sabato, 31 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 15:05 in fran s corner

Beh, allora, non ricordo esattamente quanti giorni fa ma mi trovavo per le scale di casa mia. Sì, io in pratica ho un ingresso semindipendente e la scala interna (i famosi XVII scalini) che portano poi qui alla zona pascolo di casa mia.
Ho mai detto quanto mi garba casa mia?
Dicevo, stavo lì per le scale, e fuori la mia porta il pratica c'è tutto un porticato che se uno fa una scorreggia tipo lì lo scoiattolo petomane della virgorsol [spiega tutto Gattostanco, se, beati voi, skippate le pubblicità] la risentiamo in dolby ovunque. Sì, potevo dire anche una cosa soft come se uno sussurra in un angolo c'è una cotal acustica che pure un duro d'orecchie l'avvertirebbe, ma era meno di impatto.

Dicevo c'erano il $vicinocompito e la $vicinainfermiera che parlavano di cazzi loro.
Ora, capitemi, aver lavorato in albergo per di più in portineria mi ha provocato degli scompensi. Sì, codesto è un disclaimer. Poi capitemi, con la Ari si fa taglia e cuci, con Filo si fa le lavandaie e con Alessio ci si siede sulla panchina e si sembra quelle donnine che fanno la calza o filano con le seggiole fuori casa loro nei paesi. Quindi è normale questo spirito pettegolo. Ora però basta dacché sembra che mi scusi, in realtà il diffondere notizie non mi pone alcun problema etico.

Dicevo, c'erano sti due che parlavano con la stessa vis oratoria ciceroniana. Specie lei. Cielo, sembrava che dovesse vendere il pesce (ehm) e la finestrella che da lì, sul portico, era aperta. Io casualmente gattonando vicino mi misi ad ascoltare. Ecco, e mi sembrava una trama di Squadra Speciale Lipsia*, ché me lo ricordo che c'era un episodio dove c'era pure Mandala Tyde, che fece dei film pure da noi. Insomma, la trama parlava di un'agenzia matrimoniale che intortava su gli iscritti mettendo due fighe e un manzo avanti per far si che si iscrivessero porci e cani convinti di trovare l'ammore. Poi moriva qualcuno, ma non ricordo chi. Però insomma, arrivando al punto, i vicini si son conosciuti dacché membri della stessa agenzia matrimoniale. Ed ecco, mentre lui si lamentava perché non trovava donne interessanti lei ha iniziato a raccontarne di ogni. Dal "Ma ci pensi, mi avevano presentato un metalmeccanico di Cremona... io dico..." [perché, pensai io, temeva di fare Infermiera e metalmeccanico in un turbine di aghi e sindacalisti?] nonché si lamentava che all'inizio aveva conosciuto uno, molto bello che addirittura tutte le sue colleghe erano così gelose che la guardavano male. Ma era perché 'sto qui era così bello eh. Solo che la trattava male, perché lei non sapeva andare a cavallo [sì, zitti], e poi stranamente riceveva chiamate a tutte le ore da parte delle donne che frequentavano l'agenzia. Però era bello. Ma insomma, la faceva sentire inferiore [probabilmente però ci stava perché era bello, ma non ne son sicura]
Alla fine hanno concordato che hanno speso soldi inutilmente.
Ah, ma non usciranno assieme. Perché lei cerca il tipo bello, giovane e benestante. Il vicino è solo piacente, capitemi, non si può.

*Già, ho una cultura immensa sui telefilm crucchi. Ne parlammo pure su Radiosglaps. Appropo, domani mi sa niente radio. Se mi vien voglia ve lo dico qui, sennò a dopo Pasqua e tante care cose. Non è per tirarmela o per SNOBYSMO, ma ci ho una stanchezza cronica che mi do noia anche da sola. Minchia, avete un tonico?

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venerdì, 30 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 15:16 in fran s corner

Temo di essere perseguitata da Barbara Palombelli.

[sì, noi studenti di medicina abbiamo tendenze complottistiche. Figuriamoci io che sono egocentrica, con credenza alla teoria della cospirazione e ultimamente odio anche un po' chiunque respiri. Ehm... però ci sono diversi indizi che mi portano alla ragione eh.]

Tipo tutti i giorni accendo la radio, metto su radiodue e becco barbarapalombelli. Ora, a me da noia come parla barbarapalombelli. Tanto che ispesso mi avventuro nella sua imitazione, specie quando sono completamente fuori di brocca per la stanchezza. Non è che ci vuole molto, basta tenere una paresi facciale e la voce esce simile. E approposito, diciamolo, ora che ho scoperto che posso accendere vivaradiodue alle 13:45 senza collegarmi mezz'ora prima col nuovo mediaportale (cioè, ci han messo due giorni ad attivarlo, ma ora va) ché sennò prima il server mi diceva: "ahò, abbella, nunjelafo. Eccheraspe, se so collegati tutti e io vo a pedali...". Però continua a far schifo, lo streaming rai in realplayer. Buffera. Si suicida da solo. Mi fa perdere i momenti scazzati di Mike. Non si può. E io posso ascoltare radiodue solo in streaming, che qui non si prende. Un momento, mi hanno detto già che l'avevo altresì scritto. Mah, certo che ho una memoria che fa cagare ma almeno ci avete la conferma che non mi invento minchiate.
Dicevo, però sentirsi barbarapalombelli in radio, che non ha la voce radiofonica, che sta lì tutta spenta come se le avessero pignorato il cesso di casa non è bello.

Oppure, l'altra sera era a Matrix.

[Anche qui sarebbe da aprire una parentesi. Mentre pomeriggio mia madre mi disse sentendo Sofri a radiodue ne ha apprezzata la voce (coff) la sera ha manifestato simpatia per Facci. Ho paura.]

Dicevo, non capisco perché mi debba trovare la Palombelli ovunque. Fa paura. Sì, so che guardo la più infima programmazione dell'etere talvolta (deve essere anche questa una perversione degli $studentidimedicina) però ecco. Ehm. Basta. Non ne posso più. Sta ovunque. Peggio di Giulio Base e Tiziana Rocca quando andavano a Porta a Porta. Peggio del plastico di Cogne. Peggio di Klaus Davi. Palombelli, ti prego, mettiti a seguire tuo marito. Perché insomma, tra lui e lui* fa più ridere il secondo.

*che poi, non seguii la tendenza a sparare addosso a italia.it, ché mi da noia seguire la corrente come i salmoni in riproduzione, ma volevo fare un altro post riguardo al turismo e il belpaese. Ma mi sfava così tanto che non riuscirei a ben porre il giusto sarcasmo. In Italia non sappiamo fare turismo. Nel senso visto dagli operatori, non da gregge pascolante in gita eh. Anche perché girare in Italia, provate a smentirmi, è costosissimo e la qualità non va di paripasso. Sì, la nostra nazione è bellissima, e ne varrebbe la pena, ma fa rodere molto. Manca un certo tipo di offerta, e non è che si risolve con un portale asgheps. Cielo, voglio fare il ministro della cultura, così scorto quadri in Giappone e faccio video promozionali in sanscrito. Altro che Interni o Salute. Io voglio i Beni Culturali. Cribb... ops.
**il titolo è ermetico. Ma se ci penso mi applaudo da sola. Non la capirà nessuno, ma sono orgogliosa.

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giovedì, 29 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 16:39 in carampanismi

Non riesco a formulare i soliti 3-4 post che mi frullano nella testa dopo che ho in mente due cosine:
- Negli ultimi 10 metri della 100 sl maschile davo già per perso il titolo mondiale di Magnini.
- Ho visto la cerimonia del podio e non mi aspettavo Popov. Cielo. Quanto è ancora bono Popov.

[poi sì, essere premiati da Popov deve essere stato bellissimo, ma non sono in grado di proferire considerazioni tecniche dalle 12:20 circa]

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mercoledì, 28 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 14:03 in franfiorinologia

Non per nulla questa era la città di Lunardi.
Anzi, lo è. Solo che preferisco scordarmene sovente. Che ci volete fare. Del resto ho spostato la residenza dalla città di Fioroni a quella di Lunardi. Quindi ehm, coff.
Ponte dei sospiri?
Lanciamo un bellissimo concorso: secondo voi, quello che stanno costruendo sulla vasca olimpionicocatinesca, è un ponte?
Se sì, cosa verrà fuori?
Se no, cad'è?
Niente statua di Ubaldisirenetto?
Anziché Magnini e Rosolino quindi dovremmo invitare all'inaugurazione i fratelli Marconi?

Io sono sempre per inaugurare con Matthew Bellamy, ché tanto ormai suona ovunque. Ehm.

[in realità sto ponderando anche su questo quesito. Però se siete maschietti non cliccate.]

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martedì, 27 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 17:46 in un jour en france

[ore una e qualcosa di notte, riflessioni post visione di quel programma rai che è Voyager che parlava riciclandola per la 40esima volta della roba lì Giza-Casteldelmonte-Chartres. Dialogo reale, eh. Sì, se non prendo subito sonno è grave.]

Fran: "Tipo... tu non puoi operare una crasi con la metà del 1800, perché tu fai così, lo so..."
Genitrice: "Sarà, ma dopo mi paiono tutte schifezze"
Fran: "Cioè, e poi te stai nella storiadellarte, dico. Come se io dicessi che certe specializzazioni fanno schi... no, l'esempio non calza. Vabbè, ma è bello seguire tutta l'arte, perché almeno dici con più soddisfazione va che cagata..."
Genitrice: "Mmmmah"
Fran: "E lo dici appena vedi un orinatoio sbieco o una chiesa tetra che pare un set di Argento, tipo... ricordi lì a Parigi la chiesa quella lì prima di andare al Centre Pompidour..."
Genitrice: "..."
Fran: "Dai, quella dove entravano stormi di piccioni dentro che ci avevano fatto il nido..."
Genitrice: "..."
Fran: "... no eh? No. Che era la chiesa dei Bausciamilanesi a Parigi..."
Genitrice: "mmm, aspetta ma quella coi cosi..."
Fran: "Se mi spieghi cosa intendi per cosi."
Genitrice: "Facciamo che non me la ricordo."
Fran: "Pensavo che il particolare del colombo fosse risolutivo. Mah. San... boh, salcazzon, con tutto il rispetto per il santo eh, sia mai che s'incazza, ma la chiesa faceva letteralmente cagare lì dentro..."
(risate di sottofondo)
Fran: "...mah, forse Merri, una cosa del genere. Con tutte le cose a maglie di fuori che metti anche ai dirupi per evitare la caduta massi. Una cagata diciamo."
Genitrice: "Sempre con la solita immutata stima per il santo?"
Fran: "Eh. Sisamai si incazzi. Ma ora, così, per dire, che ti ricordi... che t'è piaciuto a Parigi?"
Genitrice: "Mah, tante cose..."
Fran: "Questa è la risposta tipica della persona che non si ricorda un cazzo, per dire eh. Cioè, fuori dell'Unesco cheiononhopotutovedere, quale è la cosa che ti ha colpito? La prima cosa a caso eh. Non dirmi l'aver visto Renatozero sennò mi deprimo..."
Genitrice: "..."
Fran: "...cioè, e io che ci metto l'entusiasmo a portar in giro la gente a vedere cose..."
Genitrice: "No, vabbè, ora come ora mi ricordo quando hai adocchiato i due euro in chiesa sulla panca di fronte e ti pareva brutto alzarti e quindi l'ho fatto io..."
(segue attimo in cui la sottoscritta ha una autentica crisi di riso)
Genitrice: "...mmm, la cosa lì la bicicletta in quel parco. Che io guardavo la ruota e pensavo cazzo ci sta a fa 'sta rota qui in mezzo, poi vabbè... mmm, poi le cose solite. Ah, e quella piazza lì con i leoni o checcazzoerano che c'era la chiesa con quel campanile... non so se hai capito."
Fran: "No, è che non capisco quale sia il campanile lì a San Sulpice"
Genitrice: "Vabbè, però hai capito."

[poi il discorso seguiva, ma ci sono violente affermazioni verso l'Eliseo uscite dalla mia bocca che insomma, non vorrei riportare. Ciao amici d'oltralpe eh]

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lunedì, 26 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 15:28 in historia frannica

Cioè, ci son piccole cose che nella vita di tutti noi lasciano un segno.
Da me il segno l'ha lasciato il primo anno di medicina. Periodo lieto et giocoso nel quale andò anche a nascere codesto sglaps. Va un po' così, si beccano bei periodi incastonati in periodi di merda. Questo è un periodo di stercobilina ad esempio, da stamani ho saputo una serie di notizie così brutte che riuscirebbe soltanto a risollevarmi la notizia che Bush è riuscito a strozzarsi col filo interdentale che gli ha solleticato la tonsilla.
Invece nulla.

Arriviamo a fini divulgativi di cui questo sglaps dovrebbe farsi portabandiera più spesso.
Dunque. Dicevo che ci son cose che lasciano il segno. Io come mi sono divertita il primo anno di medicina non mi sono mai divertita così tanto. Ve lo consiglio il primo anno di medicina, qui a Parma. Gli altri no, non fanno ridere o perlomeno fanno ridere per disperazione, ma vabbè. Dicevo, ci avevo le lezioni di Bioscienze, materia d'esame inventata che abbiamo solo noi e che prevede genetica, statistica, psicologia e biologia. C'è il titolare di cattedra che è persona di Fidenza, spiegava tutto fuorché quello che c'era in programma.
Lo capii alla seconda lezione, ché da noi a CTF invece all'esame si chiedeva quello che dicevano a lezione, pensate voi.
Dunque, io ricordo che tutte le volte in cui andavo a sentire il prof oltre a promozionare i libri che traduceva e a parlare male di Paone Cecchi e del suo amico Zichichi ("glielo dico sempre io, che non capisce nulla... ma si scherza, siamo amici") si discuteva sovente di una certa bestiola. Il bonobo.
Che poi io il libro sul principio della Regina Rossa ve lo consiglio. Oltre ad insegnarvi le usanze delle bestiole vi apre anche un po' l'idea su quali son le cose biologicamente normali. Tipo, per le leonesse è normale ammazzare i cuccioli per potersi riaccoppiare col nuovo capobranco (cosa che se lo sapesse Taormina lascerebbe la difesa di Cogn... ah, l'ha già fatto?) oppure per i passerotti (non andare via, nei tuoi occhi il sole muore già) è normale occuparsi della prole. Mentre per altri augelletti è normale pure portare le corna e accogliere con loro i figli dell'$uccelloidraulico, per dire. Che poi, il principio della Regina Rossa è semplice. Ricordate Alice nel Paese delle Meraviglie? Fiaba che per la migliore amica di mia mamma ha anche una eco matematica. C'era la regina che sovente prendeva a correre ritrovandosi sempre nel medesimo punto. Era come se una volta per fare 40 km ci si mettevano due ore perché si aveva la macchina lenta e la strada battuta e adesso ci si mette lo stesso perché altri cento pirla sono in fila avanti a te sebbene te ci hai la Golf Plus a 200 euri di rata mensile e la strada appena asfaltata. 

Ma il bonobo quante soddisfazioni ci ha dato. Alla fine si finiva sempre per parlare del bonobo.
Il bonobo è una scimmia antropomorfa scarsamente aggressiva, altruista e con una società basata sulla risoluzione dei problemi mediante il sesso.
Tipo, non esiste un Fabrizio Corona nella società-bonobo.
Insomma, un po' il sogno di alcuni. Però insomma, si parlava sempre di questo bonobo che rispettava quegli adagi tipo "homini, donne, animali basta icché si gode" o "in tempo di guerra ogni buco è trincea". E si vedeva la gente ridere, imbarazzarsi, ringalluzzirsi. E il prof faceva apposta eh. Perché si tendeva a parlare di queste cose anche in pausa pranzo.
Ora ho un problema. Se vedo un bonobo come faccio a spiegargli che secondo pastori tedeschi esso è contro natura? Perché ormai ci voglio bene, al bonobo. Certo, non me lo terrei in casa, ché metti che litiga col peluche del koala dopo un po' li vedo in pose sconvenienti e qui essendo il Giornale Fran mi arriva il Moige in casa, mi dice che è pornografia e non divulgazione scientifica e mi crocifiggono peggio che a Belpietro... però... mah, son cose. Save the Bonobo, save the world (quasi cit.)

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domenica, 25 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 14:40 in fran s corner

Ora, vi dirò una cosa.
Odio le fiere. Nel senso bancarelle ammassate a vendere ogniccosa gente che pascola a una velocità simile tra il passo da processione e quello dell'ambriaco in giro per un centro storico.
Invero io non amo le folle. Per quello non andrei mai in ferie ad Agosto di mia sponte. Questa è una cosa che farà molto piacere ai miei colleghi, spero.
Orbene io vissi del tempo in Viterbo, in cui è similtradizione andare a fare la Fiera (nel senso uscire, pascolare e comprare) quelle due volte all'anno che corrispondono con le festività per la Santa Patrona a Settembre [che abilmente schivavo essendo altrove in Toscana] e al giorno dell'Annunziata, ossia oggi.
Non è la stessa malattia che già colpì il Manzoni, ma credetemi che una giornata in giro con la gente che affluisce anche dai paesi [non che odi la gente dei paesi, essendo io paesana di altre latitudini. Ma in alcuni paesi c'è gente che ha del particolare folklore, diciamo] ti spinge verso l'odio razziale e a convinzioni che Nikolaus Barbie poteva sembrare al mio confronto un ciellino chiesino.
Se poi penso che delle tre fanciulle con cui m'accompagnavo a pascolare una si sta laureando in filosofia [e al liceo aveva 6, come se io mi stessi laureando in fisica], l'altra è mamma da due anni [cielo, la debbo ancora chiamare...] e la terza è la mia migliore amica con la quale tutte le volte che ci sentiamo o via telefono, o via sms o via im continuiamo a dire, in diversi modi a volte alquanto simpatici per inventiva, quantoèbruttaviterbomasoprattuttochegentedimerdaiviterbesi direi che il quadro è a tratti desolante.

Poi dopo si chiedono perché mi piaccia Parma.

[un'altra tradizione ad esempio è studiare sempre coi mondiali di nuoto sotto]

Postscriptum: stasera non fo radiosglaps. Mi trascino da una settimana febbre e un miscuglio di bacilli. Qui il concistoro di mamme vuole che mi riposi. Però per la prossima settimana accettasi idee e proposte, così. Ora approposito di acqua mi fo la borsa e mi metto sul divanikea.

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sabato, 24 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 18:15 in fran s corner

Secondo Terna, il gestore della rete elettrica, l'ora legale serve a risparmiare energia.
Certo, tanto per via dell'ora legale sicuramente terremo spenti condizionatori e frigoriferi quest'estate. Non so, non era da farla subire solo all'industria, l'ora legale?
Non so, è che per me, che ragiono con la mentalità biologica e anche io mi sveglio come le bestiole con la luce, tutta 'sta cosa di perdere un'ora di sonno e soprattutto di dover spostare le lancette ai sei orologi che posseggo escluso cellulare e computer mi sa una grossa sega (mentale, a due mani).

[se qualche imparato lettore ci spiega qui daremo lustro e esposizione delle Sue conoscenze sull'argomento]

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venerdì, 23 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 13:49 in franfiorinologia

#1
Io e il miomiglioreamicodiciamofratello. Che in questo momento sta a Francoforte, ma domani deve riessere a casa a Montreal.

filippeide: dunque femmina
filippeide: alle ore 16:30 circa il mio aereo atterrerà (ti civoglio a dirlo) a pensamale, da lì...
Fran: ...
filippeide: pensavo di uscirti a cena
Fran: tipo scendere il cane per pisciarlo
filippeide: eh, scusa, mica posso girare per milano a travoni come Sircana, già che di fisico somiglio...
Fran: eh, dovrò fare sto sforzo quindi
filippeide: mmm, beh, io alle 2 ho l'aereo per parigi e alle quattro quello per montreal...
Fran: ...
filippeide: eh

#2
Io e il mio ottimo amico Massimo, parlando di mie condizioni di salute.

Massimo scrive:
tu un batterio, io il chitarro...siamo entrambi suonati?
(per la verità al momento mi girano le maracas)
Fran scrive:
...

#3
Io e mio padre, che ieri ci teneva a farmi sapere che passa giorni lieti et pensosi.

Padre, via sms: "Notte giornata di cacca"
Fran, via sms: "...del resto sei sempre stato regolare, notte."

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giovedì, 22 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 18:59 in lo sglapsanalista

Diciamolo, nella mia breve vita son durate più le malattie che i rapporti amorosi. Non che ami le sveltine.

Ora ho un rapporto morboso con la morbilità da circa mmm figo, abbiamo passato l'anno e non abbiamo festeggiato! presto! dell'acqua minerale per tutti [eh, ché io mica posso bere, dopo mi vien l'invidia]

Dicevo: purtroppo ammalarsi è frustrante e antieconomico. Il Tremonti che è in me ha fatto due calcoli. Di tasca mia nell'ultimo anno e due mesi, oltre al necessario di base che avrei speso normalmente e quello di cui si è fatto carico l'SSN mi sono usciti circa 15000 euro. Calcolate anche che molte cose, con la scusa dell'essere in ambiente, non le ho pagate (visite, specialmente). Se dovessi anche elencare quello che ha esborsato il servizio sanitario c'è da impallidire. Ma chissenefrega. Già, certo. Per sputtanarmi la stessa cifra in viaggi ci dovrei pensare e probabilmente ci penserò 3 anni. Ma è una cosa che del tipo se io parto quando e sull'aereo o alla stazione c'è un kamikaze io miro alla giugulare e gliela stacco a morsi, eccheccazzi... non ci si può mettere anche lui in mezzo dopo un anno di martellate sui coglioni.
Ammalarsi poi di quelle cose per cui i vips vanno in televisione a dire, alla fine, di aver sconfitto il baubau è anche antisociale.
Mi ritrovo con una decina di mamme che quotidianamente mi chiedono come sto. Ora, io sono mammona e per me non è un problema. E ho notato che faccio assai tenerezza se suscito così istinti protettivi. Però ci sono dei giorni che non sai più che risposta arrangiare. Perché il giorno prima già avevi detto benino. Poi boh, cioè, ormai lo sanno tutti che anche se dici bene non è bene.
Però la cosa brutta è che iniziano a sgamarti anche quando qualcosa non c'è e quindi fuffa, inizi a spiegare suppergiù le cose, ma una volta dai troppo per scontato e salti i passaggi e altre ti dilunghi. E sicuramente l'interlocutore non ci capirà una mazza. Però ecco, così. Cielo, probabilmente mi sto capendo solo da sola.

Ma poi, aggiungiamolo: lavoro a puttane, non vedo il sole da un anno, stancarsi subito, non avere la solita grinta nel fare le cose, doversi trascinare poi per convalescenza un periodo che durerà un po' ma si spera meno di questo, perché insomma qui ci si è rotti. Ma rotti proprio. Sembra come intravedere in sfondo il cartello del quartantesimo chilometro e avere i crampi. Diobono, dopo tutta la strada. Dopo tutti i pannoloni che la mamma ti cambiava giusto vent'anni dopo che usavi i Lines per i bimbi e te ora hai provato anche i Linidor e capisci che sì l'urina la tengon bene, ma se perdi da altri orifizi sono cazzi. Dopo le sere passate a trovare una vena buona, e non è quella comica, perché magari quella quando tutto va male riemerge quasi a difesa di tutto. Però ecco, alla fine quando senti dell'accanimento di quel bastardoporco di destino un po' anche ti incazzi. Perché inizialmente balli essendo in ballo, poi alla fine le gambe non reggono e inizi a lamentarti che stai in quell'8% derivante dal primo 20%. Cazzo di percentuali sono? In medicina sono peggio di quelle del pollo. Entri in ospedale con un tumore e ne esci con 3-4 infezioni nosocomiali a scelta perché il vicino, che intanto è andato di nuovo alla cenere che era, ne aveva una e te l'ha passata come le figurine o perché la cugina della zia di quello della camera accanto aveva starnutito. Mah, così, poi la sfiga attira sfiga, è come la storia della pioggia sul bagnato. A volte si vede brutto, ci si inizia ad ingobbire e a ululare Esmeralda rintorcinandosi le budella.
Nel senso: quando passa tutto, alla fine, cosa si fa?

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mercoledì, 21 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 14:37 in canzoni e musica, muselogia

Dunque, facciamo un bel postone di sortite musicali, che non le vedo in giro e quindi è d'uopo illuminarvi (invero ci ho i soliti 3-4 argomenti che vorrei affrontare, ma non mi va). Rendiamo grazie a tuotubo e segnaliamo simpatiche facezie.
Muse. Esce i primi di Aprile come singolo Invincible. Ora, sinceramente, a me come canzone non entusiasma granché. Mi hanno bistrattato su Absolution Blackout non dandole dignità e niente di niente, ora facciamo una marcetta e speriamo che il pubblico la gradisca come singolo. Non so.
Diretto da Jonnie Ross il video è carino assai. E dire che i Muse non son ferratissimi sui video (piango ancora sconsolata pensando al video di SMBH, che ora che ci penso dovremmo uppare su framesglaps), ma questa idea a metà tra il tunnel di "It's a small world" e "La fabbrica di cioccolato" con gli omini tipo lego che fanno le scenette dalla preistoria agli ufo e i tre che navigano sulla barchetta è taaaanto caruccio. Della canzone se ne parlerà più approfonditamente un domani, forse.  Chissà.

Travis. Dopo che si parlò della prima traccia sortita su BBC1 qui sopra. Con un cameo di Ben Stiller nel ruolo di un brizzolato caporeparto possiamo dare un occhio al video di Closer. Canzoncina carina, dal sound molto Travis, di retrogusto un po' troppo melenso per i miei gusti (cielo, sembra come se mi girino le palle oggi. Non è così). Dal vivo sicuramente acquista un po' di mordente. Caruccio il video, a tratti ironico. Risate per il costume indossato da Fran (del resto, anche vedere Fran in kilt nel video di Why does it always rain of me fu particolare. Ma è scozzese). Per i carampani, 'The Boy With No Name', ossia il disco dei Travis è saggiabile sia nei soliti circuiti di animali sterili atti alla soma che, nelle tracce mancanti, sul loro myspace.

Carampanae Nutinorum. Dopo che qui lo si scoperse (solo musicalmente parlando) prima di tutti, e ora lo si segue fedeli. Insomma, Paolino bello si produce in diverse cover live e ora si butta nei duetti. Quella volpona (e per alcuni anche topona, dicheno) di Zazie (ocio che parte la musichetta), cantante francese già a me nota perché mi rincoglionii totalmente con un suo duetto con Axel Bauer anni fa. Dunque, ora ha deciso di duettare col Nutini nel suo nuovo cd. E noi vi si passa il pezzo, che voi sicuramente non è che l'avreste sgamato, ecco.

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martedì, 20 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 20:46 in historia frannica

Dunque, la mia innata curiosità e altissima tendenza ad annoiarmi ha portato a pinocitare e fagocitare ogniccosa che avesse un minimo interesse storicoculturale negli anni andati.
Fattostà che tra me e PaoloLimiti non so chi è più nozionistico. Specie nei fatti atavici. Ho il cervello occupato da stronzate, lo so, ma sono utilissime al milionario. Nonché a cena con gli amici, per cambiar discorso.

Tipo: giorni fa chiesero dove era ubicata la scritta "Trahite, fili de le pute". Ora, io sapevo di averla in cranio, quella nozione. Guardai mia mamma mentre manducavo e glielo dissi, che qualcosa ci avevo in testa. Appena vidi le quattro opzioni difatti si spalancò la memoria.
Il nostro inviato! Alberto Angela che con gesti plastici e voce scandita scendeva da una scala in ferro nei sotterranei di San Clemente a Roma e sornione spiegava la frase. E io lì, a smadonnare verso il televisore, dopo che smadonno anche se qualcuno non sa cosa sia il cardias o l'organo del corti (o cosa faceva Mercurio nella Primavera del Filipepi*)
Stasera diedi sfoggio col pregiato Autore delle mie facoltà, ovvero la reductio ad cazzatam che uso per ricordarmi le cose in genere, sulla domanda: "A chi diede il suo orecchio escisso Van Gogh".

Fran scrive: merda, ma le so tutte
Lovejoy scrive: cazzo ma esiste Wikipedia! cerchi Van Gogh**
Fran scrive: eh
Lovejoy scrive: "orecchio"
Fran scrive: mappoi son cose che si sanno dalle medie
Lovejoy scrive: sì
Fran scrive: è alla prostituta, o no?
Lovejoy scrive: il taglio dell'orecchio lo ricordo, che l'avesse regalato ad una mignotta no
sì, la risposta è la c
Fran scrive: perché andava spesso al postribolo di avignone
anche a non ciulare
cioè, stava lì e ritraeva
poi a volte faceva pena e gliela smollavano
Lovejoy scrive: lol
Fran scrive: però lo diede a una
ehm, scusa ma io ho una visione storica lollosa
Lovejoy scrive: ma è meravigliosa

*Mi ricordo la mia docente delle medie, che mi odiò per due anni facendomi sospirare la sufficienza per poi il terzo anno considerarmi un incrocio tra Giotto, Pollock, Sgarbi e Daverio. Vi giuro che io le cose le studiavo e le disegnavo sempre allo stesso modo. Comunque mi ricordo 'sta goja (espressione viterbese atta ad indicare una persona fuori come una begonia dal poggiolo) che ci spiegava il quadro e mi ricordo Mercurio col caduceo a scacciar le nubi. Ecco.
**questa cosa non l'ho capita. Hanno internet e non san cercare sui motori di ricerca. Mah.

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elaborato da Franfiorini, 13:58 in franfiorinologia

Mentre stavo già pensando che vorrei un cane, ma un cane è come un bimbo (cit.) ed è una responsabilità a cui adesso non riuscirei a star dietro [la mattina m'alzo stanca come se di notte avessi fatto la Milano-Sanremo tirando anche la volata]; mentre poi pensavo agli Arcade Fire iersera all'Olympia, a Parigi, e pensavo a quella saletta e alla loro musica assieme e mi commuovevo, e pensavo càsso, voglio tornare a Parigi; mentre il mio amico Massimo mi chiedeva lumi sul mio mutuo e su quanto perdura ancora e mi veniva veramente da piangere.... ecco, nel mentre sta nevicando.

Minchia.
E io alle cinque debbo essere in ospedale.
Fanculo vah.

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lunedì, 19 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 15:48 in avere ventanni

Che poi, qua già ne parlammo.

'Sta cosa che per gggiovani e moccini* sia tremendamente figo e romantico andare su Ponte Milvio, mettere il lucchetto e buttare giù nel Tevere [che ormai non è più biondo da un po', secondo me ci navigano pure le pantegane, altresì nominate in lazio del nord con un nomignolo così signorile che non posso non riportare, ossia le sorche] le chiavi la trovo una cosa che mi intristisce profondamente.

Già che a me da noia leggere "Chicca T.V.U.M.D.B" o quella cosa dei tre metri sopra il cielo [che, percaritàdiddio son sempre meglio di due metri sottoterra eh] non solo là sui muri di periferia, dove l'aria è popolare e dove è facile sbagliare (la sintassi, tipo) ma anche su -argh- bellezze artistiche.
Tipo, ehi gggiovane, se mi deturpi una cosa artistica io quella bomboletta te la metterei da un altro posto dove usualmente tendi a propellere gas. Ma questo è sicuramente un mio atteggiamento solito intollerantefascista che mina il fondamento dell'espressione gggiovanile. Io non le capisco 'ste cose, scusate. Sarà che da piccina son cresciuta con la musica di Raul Casadei tutti i pomeriggi e la mazurca di periferia. Ma era sempre meglio quando era peggio.
Che ce ne frega a noi di avere a Roma, Roma cazzo.. mica alla periferia di Kabul (se lì ci metto anche un ferro rigirato lo posso far passare per arte, viste le condizioni generali della città), di avere dei caschi di banane fatti di lucchetti ai lampioni di Ponte Milvio. Perdiana.

Mappoi farci i servizi. Certo, quando i lucchetti sparirono al tg dissero che dei vandali avevano fatto sparire quei cosi attaccati al lampione. Eccerto, quelli eran vandali. Quelli prima allora erano primati microcefali. Altro che "cioè, sssenti nesssuno deve rovinare il nossstro sogno d'amore capitoh?"**
Io ti manderei a raschiare col frullino tutte le gomme ammerrigane attaccate sui monumenti. Anzi, altro che frullino: con il raschino e la paglietta di rame, a mano. Alla trentesima gomma vedi che sogno d'amore hai. Ti passa.

Alla fine ha ragione Stark. Inventiamoci un romanzo fffigo che piace ai gggiovani e lanciamo una nuova moda, oltre ai lucchetti di Pontemilvio. Sì, cagare nella fontanaditrevi già sarebbe di tendenza, ma vediamo anche un'altra cosa:
  • fabbrone: Lucchetti a Roma.. e se a Milano...
    a Roma mettono i lucchetti sul ponte NonSoDove e buttano la chiave a simbolo del loro ammmòre...
    e se a Milano i nostri ometti trovassero il modo di attaccare i loro c@zzo di Blackberry ad un lampione qualsiasi di viale Zara come dimostrazione del loro ammmòre per noi donzelle?
    Mirtillosa
  • Fran: ...
  • fabbrone: dai è bellissima. Oramai sono drogato del forum della rodotà
  • Fran: eh, poi passerei io a prendere i blecberri e li rivenderei in stazione

* Sì, abbiamo l'invidia del Moccia. Mbeh?
**da pronunziarsi nasale e con della marcata zeppola e/o lisca.

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domenica, 18 marzo 2007

elaborato da Franfiorini, 13:30 in canzoni e musica

Riprendendo in toto o quasi il sound di Bury the Hatchet (quell'album me lo ricordo, ché lo comprai mentre ero a Barcellona, pensate voi) finalmente Dolores O'Riordan dopo averci fatto aspettare dal 2003 pubblica il suo primo album solista.

Diciamo che figlia con più facilità di fare album eh.
Se nel frattempo ci eravamo consolati con la simil clone, per modo di cantare, Jem e s'era vista la Dolores duettare con Zucchero Fornaciari ora finalmente abbiamo 12 tracce da ascoltare.
Are you listening sarà pubblicato il 7 Maggio in europa. Naturalmente in circuiti torrenziali e di animali sterili atti alla soma potete già trovare qualcosa.

La vostra sglapser preferita si è avventurata nell'ascolto e vi fornisce singolo e forse le due tracce più interessanti. Black widow ad esempio è stata scartata poi dalla colonna sonora di Spiderman due.
Un ascolto (coff) ci sarà anche in Radiosglaps di stasera, server volendo. 21:30, Radionation1, cliccare qui se intenzionati all'ascolto.

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