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elaborato da Franfiorini, 16:37 in fran s corner Dunque, oggi è il blogday.
Potevo anche scrivere dell'anniversario della morte di Diana e esplicarvi il mio punto di vista che mi ha portato a rivalutazione e simpatia nei confronti di Camilla, ma dopo si sarebbe detto che sono senza cuore. Uhm, quindi potrei anche farlo, visto che qua aleggia troppo il pucci-pucci.
Ora, io avrei dovuto segnalare ai tizi che segnalo che li segnalavo. Ma io sono pigra, eppoi ste cose alla lettera mi danno fastidio, manco fosse chessò, il bugiardino dell'antiacido.
This is totally going my blog. Beh, Paul è caustico, diretto, intelligente. Ce ne sono pochi così e fa piacere leggerlo, anche se credo che già lo conoscerete.
Ikea hacker. Beh, insomma. Anche se non si ama l'ikea è bello vedere cosa si inventa la gente. Tipo il supporto per non farvi arrostire le cosce dal powerbook fatto col portarotolo da bagno...
Un omaggio? Bel blog, scritto bene. Dopo la prima lettura l'ho messo subito nel fido bloglines.
Why travel to France Dal cibo, al costume a un po' di tutto. Parlare in inglese di usi e costumi francesi, con post comparativi tra le due culture. Lo adoro.
I'm guess I'm floating Il mio M-Blog preferito. Serviva una quinta segnalazione....
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:02 in franfiorinologia Dal blogghe del compaesano arrivano a difendere il genitore.
Manco avessi detto che una volta stava per strozzarmi ubriaco e neppure avessi pubblicato la lettera autografa che mi ha mandato cinque anni fa, liquidandomi e incolpandomi anche di aver ucciso JFK (ma volendo la metto sul flickr, io parlo con le prove, mica cazzi) dopo aver detto che non mi formerò mai una famiglia e che avrei fatto l'emigrante con le pezze al culo.
Pensa te, allora lì. Mi avrebbero incolpato anche di essere nata, chessò.
Insomma, io ci ho due genitori che hanno sbagliato totalmente tutto. Uno racconta bugie dalla mattina alla sera, l'altra è paranoica. Ma posso dirlo solo io, che li subisco.
Pensa ora se arriva una conoscente di mamma e dice che invece non è paranoica, per dire.
Avrei testimoni per smentire entrambi i casi.
***
Pensate, han preso sotto il prof ingegnere di Fisiologia.
Falciato in bici non ha più clavicola, anca, tibia, perone, femore sani.
Le sue radiografie sono state distribuite ovunque, previa fotocopiatura.
Poveraccio, non è neppure il peggiore, ma è sicuramente la prova dell'esistenza di Dio mista a che ormai la patente la danno a tutti.
***
Chi fa medicina non ha senso della privacy.
Ho dovuto sentirmi domandare per cinque minuti chi fosse stato a salutarmi, per dire.
Fortuna m'ha salvato il morso di una zanzara tigre, ché son stata lì a schiaffeggiarmi tipo in danza tirolese.
***
Non mi sentivo così bene da epoche.
Ho passato un mese di merda, causa la mia famiglia. Cose che credevo, e invece non erano così.
Perché qui non so, con la fissa che ognuno, appena vede che cose che non vanno nel verso che la sua testa suppone, tira fuori che qualcunaltro mi influenza.
Io, che faccio sempre di testa mia.
Io, che a vedere invece la testa sua, oltre che a capire cosa ha in mente, sento talmente tante cose che non capisco un cazzo ma sono felice. Contenta, sperando per una volta che avere un po' più di fiducia in qualcuno basti. Felice di vedere che hai e sei tra le braccia di qualcuno che ha sofferto come te nell'ultimo mese. Qualcuno che non vuoi lasciare andare via. Qualcuno che non ti basta mai, e che ti fa ripetere che vorresti altri cinque minuti di abbraccio. Io che dei cinque minuti li invoco solo vedendo la sveglia la mattina.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:46 in foto commenti (16)
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:36 in lo sglapsanalista Succede che incroci la persona che ha donato il suo pronucleo maschile per metterti al mondo. Premesso che non ti vede da lontano da più di un anno non ti saluta perché ci ha la donna vicino e siccome (anche) la donna sua non ti può vedere lui non ti saluta per compiacere lei. E vabbè, lì ci sei abituata.
Succede che però la persona in questione ti ricontatti dicendoti:
"eh, non sono molto in forma, lo so. Mettiamoci d'accordo per un pranzo o cena assieme"
"mah, io parto e quanto pare abbiamo abitudini alimentari diverse"
Quanto pare quando io avrei voluto stare con mio padre, quando pensavo ancora di averne uno, non ne avevo l'opportunità. E ora sono qui, fuori dalla sua vita, senza la possibilità di andare in albergo, di entrare da lui nello studio, di chiamarlo in casa, di chiamarlo in hotel perché la "gente nuova" non deve sapere che ha una figlia. Però ho un invito a mangiare. Mi sento come se mi avessero dato l'opportunità di scendere a pisciare ma ho il catetere.
Sembra proprio che pensarmi come una persona che ha i suoi problemi e i suoi scazzi sia impossibile, non capisco perché di default io debba essere sempre l'egoista/stronza/dura Un cazzo.
Pare che quando ho bisogno io non è che si pensi che magari mi servirebbe davvero un appoggio.
E invece no, me le devo tenere le mie cose, e non posso neppure dimostrarle o enumerarle, ché peggioro le situazioni. E io poi le cose non le so chiedere
Mi sento un po' come un povero piccolo ciuaua. Non piccolo e nero eh, ma tigrato, e quelle chiazze sono sporco impossibile, che solo il Vanish farebbe qualcosa, ma la centrifuga temo mi darebbe noia.
Quei piccoli ciuaua che stanno lì in borsa, te li scordi e pensi siano solo un portacellulare ingombrante che emana calore proprio.
Un ciuaua che in alcuni casi si sente relegato nel portabagagli della stationwagon, con le trolley e i borsoni attorno. E la famiglia guida là davanti e 'sto ciuaua sta relegato là, a subirsi la strada con tutte le curve (la Cisa, toh) con il materassino gonfiabile LIDL e la paperetta pronti a sopraffarlo, al ciuaua.
Che storia triste, cazzo.
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| email me elaborato da Franfiorini, 01:40 in avere ventanni Si regalano link a pacchi.
Volevo dire che sì, quest'uomo ha davvero il vetro scheggiato dal brecciolino e la opel un po' così.
In compenso incontrarlo è come boh, incontrare Sasaki e vedere che ha un pc o incontrare il Confuso e vederne le forti capacità analitiche. Sappiate che Greenwich riesce a piazzare battute che raggelano un abitacolo, tanto che ha portato a farmi riflettere sulle mie peggiori battute: non è humor tedesco, ma chiancianese, quanto pare a volte tocchiamo la creta, ci sputiamo sopra e invece di creare l'uomo assembliamo cazzate. Quindi ecco, ehm, magari nei post rende meglio. [Tsk, non puoi picchiarmi]
Poi, il compaesano, è come me.
Nel senso, siamo gli unici due chiancianesi normali, non viziati e non in comunità di recupero.
Cioè, lui fuma, ma è un vizio col beneplacito dello Stato. Però che ne so, non siamo come il figliolo dei miei vicini di casa a cui lui, nobile, allungava il giocattolo affinché l'altro, viziato, la smettesse di frignare.
Ora, nobile possiamo dirlo perché due complimenti dovevo farglieli, ma invero con quei lasciti non voleva rotture di coglioni, e posso assicurarvi che il figliolo dei vicini è un montato, spocchioso, viziato, testa di caz... ehm, è tutto i suoi genitori. Ora, non beatifichiamo i di lui gesti, orsù.
Dicevo, è come me perché anche lui emigrò.
Però da buon emigrante si scorda le cose sul nostro paese.
Ora, non è che ci sia un cazzo da dire, quindi è questa la gravità della cosa. Ah, e non ricordarsi dei giuochi ai giardinetti comunali del paese vicino alle scuole. Insomma, boh. Secondo me è poco concentrato...
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:59 in franfiorinologia Incontrare chi ti legge da tempo, ti da sta sensazione un po' così.
Io non sembra ma sono timida. Poi pensate quando si è in periodo che insomma, si sta un po' così e ci si ferma addirittura a fissare le molliche di pane per venti minuti. Immaginate.
Ecco, secondo me a lei l'ho subissata di parole sparate a macchinetta.
La Far è graziosissima. Ché poi, immaginate una timida che si sente dire è un onore conoscerti. Io? Onore? In quei momenti ti sfugge forse che qualcuno ti legge, e insomma per come sono fatta io avrei voluto alzare la piastrellina in cotto di quel cazzo di isolone pedonale nuovo che han fatto in piazza Italia e infiggermici dentro.
Mi sento come il Tenerone, non quello di casamodena, ma quello del Drive in.
La Far è conterranea. E mi sorprende sentirmi capita che passare l'inverno a Chianciano è una delle esperienze più provanti della vita di un essere umano. Altro che l'isola dei famosi. Passate il novembre qua. Da noi c'è pure la nebbia.
"Ché poi quando dissi a Parma che da me c'era la nebbia non mi han creduto"
"Eh, sì, pensano alle belle colline toscane..."
Una ciospa. E mancano i luoghi di aggregazione. E il paese è troppo lungo. Fino a una frase, che forse racchiude un po' tutto, bypassando i discorsi de i vecchi son tutti morti ormai, qua c'è tutta speculazione, da quando han fatto la lotta alla mafia si son ridotte le presenze, eh ma perché tutti quei napoletani che han comprato gli hotel e tengono aperto anche se ci rimettono?
Il tripudio del signoramia.
La Far ha dato ai miei occhi la più bella immagine del senso di abbandono invernale chiancianese.
"...passare alla Rinascente (zona geografica locale) e vedere il lampioni coperti col cellophane".
La Far, comunque, è una donnina davvero in gamba. Carina, dolce nei modi. Son begli incontri, signora mia.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:27 in franfiorinologia In realtà quando uno pensa quale è il posto dove ha passato più tempo effettivo, come nel basket, questo posto finisce per essere Chianciano.
Chianciano una volta non era male. Per dire, una volta si andava alle terme, la mutua ti passava tutto, c'era la tradizione di trovarsi lì ah, bello, sì signora mia.
Ora Chianciano è un posto così, un po' triste.
Ormai anche se devi andare a comprare il quotidiano ti scoccia un po'.
Dicevo, io mi sento un precursore, un po' come il pepsinogeno della pepsina, della filosofia emo.
Difatti insomma, non è che sono mai stata 'sta gran persona allegra fino in fondo sin da piccina. E un po' è anche esser cresciuta qua con 'sto clima non meteorologico di vecchi che venivan qua con l'amante e facevano gli spacconi anche se insomma a casa mangiavano pane e cipolla.
Cioè, è proprio dalla terra che viene la tristezza.
Tipo, lo so che faccio battute terribilmente tedesche. Ma capite, anche qui non è che c'è molto che sviluppa l'allegria.
Pensate, quando erano i tempi d'oro alle terme ci andavano tutti. Ché qui non sono le terme solo del mettere il culo a mollo. Oddio, credo siano 24 anni che si dice che debbano fare la piscina quassù ai Fucoli, secondo me mi interrano su al cimitero quello sulla SS146 (vi conviene entrare all'entrata quella nord, più comoda per la tomba di famiglia, dopo vi vedo male a fare centometri in salita del 12%) prima di quando la costruiscono, stacazzo di piscina.
No, è che qui si passano le acque. L'ha reso in video Fellini in Otto e mezzo, l'ha scritto Pirandello.
Passare le acque significa portare in mano quel bicchierone graduato da cura, passeggiare lì in un recinto, contemplare i tuoi simili, cercare un bagno per pisciare.
Sarà per quello che quando qualcuno mi dice di voler fare geriatria piuttosto a me vien voglia di fare dermatologia.
Ma io e Chianciano siamo un po' così adesso, a fare ciao ciao con la manina sull'orlo del cratere vulcanico che ci chiediamo se di sotto almeno fa un po' più caldo, ché almeno si risparmia.
A Chianciano non c'è più un cazzo da fare. Niente più musica manco offerta dal comune. In pratica è anche morto il maestro campione mondiale di fisarmonica. Tutto chiuso, negozi chiusi, tutto buio. Tristezza. Negozi sfollati, parenti di gente con cui ci feci la cresima che han già venduto l'attività da anni. Niente, così. Manco un gelato decente. Dispiace, un po', ma son quelle cose che pensi che sì ci hai azzeccato ad emigrare, e non era solo perché con la mentalità qui del centro un po' non ti ci trovi. M'ha detto culo, riflettendoci, almeno una buona volta. Secondo me, eh.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:04 in franfiorinologia Io sono meglio di googlemaps e due donne possono testimoniarlo.
Oddio, una delle due guida come me dopo... ehm. Non posso dirlo. E comunque ha già sudato freddo, lei, sul titolo. Me lo sento.
Sì, cara, ti stimo anche io. Ricordati la prima cosa che ti ho detto in macchina e te la ripeto ad libitum. Son cose.
C'è la zona di Montevarchi che è un po' così. Sarò territoriale ma io quando dico che come Montepulciano non ce ne è ci ho ragione.
Tipo ieri sera abbiam visto due spingitori a Montepulciano (chiamasi spingitore uno che spinge una delle botti, per il Bravìo delle botti) che era un figodellamadonna. Immaginatevi quindi le considerazioni da caserma proseguite fino a pomeriggio.
Io sto così, mogia.
In compenso, mentre ho aspettato Ari e Annina lì di fronte al grandhotel, oggi due anziani ronzavano per rimorchiarmi. Con scuse standard.
Quindi sì, sono stata ancora più mogia.
Poi insomma, così, quella situazione prosegue ancora.
E io pur di farmi abbracciare da una persona non so cosa darei. Mi sento strana. Vedo i prossimi mesi strani, e non li vedo solo per me. Triste. Un po' come il tempo, guardando fuori dalla finestra. Solo di questi periodi capisco un po' quanto sono tedesca. Un po' dentro, un po' fuori viste le maniche corte. Così, sono sfiduciata, ho paura che niente possa andare. E non c'è nessuno che forse può confortarmi. Non lo so neppure io, se mettermi a farmi grattini e fusa da sola. Non è quasi onanismo però?
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:29 in franfiorinologia Riassumendo: sono a pezzi.
Non ce la faccio davvero più, sono stravolta, sfiduciata, triste. Non riesco a dire altro. Non ho più le forze. Non riesco a sopportare anche questo, non ce la faccio.
Alcuni sanno, altri... beh, non me la sento di spiegare, non sono lucida.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:08 in fran s corner Io una volta dovrei aver scritto un post sulle code a tratti.
[ora, perdonatemi, non ricordo neppure una discussione di 3 ore fa, figuriamoci senza i miei indicizzatori vicentini online se mi ricordo se ho scritto un post simile]
Dicevo, le code a tratti.
Ora, sappiate che io riprendevo oggi a guidare in autostrada dopo circa due anni. E siccome infatti non guidavo da un po' scordai la prima cosa per cui ti segano alla scuola guida:
sistemare lo specchietto.
Quindi anziché stare svaccata come al solito sono stata con la testa un po' rigida a dare un occhio, ad esempio, a una Ka che mi pareva targata Reggioemilia fino al casello di Chianciano. Lì ho visto che era una targa austriaca.
Qui non si comprende però l'eziogenesi della coda a tratti.
Ossia, perché io in un momento, sebbene il traffico sia già scarsamente fluido, mi debba ritrovare a inchiodare dalla marcia terza alla prima con frizione abbassata e col piede sul freno che se prima era un po' duro ora ci avrà una corsa che va col liscio?
E non ci sono incidenti.
E ti fermi lì, che non capisci perché, mentre avanti a te hai un suv targato Romania con annesso rimorchietto che zigzaga tra le due corsie.
E quando ce ne sono tre, di corsie, tutti su quella più a sinistra manco fossimo inglesi.
Boh, e non prendevo l'auto da mesi ma guidavo meno peggio di altri. Pensate chi gira, quindi.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:18 in lo sglapsanalista Poi uno dice che insomma magari si mangia pesante.
Io questo incubo ce l'ho avuto.
Ora, dico per ora questo lasso di tempo che va nelle ultime settimane (scusate, ero così impegnata dal farmi insultare dalla mia famiglia che ho perso un po' la conta del tempo. Ma non posso parlarvene: non si dicono le proprie cose agli sconosciuti ché dopo ti pugnalano alle spalle senza aspettare le idi di Marzo. Uhm, e poi ci sono i Ris in caso? Mah), io ho avuto un'evoluzione di quel sogno.
No, Green, mica ti dico come lo risolvevo io. Ci avevo una risoluzione che se me la legge JJ Abrams mi ci fa 4 serie televisive figose.
Però aveva anche la variante che mi chiamavano dal mio liceo e mi dicevano che c'erano dei mesi aggiuntivi da fare prima di fare l'università e io non avendoli fatti avevo invalidato tutto. Ora Fioroni mi ruberà l'idea, me lo sento.
Dicevo, l'evoluzione.
Ho fatto un sogno che suppergiù era una cosa simile a questa (io non ricordo i sogni. Quindi sai quante volte magari mi sono limonata selvaggiamente in sogno Wentworth Miller e non ne tengo ricordo, porca di quella troia):
[scenario che non si capisce perché sono lì, ma sono in una stanza, squallida, piccola, schifosa, rettangolare, con la luce gialla. Neppure le nostre aule nei sottoscala erano così. Ricordo al solito il sogno in medias res e a spezzoni]
Io insomma ero lì, in mezzo a 'sta gente. Riconosco alcuni miei compagni del liceo.
Ora, io vorrei essere Sarkozy solo per avere i codici atomici e sperimentarli sulle persone di quel periodo.
Dicevo, ero lì in mezzo a quelle emerite teste di cazzo e non so perché ma avevo il mio libretto universitario.
Ora, mi sfugge anche come la cosa che io avevo lasciato lì il mio libretto, che me l'han fatto a pezzi in modo strano rincollandoci in mezzo altre cose, ché sto lavoro qui neppure nel decoupage o nel patchwork si riuscirebbe a fare, e io mi ritrovavo con il libretto inservibile e 300 euro da pagare.
Sì, io e le cifre...
Ma non era la cifra che mi faceva incazzare: ora, sappiate che io sul libretto ci ho le firme anche dei miei prof di CTF, e insomma il libretto non vale un cazzo, ma anche voi mi darete ragione e ci avete goduto come dei maialichenonsietealtro quando il $profstronzoditurno vi ha firmato il voto per cui avreste donato primogenitura e reni.
Ecco, a me roderebbe quello.
Ma tanto eh, cazzarola quanto.
Quindi il colpo di genio: individuo la colpevole.
Cazzo ne so come ho fatt... ehm, un detective non rivela mai le sue armi segrete. Dicevo, e la inividuo in Elisa C. Un anno più di me, di Soriano, non brutta, persona che però (uhm, tipo altri) nascondeva un po' una cattiveria celata da santarellina. Le peggiori, signore mie.
La chiamo, recuperando il telefono da non so dove.
Lei prima risponde, poi dice che non è lei. Eh, no. Poi io l'affronto, inizia a confessar... ehm, mi arriva un sms che mi sveglia e quindi non lo so. Son cose.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:55 in franfiorinologia, medicaldivision Lei ha ripreso l'oroscopo di Brezsny. Che almeno, Brezsny, non va accanto a Magalli con dei maglioncini fantastici a sogghignare un mi raccomando elencando una serie di cose così a caso. Per dire. Almeno Brezsny fa letteratura. Meglio di Moccia, meglio del resto. Dico eh.
Ma dicevo, l'oroscopo. Già io son toro.
[cielo, appena l'ho detto han sparato un fuoco d'artificio che parea l'incipit della guerra dei centanni. Son cose.]
Dicevo io son toro.
[non è successo nulla]
Solo che negli ultimi anni più che toro mi son sentita tanto un cavallo del Palio. Una bestiola coccolata, vezzeggiata, che guardava con gli occhioni un po' così tutti i contradaioli che davan pacche dappertutto. Sì, e pensando "oh, sfacciati, il culo sarebbe anche il mio, e se lo facessi a te?". Una bestiola stressata, pronta al pronti e via che non sa poi bene perché bisogna correre ma lo fa (quindi, quel peperoncino dell'orifizio culifero... possiamo anche farne a meno). Solo che se la bestiola cade e inciampa, si sa, i cavalli da corsa soffrono e meglio se non stian lì, povere bestie a soffrire.
[uh, i fuochi, esco eh]
Dicevo, il periodo è un po' così. Di merda. Ho il difetto di dire e pensare quello che penso. E tutto ciò non è lineare. E pensando ragiono pure. E ma nessuno mi capisce. Non nel senso pacca sulla spalla. Possibile che ci sia così differenza nel capire che quella che loro chiamano oggetto rotondo di gomma o a volte di altri materiali che prevedono talora il rimbalzare del suddetto oggetto io la chiamo palla? E poi alla domanda: "ma palla? io non credo, sia una palla. Non è a rettangoli cuciti di cuoio." E io penso che beh, è una palla piccina, di quelle fuffa da tirare al cane, ma è una palla.
Solo che per una delle due sottosituazioni, della grossa situazione, può essere approcciata con discorsi sulla filosofia del significante in 300 comodi volumi. L'altra no, e per l'altra, come direbbe il poeta, so' cazzi. O come la direbbe un Sir: It's a sad, sad situation (and it's getting more and more absurd)
Per l'altra. Beh. Spero di dirla, prima di farla vedere scritta qui. A volte parliamo della stessa cosa. Ma non proprio possiamo semplificarla a livello di palla, via.
Andiamo sul medico.
Eh, gioco in casa almeno. Vediamo se mi spiego.
C'è una malattia, anzi, una parassitosi, che è dovuta al Trypanosoma. Solo che mica ne esiste uno, di tripanosoma. Ennò. La natura è bastarda per quanto è bella, e mica ce ne può essere uno solo, di protozoo flagellato di merda.
Magari io ti dico, al telefono, senza dirti dove sto: "eh, ci ho la tripanosomiasi"
Io parto subito a pensare: "Vah, sto poraccio, che non aveva la zanzariera nerazzurra ma soltanto la maglietta di Sforza perché quella di Ronaldo era finita e quindi si è beccato la malattia del sonno, visto che il tripanosoma brucei gambiense con la mosca a tzè tzè che ti punge... mmm, ma sarà il rhodesiense visto che intrattiene ancora una valida conversazione telefonica con me e lui non stramazza ma invero mi risponde pure?"
Sarei così gnucca dal non considerare che se la controparte, al telefono, non mi ha detto che si stava limonando un lama andino solo perché magari pensava che io ci potessi anche arrivare a considerarlo. O che perlomeno lo lasciassi a spiegare. E quindi ha solo (solo? mecojoni) la malattia di chagas perché una cimice mordendolo ha scagazzato sulla sua ferita e lui si è grattato.
E quindi?
Sticazzi, il paziente soffra pure con dignità. Mica sono io. Era un esempio.
Quindi oltre ad essere insultata da House perché gli ho fregato una trama di una puntata il punto è (stretta la foglia larga la via): non è perché ti dico che ho una cosa, sento una cosa, è riconducibile a determinati sintomi. No. Per me non è così. Ho una cosa, la ho. Io la chiamo in un modo. Però sappi che quella che io chiamo in un modo non è quello che tu indichi con la stessa parola. Lo so, è macchinoso. Ma anche io sono così. Io, io lo sai che giro con 39 di febbre e che anche se la notte prima non chiudo occhio dalle coliche il giorno dopo sono in piedi. Nulla può essere dritto. Il problema è che, quando non parliamo di palla, è così tutto maledettamente difficile da spiegare. E spiegarlo come un'anamnesi. Beh, cazzo, è svilente. Però, però se serve ci si può provare.
Figo, in tutto questo nessuno mi chiede più come sto fisicamente. Ho vinto.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:27 in franfiorinologia Pensate, ho una serie di argomenti che vorrei affrontare ma mi manca il giusto mordente per scrivere qualcosa.
Non nel senso mordente... vernice...
[vedete, anche battute tristi che userebbero solo al bagaglino, è una cosa triste, anche io mi intristisco a leggermi] Capite poi, lo sglapser per scrivere qualcosa di figoso dovrebbe essere circondato da gente bella che al confronto il Billionaire è un posto per manichini (un momento: lo è già. Cazzo, cambiamo metafora?). Invece vi dico la mia situazione vicinato, che porterebbe chiunque o sulla strada dell'alcolismo o dell'autismo (no, è che sono ferma col vocabolario alla A):
- Sotto di me, coppia di tuderti di 80 anni suppergiù ciascuno. Lei che non si rassegna che l'età passa e l'apoptosi non è una leggenda metropolitana, lui che ha avuto un ictus e che non riesce a camminare dritto, cosa che una colonna di San Pietro del Bernini al confronto è diritta come una sequoia, ma ha ancora la patente. E guida un fuoristrada. E spesso ci va, fuori strada. E loro hanno generato quel bravuomo del figliolo di cui v'ho parlato l'anno scorso ma non ci ho voglia di uscire l'url.
Uomo anziano che ha risposto alla domanda della vicinadifianco a lui "come va?" "eh, ogni giorno peggio". Neppure io tocco tali vette di pessimismo.
- Accanto a quelli sotto di me, a destra: famiglia lui, commerciante di vini, lei, maestra, figliola oltretrentenne che lavora a Roma ma fa la pendolare. La figlia si lamenta della sua condizione, di noigenerazionedisfigatilavorativi, il padre fumando la pipa, in modo zen, le ricorda che c'è chi sta sempre peggio.
- Vicina di muro qui accanto. Ex levatrice, senza figli. Marito morto per tumore allo stomaco l'anno scorso.
- Vicina seconda di muro. Di Roma, non viene quasi mai, senza figli. Ex bancaria, come lo fu il marito, morto l'anno scorso per metastasi. Secondo me è l'aria di qui, e il piano. Temo per la mia capacità proliferativa a questo punto.
- Vicini più a sinistra: famiglia molto numerosa. I fine settimana sono spesso in 22 a tavola. Cosa che han dovuto creare un dormitorio aggiuntivo con quella specie di casette in legno che di norma servono per gli attrezzi, invece ci han messo 3 letti a castello, e altri dormono sotto il gazebo. Inutile dire che si chiamano tipo quando Fred abbisognava della clava. Famiglia dopo con i nonni e la figlia sposata con il marito e la figliola. Tutti mediamente sovrappeso. Con il nonno schiavizzato da tutta la famiglia. Famiglia dopo con loro due simpatici (almeno a me) ma così cattolici che lei è rimasta incinta a 49 anni e han tenuto la bimba, che ora ne ha 7, ed è una bella ragazzina. Solo che il fratello, che ha la mia età, ha avuto una figlia 3 anni fa. Non so se mi spiego, ma pensai subito una cosa. Anzi, due.
- Gente di fronte, al di là dello spartitraffico: tizio di Arezzo che già quando era con la moglie e io ero piccina tentava di approcciarsi con la mi mamma, adesso è divorziato, ha un'altra e ha una sorta di famiglia allargata. Famiglia con cane. Casa sfitta. Casa con 3 persone: un tizio zoppo e due novantenni. Casa con una famiglia standard. Casa con due cani e cancello che cigola, da quattro anni.
Capitemi: l'evento più sconvolgente dell'ultima ora è stata passarsi una mano nei capelli e notare che tal gesto ha reclutato tra le tue dita circa 24 e dico ventiquattrodiobono capelli. Cioè, vabbè che faccio, anzi ho fatto quella ehm chiamiamolacuravitaminica, però eccheccazzi. Non posso più sfottere qualcuno. Qualcuno, già ti vedo sogghignante. Ma sappi che non sarà sempre così.
Capitemi però, non si sa che scrivere.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:16 in fran s corner, un jour en france Breve sequela di consigli per le ferie.
Avete 4 figli, una roulotte, un lavoro di merda e conseguentemente un conto in banca alla bassezza del lavoro, vi divertite con poco (beh, avendo 4 figli suppongo anche come vi divertiate, mandrilli), fate poca spesa dacché vi nutrite di bacche e preferite il silenzio inframezzato da urla e sceneggiate madri?
Beh, cazzo, allora ho il posto che fa per voi.
Montalto di Castro (Marina) è un gradevole luogo di ferie per le fasce d'età 0-14, etàincuisifiglia-etàincuidiventicardiopaticoeilmaretifamale. In tutta la forbice restante è consigliato per chi ama isolarsi, per chi ama mettersi in spiaggia dalla mattina alla sera, per chi gli va bene qualsiasi posto pur di stare in giro con gli amici e in quel caso anche l'Idroscalo ha un suo innegabile fascino. Se si hanno velleità come avere una vita notturna oltre al prendere il gelato fuori, avere un cinemino, avere un dialogo decente con della gente... beh, cazzarola, quante cose pretendete dalla vita?
Aspetti positivi:
- Il mare è molto bello, e vi parla qualcuno che è affascinato dal mare quanto da avere la varicella mentre era da passare l'esame di Anatomia (uh, questa cosa mi è famigliare). Il mare è molto bello, e c'è una pineta meravigliosa. Certo, magari all'interno della pineta ci sono i bruti, però devo anche dire che il mare è molto bello, perché dopo inizio la sequela delle cose che fanno schifo e sembra che noto solo le cose brutte.
- Il Tirreno è molto bello. Sono innamorata delle acque del Tirreno, boh, deve essere una cosa di noi toscani. Montalto poi è abbastanza "scoperta" ai venti e quindi sono pochi i giorni di afa. Vicinissima all'Argentario, la qualità delle acque negli ultimi 8 anni è visibilmente migliorata grazie ai depuratori e al miglioramento della zona della foce del fiume Fiora. Certo, toglie poesia la Centrale che si nota passeggiando nel bagnasciuga verso nord, ma fa tanto atmosfera industriale dai. Mentre se si passeggia verso sud (quasi tutti i giorni chi vi parla raggiunge via spiaggia la zona Murelle, circa 5km a piedi) la spiaggia ha ancora intatta tutta la macchia mediterranea. Quasi quasi non è un male, ma dopo vi dico cosa è male.
- Vicino all'Aurelia. Sull'Aurelia, anzi. Comodo quindi se si vuole andare a fare gitarelle varie.
Aspetti negativi:
- Nella frazione Marina c'è un solo supermercato degno del nome. Ed è di proprietà del fratello dell'ex sindaco. Sono presenti altri due alimentari grossi come il mio garage. Insomma, il supermercato però sarà di superficie 200mq. Allestimento scarso, carne pessima, ortaggi passabili, salumi insomma. Prezzi assolutamente non competitivi.
- Accomodazione. Hotel uno. Residence un paio. Case per vacanze esose (siamo sui 4000 euro un mese, e che è, Forte dei Marmi?). Per quello che offre però è l'oasi del camperista e del campeggiatore. Due i camping, e molto belli, uno in pineta e l'altro sul fiume.
- Servizi offerti al turista. Ics tendente a zero. Solo un servizio di prestito libri (buona idea, realizzazione di merda), qualche spettacolo (quest'anno il Tuscia Rock, ma merita post a se), mancanza di eventi, illuminazione comunale pessima, rifacimento a cazzo delle aree comuni, viabilità gestita male, parcheggi talmente selvaggi che spesso ritroviamo macchine fuori il cancello di casa con conseguente impossibilità di uscire, specie il sabato e la domenica coi pendolari.
- Le forze dell'ordine non girano. Sarò abituata a Parma, dove se stai in piazza della Pace di notte mezz'ora vedi girare Finanza-Polizia-Carabinieri ogni 12 minuti a turno. Qui si vede la macchina della Polizia Locale una volta al giorno. E per le multe. Inutile dire che in una delle aree pineta/parcheggio siano stanziati dei nomadi, vero?
- Poco attenti verso i ciclisti. Sarò rompicoglioni ma io amo girare in bici e ho imparato qui, a stare in bici. L'unica ciclabile presente è stretta 80cm ed è delimitata da due zoccoli di marciapiede dove ho visto molti pedali di bici sbattere. Inconcepibile. Da lì la gente si sente licenziata a girare in bici ovunque, ti viene dietro e ti suona se tu non ti sposti, oppure scende e ti misura le sberle. Cazzo come mi manca Parma, chi l'avrebbe detto. Scusate, vado a coccolarmi la t-shirt di Vignali.
- Gente locale. Spesso ho pregato Sarkozy in quanto possessore dei codici atomici. Uno non può mettersi a litigare con tutto e con tutti in ferie pur di farsi ascoltare e perlomeno cagare un attimo anche per comprare una cosa. a) sono il cliente, e tu mi devi anche leccare i piedi in fondo b) sono in ferie, se tu sei incazzato perché lavori allora parti anche te. Pezzente. Ricordati che se ci sono io che ti pago le tue cose tu puoi pagare le bollette, quindi minimo sopportiamoci. c) poi uno dice che i maremmani sono gente di merda, poi però non posso dirlo ché sono un po' maremmana anche io e sarebbe autolesionismo. Ma io non sono così, vero? No, perché sennò cambio di corsa. Dio come sono favorevole al rastrellamento e all'epurazione quando torno qui.
- Fossi uomo mi lamenterei che non c'è figa. Per dirvi, rimorchio anche io, e non sono una bellezza, ma almeno non ho una pancia tipo biafra, una retromarcia di seno e non mi concio come donne che prendono il sole sull'Aurelia. Qualche discreto ragazzo c'è, poi aprono la bocca e mi ricordo che io non sono superficiale e mi intristisco a sentire il nulla che parla. Mah. Sì, beh, oddio, un 30% di ragazze belline c'è eh.
- Gli stabilimenti (non i bagni, qui si dice stabilimento balneare) sono un po' old style. Antiquati vah. Diciamo che oltre a ombrellone e sdraio non si può pretendere di più, per di più c'è la polemica che si siano ciulati la spiaggia libera senza consensi scritti (ed è vero, la spiaggia libera si è ridotta, in alcuni punti, a fettucce di spiaggia quasi per il solo accesso alla battigia) nonché non ottemperano al regolamento dello stare lontani dalla riva per almeno 5 metri. Ombrellone selvaggio.
Il resto della spiaggia, a sud dello stabilimento riservato a moglie, figli, famiglie dell'esercito (sì, cari contribuenti i nostri militari possono averci la spiaggia gratis qui) è ancora selvaggio. Da un parte bene, dall'altra sarebbe bello ripulire almeno una volta all'anno, caro comune, la sabbia da un insieme di oggetti che ricordo elencati in quel modo solo in Chicco e Spillo di Bersani cantante. Sì, lo so che è una cosa diffusa in Italia, ma insomma.
[l'album sul flickr dell'anno scorso, forse farò altre foto vah]
commenti (13)
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:36 in franfiorinologia Vah, che a volte uno dice i destini dei medici.
Magari sì, l'avete letto anche voi anche se insomma, mica ti fanno più leggere i libri al liceo, ma io ho un pubblico di gente dotta quindi anche sì.
Dicevo, avete presente il protagonista di Cristo si è fermato a Eboli? Beh, lui lì era al confino, un po' mi ci sento anche io. La mia dimensione è diventata Parma, ritornare un po' a quelle cose che sono della mia famiglia ma che non mi appartengono mi irrita. Sebbene irrita non è la parola esatta.
Aggiungendo poi che alla mia famiglia io, che sono così in pratica dagli eventi del 10 agosto di 11 anni fa, maturata da un lungo processo che neppure il pomodoro scarpariello per fare 'o sugo ha subito, io alla mia famiglia paio cambiata.
Io.
Cioè, almeno mi sono evoluta.
"Ma tu parti per partito preso già mettendo di fronte gli altri alle tue decisioni..."
Mmm, embè? Quando son partita per emigrare che ho fatto? Chiesto consiglio?
"Infatti sei andata in un posto di merda a fare una facoltà di merda."
Ok, amo sbagliare e per ora la testa non ce l'ho rotta. Sticazzi.
Dopo numerose discussioni su di me e su quello che ho lasciato trapelare sopra (una settimana, una decina di giorni che mi aveva portato a perdere qualcosa come sette chili, ore di sonno, crisi di pianto varie... sentirsi come un profugo curdo sbarcato a Pianosa... cose così) c'è stata la consapevolezza che io odio la gente di queste parti.
Per queste parti si parla di $paeseconsindacosovvenzionatoredipresuntistupratori, stavolta.
Piccolo aneddoto: pensate, vi sto scrivendo grazie a un accrocchio da connessione che mi è stato recapitato via posta da quel ragazzo lì a cui voglio tanto bene, il cui unico soprannome divulgabile alle folle è Magnagatti.
Dicevo, il suddetto Magnagatti ha utilizzato poste italiane. Gli impiegati del locale ufficio sono delle emerite teste di cazzo, usando giri di parole varii.
In pratica se non si alzava la voce, tipo leinonsachisonoio, col cavolo che ti veniva recapitata una busta lì per fermoposta. Anche perché quando gli chiedi, la seconda mattina di seguito, se per caso fosse arrivata quella busta.
"Scusi, ma quale è il contenuto della busta visto che è così insistente e sembra tenerci così tanto?"
Non so perché ma gli ho risposto cortesemente. Cazzarola, mi sa che i vertici della Lega han sentito tutti i miei sproloqui verso i locali qui tolgono Gentilini dalle balle e mi prendono con loro alle prossime elezioni.
[sì, quindi continuo a postare quasi regolarmente]
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