mercoledì, 31 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 16:12 in deportes

Vorrei portarvi a conoscenza di una cosa, era Marzo 2003:

<Squeeze> Domanda: Chi disse: "ahia, mi fai male, olandese di merda"?
<Sandro^> tacconi
<Max> ??
<Pibaro> pirlo
<Max> Vieri a LuaLua
<Pibaro> eh eh eh
<Max> (facendo una battuta, giuro n.d.Max) milene
<Squeeze> SoccerQuiz Risposta esatta!!! (*milene*)
<Max> ROOOOOOOOOOOOOOTFL!

Noialtri pensavamo di cazzeggiare sul canale Irc #iscj, ma in realtà già avevamo capito tutto. Ronaldo è tornato tra di noi.

Ma io ho pensato a un altro risvolto di Runalsgi al Milan.
Mica il cambio di maglia, il rotolare per il campo, avere più panza di un giocatore del dopolavoro ferroviario, il diastema [che nella vecchia letteratura inglese era considerato sintomo della natura lascivia della persona che l'aveva], del tendine rotuleo che fu e del fenomeno che fubbe.
La prima immagine è stata una, abbinando il nome Ronaldo e Milan.
Cioè, è normale pensarlo. Uno che ha vinto un campionato del mondo con una pettinatura che le persone normali tengono nelle mutande anziché sul cranio. Uno che lascia una moglie, ne prende un'altra ma non sposandosela, ma facendo un fidanzamento benedetto con l'abito bianco e tutto pur di farsi fare i regali da parenti e amici. Uno che passa di donna in donna e tutte dopo ci decantano sulla stampa brasiliana il di lui batacchio. Che tristessa, amisci. E pensare che uno si ricorda il cinquemaggio e il dramma interista e quell'uomo lì che piange in panchina. Poi  vabbè, la vita è puttana e ti consegna Materazzi eroe nazionale a te che te lo ricordavi piagnucolante e dicente "ma ve l'ho fatto vincere io lo scudetto..." ai laziali.
Però, Rottamaldo al Milan.
Cioè. Dicheno che Seedorf e Milene, la prima moglie di Ronaldo, abbiano avuto una certa liason.
Ora, Seedorf e Ronaldo staranno dentro lo stesso spogliatoio.

Stiamo pensando entrambi la stessa cosa. Tranquillo, o tranquilla.
Però ho paura a scriverla. Ehm. Cioè. Coff. Ciao bambini! (cit.)

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martedì, 30 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 16:27 in muselogia

Poi una crede che ci ha lo sglaps che non ha un proprio filo conduttore. Ma vabbè.

Bellamy in Abbey roadBenvenuti alla consueta puntata dell'impara qualcosa sui Muse, anche se non te ne frega nulla [ma almeno se vuoi cambiare discorso parlando con la Fran ci hai qualche base, e lei parte col discorso dopo tipo Paololimiti]

Signori, quest'oggi, dopo aver parlato di una Doretta, ci si avventura a spiegare Plug in Baby. Potrebbe uscire fuori un troiaio, ma anche no.
Plug in Baby fu il singolo di lancio di Origin of Symmetry, pubblicato nel marzo 2001, fece anche da tiro allo stesso album fino alla terza posizione della chart UK essendone la quinta traccia. Sul cd è in crossfade con la traccia precedente, Hyper Music, mentre nella versione singolo di Hyper Music stessa tutto ciò è ripulito. Che vor dì crossfade? Che le due canzoni sono fuse, attaccate, senza il saltino di traccia tipico del cd ma come se fossero suonate live una dietro l'altra. Espediente che in OOS viene adoperato anche tra Citizen Erased e Microcuts.
Il riff iniziale è stato classificato da Kerrang in quinta posizione tra cinquanta dei più famosi riff della storia rock.

Ma passiamo dal tecnico al filosofico. Cosa significa Plug in baby.
Beh, ecco. Non lo sa neppure Matthew Bellamy, quindi se non lo sa lui figuratevi se lo posso sapere io. Ma facciamo della speculazione.
Dominic Howards parla della canzone come: "parla del mettere emozione dentro qualcosa che non ha anima, tipo un orsacchiotto, o un computer". Per alcuni la canzone riporta la affezione verso la pornografia internettiana, per altri l'amore verso la propria chitarra, per altri ancora una critica verso le nuove tecnologie che incoraggiano la gente a comunicare ma tenendoli separati dal punto di vista fisico.
Per Bellamy: "Racconta di come noi proiettiamo le nostre emozioni interne nelle tecnologie che ci circondano. 'Plug In Baby' è come un termine composto per questa cosa che facciamo. Penso che in una generazione piuttosto atea e in un'epoca affatto spirituale, la tecnologia diventa un mezzo per sentirsi in relazione con le persone."
Spieghiamo. Quando ha composto la canzone era più che strafatto di Magic Mushrooms, tanto che -causa campo fuori lo studio di registrazione zeppo di funghi- un giorno nell'ilarità generale si ritrovarono tutti ignudi nella Jacuzzi, Bellamy si forò pure un timpano con l'acqua e infine stramazzarono addormentati nella sauna. Pensate dunque il clima, per dire. Dom e Chris hanno affermato che l'unico testo composto da Matt per cui hanno riso è proprio questo di Plug in Baby.
Alla fine diciamo che il significato più probabile sarebbe proprio una paura della tecnologia, per come essa può evolvere facendo svicolare dalla realtà o addirittura falsandola.

Una cosa c'è da dire, dall'Absolution Tour in avanti vi sarete accorti che live la sequenza Plug in Baby- Time is running out è micidiale. Almeno per me. Per quanto riguarda l'ascolto vi piazzo una ottima versione di un ottimo bootleg in Finlandia. Nonché una chicca che sto ascoltando in rotazione pesante in codesti giorni: una delle versioni primigenie di Plug in Baby (suonata per la prima volta nel 2000 ad Amsterdam). Cambia, perché il testo è diverso e insomma, sebbene abbiamo appurato che non ci si capisce una sega vi posso assicurare che almeno si capisce da dove piomba il "And I've seen your loving/Mine is Gone/and I've been in trouble"
Visto che la prima B-side è in Hullabaloo vi piazzo la seconda [con l'avvertenza: è una bside, nulla de che]


Plug in Baby
Capitolo video [al solito cliccabile puntando sulla gnocca qua a lato]: pubblicato il 5 marzo del 2001 e diretto da Howard Greenhalgh, lo stesso di Unintended. La scena è semplice. I tre sono in una camera a suonare, come al solito [certo come al solito chi canta si piega e contorce e chi suona il basso muove la testa freneticamente], sono circondati da gnocche uscite da uno schermo. Gradualmente però le membra delle ragazze scompaiono, e lasciano spazio a tentacoli o pezzi di donna sparsi qua e là tipo residui di manichini. Occhio all'ultima modella e al tostapane (sì, quello è un tostapane...). Video che deluse nella realizzazione un po' i Muse, che dall'idea originale di sesso/robot/androidi non sono riusciti a renderlo esattamente. Dicono loro, ma io lo annovero tra i video migliori [eh, gli altri, insomma...]
Per questo video (e solo qui) Matthew Bellamy usa come chitarra una JT-Res.

[Al solito ringraziamenti alla Musewiki e a microcuts.net]

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lunedì, 29 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 17:48 in intervistozze e giornalaismi

*Perché ad Eliza già ci pensò qualcuno, quasi.

Allora, io che ho sempre un modo strano di usare le cose: con Eliza, grazie al mio amico che studia e alberga in psicologia, quando scoprii che se uno la insultava pesantemente si incazzava come una iena, ci presi gusto a giocarci quando avevo dello scazzo. E tutto ciò ai miei occhi era molto bello. Ci divertiamo con cose semplici, noialtri.
Eliza era l'antesignana del bot, non quello economico. Era tarata su alcune parole a cui il cervello umano attribuiva il signiicato e invece la macchina no. I dialoghi erano bellissimi, tra il reale e l'irreale. Quindi in un momento di noia conclamata anziché leggere certi sglaps che vi fanno diventare ciechi divertitevi da soli con Eliza [mmm, detta così...]

Ma venite qui e andiamo a questo sglaps.
Cosa ci trovate di strano? Nella scrittura dico, che voi già siete lì a guardare le foto. Non c'è assolutamente nulla di strano. Un blog di una ragazza, tal Doretta, del 1982 (nata nei pressi della penultima coppa del Mondo, che caso), professione ricercatrice.
Oh, insomma, un'altra a ottocento euri al mese, porella, difatti guardate come è magra.
Però ci parla della sua vita di giovine donna. In realtà ci parla poco, ma lo sglaps è appena aperto, e insomma, su spacelive, diciamolo, i blog residenti non lasciano proprio il segno. Però esce, fuma, ci ha una gatta di nome Dorina (!!) e cose così.
Ma ad esempio già gente nei commenti inizia a dire:

anna
kredo ke tu sia un grande ma piccola montatura internazionale e nazionale creata x facilitare le ricerke da msn...complimenti...doretta...spero tu ti ricorda di me se sei vera...sn anna
26 gennaio 16.37

eva
ma scusate ancora non avete capito che è una trovata pubblicitaria?
26 gennaio 13.46

ˆ°º•oƒiLiPpØo•º°ˆ
ok testato è una macchina la ho presa a parolacce e mi ha risposto sei simpa ma ste cose xkè le fanno?
27 gennaio 21.18

fiabo
qst è un robot!!! kiedetele di sukkiarvelo e lei risponderà '' hai visto le mie foto sul sito??''
ragazzi qll delle foto invece è un manikino
27 gennaio 22.11

Ecco, ma nel blog e nel suo sito indicato come sito personale non c'è scritto davvero nulla di tutto questo, ma è (ingannevolmente?) presentato come qualcosa del tutto personale, come lo è ad esempio questo spazio dove sto scrivendo, e senza alcun fine. Lì non viene pubblicizzato da nessuna parte che è un servizio gestito da Microsoft o chi per loro, e insomma... è legale? Si può? Non bisognerebbe avvertire? C'è dell'etica? Un utente esperto si accorge, ma l'utonto?
Doretta"Doretta sa dove cercare, di qualunque cosa tu abbia bisogno". Dicono, in un italiano loro.

Ora, io non so come sia la storia della pubblicità ingannevole [forse gente che mi segue, più informata di me saprà chiarirmi] ma non lo trovo un comportamento molto serio da microsoft, che puntando sul priapismo del chattatore medio lo inganna.
Altro che giovane 24enne ricercatrice, qui è come Lara Croft e le archeologhe che non ho mai visto con la sesta di tette [anche perché infilarsi nei terreni di scavo con poche tette è molto utile, lo so per esperienza]: una sòla ma ben impacchettata, come pacco.

Tana per Microsoft, io la trovo una gran figura di merda, non so voi. Ma almeno facilmente scoperta.
Però ho chi l'ha testato, che coincide anche con chi mi ha avvertito. Rigrazio quindi Mattia di questa perla e vi lascio con la loro conversazione, che essendo lunga ve la rendo cliccabile col continua a leggere.
E aggiungo anche i complimenti a Mattia, per la battuta su Vignali che solo chi sta a Parma può capire.
Su, ora, quando vi annoierete in ufficio agganciate pure Doretta e ditele sconcerie varie. Fatelo, dai.-

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domenica, 28 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 15:08 in franfiorinologia

Pensavo ad un aggettivo per definire il periodo e fatico a trovarlo, pescando anche nel dialetto.
Forse quello che si avvicina di più alla realtà delle cose è apatia.
In pratica è un periodo strano.
Non so se sapete. Quando le cose non vanno ma non ti importa se possono andare e non andare. Cioè proprio fregarsene anche se casca qualcosa vicino. Una cosa così, neppure ti sposti, tanto non ti ha colpito.
Poi avevo fatto un post con la frase sopra. Ma per una volta ho adoperato una sorta di autocensura. Ovvero, dicevo un periodo un po' strano, che ti porta a capire bene tutto quello che succede, lo scrivi ma non lo vuoi vedere di nuovo leggendolo. Il problema è che sono periodi che anche alle quattro di notte, dopo aver fumato e tutto hai la testa che ti corre in modo spaventoso. Vigilanza del dolore, può darsi. Non so, periodi. Periodi che durano da un anno ma pur sempre periodi. A volte ci si fa l'abitudine, altre se ne hanno le scatole piene. Ecco, ho detto scatole anziché palle, si nota che non è periodo. E leggendo gli ultimi periodi mi sembra che mi ci voglia un dizionario sinonimi/contrari, ma potrei spacciarlo per arte.
Così si passa altalenanti dal non voler vedere nessuno, al non voler uscire, al non voler parlare con nessuno, al non voler far qualcosa.
Poi vabbè, ho pensato di chiudere anche su baracca qui ma almeno per cinque minuti al giorno si passa del tempo estraniandosi un po'. Però la radio, il cazzeggio, l'aggregazione tipo aeiouy da fare con gli amicicci viene male, ma molto male.
Quindi boh, c'è da aspettare penso. Da una parte mi dispiace chiudermi a riccio e fare al solito la mmm asociale. Non mi va, non ho voglia, ma il problema è che neppure mi girano. Quindi non potete neppure minacciarmi azioni di disturbo per farmi incazzare o mirabolanti programmi per il futuro. Il problema forse è che a volte, e mi ripeto, avere l'intelligenza di accorgersi che i problemi sono un po' più profondi di quanto non si sia già metabolizzato è mmm un problema. Che dicevo del dizionario?

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sabato, 27 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 18:07 in intervistozze e giornalaismi

Tre sopra il tetto.Io mica me lo ricordo però se ve ne ho già parlato del Mario o Mariano Lupo [ché qui non si è ancora capito, quale è il nome del poveruomo a cui è stato dedicato l'ex macello. Però se lo volete vedere in una foto migliore di quella scattata di passaggio potete andare alla foto soleggiata di tempi addietro], perché qui non ricordo più quel che scrivo.
Insomma, da stamani tre giovini di sinistra, bandiera rossa in mano (l'avevan posata giusto quando ho scattato) assieme ad altri coi piedi sull'asfalto di piazzale Allende, con qualche striscione e cose così, si sono arrampicati sul tetto e si son sistemati lì.
Sotto son guardati a vista da un drappello di forze dell'ordine: una trentina di poliziotti in assetto antisommossa, quattro macchine della municipale a deviare il traffico, due camion dei vigili del fuoco. Così, a vedersi dal distante. Insomma, non m'andava di avvicinarmi.
In pratica l'area è stata destinata a centro anziani, e già sgombrarono l'edificio tempiaddietro senza l'uso della forza (dopo un paio di giorni, sotto la neve), ora non so se entro lunedì si rifà largo.
Non so, ma già mi gira malissimo, già sono in tristezza e queste cose mi irritano. Boh.

Fran scrive: ho la polizia in assetto antisommossa
$amicodiFran scrive: getta dell'olio bollente dal balcone
Fran scrive: aspetto per il bordello e poi filmo tutto e va su real tv
$amicodiFran scrive: metti la telecamera fissa sul balcone e gettati giù con un coltello stretto tra i denti;  la benda sull'occhio è una ciliegina apprezzabile
Fran scrive: eh, peccato che il balcone sia interno; lancio una molotov travstita da pinguino*?
$amicodiFran scrive: lol eppure potresti, se non ricordo male il corpo del pinguino è qualcosa di cilindrico
Fran scrive: sì
$amicodiFran scrive: con una siringa ci infili la benza e...
Fran scrive: va bene uguale l'olio di colza?

*colgo l'occasione con lo scusarmi col mio amico, dacché sono ancora in debito della foto del pinguino di cartapesta che con tanta immutatastima forgiò con le sue dolci manine più di un anno fa. Te le passo per la laurea, giuro. E dire che fotografo davvero tutto e c'è chi si lamenta delle foto nel feed. A voi danno noia? Molti han detto di no, ma si sa mai.

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venerdì, 26 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 01:04 in lo sglapsanalista

Quello che sfuggiva sempre un po' agli altri e che non sfuggì invece alla psicologa da cui andai per saltare due ore di letteratura inglese in terza liceo è che a me del giudizio degli altri è sempre importato mediamente meno dell'andamento dell'indice nasdaq.

Io sono già così infinitamente severa e stronza con me stessa che non c'è nessuno che si può permettere di trattarmi peggio, deve essere una cosa riservata a me. Che è una pippa mentale, ma se ci pensiamo assieme è straordinaria dal punto di vita filosofico. Oddio, nella vita di tutti i giorni è pesante, ma utile per studiare medicina e lavorare.

Dicevo, a me bazzicare lo psicologo o qualcuno che faceva psichiatria ha sempre divertito.
Tranne una volta. Una volta, quando stavo in Baviera mia zia mi fece conoscere un suo ex compagno di studi, ora noto psichiatra che si occupa di ipnosi regressiva. Curiosa quanto un gatto non in terre vicentine mi ci sottoposi, a delle sedute. Un bel po' a dire il vero, perché iniziata una, sebbene molto scettica, vivere e vedere certe cose [dal motivo perché a tre anni si è creato il mio blocco che non mi fa nuotare alle mie quattro vite precedent... ehm] da una parte era bello come vedersi il Dr House, 24 e Prison Break assieme [e all'epoca non c'erano, ste cose] e anche insomma, boh, molta curiosità. Però insomma, le mie presunte vite precedenti non furono delle passeggiate, se davvero son esistite. Certo, se non sono esistite io ci ho la fantasia di Spielberg e Abrams messi insieme e sono sprecata, qui. E con il senno di ora devo dire che anche la vita attuale sta avviandosi sugli stessi binari. Oh, ma un ritardo ferroviario quando serve, mai eh?

Dicevo voi psicologi siete tipi divertenti.
Tutte le volte tento di servirvi su un piatto d'argento il mancato complesso di Elettra e voi fuffa.
L'ultima volta anziché abboccare piuttosto mi han chiesto se avevo istinti suicidi. Risposi che no, piuttosto pulsioni omicide. La donna scrisse che forse meditavo il suicidio. Col cazzo, oserei dire. Io ci ho un mutuo, una casa, mica posso pensare a lasciare tutto questo.

Per questo poi una scrive.
In pratica io il complesso di Elettra, che è più un po' tutta la Marsigliese di Berlioz più che un complesso, ce l'ho con due figuri (erano tre, ma mio nonno incidentalmente nel 93 si trovò a morire):
- mio cugino, scemo quanto il mio lato scemo, donnaiolo, incazzoso, geniale, bavarese, categorico, incostante ma alla fine mi vuole bene.
- il mio migliore amico, che in pratica è mia sorella dice lui. Non nel senso che è gay, ma nel senso che dei due quella con più palle sono io, e per palle non si parla delle mie tette.
Quando ho bisogno di decisioni seriopaterne debbo rivolgermi al primo figuro, di anni quasi 34. Quando ci ho le decisioni che non riguardano "oddio devo mettere su casa" ma "oggesù, papà mi fa gli squilli dal telefono del fax da quattro giorni, secondo te è normale?" al secondo che ne ha futuramente 29.
La cosa tremenda che uno è nato il 28 aprile e uno il 25 aprile.

Dicevo, secondo la psicologia classica che si studia nei libri quelli economici il rapporto padre e figlia influenza gli affetti.
Da una parte è vero, dall'altra tranquillizzo il futuro fidanzato: non penserò mai di farti a pezzi e scioglierti nella calce (a meno che tutto questo non ti faccia eccitare, ma se è così hai grossi problemi e stasera sento di avere del mal di testa)
Per capirci, il mio ex moroso tutt'ora gioca a calcio, e ci ha chi lo apprezza. Altroché, è un discreto ragazzo [sì discreto che il mio compagno di università propendeva a farmi una maglietta che informasse il gineceo della facoltà che ebbi anni fa rapporti stretti con costui per vedere travasi di bile] ma insomma, ecco, lo so che magari vedendo le immagini dire "ma a me gli uomini mi debbono piacere di testa" sarebbe quasi una frase da velina perché l'intelligenza del fanciullo non è così spiccata, però mi cospargo il capo di cenere e sì, penso che all'epoca per finire assieme io ero così stranita dalla morte del precedente moroso che dimenticai che a me l'uomo-deve-piacere-di-testa. Ma lo ricordai la prima volta che volevo tirargli un bastone al campo di allenamento. In cosa influenzava il rapporto con mio padre? L'angoscia zeccosa.
Lele tendeva a chiamarmi sette volte al giorno. E ci vedevamo molto spesso. Mio padre mi ha sempre chiamato tre volte al giorno dicendo "c'è niente di nuovo?". Quando l'altro disse una volta "novità?" sbroccai dicendo "sì, tra trenta secondi ti mando affanculo, mi pare sia una novità".

Le uniche volte in cui abbiamo litigato io e mio padre sono state per la gestione dell'hotel.
Papàdifran: "Sei piccola, non sapresti gestire."
Fran: "Insegnami."
Papàdifran: "No, comanda un Fiorini alla volta..."
Fran: "Figo, e se fallisci io dove comando?"
Papàdifran: "Io non fallisco"
Fran: "Scusa, se rimetti circa 400milioni l'anno è altamente probabile. Ora che ci penso, non insegnarmi a gestire gli affari, sia mai che disimparo visto che non sei capace"

Quando avevo 14 anni la mia zia dermatologa mi disse che per l'acne era meglio prendessi la pillola.
Andai a farmela scrivere da mio padre che firmò la ricetta e non mi chiese nulla.
In farmacia invece la farmacista, che mi aveva regalato le apine da mettere sulla culla, mi guardò con la faccia che diceva: "Ohibò, già la dai?"
Prontamente dissi: "Ehm, non ricordo se la zia consigliò per uso locale l'eritromicina in gel o in crema. In che si differenzia? Ché quest'acne mi inizia a far segnare il cuscino, dopo sembra che ci sia stato a dormire uno stigmatizzato..."
Fortuna che la mia epatopatia ed epatomegalia risparmiano altre scene simili.

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giovedì, 25 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 15:59 in franfiorinologia

Mah.

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mercoledì, 24 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 16:21 in un jour en france

Poi me l'ha fatto ricordare stamani Velenero (grazie) che io ci avevo un post nei cassetti della memoria che non avevo ancora sfruttato. O perlomeno penso di non averlo scritto, ma scusate qui non è che si ricordano le cose, tanto che quando ieri l'altro mi han chiesto cosa volesse dire strullo non ricordavo di averlo scritto io in un post.
No, non mi rileggo e per di più scrivo di getto.

Ma dicevo, volevo da tempo scrivere un post.
Mi ricordo che mentre pascolavo in giro per ipermercati francesi per poter mangiare qualcosa di verdura [di norma apro la busta bonduelle come fosse quella della sancarlo] uscendo andavo sempre a fare il pieno. Dopo aver visto che nel Marais l'unico benzinaio residente nel centro di Parigi, in veduta dell'Opera Bastille, vendeva la verde a 1.870 euri al litro capii molte cose.
Ossia che se uno le cose le vuole sotto mano è giusto che le paghi.
Al Champion di Fontainebleau-Avalon, oltre ad aver preso il pane alla castagna, quello alla mela e l'insalata [avevo lo stomaco sottosopra. In realtà presi anche una ventina di bottiglie di vino, ma è un'appendice] la benzina costava 1.080 euro al litro. L'unica cosa ardua dopo il self service fu capire che dentro un gabbiotto coi vetri fumé c'era la donnina per pagare.
All'Auchan di Tolon-La Seyne sur Mer 1.110 euro al litro. Tornai a Parma e costava, dal benzinaio più conveniente in zona Centro Torri, sui 1.300qualcosa euro al litro. Eppoi mi ricordo che da piccina, quando io e il franceseandatoamale o io e il moroso dell'epoca si passava Ventimiglia c'era da incazzarsi sempre per il costo delle autostrade francesi e della benzina francese. E io preferivo l'Austria, dove fino a poco fa la benza era sotto l'euro [eh, pensate eh, che dalla Baviera andavamo in Austria a fare il pieno. C'è un benzinaio a confine in zona Nido delle Aquile che c'è sempre la coda, sulla curva per andarci]

Dicevo però, in Francia con la storia della benzina distribuita dai supermercati si risparmia parecchio. Da Parma a Parigi occorre un pieno e mezzo della mia macchina, via Frejus.
Poi qualcuno mi spiega perché il Frejus costa 30 euro solo andata, e ci ha solo A/R entro sei giorni a 32 euro. Tariffe concorrenzialissime eh.
Solo che quando mettevo il pieno erano molti euro meno dell'Italia. Solo una volta, mi capitò a Senlis di fare benzina e anche lì costava meno di quando la faccio a Chianciano [penso che giù comprino soltanto il Brent, marò, andare dal benzinaio a Chianciano è sempre stato un esborso assurdo...]
Eppoi se è per davvero, come dice Velenero, che la gente non vuole alzare il culo dalla macchina per farsi il pieno... beh, allora son cazzi loro.
In Austria il pieno te lo fai da te, in Francia pure.
Poi i francesi mi stanno sul cazzo, ma su alcune cose sono avanti e mi tocca di rosicare.

Dicevamo: io poi mi sperdo nella politica, ma tempi addietro non volevano far vendere la benzina direttamente ai supermercati? Perché con la parafarmacia ci siamo riusciti e con la benzina no?
Bersani, vieqquà, capisco che tu hai l'auto blu e queste cose non ti toccano, ma a noi costretti a spostarci con la macchina perché trenitalia non ci da collegamenti comodi coi luoghi natii o con quelli lavorativi [lo so io come è fare in treno Parma-Mantova, pergiove] vorremmo la benzina a costi minori. Fa qualcosa, tortura i petrolieri [sì, soprattutto Moratti, dai], taglia le accise quelle sulla guerra nel Corno D'Africa, paga le aziende automobilistiche per progettare un motore a urina. Dai, sei il nostro idolo Bersà. Forza, su.

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martedì, 23 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 14:42 in canzoni e musica

Suppergiù son passati tre anni dal loro ultimo lavoro. Anzi, il loro ultimo lavoro fu una raccolta di singoli [come pare andare tanto di moda ultimamente, a Natale giravano solo quelle], quindi non so, la chiamiamo pausa lunga? L'ultimo lavoro concepito da zero riguarda il 2003 con 12 Memories, album che non apprezzai particolarmente (sebbene The Beautiful Occupation fu un buon singolo).

Starei parlando dei Travis, gruppo di ragazzotti [ragazzotti, 'nzomma, il buon Fran Healy ci ha dieci anni più di me, vabbene che ora il concetto di ragazzi è esteso sino a 50 anni, però...] scozzesi. Ormai dalla scozia ci vengono un po' tutti. Prima c'erano i Travis e i Texas, per dire, ora gira Paolino Nutini e KT Tunstall, sempre per dire.
I Travis negli anni novanta fecero da apripista a un po' tutte le band inglesi che circolano: due nomi su tutti i Coldplay e i Keane (e questi ultimi, con il cicciopanzo del cantantedeikeane, ne debbono magnare un po' di polvere, dagli scozzesotti).
 
The Invisible Band è il secondo album che consumai nel 2001 (friullillì); è bello, perché lo ricordo in macchina, nella macchina che ho ora, mentre cercavo parcheggio sotto Rothenburg ob der Tauber [e misi l'auto sotto la prima curva della Romantiche Strasse venendo da sud, ahem]
 

Cioè, da The Man Who hanno saputo mischiare nei loro lavori un po' di Beck, un po' di Oasis, un po' di Radiohead, un po' di qualcosa di british che dovrebbe essere più scottish con tutti gli archi shakerati antesignani di Absolution [perché no, è bello credere che tutti gli artisti si ascoltino] e qualcosa di Coldplay, tanto che lo stesso Chris Martin si riferì a se stesso come "a poor man’s Fran Healy". Perché diciamolo, il buon Fran scrive delle liriche di tutto rispetto.
 

Ora gira il singolo. Big Chair. Cioè, voi che state in ufficio lo potete vedere, tipo schermate sottotitolate su youtube. Poi qualcuno vi passa anche il radiorip dalla BBC, ma abbiate pazienza (da noia un po' di parlato all'inizio dell'mp3?).
Dicevo, Big Chair ha un bel suono. Da quando l'ho ascoltato iersera è subito rimasto in testa, non so dirvi a cosa somiglia, a cosa può ricordare, però è un gran pezzo e di questo sono convinta.
Ma quel suono, quel fischio in fondo al brano, è speculare a quello che si sentiva in Sing [che lui dedicò alla fidanzata, Nora, oggi sua compagna]?
 

Simpatico vedere il primo post sul myspace con "...tap tap... "testing testing...1-2-3..." (sound of feedback) (clears throat)"
 

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lunedì, 22 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 15:57 in avere ventanni

Ieri, dopo che finalmente ho ripreso possesso di casa mia sgombrando le unità in più da qualche giorno ho scoperto alcune cose.
Fa molto blogger colloquiale.
a) il forno non era pulito. Entro una settimana lo sarà, forse.
b) la maniglia del cassetto delle posate è rovinata. Quasi semimarcita. Ora, se uno va a casa degli altri, sebbene famigliari, e tende a devastarla è bene che la proprietaria della casa che venne occupata prima di sfuriare con il piccoloattiladenoantri lo scriva qui. Ho passato mezz'ora a restaurarla con l'olio apposito. Lo so solo io la fatica che è costata quella maniglia, ecco.
c) la commistione tra pasta corta, lunga e riso. Ossia, la spesa sistemata a caso e io che non ritrovo più nulla.
d) i piatti non divisi per servizio nella vetrinetta ma anzi le cose ammassate a caso (con le caffettiere in mezzo)

La cosa che mi ha fatto esclamare mezzo calendario però è la b.
Io, che ad aprile di due anni fa mi spellai le mani a montare i mobili ikea.
Dovete capirlo, sebbene non resi in quel periodo bene le ansie, dacché avevo la connessione dell'università con la ricciolonabionda che spiava checcazzo scrivessi. Io il trasloco da casa vecchia a quella nuova (circa 800m) l'ho fatto quasi a piedi. Ma il casino fu assemblare su la roba ikea. Anzi, boh. Quale fu il casino maggiore? Dopo aver assemblato 5 moduli Billy, 4 ante, tot pensili da cucina (due messi anche al bagno, con uso pensilebagno ovvio), incollato due cassettiere la cosa più rognosa furono le gambe ai tavoli, se ben ricordo. Ah, che bei ricordi. La cosa peggiore fu avere i lampadari. Ricordo che Fulvio, il cogn... mmm, la dolce metà della sorella del sor Stevetk, datosi che erano i tre di passaggio a Parma si stava quasi offrendo per metterli se avessi avuto con me una collezione di stop a farfalla [poi dici che uno non conosce gente brava]
Il fatto è che prima di metterli su, i lampadari, passarono quasi due mesi.

In compenso nel disimpegno cesso-camera-soggiorno misi un armadio visto alla Mercatone uno. Gli operai della Mercatone uno sono delle teste di cazzo incredibili. Il roscio si incaponì che l'armadio non ci stava e avevo preso male le misure. Io andai a spurare le finestre [dopo che me le avevano sostituite 3 volte, perché avevano rigato i vetri visto che casa mia era usata dal cantiere tutto come deposito] con il vetril. Sennò era la volta buona che scleravo di brutto. Mia madre stava per fare lo stesso, ma lei ci ha maggiore autocontrollo, fece rosolare ben bene nella sua scenata isterica l'idiota (forse fece tutto il teatro per avere una mancia?) e dopo aver tolto le cornici delle porte e aver detto "ma qua non riesce più a spostarlo" e io mi trattenni dal "cazzi mia" e poi disse che piuttosto era meglio se me lo montava in garage, riuscì miracolosaaaamente a sistemarlo come doveva andare. Dopo aver rovinato tutte le maniglie eh. Deve essere un destino di questa casa. In pieno delirio di onnipotenza disse che la roba ikea fa schifo, in fin dei conti chi non conosce la bontà del legno massello mercatoneuno eh.
Appena uscito il roscio pugliese e l'aiutante marocchino mi produssi in una specie di sermone leghista che non sto a riportare.

Però contrariamente a quando presi casa in affitto, con la settimana che passai senza acqua-luce-gas, qui acqua e luce c'erano di cantiere. E trovai anche su quella guida che distribuirono sotto l'egida di Lubrano Antonio un onesto idraulico che fece l'attacco del gas a un prezzo semionesto. Ci venne per sessanta euro, tubo incluso, quando gli altri per meno di centotrentaeuro non spostavano di pezzo il deretano e il tubo dovevo comprarlo da sola.
Poi per mettere lo specchio di sotto, in ingresso, l'idraulico di cantiere passò terrorizzandomi dicendo:
"Lì ci passano i tubi!"
"Lì dove, faccia un segno."
"Eh, giù per di lì."
"Maccazzo, lei me l'ha detto come lì ci passerà la ferrovia. Guardi su, questa è una matita e lei è il responsabile della baracca. Da bravo, indichi dove sono i tubi così non li buco col trapano."
"Ah, e io che ne so."
"Su, ci avrà quell'apposito marchingegno blecendecher che dice ciccio qui ci passano i tubi raus."
"Eh, no, non esiste."
"..."
Chiamai l'idraulico antoniolubranico, che aveva lavorato in Germania per anni e ci aveva anche gli stop a vite tedeschi e l'apposito marchingegno black-and-decker che sente se sotto ci sono i tubi o no.

Poi siccome l'elettricista di cantiere è uno strullo pauroso non mi funzionava il videocitofono.
Il buzurro entrò in casa come se fosse sua e pistolò con l'apparecchio senza cagare anima viva. Poi riuscì di casa mia, io sprangai la porta e lui si incazzò che doveva passare.
"Scusi, ma è casa mia, può ripassare tra due minuti che debbo fare bisogni in bagno e non posso controllare se le smonta qualcosa di valore da casa?"
Capì che forse almeno un grugnito di saluto doveva farlo. Però è un bel rapporto. Una sera venne a suonarmi alla porta di sotto [io non rispondo, ché debbo scendere 17 scalini, poi se non aspetto nessuno mentre ceno non mi alzo, alle 20:30, da tavola ché voglio anche guardare il tg2], però tenne il dito attaccato per dieci minuti. Scesi, e con cordialità che mi contraddistingue gli dissi, scevra di sinonimi:
"Cazzo je dole?"
"Mi apre il vano cantine?"
"Sono la portiera io?"
"Non conosco nessuno."
"Non è colpa mia se sta sul cazzo a tutti, per questa volta le apro appena finisco di mangiare, poi non rompa più il cazzo che ne ho abbastanza di lei, burino."
Dopo cinque minuti era fin troppo cordiale. Io avevo la faccia amichevole di un serial killer in manette.

L'antennista si fa gli acidi. Anziché mettere l'attacco consueto (femmina? maschio? dovrei alzarmi a controllare) lui ha messo l'opposto (quindi maschio o femmina, fate voi). Nonché ha diretto l'antenna verso raitre lombardia. Totale: io non so cosa capiti a Carpi ma so cosa accade a Ghedi.

[poi alcune foto le sto raccogliendo qui]

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domenica, 21 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 15:44 in franfiorinologia

Stamattina avevo in programma di dormire.
Io in realtà non sono settata a dormire cinque ore per notte, ma finisce sempre che per motivi sociali dorma cinque-sei ore. Solo che dopo un po' ho il fisico e la mente di un consumatore abituale di droghe pesanti o di un letargico. Ricordo che durante i tirocinii mi abbioccai mentre eseguivano a un normopeso sano mio collega una ecografia. Ma non so se era colpa che in pratica non c'era nulla di patologico da vedere, o del caldo o della luce spenta e dei soliti puf.. ehm, delle solite mie colleghe di università che s'erano assiepate innanzi a me.

Dicevo, stamattina m'aggradava dormire.
Così eh, a volte ho questi desideri come dire, a livello dello sconcio. Mi giro dal lato del comodino e vedo che sono le otto e quarantacinque e la mia radiosveglia suona musiche non balcaniche ma di dubbio gusto. No, aspè, non è la mia radiosveglia, ché l'ho spenta e si sente ancora il sonoro. In realtà c'era la vicinadimurodellacamera che aveva MAAAAAAAARAAACAAAIIIIIBBBOOOOOHMAAAAREFOOOORZANOVE in diffusione stereo e la vicina di sopra che aveva Claudiobaglioni che acutizzava un BUUUGIEEEH.
Ho sperato di portare la stessa sfiga ai vicini di Facci, ve lo giuro.

Comunque il programma di dormire si è sputtanato.
Mi sono alzata e ho deciso di dare anche io un incremento all'inquinamento acustico. Il problema è che la musica la ascolto con le cuffie. Quindi non posso neppure dargli noia a queste tr... ehm, gentili pulzelle.
Sono andata a spazzare sul balconcino e la vicina di balconcino ha subito tratto dentro i panni ancora gocciolanti. Secondo me nel mio condominio andrebbe condotto uno studio farmacologico a doppio cieco sugli antidepressivi, non è normale così. Poi sempre dal terrazzino ho sentito urlare i nonalti del balcone più in là "stronzo, stavolta ti lascio davvero". Erano le nove di mattina, e sì, avevo posato le cuffie.
Poi alle nove e mezza mi ha chiamato il famoso collega francese per raccontarmi di come è andato iersera il Don Giovanni all'Opera Bastille.

Ho sonno.
Ah, stasera radiosglaps. Così, per dire.

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sabato, 20 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 16:21 in canzoni e musica, fran s corner

Non so, ma in casa c'è questo adagio. Ogni volta che la mia famiglia si avventurò nell'acquisto di una fiat-fiat ha avuto delle discrete sòle. Pure vero che l'ultima fiat entrata a casa fu una Croma, auto che poteva piacere solo all'Avvocato ma di una estetica e prestazioni oscene.
Mio padre la rivendette in pratica semicatorcio al concessionario, poi si comprò la prima Nissan Primera. Mio papà non ha un gran gusto per le macchine, basti pensare che rifiuta aprioristicamente le Mercedes considerandole macchine da rappresentante.
Io, da quando fui ospite dell'AMG e provai uno di quei gioielli là ho leggermente cambiato idea. Solo che, per vincoli parentali, almeno se ospite dei famigerati parenti crucchi debbo affermare la superiorità BMW sulla motoristica Mercedes. In realtà io sono agnostica, cioè, mi piace sentire la macchina come si comporta e non vado per marca.

Una serie di fortuiti eventi nella mia vita mi portò a scegliere tra una 147 e una classeA. Adorando le auto basse e trovando la seconda troppo cara per quello che offriva [e anche un po' statica nella guida] manifestai la mia preferenza sulla prima, con grossa resistenza di mio padre che la trovava piccina [di bagagliaio, troppo stretto il posto di guida... che vi ho detto sopra?]. Dopo 5 anni assieme e (oltre) 300000km direi che è ancora un idillio. E lo dico facendo scongiuri, anche perché ad inizio settimana debbo cambiare due pneumatici perché ormai son quasi lisci.
Solo che leggere Fiat sulla carta di circolazione mi fa rodere. Cioè, io acquisto una Ferrari e debbo leggere Fiat? Non son cose.
[Appendice: la pubblicità della 147 Q2 ha come colonna sonora, nel mezzo del deserto, il riff di Zuton Fever. La cosa mi rallegra in parte e mi inorgoglisce pure, visto che agli Zutons ci voglio bene.]


Però diciamo, ripassiamo alla fiat. Nel senso, ultimamente s'è visto Schumacher pubblicizzare lo Scudo [video qui e digressione musicale da inkiostro]. Schumi, parlando italiano come io parlo tedesco (ossia male), aveva già pubblicizzato a quanto mi ricordavo io per le strade di Roma con tanto di sconnessioni del suolo dei sanpietrini, e la richiesta di una Seicento rossa.
Ma la cosa peggiore quella che non avevo visto, è un'altra.
Noi tutti sappiamo che la Palio forse è l'unica auto Fiat che in bruttura può avvicinarsi alla Duna.
Ma a me era sfuggito [forse perché lo spot è finlandese?] che Schumacher, entrando casualmente in una stazionediservizio Shell, non viene cagato ma anzi i suoi prodi meccanici vanno ad occuparsi dell'auto grigiometallizzata [approposito, aborro che tutti facciate le auto grigiometallizzate. Suvvia, non paiono neppure verniciate, che schifo] di marca Fiat anziché della monoposto. Non so se ridere, vedete voi.

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venerdì, 19 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 17:16 in franfiorinologia

Mentre chattavo su msn ieri uno dei miei amici, mentre stavamo al solito parlando delle sue innumerevoli sfighe, mi ha improvvisamente detto:
Amicodifran: "Ah, hai rimesso finalmente la foto dark-mistica con sottotitolo che sembra dire "che mi stai mica pigghiando puu cuuuulo...?""
Io apro la barra laterale, guardo la foto che ho messo e pensando ma-che-cazzo-sta-dicendo rispondo:
Fran: "mmm, ho 'sta foto da un mese"

Lui risponde che però di norma tiene la banda laterale chiusa. Io puntineggio.

Amicodifran: "concordi pure te che sta mia foto in bianco e nero ha come sottotitolo "ti ricorderemo così"?ci sono due scuole di pensiero al riguardo...questa e chi dice che è troppo figa"
Fran: "1) non sembri tu 2) io ci metterei "non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato""
Amicodifran: "non sembro io in bene o in male? comunque è una bella foto, mi piace un sacco..."
Fran: "non so, sembri un beatles resuscitato"

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giovedì, 18 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 11:40 in franfiorinologia

La taglio corta, ho la febbre.
E come tutte le volte me ne sono accorta perché stanotte alle 4 mi son svegliata, avevo sonno ma anche una sete pazzesca che mi pareva di aver leccato uno stecco di sale. Più bevevo e più mi sembrava che ogni decilitro d'acqua avesse centomila particelle di sodio. Poi ho pensato che era meglio dormire.
Alle 8 mi sono però risvegliata di nuovo per uscire e bevevo ancora. No, niente minzione, purtroppo le uscite sono meno delle entrate, fosse così anche fiscalmente sarei apposto.

Dopo vario girovagare alle nove e mezza vo anche alla Barilla.
Secondo me nell'acqua c'erano degli allucinogeni.
Eppure mah.
Dicevo, il pullmino che ti porta alla Barilla non è il massimo del comodo. Io nel sedile singolo non c'entro, non nel senso che ho la taglia di Giulianoferrara. Nel senso che il mio femore è sei centimetri più lungo dello spazio destinato a sedersi, quindi o mi cavo il ginocchio o mi metto di traverso.
Ecco, scendendo dal pullmino -e io insomma, sì, non sono bassa ma neanche altissima- noto che solo un ragazzo è alto quanto me. Le altre sei donne no. Anzi, diciamo che la spalla della più alta arrivava al mio gomito. Mi guardo intorno e fisso le sculture di Pomodoro con aria vaga.
Parte l'sms alla contessa: "Sono in mezzo a tutte donne meno alte di te. Mi sento a disagio."
Ella rispose: "Una tribù di nane."
Calcolando che da me il termine nana s'adopra anche per indicare l'oca ovvero la pennuta. Beh, ecco. Vado a prendere il paracetamolo eh.

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mercoledì, 17 gennaio 2007

elaborato da Franfiorini, 01:27 in canzoni e musica

Insomma, probabilmente alcuni di voi sapranno che in questi giorni c'è il cinquantenario della morte di Arturo Toscanini, che buonanima campò già di per se novantanni a cavallo tra i due secoli precedenti. Tra le varie celebrazioni non poteva di certo mancare Porta a Porta, che smesso il plastico di Cogne riesuma alcuni importanti ospiti per un ricordo del Maestro.

Ho detto riesuma, ho anche abbastanza ragione.

[vi ho documentato tutto fotograficamente, cliccate sui nomi]
Ai blocchi di partenza: Giuseppe Valdengo, baritono, classe 1914, collaborò con Toscanini.
Giulietta Simionato, classe 1910, venne scritturata dal direttore d'orchestra parmigiano.
Carla Fracci, solo classe 1936. Michele Bongiorno, classe 1924, in veste di memoria storica e perché lui conobbe Toscanini quando era a NuovaYork agli studi ABC, e mangiarono assieme.
Infine Luciano Pavarotti, reduce da malattia, classe 1935.

Mi sfugge la datazione di Vespa, ma solo sommando le età di questi sopra mi sopraggiunge un forte cerchio alla testa. Altro che anagrafica, qui ho terminato il carbonio14.
Porta a Porta avrà avuto un medico in trasmissione, vero? O registrano dietro Elisir?
Ma insomma, andiamo ai punti salienti. Non ditemi che non ho rispetto per gli anziani. La Simionato porta benissimo i suoi prossimi 97 anni, vicina alla Fracci non si nota più di tanto.
Si ripropongono in loop le immagini di repertorio di Toscanini che noi nottambuli già vedemmo la sera prima. Il maestro che dirige Wagner e altri repertori. Chiamano Muti, che con tono da istituto Luce dice alcune cose.
Parte poi il collegamento da Saint Vincent, con Valdengo. Palesemente, ehm, si può dire rincoglionito? Quello. Si solleva dalla sedia, piange, si incazza con non so chi di Busseto. Non capisco una mazza, vengo distolta da un immagine quasi pupazzesca di Pavarotti. Diomio, sempre le sopracciglia e la barba neropece, il bianco sull'alta palpebra e una specie di paresi alla bocca. Per tutto il pezzo di trasmissione, giuro e ne è testimone anche l'Autore, lui stava a bocca aperta. Sguardo fisso verso la telecamera e bocca aperta. Come un bimbo esterrefatto. Nelle pause, eh, mica quando parlava. Tipo qui, mentre Vespa parlava di ricordi commuoventi [e si commuoveva, essendo Vespa]. Paura iniziale e ilarità dopo un po'. Fate qualcosa, Nicoletta, pensaci tu. Diventa estate e girano le mosche, butta male.
Poi perdonatemi, ma son dovuta andare al bagno, ché avevo attacchi di riso che gravavano sulla vescica ed ho perso il finale di puntata. Ma ho documentato il possibile con la mia HP sul mio mivar14pollici.

[chi vuol vedere tutte le fotine uppate vada qua, se ne sconsiglia la visione a cardiopatici e donne incinte]

*suvvia, qualsiasi foto prodiana messa nel video dietro Fede al tg4 è aberrante. Tipo gli scatti a Pavarotti miei. Emilio, sono qui: altro che meteorina!

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