domenica, 30 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 15:14 in canzoni e musica

Ora, lei me l'aveva detto quando si parlava in gtalk: "Occhio perché Tom è bellissimo".
Io, sabato sera al Velvet, ho avuto 30 buoni secondi mentre cantava Camera all'inizio di totale rincoglionimento. Vi spiego cosa ha pensato il mio cervello:
  • Ma... quello è Tom Smith?
  • Mannò, dai, è lui? Cazzo, rispetto al disco o gli altri live che ho sentito in mp3 ha un polmone in più... è meno nasale...
  • Mannò, non può essere lui, suvvia.
  • Oddio, e io non mi ero mai accorta in quattro annetti buoni che ascolto gli Editors che 'sto qui è bono da morire?
Alché mi sono spaparanzata addosso al pilastro lì del Velvet con un paio di squinzie sotto che si muovevano anziché con la musica del gruppo con un altro ritmo ondeggiante che doveva essere del tipo Sugli sugli bane bane tu miscugli le banane.
In questo settore fighedilegno (mioddio, era pieno di bimbi delle medie mi sa, o i romagnoli tutti dimostrate meno anni e siete alti un metro e un rutto) solo io e il tizio che era nel gradone sopra di me ci stavamo dentro nel ritmo, bella pe' te zio.
Il settore però era azzeccatissimo perché sembrava che Tom per il 60% del concerto mi stesse fissando. Naturalmente avrà guardato nel vuoto, ma la sensazione era molto bella, perché lui è ehm... non gli rendono giustizia le foto.
[scusate, non passa questo carampanismo adolescenziale. Ma davvero se lo incontrassi ora farei come la Littizzetto quando faceva Lolita. Abbiate pazienza, 'ste cose con il mio stato fisico... mi son dovuta fare una redbull e un caffè per stare in piedi ieri eh, pensa te. Ho roso come un castoro per non poter fare lì il pogo come la gioventù di latte...]

Un passo indietro. Supporters erano i Mobius Band. Più che dignitosi, oserei anche un buoni. Anche se in scaletta si salvano gli ultimi due pezzi su tutti (Friends like these e the loving sound of statics, già segnalati qui sopra). Un po' acerbi, si può dire, però non spaccano né timpani né maroni (qui alcune loro foto) e alla fine li applaudi perché ci hanno 'sta cosa qui degli educati che gli vuoi anche del bene (sì, ok, hai fatto la tua mezz'ora, grazie eh).
 
L'inizio ve l'ho detto, con Camera non so quanto sia azzeccato. Ma pazienza. Loro sono in formissima, sebbene un po' statici dal punto di vista palco (Chris in pratica sta sempre in ombra, un po' il bassista gigioneggia), ma Tom Smith è meraviglioso. Non fa praticamente mai cantare il pubblico (tranne in piccoli frangenti nei cori), ma si muove di continuo, sale in piedi sul pianoforte, salta e balla e fa una serie di movenze ispirate un po' a Michael Stipe un po' a pose plastiche da indossatore di camicia di forza (lo adoro quando fa così, forse perché mi ricorda me. Mah)

Visto che stavo circondata dalle non-alte ho optato per una cosa: la registrazione di alcune tracce del concerto via fotocamerascassona appoggiandomi lì alla Nipote del Vento di cui sopra che quindi alla fine non ha rotto i maroni muovendosi più del dovuto (dopo due capocciate alla fotocamera. Capitemi, mi impediva anche il normale movimento delle braccia. Era una vendetta)
Youtubevideo: Editors - An end has a start
Youtubevideo: Editors - Bullets
Youtubevideo: Editors - Lights
Youtubevideo: Editors - Lullaby
Youtubevideo: Editors - All sparks
Youtubevideo: Editors - Munich
Youtubevideo: Editors - Bones

Il concerto è stato bellissimo. Circa un'oretta e mezzo. In mezzo anche la cover di Lullaby che risulta spettacolosa con la voce di Tom. E qui mi sovviene il dubbio: indovecavolovenne messa Banging heads? Ieri mi sembrava di averla sentita prima, ma ehm, non la trovo nei miei archivi audio. Che fosse un concerto video? Poesse. Ma se era video, perché non mi accorsi di Smith? Non me ne faccio una ragione, scusate. Però posso dire che lo apprezzo maggiormente per la musica, checculo, già, se non l'avevo notato prima nella sua figaggine.

Ah, Nicole mi ha fatto a metà scambio sms notturno la domanda: "ma tra Tom e Matthew?"
Ordunque, fughiamo ogni dubbio dicendo che l'idolatrazione per Matthew Bellamy non prevede altri pensieri se non quello della contemplazione e del fanatismo. L'altro ehm. Diciamo che si cerca volentieri un ominide simile, anche nelle pose plastiche da palco.

[le foto, bellissime, presenti in questo post sono di streetspirit73, prese da questo suo set. Io ve lo dissi, non so ancora fare foto ai concerti]

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elaborato da Franfiorini, 12:59 in fran s corner

Se un essere umano già faceva le 3 e mezza causa insonnia, l'ora legale, oltre che scomoda perché si deve regolare qualsivoglia orologio eccetto il pc, fa si che l'essere umano di cui sopra si addormenti alle 4 e mezza ora.
Afterhour?

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venerdì, 28 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 23:30 in canzoni e musica, fran s corner

Mentre stasera si lanciava in radio l'ottima Daniela_elle, poi abbiamo proseguito con Marcuzzo e Nicole. Inoltre Velenero mi ha fatto un po' di bannerini e banneroni. Ora, io son per il primo. Ma c'è anche il secondo di Velenero e il terzo di Giorgia. A voi pubblico sovrano il televot.... ehm, la richiesta di un feedback.
Prove di banner per RadiosglapsAriprova di banner (votate!)
Podcast, mp3: Radionation promos - Fran e Daniela_elle

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giovedì, 27 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 23:53 in franfiorinologia

In 36 ore ho buttato nel cesso 3 mesi di lavoro, e le mie condizioni di stamani erano pietose.

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mercoledì, 26 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 21:03 in foto

Tra i begli ricordi che accompagnarono la mia emigrazione quassù fu conoscere il primo anno di CTF la mia amica Elena. Che aveva solo due difetti: uno quello di lanciarti e di volerti presentare gente che secondo lei ti ci vedeva bene e l'essere mancina (l'essere mancina era scomodo per prendere appunti compulsivamente perché a volte ci scordavamo e facevamo a gomitate, e quindi per ovviare ci dovevamo mettere in posizioni da contorsioniste)
E fu così, che nelle prime volte che si parlava così, del più e del meno, per sciogliere il ghiaccio le chiesi:
"Uhm, ma a Reggio Emilia che c'è da vedere?"
"... mah, mica niente. C'è la Statua del Crostolo..."
"...chi?"
"Il fiume, un rigagnolo, un coso lì... il Crostolo"
"Ah."
[la foto è di .arzan]

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martedì, 25 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 18:07 in lo sglapsanalista

*scusate, comunicazioni tra amici.

Andare in ferie con mio padre è sempre stata una cosa bella.
[sarcasmo, portami via]
Ci si muoveva con il freddo, col maltempo o con il clima polare.
Così come le elezioni giovano all'industria balneare, con me le ferie giovavano all'industria farmaceutica causa susseguente influenza, quindi.
[Dunque, oltre a 10 giorni di assenza per le ferie, dopo ne facevo altri 5 per la febbre. C'è sempre stato snobismo famigliare per questi riti popolari delle cose fatte tutti assieme...]
Ovvio, noi professionisti del turismo ci muovevamo a novembre o a gennaio. Una allegria che non vi dico, ma a me poi piaceva viaggiare e quindi le cose passavano in secondo piano.
Oddio, non tutte.

a) Mio padre russava. Cioè, credo russi anche ora, ma adesso non mi riguarda. Ma mio padre aveva un russamento tale che al confronto una mietitrebbia sembra una panda elettrica silenziata. E io ho problemi con l'incipit del sonno. Ricordo con piacere che ad Atene gli tirai tutto quello che il comodino offriva, anche la bibbia. E che essendo lui accanto la finestra aperta ricordo che 'sta bibbia stava pure per spiccare il volo. Mah, son cose. Ricordo però con piacere che quando aveva l'insonnia usciva a camminare in hotel. Oh, con piacere perché almeno io dormivo.

b) Mio padre è sempre stato affezionato al cibo. Inutile dire che la colazione la faceva doppia (anche perché io ho sempre avuto qualche problema ad alzarmi dal letto presto) nonché ci si doveva fermare un paio di volte a fare pasti completi. Cosa per me impensabile visto che invece mi ricordo di mangiare in giro o quando sto per svenire o quando dallo stomaco proviene un inequivocabile suono simile a un "GROAAAAAURRRR". E di solito sovviene dopo 14 ore, quindi manco rompe.

c) il bagno e mio padre. Ammetto che tutte le volte il mio sport preferito, che mi causava risate fino al torcicollo era spegnere la luce esterna al bagno mentre papà meditava sulla ceramica e leggeva la guida touring. Ciò causava un baritonale "FRAAAAAAAAANCEEEESCAAAAA.... gnorantedifiglia...." tutte le volte. E ammetto che era una vendetta per come lasciava il bagno la mattina, cosa che se Bush ci fosse entrato ci avrebbe mandato dei soldati per il sospetto che si producessero armi di distruzione di massa.

d) mio padre e il turismo. Mio padre ha un dono: individuare i ristoranti. Per il resto è una pippa: non capisce se è un hotel è praticabile o meno (memorabile una volta che finsi di dormire in auto per non discutere con lui, ehm, avevo 12 anni), ti fa fare 12 km a piedi sebbene ne occorrano 4, non riesce a programmare bene una lista di cose da vedere, tutto quello che si vede si deve vedere di corsa.

Ora capite perché dopo anni con mio padre, mia madre considera una cosa normalissima e anche rilassante fare del turismo con me.

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domenica, 23 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 20:45 in canzoni e musica

Parlare di aver digerito due album, nel giorno di Pasqua ha un che di paradossale. Macchecivoletefa'.
 
Editors, foto di PeppermintNicoleAnziché parlare di Counting Crows o Duffy così vi si parlerà che finalmente ha bussato ai neuroni Our love to Admire degli Interpol (alla buon ora? ehm, beh, coff. Sarà che le vicende mie e di Banks negli ultimi mesi andavano a sovrapporsi e non ci sopportavamo, noi del 3 maggio) e anche son riuscita ad ascoltare tutto An End has a start degli Editors, in tempo in tempo per il concerto tra una settimana (sì, la notizia è che stavolta glielafo ad andarci. O meglio: ci vado anche con le grucce, la bombola d'ossigeno o le flebo se abbisogna. Più verosimilmente dovrò farmi di redbull, ma per un concerto questo ed altro)

[ciao mamma! non preoccuparti!]

Come nella più buona tradizione dei miei incontri andati bene non ricordo benissimo come sono impattata sugli Editors. O meglio, dovrei sfogliare lo sglaps indietro, perché molto probabilmente l'ho scritto. Fattostà che mi pare sia il mio terzo gruppo più ascoltato su Last.fm, il secondo ancora in attività e senza un leader omicida che ascolto di più. Insomma, dopo i Muse il secondo ascolto massivo compulsivo è rappresentato dagli Editors. Perché? Boh.
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C'è un qualcosa che nella loro musica che il mio cervello riesce a riconoscere come giusta e famigliare. Le mie strutture mentali son così, incasinate. Anche per capire come si deve camminare prima devo razionalizzarlo, fate voi.

An end has a start è un disco tristhe. No, aspè, non sfrantumacoglioni, diciamo quel trishte che fa dark e riflessivo. La storia del mio ultimo anno, visto che sono un po' una marasca nello sciroppo della sfiga. Quindi come vi dissi fin dall'inizio ogni lirica, ogni nota e parola cantata da Smith e qualsivoglia schitarrata di Urbanowicz mi sembravano così vicini e così prossimi a una sorta di colonna sonora della vita. Bon, ma analisi migliori le fanno giusto in posti come questo. Io invece voglio rinfrescarvi un po' la memoria pescando le canzoni dal live acustico a MTV.
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Bones: una delle tracce più notevoli dell'album, echi U2, gran prestazione alla chitarra di Chris. Una canzone che poteva essere benissimo un singolone radiofonico da passare e ripassare senza stufare.

Bullets: prima canzone in assoluto pubblicata dagli Editors. Secondo me in rilettura acustica perde un pochino, ma sarà anche perché l'ho sentita troppe volte.

The racing rats: Il pezzone dell'album. A me sinceramente piace anche When anger shows, per via della voce quasi neniosa di Tom nel pezzo e per l'interazione con il piano, ma The racing rats è sicuramente il pezzo liricamente più ganzo e musicalmente più smuovi-il-culo coniugato assieme. Mi piace, mi piace e mi piace anche in acustico.

Smoker outside the hospital doors: singolo di apertura di An end has a start. Video girato a Praga, dopo che si erano accorti che in UK costava troppo. La frase ivi contenuta è una delle più belle figure retoriche sentite negli ultimi tempi: "la cosa più triste che abbia mai visto sono i fumatori fuori le porte dell'ospedale". Pensando che sovente sono i sanitari... ehm.

Munich: beh, sicuramente la canzone che porci, cani e ascoltatori di italiaUNO! conosceranno perché usata in molti promo. Sarà passata anche in radio? che ne so, mica l'ascolto. Risulta sempre bella.

An end has a start: Fu la prima canzone che mi colpì nell'album, a livello contenuti. In pratica parla del ciclo della vita, delle cose che iniziano, della nascita, e della fine e quel che finisce. Uno dei 5 pezzi più belli del cd. Io alla fine do ragione a Smith che dice che il loro intero potenziale non si è mai espresso in un album, infatti unendo i primi due viene un lavorone...

All Sparks: credo che sia il pezzo che abbia ascoltato di più. Ci sarà un perché. 

Per chi vuole anche c'è il podcast di Radiosglaps con susseguente puntata acustica (e siparietti pseudocomici involontari). Ringraziamo l'ottimo numero di ascoltatori pasquali e la consueta animazione in chat (che mi ha fatto molto ridere, ecco).

[Per la prima foto da Flickr si ringrazia Peppermint Nicole]

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elaborato da Franfiorini, 01:11 in deportes

Lo juventino è così, non è che gioisce (ehm) per la vittoria conquistata, ma lì cavilloso va a guardare cosa non è andato. A Empoli, cazzo, son mancati due punti.
Per il resto qui si quota abbestia Camillo.
Alcuni interisti niusgruppari già si cagano in mano (perdonate la finesse) pensando che l'ultima è Parma-Inter. Casa Cuper. Per dire eh.
[disquisizioni tecniche verranno fatte quando ci sarà serenità, per ora il lato tifoso che c'è in me sta urlando tra i neuroni come Grosso ai mondiali. Perdonatemi]

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sabato, 22 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 14:30 in fran s corner

Qua vi si da in pasto un misto di notizie raccolte nel giro di un paio di settimane rilette con il mio intelletto, visto che io le cose come le raccontano non me le ricordo mai ma le devo rielaborare con frasi ad effetto. Così succede anche per le materie di studio serie: è per questo che molti s'affollano a studiare con me, per ridere ovviamente.

# tutti mi dicono se il mio medico è Topo Gigio, ma invero da queste parti nella ricerca mica siamo cazzari. Dopo cinque anni di studi sulle cavie di Via Volturno (no, non noi studenti... oppure boh, non so, ma non ce ne siamo accorti) hanno trovato un derivato dell'acido acetilsalicilico che non buca lo stomaco e non fa grandi danni come l'aspirina quella tradizionale. Ora voi dovete sapere che un po' come in tutti gli ambienti studenteschi le leggende si autoalimentano, e non vi dico cosa si dice delle cavie nei sotterranei di via Volturno. Di contro abbiamo anche le scimmie come cavie in un famoso padiglione di una certa materia di studio e spesso diciamo che le scimmie sono più intelligenti dei nove docenti (e andiamo sempre ad augurarci che sostituiscano i prof perlomeno agli esami)

#non ditemi che l'ambiente universitario non è stimolante. Ormai un mesetto fa, in contemporanea con la liguria, c'è stato un episodio di uccellagione nella sede centrale dell'università (quella dietro l'Upim, per capirci). Cerco di raccontare l'episodio nel modo meno becero possibile, ma sappiate che ci è riuscita solo mia mamma con mia nonna a riportarlo nel modo più asettico possibile, io non ci riesco.
[ehi, tu. Lettore maschio: le immagini successivamente proposte potrebbero urtare la tua sensibilità. Quindi o astieniti o inizia a portare le tue manine in zone perineali per controllare durante la lettura che il tuo apparato riproduttore sia intatto, così non mi svieni sulla tastiera. Però non fare cosacce, eh...]
Dunque, c'era questa coppia di coniugi che si stava separando ma lui non dava gli alimenti ai loro figlioli. Lui parmense e lei africana. Lei capita lì dove lavora lui, iniziano a litigare di brutto, cosa che si sente in tutto il palazzo. Ma poi ad un certo punto il silenzio. Silenzio per un po', dopo un po' escono dall'ufficio in un modo un po' strano: lei con la faccia e soprattutto la bocca sporca di sangue, lui coi pantaloni abbassati e le gambe e i copripudenda grondanti di sangue. Compostissimo lui si reca al locale nosocomio ove gli riattaccano alcune parti staccate, e quindi ciondolanti, dal morso della gazzella african... ehm. Furbo lui, eh?

# ieri si sono dati al podismo alternativo in centro. Dopo che una zingarella ha rapinato una donna che aveva posato la borsetta sulla panca della chiesa e si era messa a pregare (ha ragione lo zio di mia mamma, ché dice che le donne son tutte oche. Lui riportava l'esempio della donna che in auto si mette la borsa sulle ginocchia, poi abbassa il finestrino e passa lo scippatore che mette la mano dentro la macchina e la deruba. Diceva, che in fin dei conti la mossa furba era mettere la borsetta vicino ai piedi, ma le donne son tutte oche.) sempre in centro due pachistani hanno rincorso e preso a martellate un nordafricano. Assieme a gente che si suicida, gente presa sotto sulle strisce pedonali dai bus, gente che rapina col cutter e amenità varie possiamo dire che Parma è una città tranquillissima (mannaggia, e io che in questi posti ci passo sempre dieci minuti prima e mi perdo gli spettacoli.

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venerdì, 21 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 21:46 in deportes

La radiotelevisione italica, dopo aver assassinato altri eventi sportivi, ha deciso anche di non farci vedere gli europei di nuoto.
Ora, io, nella mia immane ignoranza, chiedo a voi lettori imparati: ma pagano meno i diritti se fanno un'ora di trasmissione in chiaro e 4 su raisportsat? Se la risposta è negativa: perché trasmettere icsfactor e la Desusanio anziché due tuffatrici e un ranista?
Neppure si stesse facendo la figura dei perecottari, sportivamente parlando.
[sì, nei tuffi sta andando così così e Magnini è un po' lesso. Ma vogliamo parlare della Filippi?]
Non me lo spiego, no. Anche perché il mio canone in pratica non me lo godo quasi mai: sulla rai sto guardando ora come ora, mi pare, solo le repliche di Alias. Pensate voi.

Eeeeh, ma poi hanno recuperato eh. Hanno messo la telecamera e un operatore che prima di Eindhoven aveva filmato solo i suoi marmocchi al mare e riescono a riprodurre sul sito di raisport queste bellissime immagini in esclusiva (ora, come gli spiego che per vedere i tuffi dalla piattaforma l'inquadratura giusta non è di culo ma di lato? cioè, è ottimo per i maniaci, ma io nel caso dei tuffi femminili sono un'appassionata...)
Basti vedere come raisport aggiorni pedissequamente il suo blog.

[Naturalmente se volete qualcosa di serio andate a vedere il webcast ufficiale qua]
[no, mi sto trattenendo da fare la volontaria per i mondiali di Roma. Inizio ad odiare le cose non pagate. Ma se cercano bloggers per l'evento... friullillì....]

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giovedì, 20 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 23:04 in fran s corner

Complice che stasera c'è RIS, e che la sottoscritta si sente così bene che se un caterpillar mi viene frontalmente addosso credo che mi sentirei molto meglio, direi che è bello parlar di Radio.

Come ben sapete io, con l'indispensabile mano di Marcuzzo, ci si sta occupando di dare una defibrillata a Radionation. Quanto pare ora il paziente sembra che gli sia stata sciolta la prognosi e che possa uscire dalla terapia intensiva. Abbiam creato assieme a meravigliosi volontari uno straccio di palinsesto che permette un po' tutti i giorni, eccetto un sabato che pare quasi ebraico (per non dire fascista) perché un po' più sgombro rispetto agli altri.

Mentre io vado ormai allo sbaraglio da qualche parte nell'etere (tolti i momenti di Framesglaps non ho quasi mai avuto scalette o una minima idea di cosa parlar... ehm) c'è gente anche che beati loro hanno la bontà e la creatività di creare pezzi e scalette. Complimenti, tanto di cappello e petali di rose.
Specialmente ci sono delle trasmissioni che mi piacciono proprio, ma il mio ruolo m'impone di essere super-partes e di non fare figli e figliastri così, in pubblico.
In attesa che il buon Gianluca ci permetta di organizzare meglio e al meglio per voi ascoltatori la pagina di Radionation vi rimando a un breve schema delle trasmissioni che sono presenti sulla nostra emittente radiofonica.

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mercoledì, 19 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 19:03 in fran s corner

Altre soluzioni al problema ikea di cui si disse ieri:
  • Dai commenti, Giorgia: "Soluzione a naso: nonna nella cameretta e tirar su una parete con le librerie Expedit (mi pare - insomma, quelle a quadretti che stanno in *qualsiasi* studio di architettura) nel salotto per realizzare zona cameretta del regazzino e zona ufficio del padre."
Cielo, questa è bella (del resto è architetta) ed è la miglior risposta possibile che si poteva dare. Applausi e petali di rose.
  • Soluzione alternativa, commentosa, da Linda: "Oh, ma non è consigliabile mettere un bambino di sette anni con un anziano in camera tutto l'anno: i bambini sono veicolo di infezione... sotto i dieci-undicianni non li fanno neppure entrare in reparto a chirurgia!"
Vi devo spiegare che Linda è una compagna di corso in medicina o si capiva dal modo di pensare?
  • Salomonicamente, Tati: "Io avrei risposto "date la brugola alla nonna e so' cazzi suoi" XD"
[Altri?]

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martedì, 18 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 16:45 in avere ventanni

Io stamattina alle 9 ero lì, fuori, a prendere del freschino per tentare di svegliarmi. Ché qui senza caffeina non si sta in piedi. Poi ci fa entrare, la tizia dell'Ikea sebbene io già 5 minuti prima ero entrata a chiedere se insomma si facevano lì i colloqui e cose così.
Dopo un po' ci fan salire la scala e ci mandan nel salone. Ci liberiamo dalle giacche (sì, la nike modello operatore ecologico) e ci mettiamo seduti a una serie di 4 tavoli ikea come quello che ho io in casa.
Ci guardiamo così, tipo bimbi dell'asilo che passano alle elementari, e facciamo finta di nulla. Alla mia sinistra ho l'unico più giovane di me, uno nato il 29 giugno dell'85, studente di architettura. Gli altri si attestavano su una età media di 35-40 anni. Mi sono improvvisamente sentita giovane e, vi dirò, anche figa visto che la più figa era una delle risorse umane e somigliava a una delle due Gretel&Gretel.
Ci danno una cartellina da ricompilare. Mannò, maccazzo, per la terza volta da riscrivere il curriculum vitae. Non ne posso più. Lo compilo nuovamente, riscrivo tutto, metto le firme anche a un documento che autocertifica che la mia schiena non è a pezzi e da montare con delle brugole.

[poi qui, come insegna il sommo Sassi, la pratica non sarà della malattia ma dell'infortunio sul lavoro, ma ve ne parleremo, giovani lavoratori]

Iniziano i primi fogli pirla. Mi ricordano gli esercizi quelli scemetti di inglese che dovevi fare anche a quegli esami tipo PET o come erano: mettere in ordine di preferenza cinque valori (non ricordo quali, ma sono i primi 5 della mission IKEA, li ritrovate lì), fare le crocette su due paginette di aggettivi che secondo te le persone usano pensando a te (credetemi, ho cercato pirla ma non c'era) e la seconda pagina aveva gli aggettivi ripetuti, ma te non potevi tornare indietro a guardare, un altro foglio dove dovevi mettere le tue taglie in caso t'assumano per la divisa, e il foglio migliore, quasi commovente ove spiccavano le domande:
- Cosa vende l'ikea?
- Conosci altre aziende che vendono e producono mobili?
- Quali stili di arredamento conosci e quale è il tuo preferito?
E altre due domande, tra cui una mi pare era su come vedevamo l'ikea e cosa ci aspettavamo da essa. Perdonatemi, non ho memoria per 'ste cose.

Finita la compilazione del temino qui ci han detto: "fate il cavaliere".
Ciò ha creato scompiglio tra i presenti, facendo emergere che tutti con la brugola in mano sarebbero delle mezze seghe, invece significava soltanto piegare un foglio a prisma triangolare in modo che scrivendo su una faccia il nostro nome poteva essere visto dai selezionatori al tavolo come se fossero quelle targhette lì da tavolo da congresso, i cosidetti cavalieri (perché portatori del nome?).
Dopo questo breve momento art attack ci chiedono di presentarci a loro e agli altri disgraziati. Inizia questo momento in cui sembriamo tutti alla alcolisti anonimi cercando di trattenerci il più possibile dall'enumerare le nostre sfighe. Qualcuno ce la fa, altri un po' meno. Alcuni più di dire "ciao", l'età e cosa era lì a fare non son riusciti. Ma il bello deve venire. Tra parentesi vi metterò cosa pensavo ma non ho esplicato, altrimenti pareva brutto (ma sarebbe stato divertente).

Ci consegnano in mano il catalogo Ikea2008 e un foglio con delle istruzioni. Un nostro caso di studio a cui dovevamo dare una nostra risposta concreta in fatto di arredamento. Il problema era un po' alla cazzo, vediamolo assieme:
  • Una famiglia composta da 4 persone vive in un appartamento di 100mq composto da cucina, bagno, camera matrimoniale, cameretta, soggiorno/sala. Con un budget di di quindicimila euro fate delle proposte di arredamento per la cucina, la cameretta e il soggiorno/sala tenendo presente che: a) la mamma non lavora b) il padre è architetto e spesso lavora in casa c) il bambino ha 7 anni d) la nonna vuole la sua indipendenza.
Ci danno 10 minuti per focalizzare un po' la cosa poi da lì partono i rotfl.
Io ero per una soluzione molto semplice: bambino e babbo che si giostravano la cameretta per far dormire la pulce e lavorare/studiare papà/pischello e la nonna metterla nel divano letto in soggiorno, così poteva russare e rantolare nonché darsi all'areofagia in tranquillità (così come il pischello raggiunta la pubertà poteva darsi a giuochi di mano senza l'ansia che la vecchia lo bloccasse). In pratica mi lapidano, ma capisco. La mia è una visione giovane, la gente già si rivede nell'anziano messo nel letto e io nel bimbo.
Tizia: "Scusa, ma metti che poi la signora anziana sta male, che la fai stare, senza camera?"
Fran: "(no, c'è il reparto di semeiotica) Eh, vabbè, e allora consideriamo magari anche che suocera e nuora si scannano litigando tutti i giorni in cucina e facciamo due fuochi separati?"
Intanto il reparto pragmatici, ossia io, il signore che lavorava all'arquati e il giovine architetto (che presentandosi ha detto: "vorrei lavorare all'ikea perché essendo fidanzato già penso al mio futuro a due. A 22 anni. Argh) iniziamo a fare la conta media dei metri quadri della casa e considerando stanze standard ci accorgiamo che in pratica 'sto soggiorno è grosso quanto un bilocale: 58mq (ecco, vedi che si può tirar su un tramezzo e metterci la vecchia?).
Dopo che lascio un po' scannare la gente su dove mettere 'sta vecchia sento la tizia dell'ikea dire che abbiamo gli ultimi dieci minuti per trovare una soluzione. Lì, sentendo fiatella odorante di truciolato sul collo, ho operato un ribaltone che neppure un Mastella riuscirebbe a fare e trascino tutti sull'opzione Vecchia-in-cameretta dicendogli:
Fran: "e siamo tutti d'accordo che in cucina ci vuole un tavolo grande, vero? visto che staranno sempre lì le donne..."
Ci accordiamo alla meno peggio, ma a tempo scaduto gli over40 del gruppo vogliono ancora dire la loro dopo la mia relazione della cosa (che vi ho sommariamente raccontato, eh). La Tizia di cui sopra era per un letto a castello "perché ai bimbi gli piace arrampicarsi in alto" (col cippero, a me dava noia. Sul traghetto ci mandavo mio padre, 130kg, di sopra), perché, perché la tizia ha chiesto se avevano voglia di aggiunger qualcosa a quello che avevo riassunto? A sto punto mi scazzo e gli dico che comunque non avendo la planimetria dovevamo fare una proposta così, nell'ordine delle idee e una cosa che potesse andar bene in qualsiasi occasione, neutrale.
 Mi sale la voglia di chiedermi checcazzocifacciaiolì ma arriva la cosa migliore: il powerpoint della azienda dove ci spiegano come si sia passati dalle sementi alla libreria Billy, quanto è povero il nostro contratto nazionale al quale sarà affiancato uno integrativo se lo store venderà tanto e bene e poi i cotillons:
- ci sono i pranzi aziendali, le feste aziendali, le gite aziendali (lì mi son figurata anche il cinema aziendale con titoli scelti solo da Moretti in una specie di Sacherikea con rassegne indipendenti di cineasti svedesi tipo fantozziano)
- all'ikea ci si da tutti del tu e ci si veste tutti in divisa, perché si è tutti uguali anche se il tuo capo guadagna di più, ma c'è amicizia. Inoltre esistono più di una giornata no-alla-burocrazia con quelli degli uffici che vengono tutti vestiti con la divisa al reparto vendite per vedere che tutti siamo una grande famiglia.
- alla mensa aziendale si mangia con un euro.
- c'è lo sconto dipendenti (unica cosa positiva finora)
- se figli o ti sposi ti danno dei buoni omaggio (in pratica ti fanno la camera o la cucina)
Poi ho paurosamente spento il cervello, visto che in pratica per una depressa uscire di casa e fare tutto questo è già sovraumano.

Pausa pre-colloqui individuali. Vado al bagno, è libero solo quello per gli handicappati e tanto da quando son stata operata lì all'intestino non è che ci sia differenz... ehm, ecco. Però, dicevo, entro e ehm, evacuo non troppo felice. Alla fine cerco per tirare l'acqua: panico, non c'è. C'è solo una cordicella molto lontana (di fronte) tirabile, sembra l'allarme "aiuto-ho-un-coccolone" che io ho sotto la doccia e quindi mi vergogno. Apro la finestra. Chiudo la porta a chiave dall'esterno (dite, ciavevi paura che il baubau uscisse dalla ceramica? eeeeeh, beh, insomma...) e fingo nonchalance lavandomi le mani e uscendo facendo la vaga dal locale toilettes pensando di rispondere "grazie altrettanto" ad ogni madonna che la donna delle pulizie mi tirerà contro.

Rientro nella stanza e hanno fatto due gruppi, uno di sei per la stanza uno, uno di sette per la stanza tre.
Io sono la penultima della stanza uno, e finirò per penultima prima del sovracitato architettino.
Naturalmente placchiamo le prime uscite per sentire le domande, e già lì capisco che devo scordarmi chi sono, cosa penso di me e cosa ci faccio su questa terra: imposto il cervello in modalità velina.
Le tre ore di sonno ormai fisse aiutano, debbo dirvi. Per farla breve arriviamo al momento in cui io entro nello stanzino (il mio bagno al confronto è Versailles) e ci sono 'sti due delle risorse umane che si erano presentati a noi quando c'era lì il momento alcolistianonimi. Io metto su quella faccia che il mio trendsetter mi aveva consigliato e come un Derek Zoolander di noantri formulo un'espressione tra il sognante e l'entusiasta del lavorare in Ikea. In realtà vorrei riandare al bagno, e parte dell'espressione deriva da ciò.
La prima domanda è innovativa: "si descriva".
Io, pensando di essere al casting del Grande Fratello per un momento ripiazzo la tiritera dell'alcolistanonimo di cui sopra, ingigantita e addobbata di voilant e pizzi con qualche frase simpatica. I due continuano a scrivere come se io stessi parlando della fame del mondo ed arriva la Domanda:
"mi dica 3 aggettivi con i quali si descriverebbe... che sente che la rappresentano, ecco..."
(Fran non sei a Salsomaggiore, non rispondere Solare, ti prego, ti prego)
Attendo due minuti facendo la solita commedia del "vediamo che ci penso" e tiro fuori uno schietta, dicendo che è la caratteristica principale di noi toscani (tiè, ed è anche uno degli aggettivi della mission), un collaborazionista (e la tipa mi chiede in quali occasioni... diobono, quali secondo te? Per cambiare le gomme forate sulla statale?) e un testarda (e la tipa mi chiede in che senso...).
Poi mi chiedono cosa pensi dell'ikea. E cosa mi aspetto dall'ikea. Tiro giù delle cose come "lavoro stimolante" e simili. Mi sento convincente e continuo su questa cosa.
Mi fanno tirare poi fuori la foto di casa mia e qui recupero un'aria sognante-entusiasta dicendo che nel montare lì la roba mi vennero anche le vesciche alle mani (...) ma poi dopo ci passo avanti e penso che l'ho fatto io e sono soddisfazioni. Però la foto, dopo che la guardano ammirati, la voglion loro. Uff.
Poi mi chiedono delle altre esperienze lavorative, del mio corso di studi ("ma poi come concilia a..." ahò, saranno cazzi miei? e invece gli ho dovuto pure cercare una risposta diversa da "senta, o venivo qui o al macdonals, ma almeno qui non c'è puzza di fritto"), di nuovo del mio corso di studi e di cosa volessi fare da grande. Io gli dico che comunque in futuro voglio fare il medico, e loro mogi mi dicono "beh, sa, perché noi selezioniamo anche gente che resta con noi anche nel futuro..." e lì parte la supercazzola dicendo che insomma il futuro, cosa è il futuro se io sono qualcosa in divenire che non lo so neppure io anche se alla fine voglio fare il medico, ma ci ho ancora 8 anni di studii? Comunque mi faranno sapere da qui a ottobre. Io punto allo stagionale/week-end, avevo scritto la X su tempo determinato/fine settimana, ma quanto pare non si cagano le preferenze. E non più di un anno, sennò inizio a vedere brugole ovunque.

Domanda finale: "come si vede lei tra tre anni".
(sì, qui mi son trattenuta dal "chissà se ci arrivo tra tre anni" e dal "ah-ah, non riesco a dire tvatveanni")
Rispostone: "va bene: ancora non laureata?"
[fine, son stanca, ronf]

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domenica, 16 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 18:56 in medicaldivision

Il mio medico, che dovreste vedere la curva del mio gradimento nei suoi confronti: ora siamo nel terzo e quarto quadrante cartesiano, è un guitto.
Per ovviare a uno degli innumerevoli acciacchi fisici che m'aritrovo mi ha detto:
"tieni, ti do queste medicine che si danno anche alle donne incinte".

Ora ho capito il perché delle malformaz... ehm. Dicevo, io che amo sperimentare [da segnalare una mia battuta allo sglapsconvivio: "ma si possono prendere alcolici se ho appena smesso gli antibiotici?" "lo chiedi a me? io ormai mischio tutto pericolosamente, sto svoltando per il rochendrol"] ho deciso di fare una prova e quindi ho sospeso per giorni due l'assunzione delle sei compresse al giorno, ed ho constatato che il senso di nausea tipo "passeggero di un gommone Durazzo-Puglia", quella sembianza di convivere con una pantegana nell'esofago, quel sentire che hai l'alito tipo elisir fogna di Calcutta e questo fastidiosissimo senso di arsura che ti obbliga a bere tre litri d'acqua fuori i pasti si attenua parecchio.
Poi, che il problema sia peggiorato è una cosa a parte e son anche cazzimiei.

P.s. Stasera c'è Radio, per le solite cose guardare qua a sinistra. Credo attaccherò dopo le 21:15.

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sabato, 15 marzo 2008

elaborato da Franfiorini, 16:12 in avere ventanni

Ora mi capite perché non faccio autoscatti compulsivi: potrei perdere la vista. Iersera undici persone si sono rese conto che il flash della mia hp scrausoclick è peggio del lampo al magnesio di inizio secolo scorso. Mi dispiace e vi indirizzo al locale reparto di oculistica, tanto s'è compreso che abbiamo molti agganci sglapsers al locale nosocomio (diobono, ma facciamo tutti medicina? ecco perché ci bocciano massivamente)

Dunque, ora ci sarà un simpatico resoconto dalle 20 all'una di ieri sera. Quello che mi ricordo eh:
Arrivo alle 20 in piazza Garibaldi. La prossima volta devo dire come al barcamp "ho una giacca che si nota e sono alta coi capelli rossi". Mi aggiro con passo felpato sul sagrato del comune fingendo indifferenza. Un fare che poteva sembrare quasi quello di uno spacciatore, presumo. Incontro, mentre suona il campanile delle 20, Ripellina, una delle prime bloggers con cui ci siamo linkate da quasi 4 anni. Baci, abbracci e autocomplimenti per essere più precise di quelle nate in svizzera (friullillì). Iniziamo a parlare del più, del meno e del per e poi arriva anche Adamo. Naturalmente taceremo il resto dell'ordine di arrivo per non far sfiguare nessuno (da annoverare però Limine che mi chiede: "sono sotto la statua di Garibaldi, voi dove siete?" "calcola che io sono cecata, ma in questo momento c'è una deficiente col giaccone azzurro che si sta sbracciando, guarda dalla parte opposta della statua" "oddio... anche io non ci vedo tanto bene, però ti vedo!")
Sfido io che mi vedeva, con la giacca che tengo.

In tutto ciò dimenticai il primo dei tre aneddotiROTFL della serata.
  • Mentre stavamo lì ad aspettare, vengono incontro a me e a Ripellina un gruppetto di giovincelli (presumo classe ottantase.... ehm, scusa Stella), che fanno il consueto scherzetto al laureato: vestito come un giuocatore di calcio con pettorina fosforescente da allenamento doveva reclutare malcapitate per far fare loro tre palleggi. Io con baldanza prendo il pallone ma mi accorgo solo mentre lo alzo col piede che è molto più leggero di quanto mi aspettassi. Ergo svirgola e io mi deprimo quasi. Uno degli amici del tizio mi fa: "non preoccuparti, è fatto apposta". Quasi mi riprendo (mentre Ripellina almeno un rimbalzo riesce a coglierlo) e il malcapitato mi chiede di mettere il mio numero sulla sua pettorina ("anche falso eh", mi dicono i suoi amici. Io infatti pensavo di mettere il vecchio numero di cellulare del Beggi. Suvvia, non posso lasciare i miei contatti ai lattanti) così almeno non lo faranno bere per pegno da pagare. Io sto per prendere il pennarello in mano quando esclamo, quasi con teatralità: "no, scusate, perché non dovrei farlo bere?". Boato degli amici che mi dicono che sono grande ed ho capito tutto dello scopo della serata. Pff, se pensavate alla donna crocerossina non sapevate che io son cresciuta in mezzo a maschi ove si facevano simpatici ischerzi al limite del sadismo.
Ma torniamo a noi. Mentre il povero Felter cercava un parcheggio (da segnalare che Stella ogni volta che squillava il suo telefonino mi faceva: "AAAAAAAA, tieni, parla tu", facendo dipingere sulla mia faccia la tipica espressione "...") la simpatica combriccola composta da me, Stella, Ripellina, Limine, Adamo e Marco entrò nella pizzeria. Dopo un cambio di tavolo e un rendez vous con un cameriere che ci segnerà tutta la serata. Ma del resto anche la pizzeria era scelta ad hoc, visto che la maggiorparte di noi non è di natali parmigiani, visto che si sentiva un vago accento campano. Dopo ci raggiungono in colpevole ritardo (tiè, ma era annunciato, è solo per far fiction) Ekatherine e Minerva84 (le uniche due parmigiane, ecco).
  • Io naturalmente per non smentire il mio BAVDYSMO ho preso la pizza Pippo show. Non chiedetemi perché. Poi il croccantino al rum, sebbene il cameriere non è che riuscisse bene nei conti. Però questo cameriere bellissimo, con savoir faire, delicato, leggiadro quasi come un robertobolle della ristorazione (vi dirò, prima di andare via avrei voluto sparecchiare per non dargli incomodo) che ha sbattuto bicchieri, piatti, ogniccosa bussando anche all'ascensorino portavivande con un certo incazzamento perché da sotto non gli mandavano i piatti. Che vi posso dire, uscendo l'ho salutato caramente, perché non so voi, ma io se lo incontro per strada non ci vorrei neppure avere una discussione per una precedenza (oppure dovrei farmi difendere da uno dei crucchi che alle ottoemezza avevan finito di cenare. Un paio notevoli ce ne eran...cofff). Dalla cena abbiamo capito che una caratteristica di noi a Parma che abbiamo un blog è la personalizzazione della bici, ma non ve lo diciamo, sennò ci riconoscete in giro e noi dopo ci imbarazziamo. Come quando Stella mi ha passato Stefigno che mentre mi faceva i complimenti gli ho detto "paraculo" per cercare di minimizzare gli incensamenti.
Da lì usciamo, scattiamo delle foto, perdiamo pezzi (le due parmigiane, che dovevano andare ad una festa di laurea, e Marco, che doveva andare a un compleanno) ma ne riacquistiamo due alla volta del Dulcamara. Infatti incredibilmente senza occhiali, e per me è miracoloso, riconosco Joshuavox da lontano. Saluti e presentazioni anche con la di lui morosa che è nata esattamente un giorno prima di me (ora trovatemi qualcuno nato il primo maggio così ci ho tutti i giorni di maggio fino al 5 occupati).
  • Tra la varia polvere del tavolo che è stata immortalata benissimo dai flash (mamma mia, ho ancora le retine fritte) c'è da dire che eravamo prossimi alla porta della toilette, quindi abbiamo visto sfilare una varia umanità. Tra queste (io ero di spalle) una certa virago darkettona e gente che ha un barbiere che è molto fantasioso nel disegnare barbe. Poi le ordinazioni tra spritz e il gintonic senza gin di Felter, solo che anche al cameriere sembrava qualcosa di alcolico. Ma è una tradizione di Felter, abituato ad essere fermato dalla Madama visto che anche ebbe macchine che sembravano da spacciatore. Il momento in cui mi sono sentita quasi una blogstar è stata quando Joshuavox-Francesco mi ha detto: "tu hai una foto con AndreaBeggi". Oserei dire son cose e signora mia, che tempi, che robe, son cose. Eppoi abbiam parlato di tutto, e abbiamo manifestato un mezzo desiderio di organizzare un barcamp qui, con calma e gesso però eh.
Dopo accorgendoci che si andava oltre la mezzanotte e mezza siam tornati a piazzagaribaldi e ci siam divisi a due a due (Joshua e tipa eran rimasti al dulcamara) per tornare alle nostre magioni o alle auto. Io ho rifatto tutta la strada con Limine, parlicchiando ancora un po', che però aveva ancora i chilometri fino a Vignola e una sveglia presto stamattina che la attendevano (io vi dirò che fino alle 4 e mezza non ho dormito, ma ormai è abitudine).
Quando si replica? Eh? Eh?

Altri resoconti anche qui, qui, qui, qui e qui. Foto qui, quo e qua. Prendetene e rosicatene.

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