guardare i posti, fotografare, osservare la gente.
Il problema è che a me piace tanto osservare. Mi da fastidio infatti restare sempre ferma, da qualche parte, come concetto immanente. Nel senso che sì, a me piace ciabattare in casa. Quando mi viene a trovare una persona, quando vado a trovare amici e ci sto bene, e mi piace chiaccherarci, e mi piace osservarli -non nel senso che li vedo tipo scimmiette eh- e ascoltarli non è che sento il bisogno primario di uscire e di vedere il cielo.
Capiamoci, io sono una irrequieta in ciabatte. Sono realmente così, se non faccio quelle quattro o cinque cose assieme mi sembra davvero di starmi a rotolare i pollici. E per di più, se il mio miglioramicodinfanzianonchésemiparentedisestogrado dice due cose riguardo il suo stato, ossia "ho fame" e "ho sonno", la cosa che più spesso ripeto io, e per la quale mia madre ha sviluppato una certa idiosincrasia è "mi annoio".
Quindi i nostri dialoghi iniziano con un mah, che facevi, io mi annoiavo... ah, tu eri a fare il pisolo postprandiale.
Tutto questo per arrivare a parlare di cose che tralasciai nei racconti dalla Francia.
Avevo dei pirla di colleghi. Come dire, così. Gente particolare per dire.
Il tizio collegoso di riferimento, ossia il francese stabile lì che doveva farci da riferimento ma era sbalestrato come una banderuola sul tetto in tempo di tramontana.
Una sera eravamo a cena. Sì, bellino, si va a cena tra colleghi.
Due coglioni.
Non nel senso di persone che disistimo, ma nel senso d'orchite. Fighettismo e il nulla infiocchettato e reso spray. Per dire, anzitutto io la sera, quando pranzav... ehm, cenavo al tailandese o al ristoranteacasoconmoltopiccante non è che cacciavo tantissimo. Ma capitemi, cacciare 45 euri e non magnare una beata fava è una cosa che il mio stomaco non gradì. Poi per problemi proprio di fame cieca alle due dovetti rimediare col kebab del greco vicino l'albergo. Poi ci misi diciotto ore a digerirlo, ma era un dettaglio. Ora, poi dopo a stomaco vuoto siamo andati a pogare al concerto dei Lacuna Coil.
E lì, comunque, è da raccontare la serata.
Il tizio di cui sopra [che scoprii blogger cianfrese famoso, immortalato sempre in modo copioso in quella blogfest certa e annuale che fanno loro a Parigi che mi pare si chiami blogue-t-il o una roba simile] dopo avermi sfinito parlando di:
a) i suoi frequenti figosi viaggi per lavoro
b) il suo rapporto coi genitori [madre architetto e padre medico, o l'inverso, ho rimosso]
[e intanto il collega crucco rideva e mi diceva "l'anno scorso toccò a me, coraggio"]
c) il vivere male la sua omosessualità da quando ha scoperto che forse si sente ancora bisessuale, e all'inizio per dimostrarsi di non essere omosessuale andava in giro a trombare massivamente. Poi anche per dimostrare la sua omosessualità fece lo stesso, ma sentenosi in colpa di aver tradito il compagno iniziò ad andare in analisi.
d) non sapere come piazzare il nuovo divano a causa del feng-shui o comecazzosiscrive.
mi chiese quello che non doveva chiedere.
"Tu cosa studi?"
"Medicina..."
"Ah, e perché lavori?"
"Anche a me piace fare cose estrose. Te vai dall'analista e io provo l'ebbrezza di lavorare."
"Ma che ti fai per avere tutte queste energie?"
"Prendo l'energia dal giramento dei miei coglioni, infatti mi irrito molto facilmente..."
[la frase sopra, ci ho messo venti secondi a renderla in francese, fortunatamente pareva una pausa scenica, ma tournement de mon couilles è qualcosa di pregiato]
Non so perché ma dopo di questo, ma è tornato a ossessionare il collega che rideva, prima.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:58 in franfiorinologia Non so se è un problema comune, ma parliamone.
Io ieri e l'altroieri ho ricevuto 15 sms di persone nonidentificate che facevano auguri, tre telefonate di semignoti e mi si sono aperte finestre su msn di gente che non ricordavo.
Ecco, perché per educazione ho ricambiato gli auguri [parevo forse la persona più scazzata del mondo, ora capisco perché circola questa voce] però ho ancora dei dubbi.
[forse mi conosce troppa gente, ma io, seriamente, ho dei problemi di memoria]
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:53 in fran s corner Il problema è che mesi fa, un annetto fa forse, uscendo dalla riunione di condominio e transitando nei locali parrocchiali che non è che li affitta a poco, il parroco, me ne uscii con un:
"Eh, ma magari se desse da mangiare dopo le messe mi sa che gli si aumenta l'audience a messa, che già le fa troppo lunghe, quelle cose lì, cantate, frizzi e lazzi. Se invece ci schiaffasse del vino e dei dolci magari anche di recupero dalla perpetua o dal LIDL la gente sarebbe felice un po' come un medico quando l'azienda farmaceutica lascia le pennine per scrivere... guarda gli ortodossi o gli ebrei, come son contenti ad andare a battesimi e funerali che si scofanano di ogni."
Ieri sera, andando verso la cattedrale ho visto che c'erano i tavoli fuori.
"Mi sa che davvero mette fuori da mangiare..."
"Mannò, via."
Si torna all'una dalla cattedrale. Gente che magna, vin brulé a profusione.
"Mmm, Francesca. Avevi ragione."
Io son tonata a casa, non c'era tisana al tavolo e volevo solo quella.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:36 in fran s corner #1
#2
Ore nove della Mattina. Suonano Loro.
"Che c'è?"
"Salve, potremmo parlare...."
"Una sega. Signorina, è Natale e tranne in questo momento che sono incazzata perché mi ha fatto alzare dal letto sono cattolica. Per lei non è la vigilia di Natale perché tristemente non festeggia i compleanni ma io sono cattolica, lei no. Rispettiamoci, non mi rompa i coglioni..."
"Ma veramente..."
"Veramente un cazzo. Tutti i giorni in cui mi riposo lei mi calpesta i coglioni. Ora le spiego. Io le apro solo se lei fa la parte del testimonedigeova e io del dottor mengele, però non gridi, ché svegliamo i vicini... Sa, ho parenti in Germania. Le abbisogna un gagliardetto viola?"
"Mi fa recuperare almeno la rivista, l'ho lanciata dentro."
"Allunghi il braccio sotto il cancello, si sforzi che le fa bene. Mal che vada mi chiami solo se si taglia, che le faccio volentieri la trasfusione, che debbo imparare bene a metter gli aghi. Tante belle cose eh." #3
fabbrone: http://www.youtube.com/watch?v
Fran: :) fabbrone: dai è natale abbracciamoci! Fran: no, ci dovevamo abbracciare ai mondiali fabbrone: azzz e natale niente? Fran: è offensivo verso i musulmani, quindi no fabbrone: ah commenti (18)
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:06 in muselogia Il pacchetto è cliccabile.
Così, per donare a voi qualche cosa. Anche perché, l'anno scorso invece, il dono da parte loro fu questo.
[chi vuole può anche trastullarsi con il riff dellla versione estesa di Assassin, ma è poco Natalizio]
P.s. Chi trova un cosino che fa l'immaginetta in ologramma del sig. Matt Bellamy è seriamente invitato a regalarmelo, chessò tipo quello del video di knights of cydonia. Sarebbe buzzurrissimo ma almeno ci farei l'altarino. Son cose.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:21 in franfiorinologia Non ditemi che a dieci alle sette c'è gente che va al lavoro, che alla fine ci credevo solo quando m'alzavo dopo.
Stamani non avevo sonno. Forse perché non avevo neanche dormito. Ho deciso di uscire sebbene il letto con mia nonna sia avanti la porta di casa. Il tempo era sì, mediamente infregnato, ma mi andava di fare una giratina. Strano eh.
E di gente non ce ne era. O meglio, iniziano a girare alle sette e mezza. Che poi me lo ricordavo bene, che quando era il tempo di andare in ospedale, tipo alle sei e mezza di febbraio, c'ero io, gli infermieri e il camion della spazzatura sulle strade.
Dicevo, sono rimasta come un pensionato a fissare quasi la fontana quella moderna del Duc, seduta come un pensionato, con i gomiti sulle ginocchia. A fissare l'erba, il cielo, la gente che passava in fretta.
Probabilmente mia nonna non si sa se la operano. Nel senso, non si sa bene la situazione cardiaca come sia, ma non è ottimale. Non potrebbe passare l'operazione dunque. Quindi ieri ho dovuto rincuorare per metà pomeriggio mia madre, e a cena ho dovuto dire a mia nonna che pesare 67 chili, essere alti 164 cm ed avere settantuno anni è perfettamente normale. E se il prof, quello scemo, di sotto ha detto che era leggermente sovrappeso non si doveva preoccupare. Però lei ha cenato a pane e finocchi.
Io ho preso la tavoletta di cioccolato e mi son chiusa in camera prima di sbroccare.
Non so, mi girava male ancora stamattina. Mia madre si ritrova, paradosso al solito della vita, a curare sua mamma. Io che non ho altri parenti e un orgoglio sovrannumerario quindi mi ritrovo da sola. Allargando come gli occhi per non far vedere che la delusione per una cosa che ti infliggi anche da sola te li fa diventare lucidi. Che vorresti avere tutti i giorni e in ogni momento i tuoi ventitre anni. Che vorresti spiegare, a chi ti invidia ed ha anche la faccia di dirtelo in fronte, che non c'è un cazzo da invidiare. Che alla fine, mi sa, Baglioni quando compose Poster al confronto tuo pensava al Brasile e alle ballerine che sambeggiano sculettando. Perché alla fine dal medico ci sei andata anche te e non va poi così benone, certo però che convincersi che tutto va bene e pensare e smazzarsi a fare altro ti toglie tante cose. Ho delle analisi che paiono scritte in codice binario, ma ci si sorride a leggerle. E la cosa che ti sorprende è che sebbene tutto vada davvero così male tu sei molto meno triste dell'anno prima. Forse perché pensi che tanto sei già scivolata verso il peggio. Forse perché ormai c'è il callo. Ma almeno in questo Natale il pensare che hai quell'insieme di sfighe e di traumi infantili e non che, citando il solito, commuoverebbero anche un tronista. Poi non lo sai, è che pensare è brutto e purtroppo invece lo si fa spesso, che quindi è un bene che dopo si debbono studiare come se fossero rosarii i cicli futili degli acidi grassi perché almeno ci si incazza su una cosa sola e ben predefinita.
Perché poi in questi giorni magari becchi che ti telefonano quelli che ti conoscono. Tipo, sento il mio ex allenatore una volta l'anno. Lui mi raccontava che è diventato nonno, della nipotina, di cose così. E quando mi ha chiesto come andasse a me io gli ho detto che quella cosa lì si era ripresentata. Lui è stato zitto ed ha detto che certo che è brutto. Io gli ho detto che certo che era brutto ma era già tanta roba esserne scampata una volta, certo che magari se e quando ci sarà la terza forse è meglio chiedere i danni, e se lui aveva idea a chi chiederli e me lo faceva sapere l'avrei ringraziato. Poi lui ha detto che gli dispiaceva, e lì non gli rispondevo io. Che gli dovevo dire, dispiace anche a me. Però dispiacerci tutti pare brutto, perché qualcuno deve pur fare qualcosa.
Per quest'anno non mi interessa scambiarli, gli auguri. Ho avuto gli auguri giusti al momento giusto. Però, per chi li vuole, quegli auguri potrà coglierli più sinceri e meno aziendali in queste parole.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:39 in lo sglapsanalista Dunque, ieri sera, mentre controllavo gli istrumenti del dimonio [ovvero Technorati, sebbene perda pezzi, e feedburner] mi accorgo che un mio simpatico silente lettore [da poco, credo, dacché qui mi conoscete meglio della vostra vicina di casa] blogger mi inserisce assieme ad altri quattro eminenti e famosissimi bloggers per chiedersi e chiedere come sia l'attività sglapsatoria.
Dunque, visto che stamani dovevo andare dal medico ho detto: "vabbè, ci penso domattina mentre sono in coda dal medico".
Poi mentre ero in coda dal medico mi chiama la mamma e mi interrompe il ragionamento, dacché la nonna si trovata ad essere visitata da questo e ci teneva a farmelo sapere.
Quindi, aspetta, piano piano mentre scrivo mi verrà in mente qualche cosa.
Anzitutto, perfavore, visto che qui nella sfiga ci stiamo a guazzetto sposta l'invidia sugli altri, ché se pomeriggio mi stirano sotto un'auto sennò chiamo Taormina e ti chiedo i danni perché hai gufato.
Seconda cosa io non ho tempo di scrivere i post. Sto scrivendo mentre sto facendo il caffé e quattro righe più sotto scriverò mentre lo bevo, il caffè. A volte scrivo anche mentre cuocio la pasta. Dipende, non ho ancora iniziato a scrivere al bagno perché invero sono molto celere per quanto riguarda la peristalsi, e in un minuto non è che riesco a scrivere granché.
In verità ti dico che io i miei post, prima di pubblicarli, non li rileggo. Ma se dopo 2 minuti che li ho pubblicati, quando ritorno da sciacquare la tazzina, vedo una finestra del programma di messaggisticaistantanea aperta è perché ho scazzato certamente qualcosa. Oppure alcuni che per esempio non mi contattano perché sono Busy lo fanno notare nei commenti. E poi i commenti sono sempre più geniali dei post, non so come sia successo ma dopo anni che al massimo s'arrivava a dieci commenti ora ogni cagata posto ognuno dice la sua. Ciò è bellissimo, perché pare una riunione tipo sglapsistianonimi e il mio animo medico è contento.
Non uso il blocconote, ché ho una tendinite al braccio destro che appena scrivo un po' mi si gonfia la spalla. Mentre però sono in bici e mi viene in mente una cosa o mentre che ne so, parlo con le mie amiche o i alcuni dei miei amici sul programmadimessaggisticaistantanea mi sovvengono dei post. E alla fine prendo da lì, dalle conversazioni. Ma non è che ci spreco molto tempo. Solo quando splinder mi mangia i post debbo riscrivere tutto daccapo, perché io scrivo qui sul pannello in presa diretta, ché sennò col cavolo che scriverei. In media scrivo un post in cinque minuti e ne spreco due per mettere le spaziature.
Tipo adesso, scusa, vado a sciacquare la tazzina, ché sennò si smacchia male.
Uhm, dicevamo...
Ah, sì. Se la mettiamo sul fattore tempo ti frego. Io avrei le lezioni obbligatorie, il lavoro più che part-time [trrequart-time], la famiglia a cui telefonare, pulire casa, fare da mangiare e casualmente a volte studiare.
Non ho uno schiavetto ma ho un pregiato Autore che talvolta da notevoli spunti, sia per i programmi in radio che per post meravigliosi che cavalcano il web sull'onda dell'entusiasmo.
Poi sì, arrivo io e immodestamente magari ci appiccico la frase ganza.
Perché un po' noi etruschi siamo abituati a vedere la realtà e a ironizzarci su. A dare i soprannomi a chiunque, a essere sarcastici su ogniccosa. Poi debbo dire che la mia vita è molto viva. Viva e vivace di sfighe, ma tutto ciò serve. Quando vedo una cosa mi ricordo di altre, è un casino. A me lo sglaps ha salvato la vita, davvero. Mica ha dato come ad altri nobili opportunità [che ne so, altri dicono di aver pucciato sovente il biscotto grazie al blog o di aver pubblicato anche la lista della spesa. A me ha fatto conoscere bella gente e di questo son felice, pensa se avessi dovuto frequentare i miei compagni di università soltanto...], però visto che son grafomane cronica ha salvato il mio tavolo ikea dall'essere inciso quotidianamente con le matitine ikea.
Pensa, alla fine volevo parlare del pacemaker di Silvio, però ho pensato fosse un argomento politicizzabile e troppo sfruttato. Quindi ho parlato della maglietta di Bellamy, perché alla fine i Muse li cagano meno di Silvio ultimamente.
Boh, spetta che dopo ci penso a cosa risponderti. Che ora ho fatto un elenco di cose sconclusionato. Magari, pensandoci, mi viene giù un secondo post.
*Parlo di autospompinamento, visto che la leggenda vuole che il poeta sia virtuosista di ciò.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:03 in avere ventanni Stamani sono andata a un esame.
Il professore si è presentato quartantacinque minuti dopo, per farci l'appello. E quando ci ha fatto l'appello era contrariato che fossimo in trenta.
E mentre ce lo diceva fuori c'erano cinquanta persone che mi chiedevano:
"ma cosa sta domandando?"
"eh?"
"che domanda fa?"
"ha chiesto come è possibile pareggiare il bilancio italiano e se la manovra di Padoa Schioppa è appropriata..."
"EEEEEEH?"
"Ci sta facendo l'appello."
"ah."
Poi siccome la stanza era piccola e lui ha la voce educata in corridoio non sentivano. Quindi ha detto a noi in fondo di dare una voce ai cognomi dell'appello. Che è una cosa italianamente pessima, ma di grande suggestività.
Quindi il professore si è vestito dell'umorismo e ha detto che se fossimo rimasti lì a Santo Stefano e a San Silvestro ci avrebbe finiti tutti.
Ho riso solo io.
Ma perché ha detto finiti tutti, io amo l'humor tedesco sulla Shoah.
Ah, sì, però lui è ebreo, di schiatta. Non so, magari si era vestito dell'autoironia o vuole compensare. Non saprei. Però davvero ho riso solo io, gli altri non avevano capito e si chiedevano se fosse una battuta.
Quindi un mio compagno di corso ha chiesto perché in bacheca non era segnato l'appello di gennaio. Lì ho capito perché invero il mio prof di razza ebraica è anche cattolicociellinista.
"Beh, in realtà l'appello c'è, ma non esiste iscrizione. Nel senso che vi dovete iscrivere ora qui, ma non potete farlo se non siete iscritti all'appello di oggi. In realtà è questo appello che si sdoppia. Ovvero potete scalare alla datafissadigennaio...."
Che bello, la spiegazione di un dogma travestita da televendita mondialcasa.
"...anche perché io pomeriggio ho da fare. Domani non lo so, forse vi interrogo. Venerdì ho tutto il giorno quelli di scienze motorie. Allora, chi vuole passare alla datafissadigennaio e chi vuole restare accampato qui ad aspettare il suo turno che magari può essere anche l'8 gennaio?"
Secondo voi, io, cosa ho fatto?
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:13 in fran s corner Guardavo la pubblicità della mozzarella Francia e la colonna sonora mi sembrava di quando la Barilla faceva pubblicità serie e nazionalpopolari. Mica quella della bYNba (cit.) con la madre che, pensandola, le ha fatto i piccolini però ce li fa digerire a noi.
Ma veniamo al succo.
Già ci esprimem... espres... ehm, già si disse qui in codesti lidi che c'era una telenovela bavarese che suscitava ilarità tra gli astanti.
Tanto è che qui non la si chiama con il suo vero nome, ovvero Tempesta d'Amore ma con altri nomignoli.
Chi di voi non ricorda la telenovela interpretata da uno sbiadito Conte in bianco e nero all'interno di un fu famoso programma comico non sarà all'oscuro del perché, qui, s'è scelto di ribattezzarla con il nome Gradite un cordiale.
Difatti il pathos, i barocchi intrecci e i dialoghi ampollosi ne ricordano le fila.
Ma proprio andiamo al nocciolo. Qui non si sopporta l'eroina del pamphlet, ovvero Mahler Laura.
La Laura sarebbe la pasticcera dell'hotel. Che dopo cento puntate abbiamo scoperto che è la figlia del proprietario. Ma lei non sa che l'omo di cui è innamorata [tra vari tormenti e cose non dette che se fossero successi a Beautiful ci sarebbe natalità zero] non è in realtà suo fratello, ma il figliolo del portiere d'hotel.
Poi ci meravigliamo se Maria Luigia d'Austria o la nonna dell'attuale principe di Montecarlo si ripassava cuochi, camerieri e stallieri.
Il punto è che la Mahler è scarsamente mazziniana. Altro che pensiero e azione. Lei è pensiero, pensiero, pensiero e cogito. In questo momento sta pensando se rimettersi con l'ecs moroso alto, bello, intelligente, bono, libero e non diretto parente mentre lui si sta zerbinizzando e le fa gli occhioni dolci più di uno dei di lei cioccolatini destaciospa.
Però ci ha gli scrupoli, perché lei pensa sempre ad Alexander, che intanto ciula con la moglie, ma è un dettaglio, perché anche lui soffre di queste tormentate pene (ahem) d'amore.
Ma alla fine, ci sta come il cacio sui maccheroni la riflessione dello stimato Autore Lovejoy.
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