martedì, 20 novembre 2007

elaborato da uomouranio, 14:53 in fran s corner, franfiorinologia, lo sglapsanalista

Tranquillizziamo per prima cosa il popolo (e)lettore: la Fran parrebbe ancora viva, anche se di certo non si può dire che se la stia passando benissimo, anzi è vero il contrario. Non sta a me spiegare la situazione, ma chi ha occhi e orecchie per intendere forse riuscirà a farsene un'idea dallo scarabocchio (orrendo) di cui sopra: parafrasando Massimo Moratti, "stanno accadendo cose poco simpatiche", diciamo così...

Cmq: io non ho la possibilità di moderarli/sbloccarli (Edit: ora ce l'ho), ma se volete farvi sentire nei commenti (o anche in mail, perchè no?) fatelo, credo le farà piacere (la coda di moderazione dovrebbe vederla)... :)
Nell'attesa che ritorni a postare lei (non è dato sapere quando, però), io torno da dove sono venuto e chiedo scusa per l'intromissione... :)

PS: sì, lo so che io sto al disegno come Anna Mazzamauro sta a Miss Universo, ma che volete farci...

*Update 26/11/2007, 2.50 am*: update rivolto a uno dei cinque esemplari di anellidi di cui nella strip (ora sapete anche il numero esatto...), più precisamente a quello che bazzicava in quel di Ca' Vignal fino a poco tempo fa (così non faccio nomi). Dunque, tesoruccio, ti informo da qui (visto che non ho altro modo per farlo) che la Francesca è attualmente in ospedale (dovrà restare qualche giorno in osservazione), dire che sta da cani è un eufemismo (ho dovuto decifrare i suoi sms come nemmeno Champollion coi geroglifici) ed è molto felice del fatto che tu non ti sia più fatto vivo da giorni, specie nel momento in cui aveva maggior bisogno di te e specie dopo che hai preferito dare retta agli altri  quattro esemplari della tua specie i quali sostengono che in realtà la Nostra si sarebbe inventata tutta la storia della malattia (Edit-bis: dato che fanno i furbi nei commenti, eccovi tutti i vermi al gran completo linkati. Così vediamo di restituirvi un po' di sana sostanza organica marrone...). Bel comportamento, eh, davvero non c'è che dire. Se non si è capito, sono più che sarcastico...
Ora, hai intenzione di continuare su questa strada oppure mi smentirai, come spero vivamente, sistemando tutta la faccenda una volta per tutte? Credo che tu l'abbia presa per il culo abbastanza, almeno per i miei gusti. Ma si sa, le palle al giorno d'oggi sono optional, quindi non sono molto ottimista...
Non aggiungo altro, perchè credo di aver detto fin troppo.

Chiedo scusa a tutti per lo sproloquio notturno, ma le scatole mi stanno girando e non poco...

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venerdì, 09 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 20:08 in carampanismi

Collezionare buoni auspici.Io devo ringraziare Paolo, Francesco e Alberto.
Il primo per l'esecuzione (non per nulla, non ci conosciamo più di tanto se non per lettura reciproca continua), ma gli altri due perché sono amici meravigliosi.
Quello che penso di voi resta qui, tra le briciole negli spazi tra tasto e tasto della tastiera. Posso solo dirvi che anche dalle piccole cose si capisce che amici meravigliosi ho. Davvero.

Certo che uno va a vedere come al Luccacomics di tempo fa era il clima, e ora Wally mi dice che lui è passato come l'amico di Fran e mi vien da ridere.
Poi noto come fu per il cartoncino di un anno e mezzo fa.
[Dio, sono con questo umore e sta tristezza da tutto questo tempo? Ma che palle eh]
Eriadan, spero stavolta la balena basti tutta, perché mi sa che il lupacchiotto ha tirato le cuoia dallo sforzo.

[certo, dovrei ringraziare anche molti che han mandato email e le pastiglie Valda, ma cazzo volete, dopo qui divento più buonista cariata di Veltroni. Ma anche no.]

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elaborato da Franfiorini, 15:16 in franfiorinologia

Ci son quelle mattine che non sai perché ma qua in territorio parmigiano arrivano delle folate che ti chiedi da cosa derivi quel lieve afrore campagnolo che investe narici e olfatto.

Poi capisci che è come se abbiano fertilizzato tutti i campi attorno. E quel vento che sta facendo sbattere persiane e finestre lo porta a te, rende tutto più freddo e più pungente, alle tue strutture.

Insomma, che era un periodo di merda si sapeva, ma sentirne anche l'essenza per l'aria fa girare le ovaie eh.

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giovedì, 08 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 15:08 in fran s corner

Ma secondo me, ora, col tempo che sta facendo, fa meno freddo fuori casa che dentro eh.
E non è neppure ancora l'Estate di San Martino*

*nota festa dei Cornuti. Ricordo sempre che facevan gli auguri al mio farmacista gli altri anni.

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mercoledì, 07 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 20:46 in lo sglapsanalista

La cosa bella di avere un blog, e di gestirlo diaristicamente (sic) parlando è rileggersi indietro e vedere come si è affrontate alcune cose.

Io a settembre ho avuto un problema di salute grosso. Credo di essere stata parecchio vicina a trovare un posto stretto imbucato tra assi di legno più o meno lucidate. Credo? Ero. Con tanto di esperienza (non ne ho parlato neppure allo psicologo, beccatevi lo scoop, ma mi sento scem... eccentrica a parlarne) quella lì con la luce e menate varie. Me ne vergogno. La trovo una cosa inspiegabile e al di fuori della mia portata. Io, quelle cose lì non le accetto.
Tornando indietro a maggio e giugno posso dirvi che anche lì me la son vista brutta. Ma non così brutta.
Tutto quello mi ha cambiato.
Completamente. Ora non mi riconosco più neanche io. Solo so che ora mi trovo in una condizione miserrima, cosa che se mi conoscesse la De Filippi mi prenderebbe con ella e farebbe degli special su di me, Caso Umano.
Non è che non mi piaccio, non accetto di nuotare nel guano.
Io da adesso a ritroso a metà settembre ho vissuto un tempo dilatato da una parte. Momenti in cui quasi da schizofrenica vedevo me fare determinate cose che non è che mi spiegavo, ma dovevo farle. Perché è così breve. Ed era più doloroso della media viverle, era più intenso, a volte era più bello.
Neppure fossi la strappona bionda di Heroes.

Poi le cose si rompono, si incrinano.
Appena ti rendi conto che entrambe le persone a cui vuoi un gradino di bene e un pizzico di fiducia più di altri si comportano in modo completamente diverso te ti svegli quasi.
Diciamo che è un secondo dolore. Dopo il primo.
La cosa peggiore per me è stata la perdita di controllo prima della propria vita, poi del proprio corpo. Credetemi, per una persona con una minima base (mi sto schernendo) biologica e ex atleta questa è una discreta mazzata. Per di più io sono una testarda assurda. Io, la vita che avevo prima, me la son portata nella malattia. Ed è stato pesante, per me. Non so per gli altri attorno, ma purtroppo io noto e subisco anche il minimo cambiamento di chi mi sta vicino. Le ho tentate tutte, da isolarmi a dialogare molto con una persona. Non serve un cazzo.

Non è solo il disagio di dire che stavi lì lì per provare l'obitorio.
Il disagio è stare da quel momento in poi sotto morfina. Nascondere tutto a tutti. Soffrire come un cane. Dimenticarsi le cose. Rallentare la morfina e corrodersi dai dolori. Soffrire in qualunque organo. Soffrire. Tenere la sofferenza per se. Vedere che anche se la tieni per te, niente migliora.
Ti incazzi, smetti la morfina, stai male da cani una settimana. In quella settimana succede di tutto. Ti chiedi più volte perché a Settembre quel cazzo di destino che ti hanno affidato... no, aspetta, non sai neppure cosa ti stai chiedendo. Più volte ci pensi, che era meglio però esser morti. Più che altro per concetto epicureo. Il valore della vita quando sei malato per tanto tempo è un concetto che rivedi, che sviluppi e fai tuo. Sarò un medico diverso, se ci diventerò. Non ho idea ormai. Qualsiasi cosa che mi piace e a cui tengo va a puttane. Cerco serenità e non c'è.
Sono migliorata in alcune cose. Sono migliorata grazie alla vicinanza di tante persone. Non sono cambiata per loro, ma mi hanno fatto riflettere. Io prima mi tagliavo. L'ho fatto per 20 anni, era una cosa che la mia figura paterna mi aveva fatto incamerare come gesto giusto per punirmi quando sentivo parecchio dolore in me stessa per il male che facevo agli altri. Sentire dolore fisico ti allontana da quello della testa. Le endorfine si liberano e senti anche meno male fisico. Da una parte è un bene, dall'altra è profondamente sbagliato. Sono prese di coscienza che devi avere dopo tempo.

Ora mi trovo con le mani che mi tremano. Le estremità violacee. L'essermi fatta un'assunzione di thc dopo secoli, peggio tanto non posso stare e sinceramente un po' aiuta anche se l'erba di una volta era meglio, diciamocelo. Ho un dolore al petto atroce che cerco sempre e comunque di mascherare. Ho un bisogno di affetto richiesto sfacciatamente ma che nessuno pare darmi. Vivo nei miei sbalzi d'umore. Dovrei prendere delle decisioni sulla mia salute che non so prendere. Sinceramente non so cosa voglio fare. Sto e stavo sinceramente valutando di mollare, ora. Mi sento sola, sono sola. Non mi fido di nessuno. Mi fidicchio di qualcuno. Sbagliando, non so. Ma avere giramenti di testa mentre si sta anche seduti ti fa capire che non sai se riesci a sopportare più tutto questo. E "specialisti" han fatto peggio.
Non è che ti rimane tanto. Ti rimangono un gruppo di amici che vedi lì, guardi e capisci che sì ci sono, ma non sanno che fare. Rimani te che non sai cosa fare. Meglio: non sai se vuoi fare.
Ora come ora non mi ammazzerei. Non ne avrei il coraggio. Vorrei solo essere un po' tranquilla. Vorrei solo arrivare lì magari a capire che sto sul limen della mia vita e dire "va beh, è andata". Quella cosa non riesco ancora a dirla. Mi spiace, mi rode. Da una parte mi rode, dall'altra mi deprime. Capitemi, altro che uscire e distrarsi, qua i problemini sono un attimo più pesanti.

Non so perché ho scritto tutto questo. Tenermelo dentro pesa. C'è questo, c'è tanto altro. Ci sono cose che non si riescono a dire e non si palesano neppure per la propria persona. Non augurerei a nessuno i miei ultimi due anni. Ci sono state in mezzo cose splendide. Ci sono tanti minuti di dolore che pesano come degli anni. Ci sono cose che ormai le mie spalle non reggono più. E tutto questo peso avevo creduto potesse essere alleviato da qualcosa. Non è così, si soffre e basta. Sperando poco, ormai. Il Destino, ché io credo che esiste, è una gran puttanata.

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elaborato da Franfiorini, 15:43 in medicaldivision

Breve guida a chi decide di sentirsi male. Caro lettore, ti vedo a te a sessantanni a ripigliare 'sto post e impararti questo simpatico vademecum.
Casualmente questo corso verrà improntato sui problemi cardiaci. Perché? Ovvio ho un'esperienza assurd... ehm, dicevo, ovviamente perché sono tra i più diffusi per quanto riguarda le emergenze.
  • Prima cosa: quando sai di essere un colabrodo tieniti una borsina con due cose tue, ché si sa mai quanto ti ci tengono lì a $repartonosocomiale. Perché a volte se perdi coscienza il protocollo prevede tagliare i tuoi abiti, e perdonami la franchezza o lettore, sono cazzi se te devi uscire dopo nuovamente e no, non hai parenti attorno. Non è come in ER che ti trovavano degli abiti così, a caso. Ormai nei nosocomi mancano anche le cappe verdi da prestarti come t-shirt.
  • Seconda cosa: te esprimiti in modo semplice. Al triage sennò si incazzano se hai nozioni minime. Potrebbero deriderti e te, che già stai soffrendo e pensi che il parto al confronto sarà uno starnuto, potresti reagire male, molto male, con le forze residue che hai. Quindi al massimo digli che hai la bua qui, poi fanno domande e lo capiscono. Se sei studente di medicina dillo solo di fronte al collega con nonchalance a mezza voce e abbassando gli occhi. Pensa, se ti capita come a me che vedi più spesso il Pronto anziché le persone a cui tieni puoi ovviare questo passaggio, figata, neh?
  • Terza: abbiate pazienza. Specie se entrate sempre con codice giallo. Siete troppo poco moribondi e molto poco baldanzosi. Rompete. Sperate che alcuni coglioni non si facciano male nel frattempo e che gli anziani non si lamentino che te giovine gli stai ciulando la fila, ed essendo così giovane non puoi star male.
  • Quarta: pensate alla prima cosa bella che potete fare appena usciti.  Sembra una stronzata, non lo è. Sapere che c'è qualcuno o qualcosa che potrà confortarvi in quei momenti è meglio di qualsiasi medicamento. Di contro, non pensate alle cose "brutte". Pesano molto di più. In caso c'è da fare una terza cosa. Non pensare e iniziare al massimo a pensare se i muri son di muratura o cartongesso.
  • Quinta: l'adagio di House che tutti i pazienti mentono è instillato nelle nostre menti mediche. Quindi il medico di turno vi farà tutte domande per capire se davvero voi non siete dei drogatidimmerda che rantolano lì in fibrillazione atriale/pneumotorace/angina/salcazzo perché siete delle teste di cazzo (da curare, ma teste di cazzo).
  • Sesta: quando uscite o vi sbattono fuori cercate di capire che non state bene. Aspettate cinque minuti nei dintorni, in caso siete già in luogo.
  • Settima: tornare a casa a volte è sempre la cosa più bella, altre volte è una cosa che vi pesa tantissimo e vi farà iniziare a pensare a tante cose, a seconda della paura che avete avuto.
  • Annotazione: di solito il volontario/barelliere è persona con cui avere fiducia reciproca. Non sfanculatelo, abbiate pietà di lui.
Seguiranno altre brevi annotazioni sulla vita del lungodegente (suggerimenti?)
[P.s. Sì, stamani il mio muscolo cardiaco dava nuovamente grossi problemi. Prima o poi il punto sette me lo gioco, mi sa.]

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martedì, 06 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 19:42 in foto, intervistozze e giornalaismi

Panariello al Teatro Regio.
Spero che ora il mio rapporto con Panariello subisca una brusca frenata.
Quando una sa a memoria il repertorio di Giorgio Panariello, o perlomeno il 70% di quello proposto in «Faccio del mio meglio», attuale spettacolo teatrale del comico tosco... ecco una se le pone le domande.
Perché una cosa è capire l'attacco di una canzone dei Muse e dirlo alle vicine di concerto in Arena di Verona, un'altra è capire che sta per arrivare Naomo in scena ed essere l'unica ad essersene accorta al Regio.

Capitemi.
Io che l'unica volta che avevo visto Panariello dal vivo egli ci aveva indosso la tuta, ed era il primo anno di tv su raiuno. Io bevevo l'acqua santa di Chianciano alle terme, lui che faceva uguale. Io che mi produco in un "uh, Panariello". Lui che si nasconde come se io fossi chissà che e io che vado a mangiarmi un cornetto (brioche, per voi nordici).
Io che avevo scambiato Renato Zero a Parigi per Panariello che si esercitava oltralpe ad imitarlo (anche perché, sfido anche voi, ma sentendosi dire da Renato in persona riguardo al passeggiare per Parigi e non sentirsi i kilometri nelle gambe: "nì, qui mica è come girà ppè roma, coi sampietrini che te massacreno", a me qualche dubbio verrebbe eh).
Io, che ho attaccato manifesti di Panariello due volte in sei mesi.
Io, che ho avuto l'infanzia oltre che segnata da Bonolis che discetteva con Uan, io ce l'ho avuta segnata anche da Conti e Panariello ad Aria/Vernice Fresca.

Lo so, beceri, non mi capite.
Iniziamo dalle critiche. Prima quelle che non c'entrano col Giorscgclunei de noantri: i miei vicini di palco erano due rompicazzi assurdi ai quali ho augurato chirurgicamente le peggio cose.
Lei, bionda, isterica, parlava continuamente di tutto e tutti. Commentando addirittura le persone in platea fila per fila e paragonandole ai loro conoscenti. Lui, e la buzza di lui, erano spaparanzati nel palchetto coprendo qualsiasi visuale. Io, io mi trattenni da qualsivoglia commento e anche dal chiedere "oh giovane, ti sposti che io ho pagato come te?" ma decisi una cosa. Mi misi come corpo morto addosso alla sua seggiola facendo del mio meglio per scassargli le balle e scatenare un casus belli. Da lì mi sarei prodotta in un:
- "se lei si producesse meno in posizioni sbragate alla Caccamo qui c'entreremo tutti. E non si illuda che io le sto addosso: non è il mio tipo".
- "scommette che lei entro due minuti sentirà un capogiro che la farà cadere improvvisamente da questo secondo ordine di palchi alla platea facendosi un po' male?"
Ma mi sono trattenuta e son stata tremante (per motivi di salute) addosso ad ello per due ore circa. Credo di avergli fatto del bene, nel senso che minimo minimo se funziona la vibrazione come dicono nelle televendite ello deve aver perso circa 3kg.

Panariello secondo me dovrebbe togliere due cose dallo show.
a) Pistarino: la scenetta del Pista sommelier si riprende (spoiler) solo quando poi esce Merigo l'ubriacone. Sennò prima è di una tristezza assurda.
b) la scenetta del vecchietto sulla panchina. Anche lì avessi avuto ammennicoli maschili me li sarei giocati tosto. Non so, inizialmente fa sorridere e poi piomba nella tristezza. Fate voi, già farei l'areosol col gas ultimamente, quindi sono intollerante.

Poi non anticipo tante battute, ma segnalo, che ne so, uhm poi la battuta sull'auditel, che a lui da fastidio perché è come se il signore della prima fila facesse l'amore con la su mogliela sera stessa, cosa alquanto improbabile, e la signora il mattino dopo a colazione facesse "AAAAAAAAAH AAAAHHH"
Poi secondo me ha fatto una cosa carina, nel senso, si è interessato a una serie di frasi in parmigiano e l'ha dette all'inizio, nonché luoghi e cose così. Tipo "ho fatto lo spogliarellista al dadaumpa" "la mia carriera è iniziata qui, ma ho smesso quando anziché le banconote negli slip hanno iniziato a strisciarmi la carta di credito". Ecco, son cose. Se vi capiterà di vederlo vale.

[le precedenti puntate del Panariellogate le vedete qui e qui. Videi orrendi qua. That's all folks] 

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elaborato da Franfiorini, 12:25 in lo sglapsanalista

Io, non ve lo so spiegare, io. Diceva Ferro.
In una settimana, me ne sono accorta due minuti fa ho perso otto chili. E sentirsi i pantaloni sulla sinfisi pubica mi da un fastidio tremendo.
Non c'è qualcosa che vada bene nella mia vita: ridiamone, neppure le visite sul mio sglaps. Un troiaio. Neppure il lavoro, né l'università, né gli affetti.
Te dici, eh ma resta la salute.
Nah, mica c'è, quella. Anzi, quella manca per prima. Te erroneamente speri che tutti gli altri tasselli vadano a lavorare come castori a formare una diga.
Una sega, invece.
A me non va più nulla ora. Apatia. Abulia. Tristezza a leggere io che scrivo ste cose e mi rendo conto.
A me non va più nulla e non mi interessa più nulla, mi sto lasciando andare.
Davvero, mica scherzo.
Fisso il muro e non ce la faccio pure neppure più a disperarmi e piangere come lo scorso fine settimana.
Non mi interessa più lottare, non ci sono motivazioni.
C'è solo una paura residua che lascia spazio a tanta rassegnazione. Tanta.

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venerdì, 02 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 15:45 in historia frannica

C'è da prenderne atto.
Quello pseudoreplicante delle macchiette interpretate da Albertone Sordi, alias Franceschiello Rutelli, a forza di tentare di mingere dentro il vaso qualche volta ce la fa pure a mirare esattamente dentro il buco.

Insomma non è una cosa che sappiamo tutti eh, ma mentre un po' tutti subiscono il fascino del Camino de Santiago molti non si cagano la solita cosa sottocasa. Ché è un po' come andare alle Hawaii e non cagarsi la Sardegna, ma vabbè. Io, ecco, io che ci penso a voi e penso anche che i costi del carburante ormai sono più esosi che se facessimo una macchina che va a grappa.

Ecco allora la proposta healthy (marò) per le vostre ferie: fate anche voi a piedino o in bici la via Francigena!

Rutellone e Prodi si sono riuniti assieme ai presidenti delle associazioni e han fatto il punto della situazione a Monteriggioni, borgo senese. Dunque, il percorso pedonale c'è: manca solo da segnalarlo.
Infatti eccetto province come quella di Parma non è che si lesinano cartelli e indicazioni (alcune cose son da completare, ad esempio l'ambizioso progetto del ponte pedonale sul Po) per il percorso pedonale. Insomma, tutti ci credono. Non so quanto sarà realizzabile, anche per carenza di strutture low cost ove dormire [nel camino de Santiago ci sono ostelli, ci son le vecchie fonti con acqua e vino, ci sono quelli che ti mettono i bolli che alla fine del viaggio ti danno la tesserina "uè, anche io ho fatto il Camino". A noi tutta questa industria qui manca. Ah, come faccio a saperlo? A me andrebbe di farlo, così per una questione che camminare fa bene sia alle gambe che allo spirito, più che una cosa prettamente religiosa. 'Ste menate qui. Ma ho trovato solo una mia compagna di università propensa, ebbasta. Quindi è un progetto accantonato. Minchia, pigri così per qualche centinaio di chilometri a piedi...]

Naturalmente il cammino non riguarda solo l'Italia. Certo, se l'obiettivo è arrivare a Roma partendo da Canterbury capirete anche voi che si passa per la Francia. Esempio: sotto la cattedrale di Lione è segnalato che lì ci passava la francigena.

La possibilità di vedere posti come questo, rispetto al camminare da Pamplona a Santiago per i monti, secondo me non ha paragoni (suvvia, la Spagna è più brulla, il senese è meglio).
Oppure, e io conosco solo questo lato di Francigena, ossia quella attorno al lago di Bolsena, per ovvi motivi (mamma è guida turistica, capitemi, io sin da piccina ci pascolavo) e pure lì stanno cercando di perlomeno disboscare la strada ove si deve camminare. Ché noi qui lo sappiamo che vanno fatti percorsi pedonali ad hoc, sennò già ci si ammazza normalmente sulle strade. Capisco che magari l'intento è anche religioso ma provare a vedere se ci siamo conquistati abbastanza la graziadidio anelando il paradiso da moribondi non mi sembra una cosa da furbi.
Dunque, però dico che durante 'sto percorso ci son tante bellezze storico-naturalistiche. Vi segnalerò, ad esempio, ad Acquapendente provincia di Viterbo la cripta della locale chiesa è rifatta sulle fattezze e misure di quella del Santo Sepolcro di Gerusalemme. E so on.

Ma perché ora noi facciamo 'ste cose per calare la panza o sfuggire allo smog milanese e invece una volta tutti andavano a fare i pellegrini?
Anzitutto si acquisivano diritti mostrando i segni dell'essere andati in pellegrinaggio (non le vesciche, pirla. C'era la conchiglia per Santiago, la chiave per Roma e la croce per Gerusalemme). Ma poi visto l'importanza (all'epoca?) del potere religioso l'aver fatto il cammino era vista come una cosa bella da fare, e i 20-25km al dì per penitenza in gruppo eran visti con profondo rispetto devozionale nei confronti del luogo della meta (da San Giacomo a Santiago, a Roma sulla tomba di Pietro e Paolo, a Gerusalemme sui luoghi di Gesù).
Ora non ditemi che non vi do idee per le ferie eh. 

[Maggiori info: qui. fonti delle foto: Flickr. Tra i tanti album, oltre a ravanare sulle foto cliccate guardate questo album o questo, o le 300 foto qui]

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giovedì, 01 novembre 2007

elaborato da Franfiorini, 20:35 in lo sglapsanalista

Sarà dai primi di settembre che cerco di curarmi con diverse figure professionali a supporto. Non l'avevo mai fatto prima, e con la coscienza di ora affermo che avevo fatto bene.
Mi tengo dentro la mia situazione di salute fisica il più possibile. Perché è complessa, brutta, pessima. Io se avessi un paziente con lo stesso quadro raccatterei tutto il cinismo che ho e riderei.

Per tutte le medicine che prendo e per il dolore viscerale molto forte anche la testa ne soffre. Da sabato, vi dirò, io mica controllo tutti i miei gesti. E due persone, il post di ieri, ne hanno pagato le conseguenze.
Continuando forse a non capirmi.

Sto seriamente valutando di prender su risparmi e borsa e andarmene un po'. Chiudendo ponti e contatti. Con chiunque eh. Forse qui no, ma forse, non saprei come postare ma boh.
So che non è maturo, non è serio, non sarebbe da farsi. L'ho detto a quelle due persone e l'han preso come minaccia.
Non è una minaccia.
Da una persona che sei mesi fa ha sbagliato il calcolo della dose letale di due pastiglie è il prodromo di una cosa che voglio fare, visto che me ne mancano altre.

Voler bene è a volte mettere anche da una parte un pezzo di se stessi dando quell'aiuto che l'altra persona è arrivata a supplicarti.
A volte.

Io sto qua con un dolore interno biologico e un altro non che è simile a come se avessi ammazzato qualcuno. Lacerante a tratti da quanto sento che sia del tutto colpa mia e che io non posso fare nulla per rimediare o migliorare.
Mi sento in colpa di non essermi fatta capire. Io, che cercavo di tenermi l'astinenza da morfina e che mi trattengo le lacrime e stringo i denti dai malesseri.
Io, che le unghie viola le ho perché quel muscolo cardiaco non vuole andare bene, sotto il peso del resto.
Io, che quindi mi tengo dentro tutto questo per fare in modo che il resto non sia influenzato. A me che adesso formicolano le mani mentre scrivo e sento i fischi nelle orecchie. Io che mi trattengo solo in fondo dal picchiare una e che non mi trattengo dall'impulso di ferire qualcunaltro. Io che ora sto qui e penso che starò ancora peggio, perché io ci penso, e non si risolve. Loro, che non si sopportano ma stanno reagendo allo stesso modo nei miei confronti. Uguali. E dicono di volermi bene.
Io che in questo momento non so seriamente come cazzo faccio.

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elaborato da Franfiorini, 01:10 in lo sglapsanalista

Scrivo per dire che ora ho un grosso problema nel controllo delle emozioni.
Non sbroccavo così da quando giocavo a calcio.
Ho grossi problemi per il controllo della rabbia, anche fisica. Ho grosse difficoltà a non soffrire per mezze frasi, mezze idee dette e non spiegate.

Scrivo anche per dire che le cose le sento molto di più. Sono ipersensibile sia sulle cose belle che sulle brutte.
Troppo. Tanto.
Terribile. Vivi in balia delle onde. A ogni risacca ti abbisognerebbe del travelgum. Anche un minimo spiffero è un uragano. E nessuno si accorge che è così. O perlomeno tutti si accorgono, e se lo ricordano per due minuti. Poi ti dicono la loro.

Tento di fregarmene ma non ci riesco, e ci soffro.
E mi trascuro.
Ma non è un trascurarsi per farsi del male. Voglia di dimenticare, credo.

Scrivo per dire che le mie unghie a volte son così viola che mi chiedono se abbia su lo smalto.

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