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elaborato da Franfiorini, 14:25 in avere ventanni Oggi è una di quelle giornate che si dicono di merda.
Però, non so come è, sarà il carico di medicine che prendo (spè le conto) (uhm, ora come ora sono solo otto, di cui 4 me le scodello tutte in bocca assieme prima di dormire) (dite che è quello?) (lo penso anche io) ma quanto pare ormai queste cose le prendo con filosofia e non è che mi incazzo più. Anche perché è caldo, e mi è bastato uscire per sentire questa bellissima fitta che ora sento da parte a parte qua sull'arco del'aorta e he mi ha portato a dire una imprecazione che non ricordo ma mi pare fosse perdindirindina. Ecco, quindi figuriamoci se mi incazzo cosa fa il dolore lì, che tiene compagnia al mal di testa che ho in zona occipitoparietale destra da due giorni, fisso, e a ormai i resident dj che sono le coliche-crampi alla pancia. Non sarebbe bello.
Ma dicevo, stamani vado prima di andare al lavoro lì in una segreteria di dipartimento a prendere un certificato tipo quattro mesi dopo che glielo ho lasciato lì. Ricordo che quattro mesi fa già gli dissi che ero in ritardo di quattro mesi, per portarglielo a firmare... ma insomma, stamani gli vado lì e lo trovo non firmato, perché mica si ricordavano il mio attestato. Alché espongo una vibrata protesta dicendo immanentemente che insomma, me l'aveva detto lei -la segretaria- che aveva visto l'attestato ed era tutto ok, e ora che facevamo, tiravamo 'sta storia fino a Natale prossimo? Allora la segretaria -da qui capite il grande potere decisionale dei prof e dei prof medici- è salita su in corsia e si è fatta firmare il certificato. E si è pure scusata. Ma ho aspettato qualcosa come tipo mezz'ora lì e ho curiosato cartelle e note spese per la nia. Ah, la privacy. Da domani mi metto a ricattare un po' di gente.
(no, spettate. Buono sto caffè. Ah, la mamma ha stemperato la cicoria con un cucchiaino di cappuccino nescafé, ecco perché è buono) (oh, voi non vi cagate il nescafé, ma non sapete quanto è ganzo farlo in ospedale in camera con l'acqua calda) (perché poi invece il caffè quello che è ai congressi o all'estero in realtà è una miscela che non ve la raccomando, ma qui sarebbe da farci un altro post)
Poi son arrivata al lavoro, e siccome son quella che ha il culo che pesa di meno mi han detto "oh, la stampante sta iniziando a stampare male, non è che andresti a prendere te le cartucce perché qui se non ci si stampa più il nero siamo nella merda? è colpa di tutti i cosi stampati per Beppegrillo, vah..."
E allora lì stavo per uscire quando arriva il capo e mi dice "oh, insomma, compro compro e non scarico nulla, ora torna indietro e ti do i dati e ste spese fatturamele". Allora lì aspetto i dati e i soldi tipo bimba che attende che il nonno le dia i soldini per il gelato. Sfido la canicola del mezzogiorno e vado all'ipermercato vicino. Intanto la lista dalle cartucce si era leggerissimamente allungata, ma è così, al lavoro purtroppo sono sfruttabile e perdo la dignità. Per questo faccio di buon grado medicina.
Prendo tutte le robe ma manca la cartuccia nera. Vado a far fatturare e c'è una tizia nuova che si scusa e mi dice di pazientare che lei ste cose mica le sa fare. Poi dopo dieci minuti arriva la collega e finalmente mi fa la fattura. Cosa che se per fare le fatture ci vuole così tanto ora capisco perché i cartomanti spillano tanti soldi.
Poi rivado in ufficio e mi fanno che "insomma, ora senza sto nero... potresti andare..." ora lì ci ho detto che insomma ci avevo l'intestino in panne e che insomma ecco, come è la storia lì della natura che chiama e cose simili? "Ah, sì sì, certo, vai", mi fanno "te tanto ad Agosto ci sei per lavorare?".
"Non so, ti scrivo una mail".
Qualcuno ha rudimenti di vodoo?
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:38 in franfiorinologia Come avrete capito, io ho un kafkiano gusto nel complicarmi la vita.
In realtà io non ce l'avrei, in modo deliberato. Ma sapete che ci sono quelle menate filosoficopsicanalitiche che ti dicono che sì, te ci hai quelle tendenze tafazziste anche se tu non le hai. Non so come funziona, so solo che il risultato sono le mie ovaie alla julienne.
Già stamani sbottavo perché dovevo comprare due marche da bollo. Ora, io non ho capito. Tu, pubblica amministrazione, perché mi devi far comprare il bollo dal tabaccaio? Cioè, facciamo una cosa per via telematica e io ti pago con la carta di credito. No? No.
Ok, va bene, compriamo stecazzo di marchedabollo. Che per far vedere che siamo entrati nel nuovo millennio le abbiamo fatte autoadesive (o forse anche per non farle riciclare come una volta?), va bene.
Però che tu hai tutta una specie di burocrazia che non puoi assolvere in via telematica...
Tizia: "dunque, questa la porta all'albo pretorio del comune di residenza e questa all'albo pretorio del comune di nascita.."
Fran: "..."
Tizia: "perché poi dopo averlo esposto le devono ridare indietro questo, e poi lo deve riportare a me che lo devo spedire al ministero, e dal ministero poi deve tornare a me..."
Fran: "chiarissimo"
Tizia: "quindi questo lo consegna qua in piazza a Parma, e quest'altro lo porta a Roma anche non proprio al comune... anche a una circoscrizione"
Fran: "ah, quindi io che a Roma ci son solo nata devo farmi tutta la strada da Parma a Roma per far affiggere un coso e poi riprenderlo dopo che sta affisso un mese?"
Tizia: "Sì"
Fran: "Scusi, e se fossi nata all'estero?"
Tizia: "Uhm, forse sarebbe stato un problema"
Fran: "Infatti così non è complicato, no."
Tizia: "poi quando torna con quelle cose deve correre subito a..."
Fran: "no, una cosa alla volta, intanto vediamo se riesco a tornare con questi."
Mentre sono andata all'albo pretorio locale e la gentilissima impiegata mi ha detto il giorno esatto in cui passare, e mi ha ribadito che se dovessi ritardare loro mica buttano niente, lì mi ha detto pure che mi conveniva spedirlo a Roma con raccomandata con ricevuta di ritorno e una lettera di accompagnamento con istruzioni sul da farsi, specificando bene il mio indirizzo per il ritorno del documento. E -percaritàddiddio- di non mandare l'originale, ché se va perso son cavoli e loro non son responsabili.
Una cosa totalmente diversa dalla tizia della Prefettura.
Totalmente più ragionevole,
Son tornata a casa ed ho chiamato il bellissimo e intuitivo numero 060606, le informazioni del comune di Roma. La prima operatrice è stata un amore e ha risvegliato in me la camicia verde che pulsa nella mia anima (e che sto cercando di uccidere un un paletto di Fassino):
Fran: "scusi signorina, avrei gentimente bisogno di una informazione..."
Tizia: "mi dica"
Fran: "io dovrei far pubblicare a Roma una cosa all'albo pretorio ma non so cosa...
[tut-tut-tut]
Sperando che non risponda nuovamente quella scimunita richiamo, e risponde un giovine. Mi mette in attesa, dopo la domanda. E dopo due, tre minuti mi risponde imbarazzato:
Tizio: "ehm, senta, visto che io non ci capisco nulla le passo l'ufficio Albo pretorio..."
Le menti della pubblica amministrazione. Altro che assenteisti, qui magari s'assentassero per sempre.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:54 in canzoni e musica C'era lì il portiere argentino, forse l'unico argentino a Milano non acquistato da Moratti, dell'hotel che ha detto che Milano fa schifo. Mica ce l'ho fatta a dargli torto, anche perché prima mi aveva fatto una panoramica di città che son davvero bellissime in Italia ed è stato il primo che ha detto che Parma è bella. Un po' come mia mamma che mi ha chiesto "perché i turisti vengono a Milano?". Io stavo lì a masticare il cornetto e le ho detto "beh, ci sono anche dei monumenti qua e là, cioè, bene o male ci son più cose da vedere qui che boh, che ne so, nel deserto del Gobi, quindi ci vengono per i monumenti presumo". E lei mi risponde: "sai che Napoleone voleva distruggergli il castellosforzesco?" "beh, cazzo, pensa se l'avesse fatto, cosa gli rimaneva... Vabbè, che volevan anche bombardarla col fosforo come Dresda però hai visto, Dresda è bella..."
Insomma, non se ne esce fuori. Forse se c'è una cosa di naturale e incontaminato a Milano da riportare son le zanzare: son cattive come quelle sul Po. Ecco. Ah, non è una cosa positiva? Ehm.
Insomma ci son tante conferme a Milano. Tipo che le donne nel disporsi ai concerti non capiscono un tubo. Ma questo è meglio così. E per narrare tutto ciò già siam fin troppo avanti.
Quando tu su un biglietto ci hai scritto che l'ingresso è alle 17 tu pensi che bene o male apriranno i cancelli entro le 17:15. Del resto siamo a Milano, saran precisi, no? Col tubero.
Si entra dentro. Sono in curva. Sinceramente mi duole non essere nel prato, ma fisicamente nonglielafo. Vado a scegliere il posto più angolato dove si può vedere meglio, poggio il sedere sul granito e lì ci si cuoce le chiappe. Un calore simile al marmo del bagno turco. Ma del resto: siamo masochisti e ciò non ci segna. Dopo, verso le 19, dopo che i bibitari hanno già aumentato la birra da 3 euro a 4 euro, si ode borbottare e si vede una nuvolaglia nera in cielo, un vento assassino in mezzo al parco del castello sforzesco, mulinelli di sabbia che neanche a Tucson. Quindi i bibitari si attrezzano e vendono impermeabilini, che i più fighetti delle file sotto compreranno, proprio forse per sperare di prenderli a prezzi meno improbabili in caso di attacco del diluvio. Giove Pluvio però è un gran burlone e alla fine non pioverà, ma ci sarà solo quella bella e simpatica cappa di umido che fa tanta calura. Nulla in confronto alle temperature da Franz Ferdinand, ma insomma, sembrava ci fosse il phon acceso. Da segnalare la totale mancanza dei poliziotti in giro e il conseguente tripudio di cavalletti, lattine e robe varie.
#L'aura: bella voce, grinta inesistente, presenza scenica da verificarsi. Scaletta di canzoni (ho registrato due cosette, dopo penso le metterò su flickr dacché brevi) che prevedeva tra le più sentite Basta e Radio Star. Proprio con Radio Star e la cover di Bowie si merita il titolo di dignitosa. Deve evitare molte cose che non le competono secondo me, come i pistolotti sulle guerre [L'aura: "speriamo che quattrocento o cinquecento anni l’uomo ascolti la sua coscienza e smetta di essere cattivo e andare in casa degli altri a rubare o a fare guerre, e noi siamo qui a cantare per questo!" Fran: "ma tra duecento anni la Terra non esisterà più, chestaaddì?"] e il richiedere di battere le mani su canzoni che sinceramente son troppo melodiche per caricarti. Perché mandarla al massacro, o casa discografica?
#Editors: set abbondantemente sottotono, rispetto a ciò che sanno dare. Nessun paragone possibile con Glastonbury di quest'anno dove hanno stra-spaccato. Nelle registrazioni si sente un mio "EEEH?" su Escape the Nest: rovinata.
Tom -uomodellamiavita- Smith si presenta con degli occhialoni neri e un'aria di quello che si è appena svegliato o si è appena ripreso da un carico di allucinogeni. Lo adoro, quell'uomo lì, non posso farci nulla. Sebbene ci fossero due cretini dietro me che si avventuravano in disamine sugli Editors e sul loro non piacere a loro (ok, per me possono farti cagare, ma non rompermi le palle parlando mentre io voglio seguire, va bene?) il pubblico del prato si stava caricando a dovere. Compito assolto quindi alla grande. Il più grande interrogativo resta il perché fare una canzone come U R Fading anche in un set di 45 minuti. Non me lo spiego, almeno che la canzone non abbia un qualche significato per Smith e soci, altrimenti sarebbe stato meglio privilegiare un brano con una sezione ritmica più esplosiva (che ne so, Lights?)
#R.E.M. Sono l'unico gruppo che in anni di live riesce ancora a migliorarsi. Performance incredibile, uno Stipe magistrale, ispirato, che cantava benissimo (cosa, nei live dei dischi passati, non proprio da metterci una manina sul fuoco eh) e interagiva col pubblico con una forza che sembrava di sentirtelo vicino, a portata. Cazzo che carisma. E non era il completo Armani (di cui dopo si è tolto giacca -te credo, si bolliva- e cravatta, dopo essersela tenuta un po' sulla fronte). E non erano le mossettine coll'asta del microfono, non era perché per tutto il live si è dimenato in ogni angolo dello stage. Si è sdraiato per terra, è andato davanti al megaschermo di sinistra per poi ballare come un pazzo, ha mimato la camminata di un robot con tanto di occhiali hi-tech addosso. Poi si inginocchiava davanti alla telecamera, e parlava quasi con lei. Lì, in quel momento, se già volevo un bene dell'anima a quell'omino lì mi sentivo un gorgoglio nella pancia che per una volta buona non era squaraus, ma un misto di emozioni che non vi dico. Sì, quelle che mi han portato a gropponi in gola e a stonare urlando tutta walk unafraid. La mia vicina di concerto, che già credo mi odiava perché ero un termovalorizzatore, ogni tanto crollava seduta non so se per odio nei miei confronti su come vivo i concerti o perché forse anche lei non è che stesse granché. L'altra ipotesi è che non gliene fregasse una cippa, ed è assai accreditata visto che si è alzata solo su Losing my religion. Ma vabbè.
Ho invidiato lì i ragazzi del fan club. I più fortunati tra i ventimila presenti. Li ho amati per la coreografia su Hollow man (e lì si è commosso anche Michael), ho avuto un semisbotto di gelosia per la dedica della mia (coff) Walk Unafraid. Però sono fantastici, ed è anche stato giusto che Michael sia sceso da loro per farsi spupazzare. Marò, che bello.
Scaletta:
Living well is best revenge Animal What's The Frequency Kenneth Wake up bomb Drive MSW Ignoreland Leaving New York So fast, so numb Accelerate Electrolite Walk unafraid Great beyond One I love Fall on me I've been High Let me in Horse to water Bad day I'm gonna DJ Orange crush Imitation of life SNSS Losing my religion Country feedback Hollow man Driver 8 Man on the moon Scaletta ottima, non ho voglia di avventurarmi in disamine tecniche, ma è stato un set davvero eccellente. Oserei dire il concerto dell'anno.
Settembre quasi quasi...
Le foto e qualche video stanno qui, gli altri video prossimamente sul tubo.
Non avete la minima idea di cosa vi siete fatti scappare.
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| email me elaborato da Franfiorini, 01:43 in franfiorinologia Il bello di uscire fuori di testa -come una begonia dal vaso- è che almeno non soffri più dei tuoi strazianti dolori base, giacché sei così fuori che non noti i dolori residenti in casa. Che ti tengon sveglia.
[rantoli di ottimismo post concerto, non fateci caso]
elaborato da Franfiorini, 18:38 in franfiorinologia Io mi son ritrovata sabato in pieno colpo di calore, con la febbre, la mia vicina di concerto che era congelata e malediva avermi accanto in quanto ero un calorifero, col culo sul granito bollente tipo bagno turco arrivando a cantare Walk Unafraid piangendo con un groppo in gola tipo mammoletta.
Bah, una volta ero un tipo più ganzo.
I resoconti verranno poscia, quando avrò scaricato tutte le foto.
L'altra notizia è un'altra. Mi pare che fosse Gennaio 2007 quando decisi di fare, ormai non ricordo più con esattezza, un regalo a mia mamma e soprattutto mia nonna. Non ne parlai sul blog, perché quanto pare qui parlare di cose a cui si tiene porta una rogna della zozza. Insomma: visto che sono contraria al matrimonio, che mia nonna non so se mi resiste a vivere per vedermi laureata o per vedere discendenza ho deciso di fare una cosa che aveva sempre così, detto quando si mangiava, quando si stava a cazzeggiare. Che era brutto che il cognome di mio nonno materno si estinguesse, che restasse lì a finire con la mamma, che non si poteva fare come in Spagna.
Allora mentre stavo male (che novità) a casa mi avventurai sul sito del ministero dell'interno e cercai i moduli per aggiungere il cognome. Una trafila che secondo la signora doveva durare anni, anche perché non era facile ottenere il mio certificato di nascita a Roma e cose simili. Si è risolta invece stamani. In pratica io avrò il doppio cognome, ed è una cosa che burocraticamente mi darà solo un po' parecchio da fare (tipo: sul libretto universitario dopo aver sbarrato a penna il nome della mia precedente facoltà dovranno aggiungere anche il cognome a penna) ma sentimentalmente è una cosa molto bella. Porto anche il cognome di una persona a cui volevo un bene dell'anima, forse l'unico essere umano maschile che mi abbia voluto bene capendomi totalmente. Per me è un regalo, una cosa che mi è pecuniariamente costata solo una marca da bollo. Io spesso mi sento felice per le piccole cose come questa, anche se adesso non saprei che dire né mi rendo ben conto. Boh.
Sulle mie cose di salute invece se permettete ci sarà sempre il silenzio più assoluto d'ora in poi e il parlare solo per metafore.
Per quelli che si preoccupano io invece ho un problema adesso: sono un po' troppo fredda. Se vi dovessi replicare quando mi dite che sono una bella persona, non saprei cosa rispondervi. Dirvi grazie suona un po' come il ti stimo tantissimo della Pina a Fantozzi. Però è incredibile come siete riusciti a farmi sentire un po' meno merda eh.
elaborato da Franfiorini, 00:50 in lo sglapsanalista Ciao, mi chiamo Francesca. Ho un quoziente intellettivo che, studiato seriamente, è 130. So quattro lingue. Ho la erre moscia. Frequento la facoltà che amo e intanto mi rendo conto anche come è, dura, mantenersi tutti i giorni. Negli ultimi sei anni sono cresciuta di 3 centimetri in altezza. Da quando frequento l'università mi tingo i capelli di rosso. Ho un blog dal 2004. Ho iniziando l'università facendo chimica farmaceutica e la mentalità è rimasta quella: molto più pratica del medico medio. No, noi chimici non ci facciamo l'MDMA in casa.
A partire da due anni (e mezzo?) fa la mia salute fisica non mi ha dato tregua. A partire da giugno dell'anno scorso la cosa a cui penso più spesso è ammazzarmi. O morire. Seriamente, sì, ma dopo che ci provi e ti va male una volta le escludi. Dai: non esistono in casa mia supporti dove impiccarsi, buttarsi dalla finestra -non centrando le recinzioni e quindi evitando molti traumi interni- essendo dal primo piano è poco edificante. Al ponte già ci ho pensato al giorno del mio compleanno, ma mia mamma mi è corsa dietro. Farmaci già dato, e ormai sono al mischiare alcool e calmanti (e scrivere post sotto questi effetti) senza sentir nulla. Non riesco a dormire bene da quasi due anni. Le ansie, le angoscie, le cose troppo difficili, le cose che non dovrebbero capitare alla mia età. Ci sarebbe rimasto come cosa efficace o buttarsi da un viadotto o sotto un treno, ma dopo troppa gente mi maledirebbe, non so se è un bene. Confesso che ultimamente l'idea di morire annegata mi attrae, peccato che una volta in acqua mi dimenerei. Riflessi. La mia depressione è peggiorata dopo che la persona che amo (e che adesso probabilmente starà facendo trenini tra Mantellini e Sofri in Valdaosta) ha dato retta a sua madre, alla sua migliore amica e alla mia migliore amica dicendo che ero una bugiarda che si era inventata tutto, e che non valeva la pena stare con me. Certo, il danno e la beffa. Aspetto se ne accorga anche la ASL e mi chieda indietro i soldi delle esenzioni dei ticket. Considero il suicidio una delle cose più ciniche e ironiche che si possan fare. Se credete che tutto questo è bestiale parliamone: star male due anni e per di più cadere nella depressione con nuovi malanni è più brutto. Accanimento, visto che credo in Dio. L'altroieri la mia salute fisica mi ha ricordato che è giusto che io soffra. Ci deve essere un disegno. Sto accartocciandomi sotto il peso di eventi che non riesco a reggere, che a voi non capiteranno in una esistenza intera. Vi ammiro e vi odio per questo. Quanto vorrei però che alcuni di voi che si lamentano del lavoro, dei chili di troppo, di stronzate provassero tutto ciò. E quanto vorrei che altri che non mi han capita negli ultimi anni soffrano di questo. Potrei perdonarli ancora, forse. Mia mamma l'altroieri ha dovuto subirmi mentre singhiozzavo (per tre ore) e che le chiedevo di buttarmi via. Son due giorni che le chiedo di buttarmi via. Una persona che continua a star male come me è totalmente inutile. Non servo a nulla, ho provato a dare un po' di idee e di energie alla radio ma non mi sembra di aver fatto nulla. Mi do fastidio, il mio fisico non fa quel che voglio, anzi. Peggiora. Mi sembra di essere solo un ingombro, mi sembra di non meritarmi nulla. Vorrei solo farla finita. Ringrazio tutti per l'appoggio ricevuto ma io ormai, dopo quella fregatura, non mi fido più di nessuno. elaborato da Franfiorini, 20:52 in Problemi. A presto.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:52 in fran s corner Io l'impiego delle forze di polizia in Italia non l'ho mai capito.
Non capisco perché io debba fornire forze per concerti e per altre manifestazioni. Per non parlare di quando si va allo stadio. Io, cittadino, devo pagare gente che va a controllare gente che paga per uno spettacolo a privati. Fatico a coglierne la logica, e mi giran le balle.
Io ho bruttissimi ricordi del celerino che ti doveva controllare all'ingresso dello stadio: dall'essere la recettrice di tutti gli accendini dei miei amici maschi (cosa che avevo le scarpe piene di accendini) perché "tu sei donna, non ti perquisiscono" (infatti, l'unico posto dove mi han mai perquisita fu curva ospiti qui a Parma) al dover consegnare la bottiglia di acqua intera (una volta me la finii prima di entrare in tribuna Tevere all'Olimpico, un litro trangugiato in meno di un minuto) al dover lasciare i tappi (infatti ormai giro sempre coi tappi di scorta a ogni concerto, con gente che mi guarda strano) delle bevande.
[del poi, come a Sansiro entrassero i motorini... mah, si vede che avevano calzini molto capienti o che l'avevan fatto entrare smontato, poi degli affezionati ikea assieme a degli assidui compratori dei fascicoli con allegati hachette e si son messi ad assemblarlo sugli spalti, boh]
Da allora ho quasi la sindrome dello spacciatore e organizzo sempre la mia borsina da concerto (che non si capisce come faccia a contenere tutta quella roba lì: due macchine fotografiche, fazzoletti, spray, maglia di ricambio, pastiglie, portafogli, burrocacao...) mettendo in cima il portafoglio color senape e sotto tutto il resto. Secondo me è il color senape che mi stanca la forza dell'ordine.
Ma soprattutto, perché a me non sequestrino lo spray off-népuntinéunti e adun'altra ragazza sì (e ad un altro volevan togliere le pizzette. Cribbio, toglietemi la roba da mangiare e ti stacco un dito. E ad un altro han fatto storie per una lattina..) mi fa sorgere un dubbio lacerante.
Mi sarà mica venuta la faccia da ciellina?
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:46 in canzoni e musica La riflessione odierna, mediamente noiosa ha una genesi un po' lunga. Partendo dai radioincontri (che per me son stati formanti quanto un giro in una corsia di ospedale non italico) e arrivando al programmare nuovi programmi per Radionation la prossima stagione.
Le idee sono tante, per Radionation, e la mia insonnia ne sta tirando fuori a pacchi. Io vi rinnovo l'invito se volete far parte della nostra famiglia a contattarmi: astenersi teste di cazzo ovviamente. Per quelle ho una particolare calamita nel privato, ma anche negli hobby no, eh.
Lì nell'angolo dei Radioincontri si è parlato tanto su come le webradio dovrebbero essere la vera innovazione. O meglio, il ritorno a quele radio libere che ti consentono una flessibilità di playlist e idee che quelle tradizionali ormai non ti fan vedere neppure in cartolina. Eppure ci ho riflettuto molto, e dovremmo anche credo parlarne un po' tra di noi: oltre alla flessibilità di scalette varie magari a volte si rischia di scimmiottare nel già sentito del maistream. E lì non c'è l'innovazione. Lo so che magari a volte, come nei blog usare congiuntivi e passati remoti, è penalizzante non essere subito immediati e populistici con certi prodotti, ma proprio perché la webradio è qualcosa di sperimentale dovrebbe ricercare idee e prodotti (anche se ravaniamo ancora nell'amatoriale, ed è una bella passione, nulla ci vieta di passare da dipingere la copia dei Girasoli di Van Gogh a metterci a dipingere dal vero in campagna) che sfuggono un po' dalle logiche tradizionali. Che in Italia stan stagnando pericolosamente, rendendo alcuni programmi radio poco ascoltabili e ridotti a quasi la stessa tipologia (che non è che dispiaccia il cazzeggio, ma sarebbe bello avere della varietà).
Sicuramente continua, quando ho tempo maggiore per scrivere.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:35 in lo sglapsanalista Solo ora riesco a capire quanto i miei dolori continuati e continuativi minino fisico e mente.
Oggi per esempio son riuscita a svegliarmi un'oretta fa. Mi son trascinata al bagno, dopo che ho sentito per ore come un accendino passato lì nella flessura sinistra del colon, quattro dita sotto l'ombelico. Ho cercato di rilassare gli addominali prendendomi a uncino le dita contro le altre e tirando forte per riuscire almeno a mingere. Niente, ci son riuscita 4 minuti dopo con dei dolori all'addome astrusi. Son nuovamente a letto. Poggiando il peso lì su quella zona. Non sentendo beneficio tento di stirarmi dalla parte opposta, ma nulla. Ora vado a prendermi un antidolorifico, che mi farà ripiombare a dormire.
Nessuno finora mi ha capito. Soffro come un cane, tiro il carretto come un mulo come e quanto posso. Ma a volte non ce la faccio, mi manderei giù qualsiasi cosa pur di star bene. E poi dopo spero che tutto questo possa finire. In qualsiasi modo. Qualsiasi.
elaborato da Franfiorini, 19:45 in franfiorinologia Girando per saldi ho scoperto che di scarpe porto il 41, ma anche il 40 e in alcuni casi il 42. Di magliette la S, la M, la L e in taluni casi mi sta bene una deprimente XL. Anche perché la manica lunga, cavolo, la fanno così corta a volte che mi va come una manica a 3/4. E il giromanica? ah, anche quello signora mia. Per non parlare di come vestono sul culo jeans e gonne. Lì, non si capisce perché uno porta la 46, la 48 e la 50. Un relativismo di misure da cui non si viene fuori.
Evviva, potrei ordinare a occhi chiusi su cataloghi.
[se avessi detto taglia 40 questo era un post da graziablog]
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:20 in franfiorinologia Io in vacanza mi stresso, mi rompo i coglioni, mi annoio, rimugino sulle cose e mi innervosisco.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:14 in medicaldivision Ma incaponirsi a tenere in vita qualcuno che ha scarsissime possibilità di condurre una esistenza decorosa, sebbene se la medicina non avesse fatto progressi sarebbe già bell'è schiattato, non è peccato in quanto spreco di risorse (che potrebbero andare a chi sta meno peggio, tipo un bimbo nel terzo mondo)?
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:23 in avere ventanni Ferrara come città mi sembra un compendio delle buone cose che hanno altre due città vicine: Mantova e Verona. Solo che Ferrara supera, a una prima vista, i difetti di quelle sopra e coniuga un po' quel che han di buono.C'era solo un piccolo problema.
Ehm.
Non so come, cosa, sarà la risacca, sarà che il tempo cambia, sarà che è un po' il leit motiv della mia vita, ma non invidio quella puzza di fognature che un po' a tratti, specialmente il sabato, avvolgeva la città in modo così, scarsamente poetico. Non ve la meritate. Poi vabbè, io, con due anni in cui ci potevo fare la zuppetta in tali cose ci ho fatto il naso, però non è bello.
Sabato... beh, tolto il caldo bestia subito sotto il palco (gente con occhiali annebbiati e io che ho evaporato circa due litri di liquidi) non c'era altro da dire. Ho fatto un giretto per la città, scattato diverse foto, maledetto la vecchia fotocamera che ormai perde un po' il ritmo (come del resto la proprietaria, mi somiglia), bivaccato in attesa che il concerto iniziasse trincando una Lowenbrau bella fresca seduta sul coprifili nero di plastica del concerto.
Per quanto riguarda il martedì vorrei dire agli iscritti dell'unife che ho abbondantemente ammortizzato le vostre tasse visitando i vostri bagni. Del resto sapete che io son dipendente dai -ehm- bisogni del Sor Pampurio, sicché, per la notoria regola stilata nell'ultima annata post operazione, i cessi universitari sono da me catalogati come bagni più puliti in caso di peristalsi eccitata. Specialmente in periodo di non-lezioni.
Io, a fare quella cosa un po' più solida in posizione spazzaneve per non appoggiarsi a cessi in cui le persone hanno scaricato la loro vescica per mezzo di un aspersorio non ce la faccio. Anche perché vi dissi, è una sofferenza ormai per me.
Ho fatto tutto il viaggio tenendo le gambe contro il torace distrutta dagli attacchi e dalla febbre. Poi sono arrivata a Ferrara, ho fatto un giretto, ho assunto più caffeina possibile perché ero tra il collasso e la letargia (cappuccini, caffè, cocacolazero...) bevuto senza al solito aver bisogno di togliere gli introiti e stramazzata alla fine sempre lì in attesa per terra, sul coso nero copricavi che mi regalava in piedi quegli 8 cm in più che mi portavano al metroenovanta con somma gioia dei vicini, che arrivati per ultimi si lamentavano che quelli alti devono star dietro (se la natura ti ha fatto rasoterra prenditela coi tuoi geni. Io, ad esempio, nel sedile posteriore della clio sto scomoda, ma mica me la prendo coi nonalti), quando mi son bevuta la Forst mi son sentita un attimo ciucca. Cribbio, quando sto male non riesco neanche a bere decentemente. Poi boh, non lo so, ho retto fino al ritorno a casa. Ora però gnafaccio più. Come dire, fino a che devo reggere io con senso del dovere reggo. Ora sono un catorcio che si deve riprendere in vista 26-arenacivica-milano. Se ci penso mi si prende male e mi vien voglia di sniffarmi il nescafè. Ce la posso fare però (appenamipassalafebbre, forse)
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:36 in canzoni e musica Premessa: sono così a pezzi che non so cosa scriverò. Non ho il fisico per fare più certe cose, partendo da situazioni dove già non mi reggo in piedi. Oggi respiro grazie alla similredbullaustriaca.
Non ho una idea precisa del concerto di ieri, anche perché c'erano sia gli Interpol che i dEUS a Ferrara. La stanchezza mi offusca un po' tutto e ormai sono felice che, anche se tutti mi dicono che non vedrò un cazzo, a Milano sarò seduta. Io, due concerti uno dietro l'altro che mi prendono abbestia, non li reggo più fisicamente. Al solito avverto che le setlist non so se le recupererò.
#dEUS: non ho parole, se non bravissimi. Ho trascurato colpevolmente l'ultimo cd che recupererò a brevissimo perché sono mostruosi. Non riesco ad analizzare tutto bene perché mi hanno notevolmente impressionato, ed è stato uno "spreco" averli come gruppo di apertura dopo aver subito i The Cribs. Bravissimi. Ho già detto bravi?
#Interpol: Concerto suonato e cantato molto bene, peccato per PDA interrotta per problemi di audio. Ho trovato la voce di Paul, rispetto alle esibizioni precedenti che avevo sentito, notevolmente molto buona come intonazione e "profondità". Per chi si lamenta di mancanza di coinvolgimenti vari non so come rispondere, se non che gli Interpol son così. Magari l'unica pecca del concerto di ieri sera (oltre le luci che son bestiali per far foto) è la scaletta, che io ho trovato -senza adeguati giri di parole- fatta un po' alla cazzo. I brani vecchi suonano da dio (non mi sarei mai aspettata di godermi i pezzi del primo album così tanto), e comunque per chi si lamenti di scarso coinvolgimento basti guardare quel gesto così snob di Banks quando si accende la sigaretta, tira due boccate e poi canta con l'aria di quello che ti sta per dire "ué ciccio, ma io la voce ce l'ho e posso farlo, chetticredi". Quello direi che è un po' il riassunto.
#Pubblico: boh, starò invecchiando ma io il pogo sugli Interpol non lo capisco. Il pubblico era strano: si era distribuito il nanismo alla destra del palco e alla sinistra i vatussi (tra cui, in pratica alla mia destra, anche un cantante di un gruppo che ha il nome di un vino che si è fatto spazio a gomitate per arrivare nelle prime file, con un paio di giovini che volevano menarlo). Non vorrei fare considerazioni quasi leghiste, ma la gente che viene dal centro-sud (ricordiamo: anche io sono del centroitalia) non sa non rompere i coglioni ai concerti, ed è meglio che non mi dilunghi. Particolare era anche un tizio che ballava a modo suo shakerando la testa più volte sul mio braccio sinistro. Quanto ho benedetto esser alta ieri sera...
#Fonici: rendimento molto altalenante. Alla seconda canzone degli Interpol volevo sgozzarli.
Foto qua e video al solito appena si può.
Update. Setlist: Pioneer/Slow hands/PDA/NARC/C'mere/Threesome/Lighthouse/Jail/Mammoth/Chemestry/
Obstacle1/Evil/Roland/NYC/Obstacle2-Heindrich/Stella.
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