sabato, 30 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 14:14 in muselogia

Sottotitolo: io per Verona non so ancora nulla. Se ci vediamo è perché abbiamo scambiato traddinooooi i cellulari. Non so quando arrivo (mi stuzzica l'idea di una festa a Venezia il 14, ma ehm, insomma), non so dove cazzo alloggio (ma alloggio dalla mia Annina), non so una ciospa.
Sotto-sottotitolo: Poi, ci avanza un biglietto per l'arena di verona. Platea, numerata, fila 16. Mica cazzi. Su, chiedete nei commenti o in email, ché io e lei cerchiamo di piazzarlo perché insomma... merda, ma ci sarà qualcuno no? ve lo facciamo pagare il prezzo originale, non siamo neppure così stronzi. Non fateci arrivare lì il giorno con 'sto biglietto da dare al bagarino, ché fa tristezza.

Dunque, dicevo. Il Matt da innamorato è pericoloso. Perché, cioè... una volta Cesare Cremonini (Iddio, fulminami per l'accostamento) diceva che lui in crogiuolamento amoroso da "ommioddio m'ha mollato" produceva dippiù. Certo, basti vedere la verbosità di questo sglaps nei periodi di merda e si dovrebbe avere una conferma che nella trishtezza il geniocreativo s'esalta.
Parlabbimo già della canzone d'amore/stima/tevojobbene presente su origin of Symmetry. Ora andiamo a pescarne una per album, eh. Iniziando cronologicamente da quella più vecchia.

Visto che nelle ultime 3 performances a Wembley e al Parc des Princes l'hanno cantata (e mi pare anche a qualche festival) diamo un ripassino a Showbiz. Signori, ci ritoccherà ascoltare Unintended. No, non è una purga, ma è di una dolcezza che mi attanaglia un po' le ehm... tonsille? Sì, diciamo le tonsille. Che ci potete fare, ognuno c'ha i suoi limiti. Anche io sono abbastanza spankosa, ma ehm... cielo, potrei ridurmi così, brrr. Ché poi Unintended mi è pericolosa dal vivo nei coretti. Se sentite le registrazioni di Wembley sembrava il GattoincaloreCamp, insomma. Ma vediamo di esser seri.
Unintended venne scritta, a detta di Bellamy, dopo una telefonata con una ragazza. Venne chiamata così proprio perché venne dal nulla, e non capì bene come, cioè era puramente un risultato della serie di sentimenti che aveva per quella ragazza.
Nella versione sull'EP di Muscle Museum i cori vengono fatti da Paul Reeve. Il video, beh, è tutto un intorcinamento di figure quasi etcoplasmiche, quasi delle spirali di fumo che si espandono. Bellamy sta seduto. Howard sta seduto con le bacchette in mano (si erano scordati la batteria), Wolstenholme invece suona il basso.

Video: Muse - Unintended (Parc des Princes, 2007)  [me-ra-vi-glio-so]

Curiosità: Unintended venne coverizzata dai The Rasmus il 21 Ottobre 2005, un video di quanto avvenne a Eindhoven lo trovate qui.

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venerdì, 29 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 14:15 in avere ventanni

Cioè, poi uno odia i medici. Quando vai a farti dare una controllata dopo che no, sei stata buonina a soffrire perché ormai hai la forma mentis che il medico è come il baubau e l'ospedale è il lager (per dire, è una visione da paziente) e ti senti dire ma no, ma lei è arrivata sulle sue gambe e poi è giovane di che si preoccupa e poi quando ti guardano ti dicono che ma non è meglio che rimanga qui un po', che ci ha la coinquilina, la mamma, la zia, il moroso, il nonno ce lo dica a loro che è meglio che rimanga qui e dopo tu, con sommo scazzo gli rispondi che la media ponderata tra il "son giovane e son venuta sulle mie gambe" e rimanere qui è l'ottimo compromesso di darmi qualcosa e farmi andare sulle mie gambe a casa, così nessuno dei due rompe i coglioni all'altro.
***
Ah, ieri è venuta nella mia modesta magione la mia ingegnera preferita.
La donna che termina le mie frasi e io termino le sue (sig.Ephram, non si preoccupi, tra me e la suddetta non ci può essere dell'amore fisico ma solo una stima illimitata, sa com'è, io sono ottusamente etero). Insomma, è venuta qua ed ha conosciuto Giorgio da Rimini. Si sa, Trenitalia ha gli scorpioni, le pulci, i ritardi, i partenopei sui binari che non pagano il biglietto e i controllori provoloni.
Iddio solo sa come rimpiango la Germania in questi frangenti, coi trenini locali che ti portano anche in culo al ramo del lago dove si ammazzò Ludwig.
Ora, io ormai devo farmi la Parma-Modena ad libitum finché non lo incontro, registro tutto e minaccio Trenitalia che se non mi da viaggi aggratis illimitati come ai figli dei ferrovieri [del resto, Annika, secondo me essersi sopportate mezz'ora di profferte di Giorgio da Rimini è come quasi essere parenti eh] non so, lo mando alle Iene (ché tanto in Italia funziona tutto dicendo che o chiami il Gabibbo o lo mandi alle Iene, tristezza). Poi magari non sono il suo tipo e magari a me non invita, a Rimini. Perché a me tacchina soltanto l'ultrasettantacinquenne. Checculo, direte voi. Beh, io a sto punto finirò per indagare sulle pensioni, mi faccio sposare e lascio che muoiano, mica posso continuare a non sfruttare 'sto talento acchiappifero geriatrico.
Dicevo, è venuta a trovarmi cotanta ingegnera e mi ha allietato la giornata. Perché qui, puramente a casaccio, collo sglaps si sono trovate un sacco di persone belle eh. Tipo, lei è una di queste. Però mica mi può fare 'sti bigliettini, ché dopo qui altro che commoz.... ehm, dico, dopo devo ripensare al Giorgio per riodiare il mondo o perlomeno per rivederlo nel modo giusto.
***
Da ieri ho uno scaldatazze usb. Quanto amo quando mi regalano le cazzate, forse perché anche io amo regalare cazzate. L'unica cosa che il mug che mi regalò nel 2003 mi pare la mia amica Flora, quello brandizzato Juventus, non mi c'entra. Vabbè. Pensate, che bello, me lo regalò per il mio compleanno, ché ero andata a Roma a vedere Lazio-Juve. Che ricordi (di merda, pareggiarono per il mio compleanno perché eravamo anche sotto di un gol, e la tizia accanto a me si era tolta le ciabatte, ed eravamo in tribuna Tevere) signora mia.
***
Ci ho pensato stamani, mentre non chiudevo occhio. Nel 2004 il mio cane si addormentava per sempre. Lo stato d'animo che avevo solo in quei giorni, in quella settimana, ora me lo porto appresso da un bel po', solo con delle parentesi ogni tanto che ho paura che mi illudano che ci sia qualcosa di bello nuovamente. Di quel periodo mi dispiace solo non esserci stata, accanto a quell'esserino. Mi dispiace solo non aver dimostrato quanto mi dispiaceva neppure a me stessa, se non parlando col mio amico Massimo. Il mio carattere, il solito, che però piano piano sta capendo che non è che ci si può chiudere sempre su tutto.

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mercoledì, 27 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 20:39 in franfiorinologia

Quando comprai 'sta casa non è che stetti lì molto a decidere. Ero stanca di girare case. Parecchio. In pratica era un anno e mezzo e oltre che giravo a veder case. Tutti i giorni lavorativi, ne avrò viste circa 350. Alla fine per alcune dissi a mia madre di andarci lei, sennò era la buona volta che anziché dire "eh, no, vabbè, guardi non fa per me non perché costa come una villa con piscina, ma perché a me quella finestrella piccina lì mi mette ansia, sa sono esteta..." sbroccavo di brutto.

Tutte ne ho viste. Avessi avuto la pazienza di farci un tag magari era cosa buona e giusta. Quando venni quassù presi casa in mezza giornata. Disperata quasi, ché mi serviva una casa. Penso e credo che comunque tutte le migliori decisioni le abbia prese di istinto, io, ché quando inizio a pensare mi porto verso la filosofia e dopo non combino una sega finché non mi metto una sorta di pistola alla tempia virtuale e mi impongo di decidere. Funziona eh.

Dicevo, ormai ci sto da oltre due anni qui. Forse due anni belli difficili. Io non è che pensavo di prenderla 'sta casa. Ma poi tornai a casa, ci pensai. Cribbio, trentamila euro più di quello che pensavo di spendere erano una enormità, ché qui insomma, altro che la pubblicità del mutuo sanpaolo. Io San Paolo lo prego tutti i giorni affinché oltre che pagare il mutuo mi resti qualcosa anche per le attività ricreative. Già che noi di famiglia (ora ridete) abbiamo un po' il vizio di controllare quello che buttano gli altri. Giuro, io almeno mi fermo col secchione del riciclo carta, ma il mi' babbo no. Dicevo, se non mi resta danaro per le attività ricreative non so, ma spesso mi devo arrangiare.

Bello, questo post non porta da nessuna parte.
No, è che volevo dire che piove a vento e mi sta schizzando i vetri delle finestre.

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martedì, 26 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 15:22 in avere ventanni

Cioè, sapete che io abito in un complesso di case fatte un po' esteticamente così, come se fossero case vecchie del centro.
Alla fine non è male, a vedersi. Certo, al catasto risultano come case con lavori in econ... ehm, dicevo, non è male. Solo che il problema di stare in una corte come questa è che si hanno alcune cose in comune che alla fine ti rompi i coglioni e un po' li capisci, lì, i coniugi di Erba, che insomma, non è che a volte anche te sei sulla via lì della santità. Anzi, sei più sulla via dell'orchite anche se i tuoi genitali esterni non abbiano coltal guisa che permette l'affezione.

Calcolate che io sono due giorni che mi sento stanchissima. Mi sveglio alle otto, vado a vomitare, torno a letto e penso: "oh, figo, sembra che ho fatto la maratona di Nuova York e poi son tornata qui in continente a nuoto". Poi mi alzo, dondolo su qualsiasi appoggio la mia casa abbia a disposizione e penso sempre che insomma, c'ho 'sta stanchezza enorme che mi fa sentire spossata un po' come un mocio intorcinato nel secchio. Vado al frigo, prendo dell'acqua fresca per infastidire la colite (ormai io e i miei organi interni coesistiamo. Sono anarchici, loro, fanno quel cazzo che gli pare) e vedo che il frigo è spento. Toh, penso, è spento il frigo. Poi mi viene in mente: sia mai che c'è già il blackout, no, mica quello della canzone dei Muse, mica son così monotematica quando penso, ma quello lì che tutti accendono il condizionatore. Vi dirò, oggi è pure freschino, si sta bene qui in Pianura. Ma poi ho pensato pure che no, non era possibile che a me fosse saltato l'automatico della corrente. Così mentre ragionavo su tutto questo e mi stavo anche scordando di bene da quanto le interconnessioni sinaptiche neuronali erano così eccitate ho sentito vociare gli operai Enia sotto. Che poi, mica c'era scritto che erano operai della locale azienda dell'elettricità. Dico, poi si lamentano che frodano gli anziani, ma fagli una divisa, chessò, blu di prussia.
Sentivo vociare gli operai e poi questi mi han chiesto: "Scusi signorina..."

Ché poi son contenta quando mi dicono signorina, perché sta cosa di chiamare tutti signora nell'italiano è brutto. Io siccome so che le donne si appagano con piccoli gesti chiamo quasi tutte signorina, così molte pensano anche di dimostrare meno anni e son più ben disposte a darti informazioni.

Ecco mi han chiesto, mentre ero lì a spuntare il timo con le forbici: "...sa mica dove è l'interruttore generale che qui è saltato tutto e siete da due ore al senza energia elettrica?"
Lì ho realizzato anche perché non m'era suonata la sveglia.
"Mah, guardi, è quella colonnina lì se lei prosegue là a destra all'ingresso del giardino dove c'è scritto Enia-Interruttori generali"
"Ma no, guardi, secondo noi non è quella, deve essere dentro un palazzo"
"Scusi sa, ma se è l'interruttore generale di tutto perché deve essere dentro un palazzo?"
"Perché ci han detto così"
"..."

Son tornata dentro casa a posare il timo e a pensare che insomma, forse nessuno mi crede a volte perché sono giovane e ci ho 'sti capelli sul biondorosso.
Dopo mezz'ora mi rifà voce sotto il balcone 'sto operaio qui, e io mi affaccio e lui mi fa:
"Scusi sa, ma allora secondo lei quale era?"
Io son dovuta scendere e fare tutto il conglomerato in ciabatte e poi come fa la mamma al bimbo gli ho indicato indove era sto interruttore generale. Così accolto quasi da un oooh che neppure i puffi solevano fare si è risolto tutto. Poi io ho rifatto i miei 17 scalini e son tornata a bermi il té che intanto avevo fatto, e che per accendere il gas ho un po' sbruciacchiato col fiammifero della Gasthof Zur Rose l'unghia del pollice.
Poi mi son sentita stanca ma almeno ho capito di aver salvato la giornata.
Manco fossi un Petrelli (la capite in pochi, ma fa tanto blogger figo).

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lunedì, 25 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 22:52 in franfiorinologia

Qualcuno mi svegli, anzi anche no, lasciatemi dormire.*

*post non volutamente criptico, ma oggi sono nello stesso stato come se mi fossi fatta magic mushroom, cannabis e una sbronza forte da brunello di montalcino del 96: non capisco una fava ma son lieta. Sì, miracolo.

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domenica, 24 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 18:14 in foto, franfiorinologia

Regalucci.Solo che me l'han regalate i miei amichetti, quindi ci avevo quell'espressione lì un po' così, tra il macheccazzohanfatto e il ohcheccarini.
Quindi sto propendendo per il ommaccheccarinimanonsidevonodisturbare.
Ah, sì, e mi sono punta con una spina vicino all'unghia dell'indice destro. Coff.
Per la cronaca viste le temperature il mazzolino di sette rose sta piano piano sublimando, neppure appassendo (dopodomani le fo seccare, tanto ci vuol poco vista la stagione).

Allego il bijettino, per la gioia di blogbabel:
signorina, veniamo noi con questa nostra a dirle che! l'italica nazione e' ben lieta di riaccoglierla tra le sue figlie piu' predilette viva l'italia, viva la fran! Anna, Mirko, Fabbrone, Grazia, Filippo, Ari, Michele e... Giorgio Napolitano

[Grazie eh, ma non dovevate. Davvero. Son cose eh. Friullillì...]

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venerdì, 22 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 20:40 in fran s corner

Qui sotto stan tentando di assettare il giardino. Dovrei rifarci una foto, ma non mi va. Non so, ho paura. Mi han detto che ci metteranno delle specie di piante strane e gli aceri e le siepi. Non me lo ricordo neppure, visto che me l'ha detto mentre il roaming correva felice che neppure un centometrista. Però boh, non lo so. Prima di partire c'era un canneto, ora sembra che abbiano zappettato un po'. Ho paura, chissà cosa ci mettono. Mah, sticazzi, mal che vada se non ci garberà qualche pianta c'è sempre il vecchio trucco della raccolta delle urine da mettere sulle radic... ops. Dicevo?
***
Le mie piante stanno ancora bene. Ormai non ci ho le piante: ho la foresta amazzonica. Sicché, mentre Bush potrebbe indicare il mio bagno come luogo dove vengono stipate armi di distruzione di massa, il wwf potrebbe chiedere che diventi un'oasi faunistica, il balcone. Poi ci sono i vicini che chiedono come faccio e si incazzano quando gli dico: "boh, io innaffio". Mah, signora mia, se loro trattano male le piante io almeno non le tratto: coesistono, coabitano con me.
***
C'è il barbiere qui daccapo alla via che non si sa fare i cazzi suoi. Dici, vabbè è barbiere. Sì, ma la nobile arte del pettegolezzo si fa sotto bosco, controvento. Non dirmi ma non era andata in ferie lei, che invece la vedo così pallida e sciupata. No, perché a me viene da risponderti: "invece te ci hai sempre la solita faccia di culo", e invece dopo non lo faccio e dico solo di no. Però dopo dicono che sono sgrusa. Ma provamelo a ridire quando non ci sono testimoni, che ti busso come un bongos, sciupata dillo a tua moglie (sono uno straccio, ma mi so guardare da sola).
***
I vicini, quelli detti puffi per ragioni di taglia, hanno le crocs. Forse per non far notare se son più brutti loro o le scarpe. E se vi dico che sono blu, le crocs?
Approposito di calzature, ma la coop non le può rivendere quelle infradito di pura plastica di 4mm di suola che fan tanto comodo quando si fa in giro negli alberghi per evitare di prendere funghi e licheni? O sono io che non le trovo? Mah. Quelle da tre euro, orsù. Ce le avranno i cinesi?
***
Manca il vicino partenopeo. Dio c'è, ma a volte è solo un po' rinco. Fai che duri così fino a fine mese, ti prego.
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La vicina un po' strana, sociopatica e infermiera usa ettolitri di insetticida. Solo che per uno strano gioco di correnti che non capisco questo odore viene tutto in casa mia. Ergo ho deciso che in settimana mi metterò a cucinare cose molto odorose a orari strani, sperando che le stesse correnti vadano anche all'indietro. Ah, e per inciso, quando esce effluvio di insetticida ci guadagno pure. Diobono, ma pulire la cucina mai, che c'è una puzza di grasso incrostato da disgustare anche i nemici dell'igiene?
***
C'è un cane bianco e nero di un condomino della scala a sinistra che è bellissimo e intelligentissimo. Il cane. Il padrone meno. Non di bellezza, ché è un discreto ragazzo, ma temo che rotolino balle di fieno nella scatola cranica. Il cane poco fa lo guardava mentre il padrone diceva dai rientriamo. Il cane lo guardava tipo: "ovvìa, fa quel cazzo che ti pare, io t'ho fatto uscire ma dopo non farmela come al solito sul tappetino della cucina che a me da noia pulire, nel frattempo che ti decidi mi faccio una girata, due annusatine e una spremitina di vescica per marcare il territorio... te intanto riempi la ciotola su".
Lo amo, il cane.

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giovedì, 21 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 20:43 in lo sglapsanalista

Oggi c'era un clinico addestrato a vedere se c'è quella cosa che da lì fastidio agli ammalati e che in letteratura la chiamano male oscuro. Che poi per me visto che tutto si riduce alla massima importanza negli squilibri ormonali/elettrolitici/salcazzomapresenteinnaturaoprovocatodaifarmaci (scusate, approccio fisico/chimico alla realtà. Non siamo senzadio, ma si pensa che magari la biologia conta un attimo di più quando siamo sottoposti alla forza di gravità. Poi sì, magari ci son cose meno riconducibili al biochimico, tipo... l'aracnofobia ecco) anziché a cose che vanno sul metafisico e questa è una cosa che cozza con tutte queste cose del parlare. E suvvia, parliamo. La maggior parte delle volte parlare non serve a un cazzo, quando entrambi siamo convinti di essere nella ragione.
Io ho ragione, penso di avere ragione ma ascolto te, che pensi già di avere ragione. Finiamo che siamo entrambi felici perché siamo convinti entrambi di aver ragione, abbiamo mostrato le cose ma non ci siamo dati una soluzione? E allora? E allora grazie al cazzo, faccio meglio io che alla fine le cose finisco per scriverle qui [e dopo la gente però mi rimane traumatizzata e desottoscrive il feed, lo vedo. Iddiobeato, scusate, però già vi ometto le immagini sanguinolente, mica posso omettere anche i momenti sedutoconlemaniinmanosopraunapanchinafreddadelmetrò, eh. Su, fischiettate e leggete sotto]

Com'è la vita? Mah, uno schifo, grazie. Poi a volte ci si illude che sia decente tendente al bello, ma si annuvola che è un piacere, quasi che ti viene da dire che non ci son più neppure nella vita le mezze stagioni. E neppure le quattro.  Ma ci pensi bene, che magari qualche lato positivo c'è. Uhm, vediamo di pensarci. Mumble. Mah. Mmm. Ah, sì, gli amici. Basta. Basta? Eh, basta. In famiglia siamo rimasti in tre, diasporizzati e due sono catorci, altri affetti non so cosa pensare, il lavoro fa schifo, l'università ormai mi conviene prenderla a ridere... Però è qui a parlarne. Una sega, non la trovo una cosa molto positiva, non mi faccia pescare metafore. Diciamo che se vale la morale cattolica io dillà nel regnodeicieli mi aspetta la vita di Briatore, solo un po' meno troieggiante sa, essendo regnodeicieli. Però non vorrei arrivarci, a vedere se è vero. Però sembra serena. Una fava, oserei. Sa, noi nati con genitori con attività commerciali e un po' timidi e riservati facciamo vedere un personaggio al di fuori. In realtà io sto velatamente sperando che quella cosa che mi han detto dopo ieri, che nei prossimi mesi un buon 60% di recidive del tipo bussate e vi sarà aperto nel torace [ormai è tutto un chiedermi del mio chest pain, fortuna che uno ci ha l'inglese medico infuso] ci può essere benone, anche perché se uno ci ha qui 90-60 ma non di poppe e girovita ma di pressione non è che mi vedo bene in Padania, o in Etruria. Mi vedo malissimo, anche perché ricordiamo che i due terzi della mia famiglia stanno male, e sono i due terzi incoscienti e testadicazzo. Che bello parlo di me in terza persona. Arrabbiarsi però è una buona cosa. Certo, sono arrabbiata di una cosa a volte. Che esistano i rianimatori. Solo che è una cosa che non posso dire, a quelli che mi vogliono bene, ecco perché la dico a lei, che però farà la faccia contrita e preoccupata perché insomma, a chiunque di noi del settore se si perde una unità rode, suvvia. Un po' come non arrivare all'ultima base a baseball. Le piace lo sport? Mi stavo per ammazzare con gli sci, ho perso definitivamente la chance di non avere gli arti inferiori intonsi col calcio, ma perché? Perché è una buona cosa pensare allo sport come cultura... No, aspetti, è una menata di qui. La conosco, ci sono quasi vissuta qui sportivamente. Pensiamo al ciclismo come parabola della vita e pensiamo che dietro c'è il doping. Il doping nella vita può essere il voler essere felici o l'avere un aiuto. E se vedi l'aiuto è esterno, cioè non basti solo tu a scalare una montagna. Ci sei te, la tua bella bici figosa, perché ti ci voglio con una olandese senza marce andare su per l'undici percento, l'allenamento, la competizione... la competizione è come quanto credi in te stesso. Io a volte ci credo, finché non mi pulsa la testa, lì ci vorrebbe il doping. Ma... Ma? Ma non lo hai. Non possono dartelo, tu sei qualcosa che... è una cosa strana, perché finché le cose non le senti dentro... Alla fine, tolta per una persona su cui so che posso contare ai limiti del... non so spiegarlo, ma è la stessa cosa che farei anche io... tolta quella persona, io non saprei a chi chiedere. Però tolta quella persona oltre a mia madre... cioè, anche quando loro due so che ci sono, so che io sono sola. Sola ad affrontare tutto perché quelle cose le sento solo io. C'è un detto delle mie parti che dice che il dolore lo sente a chi gli duole. Ecco. Ma ci penserebbe, ad attaccare quella bici al chiodo? No, ora penso solo che sia un bene che magari faccia un dritto a una curva, perché i freni non vanno. So che può capitare, non mi dispiace se capiterà, perché ci ho provato a spiegarlo a quelli che mi vogliono bene. Forse alcuni han capito, altri non se ne rendono conto, ma vabbè, penso di non avere grosse responsabilità. Vorrei solo dosi da elefante di serotonina perché un po' giù sì, mi ci sento. Ma giù da starmene a letto e non vedere nessuno. Perché tanto poi non ci penso che magari vorrebbe vedermi qualcuno, e se capita invece mi chiedo cosa si aspetta di fare o vedere da me. Quindi non so. Penso che alla fine è utile il sentirsi soli cronico.

Essere stati malati di certe cose, non guardate i figosi che dicono io-ce-l'ho-fatta, ci si resta tutta la vita. Non si è miracolati, fortunati o chissà che. Si è sfortunati in modo diverso rispetto a quelli che non ce l'hanno fatta. Loro hanno smesso di soffrire e di pesare sui loro parenti. Tu quasi tutti i giorni ti ricorderai che hai qualcosa che ti ha lasciato ricordi tangibili per cui la tua vita non è quella di prima. Non è migliore. Forse è peggiore, perché la confronti. Non è sicuramente uguale. Io non sono quella di cinque anni fa. Il peggio è che rileggendomi non sono più neppure quella di due anni fa.

Poi passa il medico scazzato, quello che un po' ti ricorda quello zoppo televisivo se non fosse che questo ti cura davvero e quello invece ci ha i riflettori e basta. Ti chiede come ti senti. Lui che è sempre stato molto diretto. Boh, dissimulare si dissimula, ma rispondi che magari ci hai la metafora per come ti senti. Eh, allora, te lo dico. Mi sento come un ebreo uscito dal campo di concentramento. E lui ti risponde se ti senti ancora anche la divisa del campo addosso. Tu lo guardi e gli dici che beh, anche se non hai su quei due cenci da qualche parte ci dovrebbe essere sempre il tatuaggio, a ricordarti tutto questo. Lui ti guarda, ti dice che hai ragione, che è la cosa più sensata sebbene in vesti metaforiche sentita da un ammalato, anche se non sarebbe bene usare a certe latitudini determinate perifrastiche. E ti dice: "cosa vuole che le dica, se la goda finché dura".
Se mi ha anche fatto le altre cose fatte bene io a quell'uomo ci dedico un premio per la frase più sensata detta da un uomo negli ultimi due anni.

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elaborato da Franfiorini, 00:00 in muselogia

Matthew, te lo dico io come mi sento con l'odore del pino. Temo (o non ricordo bene) che io sia allergica, ecco. Non è che quindi mi sentirei così bene.
Qualcuno doveva scriverlo, 'sto post. Cioè, prima o poi dovevamo arrivarci, a parlare delle cover fatte dai Muse. C'è solo un caso reciproco, ossia la cover di Time is running out dei The Feeling. Ma non divaghiamo, capitolo cover fatte dai Muse: queste.
Le principali note coverizzate dai Muse sono state fatte live. Tipo i riff di Heartbreaker dei led Zeppelin (suonata spesso prima di B&H, la prima volta mi pare proprio a Glastonbury), quello di Burning Bridges degli Status Quo, quello di I want to break free dei Queen suonato prima di KoC al Rolling Stones di Milano, o quello di Maggie's Farm di Dylan.
Poi ci sono le canzoni quelle registrate, più o meno. Nel senso che non proprio tutte stanno su un album, ma vabbè.

Partiamo da Dracula Mountain, suonata a Earls'Court nel 2004. Non esaltantissima, diciamola, anche perché i Lightning Bolt nell'originale ebbero altro mordente. Ma si sa, dal vivo si giuoca e si ischerza.

Poi vabbè, la scorsa settimana c'era fuori un cd con NME. Ora questa settimana ci sono le foto del concerto di Wembley, fighissime (oddio, tranne il leader dei MCR che mi sta lì, tutto emoboy, tutto nero con la mano alla fasc... ehm). Però dicevo, oltre ad esserci alcune tracce che adoro anche io, vediamo se capite quali, c'è la cover di una canzone che ora ci ritroviamo in tutte le setlist degli ultimi lavori: Man of Mystery, cover degli Shadows, inviata poi via mail (sic) al giornale dopo che è stata registrata durante il tour e mixata via laptop. Ah, se volete NME mette a disposizione anche Motp registrata live.

E adesso semplice, si passa alle 4 canzoni bene o male inserite tra b-sides e album. Prima, considerando l'amore che si nutre verso il Moz, metto Please, Please, Please, Let Me Get What I Want, mai suonata live dai Muse e inserita tra le b-side di un singolo doppio come Feeling Good/Hyper Music.

Anche House of Rising sun venne introdotta in una compilation per NME. E 'sta canzone, nel repertorio popolare ammerrigano, l'han coverizzata cani e porci. Pensate, anche Blair la sa suonare, è la prima che ha imparato. Son cose eh. Nella versione dei Muse viene però amputato e riadattato il testo (oserei un argh di purismo ma vabbè, è una cover)

Para-para-paaaarapappà... TREEEENINO! Chi, e dico chi, intrappolato negli odiosi trenini capodanno-villaggiovacanze non l'ha ballata. O chi non se la ricorda nei film anni 80. Sempre nel secondo singolo doppio di marca Muse che uscì con Hullabaloo, ossia Dead Star/in your world, era presente Can't take my eyes off you. Codesta canzone venne suonata live alla BBC nel programma re:covered, con Dom e Chris che fecero i coretti. La novità sta in Dom, che è lievemente stonato peggio dei colori (coff) che usa per vestirsi (ma io queste persone che si vestono con colori sgargianti le trovo tanto intelligenti, acute, ammodino e irresistibilmente fighe, un po' incomprese anche)

E in un crescendo rossiniano arriviamo a ciò che avevamo celatamente accennato nel titolo. Forse la canzone coverizzata dei Muse che conoscono porci e cani, ché la troviamo anche nelle playlist dei concerti recenti. Eh, signora mia. Alla mamma del Matt garbava tanto Feeling Good cantata da quella gran voce di Nina Simone. E venne inserita in OOS. Venne poi usata per la pubblicità del Nescafé, senza chiedere i dovuti permessi, sicché i Muse fecero causa e poi diedero i soldi alla Oxafam. Poi ci fu una volta in cui venne suonata a Radio3 TVE e Matt iniziò dopo il secondo verso a dire "Fuckin' Fuckin' Fuckin' little Fuckin' yeah". Lievemente allegrotto diciamo, ecco.

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mercoledì, 20 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 13:12 in fran s corner

Io non ci ebbi ansia alla maturità, arrivata stanca fisicamente e conscia di non sapere un cazzo e che tanto nella mia vita non cambiava una fava. Puntavo ardertemente al test di ingresso universitario, e infatti mi andò male, come tutte le cose che desidero, ma vabbè. Fu simpatico però il primo giorno, quello del tema, che estrassero con che lettera iniziare gli orali e scappai fuori io, che non avevo preparato il percorso e la traccia che diedi ai prof la sviluppai in pratica la sera prima (mi capita sempre così).
Però tipo, se quest'anno mi fossero capitate 'ste tracce col batacchio che avrei consegnato come nel 2002 dopo tre ore annoiandomi per dieci minuti perché non potevo uscire, prima delle tre ore.
[avrei scelto i luoghi dell'anima, alla fine, gemendo e piangendo]

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martedì, 19 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 16:17 in lo sglapsanalista

Ho sempre pensato col passare degli anni più passerà il tempo e più tenderò a somigliare a mia nonna.

Vi spiego da cosa si epifanizza questo vaticinio.
[cielo, ci manca anche che piazzi un prodromo e un apotropaico, ché sulla carta posso metterli, dal vivo no, mancando le erre, e mi do noja da sola. Perché se suolgo parlare lingue straniere più spesso del dovuto poi il mio italiano si fa sì forbito che per leggere dopo anche un mio sms ci vuole la voce di Gassman buonanima?]
Descriviamo mia nonna. Mia nonna ha avuto noie cardiache. Io e mia nonna siamo due rottami. Io ho quasi paura che a mia mamma capiti qualcosa di salute, visto che qui (i maschietti che leggono siano sì cortesi da toccare per fini apotropaici -oddio l'ho detto- il loro scroto affinché questa cosa non succeda) se non fa da badante ella a noi due siamo nella merda. Quindi io ogni tanto, ansiosa come ogni persona in contesto medicale, la mando a fare qualsivoglia controllo al minimo dolorino muscolare o intercostale. Facendo finta di nulla, ma buttando là quella cosa che magari quando passi i 50 il corpo cambia, il metabolismo cambia, la menopausa, il cambiamento climatico, le mezze stagioni e il governo ladro.
[fortuna che mia mamma in questi periodi non legge lo sglaps e non si sogna di guardare gli archivi, friullillì... il primo che ne fa parola lo riduco come Enrico di Cornovaglia*]

Perché per dire una cosa non vado mai al sodo subito?
Dicevo: mia nonna è una incosciente. Direte, specie se donne vicentine, strano, mi ricorda qualcuna. Del resto son sicura che è mia nonna, sarà qualcosa certificato nel dna. Mia nonna ad esempio va al mare, in bus. Ora, che ci vogliano tre ore in bus è già scandaloso, ma si sa, mia nonna abita sì a nord di Roma, ma in una provincia assimilabile all'Abissinia. Poi, vabbè che almeno non escono soldi in casa, ma non mi pare giusto che gli anziani nel lazio non paghino i trasporti pubblici regionali, ma taciamolo. Dico, beh, mia nonna va al mare. E lei che non si sente bene, lei che a Parma non arriva neppure in piazza Garibaldi anche se io ci abito quasi vicino, lei che quando è da me è tuttuno col divano e si lamenta che io non ci son mai in casa anche con lei ospite, lei che si lamenta che io al mare stramazzo ché ho 80-60 di pressione fissa... lei al mare pota, pulisce, lava, zappa, cucina, va a fare passeggiate e a raccoglier legna.
Poi si sente male.
Direte: mandala affanculo. Tranquilli, in famiglia già lo facciamo. Siamo molto diretti, ai limiti dell'offensivo, specie io e lei che non è che ci lesineremo anche i piatti sebbene ci si voglia del bene. Però, ehm. Ma capite il problema etico. Anche io sono così. Ora, se la manda mia mamma bene, ma io come posso permettermi?
Ah, dite che devo fare come fate voi con me, ossia dire le raccomandazioni, mandarla anche a cagare che tanto lei se ne frega?
Mmm, mi sa di sì.

*Che poi, la morte dell'Enrico fu bellissima. Ma mi pare di averla accennata, qui sopra. Dovrei chiedere a gente che sa i miei post meglio di me, ne conosco due ma mi fa brutto chiederglielo. Dunque, egli venne ucciso sì nella Chiesa del Gesù a Viterbo durante il lungo Conclave mentre si officiava la messa (ferirono anche il chirichetto, ma pure quel coglione poteva togliersi di mezzo. Vedi che arrivano due incazzati rincorrendo uno e te non vai nel primo confessionale a cercare chessò dove hai lasciato il breviario? Mah). Poi lo trascinarono fuori nella piazza. Lo bobbitzzarono, e col pipo in bocca lo trascinarono per tutto il suolo pubblico circostante, tipo lattine del just married. Bello nevvero? Dante non lo dice però. Poi vabbè, siccome all'epoca dovettero portare il corpo sin su in Albione lo bollirono (credo senza mostarda) per fare in modo che arrivasse integro -per lo meno nel blocco orizzontale che rimaneva integro- su a casina. Son cose.

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lunedì, 18 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 16:20 in lo sglapsanalista

Dunque, vediamo, ché poi magari mi conoscete e ci rimanete male.

Io non sono una persona calma. Io sembro una persona calma, coraggiosa e riflessiva. Non lo sono. Di tendenza io sono il vicino calmo, riflessivo, che non sbriciola con la tovaglia sgrullata in cortile ma che in cantina ha un freezer con porzioni di allegre persone che ormai si vedono solo a trasmissioni di raitre, ma non sono Un posto al sole, nè Mi manda raitre... mmm, come si chiama lì, chi l'ha...?
Naturalmente, cari amici del RIS quella sopra è una accattivante metafora, anche perché io non ho una cantina, quel cazzone (non inteso come uomo avente priapismo) del costruttore si è un po' sbagliato e a me non l'ha data, la cantina.
Dicevo. Io non sono una persona calma come sembra da lontano. Con tutti che mi dicono "Oh, te a guardarti metti una grande tranquillità". Ecco, anche quello a me fa girare le palle, tanto che mostrando anni del lavoro dei miei dentisti nonché padrini di battesimo che mi fratturarono il palato per problemi alla schiena [sì, il giorno che distribuivano la erre e la salute all'oltremondo io ero al bagno a fare un goccio d'acqua]. Anche se ora ho l'incisivo sinistro che ce l'ha, il priapismo di cui sopra e tende un po' ad alzarsi. Minchia, va bene che si ha aggiustamento e rimpastamento osseo fino ai 24 anni, ma io li ho compiuti, ora anche basta eh.

Dicevo, io non sono calma e tranquilla. Ma è bene che sembri così. Mi ci vedo già, io, in ER a dire: "Signora non abbia paura (ché già il suo medico, ovvero io, sta per svenire da quanto si caga sotto. Ma questa è una parentesi e la parentesi non si legge), faremo il possibile". Davvero, è un bene. Tutti almeno non pensano che tu in realtà sei semiterrorizzata. Poi certo che poi dopo si approfittano di te perché ti vedono calma, posata, quasi miracolosa e invece te hai avuto una giornata di merda, ti viene da vomitare e l'ici ha prosciugato soldi che tu ti saresti volentieri spesa in qualsiasi altra cosa, tipo un hd esterno.
In realtà anche se esternamente sembro così io sono la scazzata che si legge qui sopra. Però mica posso darlo a vedere, sarebbe scontato. Mica è un personaggio, questo. Purtroppo io ce l'ho davvero col genere umano (cielo, tipo House). Però non lo do a vedere. Mmm, dite che è una forzatura? No, io sono sarcastica. Mi diverto spesso, tipo al lavoro, a fare la finta scema (ma un concorso di colpa mio ci deve essere, sull'essere scema dico) per vedere gli altri come tentano di approcciarsi. Però sì, ci ho sta cosa che bisogna sempre sorridere e alla fine vedere di scaricarsi senza incollare al muro delle persone.
Mmm, ohibò, però è successo anche quell... ehm.
Dicevo. Che bello signori miei, essere sarcastici. La gente mica ti capisce. Tipo arrivare in sala operatoria, ti chiedono come stai e tu gli dici che ormai no, non ci hai più vergogna a stare ignuda in mezzo a una decina di persone. L'ilarità generale, perché in crucchia è un po' come una battuta di Ficarra e Picone allo Zelig, mica cazzi. Io potrei fare come Mazzocchetti, emigrare in Crucchia e anziché cantare mettermi a fare il comico. Eh, non male come idea eh?
Sì, poi con alcune persone mi sbrago e mi conoscono come sono veramente. Nel senso, non è che mi trattengo ad essere come la società ci vorrebbe. Nel giro di una giornata posso cambiare umore e modo di approcciarmi alle persone che incontro (di norma mi adatto sia col linguaggio che coi modi di fare a una persona avanti, non so come mai, camaleontismo da residui vecchi di lavoro) fino alle dieci volte, non mi pesa, anzi mi riesce naturale.
Però tipo, vado a parlare con un professore e sfodero gli occhioni da piccola fiammiferaia, il sorriso da forzista, il linguaggio chiaro, rispettoso, servile con classe e una educazione che gli oxfordiani mi invidiano. Cinque minuti dopo posso passare al-forse-ex-lavoro (se il capo non lo lascia stare le gdf) e parlo con le sciac... ehm, colleghe di amenità che neppure i blog femminili tirerebbero fuori. Tutto sorridendo e dicendo alla fine "allora, lo stipendio arriva? perché io ho da pagare le bollette, il governo... la pioggia... le stagioni... eh, dovrebbero tutelare più noi single altro che le menate su dico e famiglie... se mi candidassi io, eh". Poi esco, incontro tipo il mio collega di università, programmo una epurazione totale della gente che mi sta sulle palle. Poi mi accorgo che magari il genere umano scomparirebbe, e parrebbe brutto. Però sembro calma, tranquilla. Beh, sì. Un po' come tutti i serial killer. Ma in realtà ammazzo solo zanzare, io. Per ora.

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domenica, 17 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 14:44 in fran s corner, franfiorinologia

Amisci, va che bello il concerto di iersera a Wembley (qui il resconto e qui delle foto): 22 canzoni in setlist, Citizen Erased (miii, citizenerased) e New Born in versione estesa. Voglio-questa-scaletta-a-Verona. La esigo, non ci sono storie.
Ah, a margine, ho recuperato l'intervista alla ragazza di Matt di tempi addietro su Cosmopolitan di cui si parlò anche qui nei commenti: lei è molto carina, ma la cosa che mi crea qualche problema è che dice di essere la sua Stylist personale. Ehm, coff... friullillì.
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Approposito di foto, io non ho mai affermato pubblicamente, ma solo al proprietario, di essere innamorata di Ginger, il cane di Andrea Beggi. Vah che muso, vah.
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Ommioddio, meglio che sto zitta, qui. Già non è che faccia grande simpatia con gli anziani perché sono italica, figuriamoci se sapessero che ci ho anche ascendenze turche. Ora devono vedere però se i toscani ci hanno la stessa cosa, a livello dna. Non capisco perché i toscani, io sono al 75% toscana ma per dire, da piccina la mamma mi portava al lavoro con se alle tombe etrusche [avendo la memoria basata sulle stronzate e sugli odori io bendata penso che saprei riconoscere l'odore delle diverse necropoli ormai] ma fin da piccola ho avuto etruschi ovunque: pensate, s'andava a funghi e la raccomandazione era non di stare attenti alle vipere o ai rovi ma "occhio a non cascare in qualche buco fatto dai tombaroli di notte".
Che infanzia meravigliosa che ho avuto. A tratti di merda eh, ma novellisticamente meravigliosa.
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Non so, Heroes non mi prende granché. In fin dei conti anche a me mi operano, stramazzo e dopo due giorni sto in piedi, quindi la cosa dell'autorigenerazione corporea non mi stupisce più di tanto. Più vedo 'sti nuovi telefilm più mi manca Alias quando era fatto perbenino una volta. Ah, signora mia, che tempi. Ormai non sanno più cosa inventarsi (io! io ci ho sceneggiature da proporre!!)

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sabato, 16 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 17:49 in foto

(certo che in caso di futuri favori in comune posso ritirare fuori 'sta foto)

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venerdì, 15 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 12:25 in franfiorinologia

Insomma c'è questa cosa che si mette in gola per farti respirare, no, quando te sei lì addormentato che di norma nei miei dieci (arrotondiamo per difetto, ho visto più sale operatorie che uomini io) interventi precedenti non è che lo sapevo, come era metterlo e toglierlo.

Fate conto che io, poi, dopo giorni su giorni di training in cui mi dicevo ma la gastroscopia non è che manda il tubo nella trachea, ma nell'esofago, tranquilla che l'anatomia la sai te e la sa il futurocollega, magari vi svegliate col medico che vi dice in tedesco se, dabbravi, magari ora si toglie il tubo ok? Ok? Ridimmelo in inglese, ché io mi sto cagando sotto e ho paura anche a muovermi.

Però sai che c'è, è che io mi sono addormentata il dodici e dicono che il calendario sia andato avanti. Non so come sia possibile, senza me. Mah. Pure Recoba che si schioda dall'inter, accadono di ogni.

Però sì, devo dire che all'ospedale di Innsbruck si sta bene. Tredici anni (13? boh, numero a caso abbastanza congruente) fa ci entrai con tutte le ossa rotte. Oggi per farmi sentire come a casa mi hanno detto che mi han rotto 2 costole (non è colpa loro, non si sentiva più battere e han bussato). Ma sto bene eh, ve lo dimostro io a cosa serve il Twitter con la flebo wireless e i cateteri usb, se mi vien voglia di aprirlo.

[ah, sì, qui questo signore mi da dell'uomo in questo grazioso duello che farò col confuso (ovviamente, visto che il confuso mi tira sempre pacchi quando vo a milano eliminate lui eh). Capisco operarsi, ma vi assicuro che sopra le costole rotte ci ho due tette e un utero ancora dovrebbe esserci, nelle zone circondanti il catetere. Ah, signora mia, che tempi, solo perché non parlo di cucina e merletti, non mi metto le foto di me a pecora sul tavolo e non parlo di uomini. Mah, questi debosciati di internette, una volta sì che c'erano giovani ammodo e ora tutti drogati... ]

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