giovedì, 30 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 17:33 in avere ventanni

La mia compagna di banco era la versione acreativa, imbecille, brutta e ciellina di Frieda Kahlo.

Sì, io ho un particolare ascendente sull'attirare nei miei confronti gente senza coraggio, con strane turbe psichiche, che si attacca come una cozza monitorandomi anche quante volte rutto al giorno (che sono in media cinque, ma non le conto più neppure io).
Non lo chiamerei carisma.
In realtà non ricordo come finii al banco con lei, visto che i primi giorni di liceo stavo vicino a una ragazza a modino. Ma capite che ho un meccanismo di eradicazione dei traumi che funziona molto bene, quindi non ci starò a pensare. Anche perché ci ho pensato diverse volte e mi sfugge ancora.

Fatto sta che siccome lei era odiata da tutti di riflesso vivevo l'odio anche io. Io che inizialmente vivevo il liceo come quella scocciatura che mi faceva svegliare presto la mattina e sottraeva del tempo alle mie preziose attività sportivocommerciali. Difatti siccome io avevo la Stagione andare a scuola a Giugno e a Settembre mi penalizzava pecuniariamente. Dunque sopportai la scuola come si sopporta stare in un parcheggio alla fine di un concerto con la calca verso l'unica uscita, sempre stando attenta a non discostarmi dalla carta da parati con cui facevo perfetto pendant.

F. aveva dei problemini coi peli. Tanto che dopo quattro anni che non aveva fatto nulla per epilarsi sopra il labbro superiore ci teneva tantissimo a mostrare a tutti (anche perché la cura del suo corpo iniziò quando un giorno stavamo studiando chimica e lei chiuse il libro, sbattendo sopra la copertina il pugno ed esclamando: "dobbiamo trovarci un ragazzo!". Io continuai a guardare gli orbitali e le dissi: "non è un problema mio, sono già apposto") i risultati, ma un gruppetto le disse: "ok, e ora come fai per la barba? suggerimenti?".
Naturalmente litigammo l'ultimo anno di liceo perché lei voleva essere accettata a tutti i costi dai compagni di classe. Io le dissi che magari era un po' troppo tardi, visto che dopo quattro mesi saremo stati tutti all'università. Lei non fu dello stesso avviso, anche perché secondo lei io ero un parassita sulle sue spalle visto che mi doveva passare gli appunti e i compiti a causa del mio star male l'ultimo anno di liceo e per quello le augurai una morte lenta ed atroce (ero giovane e non atarassica: lei non è ancora laureata e ha cambiato 3 volte corso di laurea, godo come un riccio per questo)
Oltre quindi a non essere gnocca e neppure simpatica (uhm, due persone che non capivano le battute...), non avere interessi, né gusti musicali, né essere allegra ed essere incommensurabilmente spaccaballe (si alzava alle sei per ristudiare dopo che io e lei s'era studiato dalle 15 alle 19) ed estremamente lenta nel fare le cose aveva anche la sua realizzazione nello scoutismo.

Ora, a me, gli scout come organizzazione fan paura. Ed è tutta colpa dei suoi racconti.
Qualche volta mentre ero a casa sua ho subito anche qualche riunione scout, ma ho rimosso tutto. Non sono cose che fanno per me e per di più pensare a scaricare 'sti figlioli al freddo e al gelo nei boschi nelle mani di gente a cui non lascerei neppure il mio rottweiler con istinti killer per la toeletta è un pensiero che mi mette un bel po' di pensiero.
Oltre a parlarmi di scene di aggrovigliamenti beduini durante le giornate della gioventù [a cui lei non partecipava perché all'epoca diceva che le faceva anche schifo baciarsi, poi fece "le scarpe" alla nostra comune amica rubandole il tipo, ma son dettagli] che iniziavano quando davano la parola d'ordine notturna.
Quella frase era: Viva la figa.
Poi mi raccontava di quando si sperdeva in campeggio sui monti della Sila. Una volta eravamo a mangiare io, la mia amica omonima e lei. D'un tratto ci parla di questo campeggio così rocambolesco e del maltempo subito. Io cercavo di captare una parola ogni trenta dette per non annuire erroneamente ma improvvisamente la nostra attenzione venne destata d'improvviso, visto che io e Francesca siamo due fan sfegatate dell'igiene personale (F. meno, infatti come dire, starle vicino d'estate era come star vicino a un cocker spaniel): "... beh, siccome non ci potevamo lavare al fiume presi la bottiglietta in dotazione e mi feci il bidet sotto la tenda dopo una settimana, ché non ne potevo più."

Lo sguardo mio e di Francesca si tramutò nella stessa espressività odierna della Carfagna.

Da quel giorno non bevo più ferrarelle da mezzo litro neppure se sto per svenire.

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mercoledì, 29 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 17:38 in fran s corner

Io mica ho capito se è gratis o meno. Ma vi dirò, se fosse gratis quasi quasi ci andrei per farmi una gita a Roma e per riprendermi parte delle tasse universitarie (e per fare tante foto, sì, lo so)
Mamma, chiami te?

Gentile studentessa,
Gentile studente,

Lunedì 1 dicembre - alle ore 12.30, in Vaticano - il Papa Benedetto XVI
concederà un'udienza riservata ad Universitari di Parma. L'invito a partecipare
alla suddetta udienza è quindi rivolto a tutto il personale - docente,
ricercatore, tecnico-amministrativo - e a tutti gli studenti iscritti alla
nostra Università.

Al fine di gestire al meglio l'evento, chi desiderasse partecipare è pregato di
renderlo noto entro martedì 4 novembre, inviando un messaggio di posta
elettronica all'indirizzo urp@unipr.it, specificando nome, cognome, facoltà,
anno e tipo di corso.

Una volta acquisito l'ordine di grandezza del numero dei possibili partecipanti,
saremo in grado di dare maggiori informazioni e più precise indicazioni, quali
possibilità di accompagnatori, modalità logistiche e simili. Si precisa che il
numero dei partecipanti può essere significativo ma con un limite superiore.

Per qualsiasi informazione si prega di contattare il Settore Relazioni Esterne
Cordiali saluti

Il Rettore
Gino Ferretti


Parma, 29 ottobre 2008

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martedì, 28 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 19:39 in medicaldivision

Insomma ieri sera ero lì con una fame che avevo voglia di sbranarmi e sbriciolarmi anche il compensato dei mobili e in casa è squillato il telefono.
Quindi stavo lì con il coltello in mano tipo pirata dei caraibi e sto qui, che non ricordo il nome e cognome perché sapete che la mia memoria fa cacare a tratti, che fa il chirurgo vascolare mi inizia con un panegirico che momenti si fa tutto freddo e noi tutti sappiamo che la carne da fredda se non è vitello tonnato ha lo stesso appeal di una soletta di scarpe.
Ergo questa cosa andava un po' a smuovermi il sistema della pazienza, ma non so, quando m'ha detto chirurgo, io non è che al telefono ci ho sta vivezza di comprendonio, mi ci vogliono quei sette otto secondi in più, preferisco le cose scritte, anche perché al telefono se mi tieni lì da un pochino io mi scordo anche di come mi ti sei presentato all'inizio della telefonata, perché io le informazioni che il mio cervello valuta come inutili tendo a tralasciarle.
Sì, ché poi il mio cervello è anarchico e si ricorda quelcazzocheglipare è un'altra menata, ma a volte se lo convinci bene le cose le ricorda.
Dicevo mi chiama sto chirurgo vascolare, e i vascolari son gente che guadagna tantissimo magari anche se ti sta lì solo a cauterizzare una vena mentre si gratta il naso, e tu che pensi quando ti chiamano dall'ospedale di Belcolle di Viterbo? Che magari tua nonna sta male. Invece no, 'sto chirurgo vascolare ha una morosa che ha scritto un libro o l'ha stampato, ora non so bene, su Civita di Bagnoregio e voleva propormi in pratica una joinventure in modo che io, siccome si sta nel turismo, lo smaronassi in giro ai turisti.

E sto qui, credo o per sgombrare il garage dalle copie invendute e metterci il mercedes o perché ha paura che la morosa non gliela dia più, si mette a fare chiamate di un quarto d'ora a un cellulare dal suo posto di lavoro all'ora di cena in ospedale.

Poi dicono che la sanità va male.
***

Poi c'è la mia amichetta che fa i tirocini in una notissima azienda ospedaliera in Italia. Insomma, ieri siam dovute andare in giro a comprare scarpe di quelle fighe da donna col tacco e robe eleganti perché lei la mattina la vogliono in versione velina fighissima e tiratissima nel tragitto ospedale-spogliatoio alle sei di mattina. Poi dopo le danno gli abiti da indossare dentro, ma nel tragitto vogliono la gente vestita bene per dare prestigio alla azienda ospedaliera.
Apparte che io alle sei di mattina miro solo a rendermi presentabile, ma qua da noi non ci danno un tubo: il camice è nostro. Le scarpe pure. Quindi col cazzo che mi metto un paio di prada tacco 12 per poi cresimare le scarpe alla prima vomitata. Non so, a Milano ci han giri strani, in quell'ospedale tanto rinomato.
Perché sto discorso dell'infighimento a noi una docente di gastroenterologia ce lo fece cosi: "vestitevi dignitosamente, non truccatevi da zoccole, lavatevi e voi maschi fatevi la barba. Insomma, andiamo in mezzo a dei pazienti..."

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lunedì, 27 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 19:06 in fran s corner

5:00 PM Paco: sai cosa pensavo
  a proposito del portatile
  ?
5:06 PM me: dica
5:07 PM Paco: invece di fare la figura della mortacciona
  comprandolo usato da me
  scrivi un post
 me: ...
 Paco: dicendo con aria annoiata
  che vuoi cambiare pc
  e che sei la rivelazione blog dell'anno
  vedrai che apple
  dell
  e sony
  faranno a gara
5:08 PM me: lol
  dici? ;)
 Paco: eh
5:09 PM sei poco bloggerdentro
5:10 PM me: ma figurati se mi cagano
5:11 PM Paco: tu prova
  tanto che ci perdi
  ?

Per dimostrare a Paco che non mi regalano nemmeno un etacs.

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domenica, 26 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 14:16 in fran s corner

Trenitalia fa cagare.

In questi ultimi tempi viaggio molto, e prendo dei treni. I treni però spesso o ritardano di quei 5-15 minuti o quando va meno bene vengono soppressi. E voi dovete sapere che quando li sopprimono poi voi vi vedete sfrecciare il treno che è stato soppresso lì in stazione, perché cerca di correre come un disperato al capolinea perché noi in Italia ci abbiamo pochi treni, e dopo sennò non ci sarebbe un convoglio da far ripartire. 'Sta cosa ti fa sfuggire dove ci sia il guadagno, per trenitalia, e ti fa incazzare perché magari perdi coincidenze, appuntamenti, cazziemazzi.

Poi la cosa bella è stata vedere l'ex sindaco scendere dall'intercity milano-napoli, in ritardo di ventiminuti, aiutare una signora della sua stessa età a scendere nel sottopasso la valigia (e la signora che urlava "GINAAA, è il sindaco che mi aiuta!!!") e sentirlo rispondere alla stessa signora che si lamentava che la stazionediparma fa cagarissimo lui le rispose "... è per quello che la facciamo nuova".
Stavo per rincorrerlo e chiedergli la data di ultimazione lavori. Neppure l'inizio.

Eccheppalle.

Ah, stasera c'è Radiosglaps. Potete comodamente ascoltare cliccando qui. Sì, ecco, per gli organizzatori saremo circa 200, per la questura 3. Son cose.

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venerdì, 24 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 03:22 in canzoni e musica, foto

Marta sui Tubi live ArciTaun.

Consigliato a tutti quelli che non hanno ancora messo piede all'Arci Taun di Fidenza:

SI CREPA DAL CALDO.
Vestitevi quindi come se dovreste affrontare un concerto estivo, con la magliettina più leggera che avete. Il locale è piccolino, di fronte alla zona stazione. Noi cercavamo un parco di riferimento ma non si vede: arrivati quindi in piazza garibaldi prendete la strada che scende a sinistra lasciandosi la fontana alle spalle e l'orologio anche.
Per il resto bel concertillo, vissuto in prima fila. Il bello di muovermi con gente meno alta di me è che mi porta a superare la vergognosità che avevo della primafila. Son cose.

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mercoledì, 22 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 18:01 in fran s corner

Ora, c'è tutta sta gente che credo per questo post (o forse anche altri? boh, chi si ricorda le cose che scrivo) indicizzato dal sig.Google accede da me con la seguente chiave di ricerca:

"autobus ikea parma"

Ebbene, gentili amici, siccome l'azienda ikea pensa tantissimo alla famiglia (avete visto che ci sono anche i parcheggi-famigliola quelli che ti trattano un po' come un diversamente abile perché hai un passeggino? Eppoi, diciamocelo, andare a fare la spesa col passeggino non è una mossa furbissima, io ve lo dico) tutti noi dovremmo avere una station wagon e quindi chissenefrega se il compratore medio di ikea è il giovane e/o la giovane coppia (non sempre etero, esistono giovani coppie anche omo, ricordatelo o svedesi: eppure voi dovreste essere più aperti di mentalità, no?) che ha appena preso casa dissanguandosi e non ha voglia di vendere due reni per arredarla. E magari siccome per la stessa cosa non va di tirar fuori la scassata uno color petrolio del 1988 sarebbe anche bello averci un servizio pubblico che ti porta lì comodamente, pacatamente, serenamente mentre tu fai i primi raid all'interno del maxistore cercando di prendere idee e misure per arredare i tuoi 42 mq.

Quindi se volete andare all'Ikea in bus è possibile. Facendo poi un paio di km a piedi: quindi portatevi i giubottini catarifrangenti. Infatti non hanno messo ancora (dopo 3 mesi dall'inaugurazione) una navetta che collega il magazzino alla fermata più vicina del bus (perlomeno fatelo il fine settimana, dico). Ma dovrete farvela a piedi.

Scartata l'ipotesi di prendere il 2 fino al quartiere SPIP e poi di farvi un cavalcavia di 2 km di strada provinciale vi consiglio di prendere il 7 nella corsa che porta al Carcere di via Burla. Da lì avete un km e mezzo o anche due circa di strada con poco spazio fuori carreggiata con un cavalcavia abbastanza lungo, poi giunti all'ingresso della Barilla in via Burla deviate a sinistra e dopo due rotatorie siete arrivati, spero interi, al magazzino. Abbastanza inconcepibile, credo che l'azienda Ikea dopo aver insistito per quella collocazione anziché la zona Fiera, bene o male collegata meno peggio, doveva pensare anche ai collegamenti per coloro i quali non hanno una macchina.

Tsk.

(continua, sempre)

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elaborato da Franfiorini, 16:20 in deportes

A sentire i rumors che probabilmente volevano Mancini (non il brasiliano, ma quello più lampadato) come sostituto del Ranieri-che-non-canta non è che la presi molto bene. Ma io Ranieri-perdere-tutte-le-partite non lo reggo più: ciccio, non mi frega se bene o male la tua carriera è costellata da insuccessi e titaniche sfighe e quest'anno al confronto dell'annata col Parma, ad esempio, ti va di lusso. No. Mi sta sulle balle che te e la dirigenza-muppets infanghi il nome della mia squadra gestendola peggio di una formazione di fantacalcio fatta da una sciampista (con risp.parl.)

Per quello rincorrerei Ranieri prima, e Cobolli poi, con le mie scarpe colla suola di legno finché il frassino ivi contenuto si andrebbe a fondere con la pelle del deretano loro.
Ufff.

[certo che la morìa dei tifosi in trasferta ci si azzecca spesso eh?]

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lunedì, 20 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 19:33 in blogfest

Previsioni sul futuro, ad opera di tre cretini, in una trasmissione radiofonica del 19 giugno.
Poi si è verificato tutto alla Blogfest. Eccetto i Baustelle, ma non potevamo prevedere tutto tutto eh.
 [ringrazio i due compari, per i tarocchi e il pendolino ci stiamo attrezzando]

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sabato, 18 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 20:28 in foto

Pienza

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venerdì, 17 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 17:21 in fran s corner

Io sono cliente della banca monte paschi di Siena. Così, perché è una tradizione di famiglia e io sono pigra. Sono talmente pigra che a volte sopporto delle persone perché litigarci e mandarle affanculo fa troppa fatica.

Dicevo, io sono cliente MPS. Mmm, che non è una permutazione dell'acronimo della sindrome premestruale. Solo che ieri sono andata qui alla sede della Ghiaia, e io non sono cliente di quella filiale lì... che poi non ho capito una cosa, e può darsi che voi lettori pregiatissimi siate così imparati da darmi la soluzione della mia curiosità: ma se io sono cliente bancoposta posso ritirare e fare operazioni di cassa in ogni sportello italiano, oppure se faccio prelievi tramite bancomat posso farli ad ogni sportello... quindi, visto che si possono fare quelle cose lì, perché io cliente di una determinata banca non posso fare operazioni in cassa in una qualsiasi agenzia sparsa sul territorio nazionale?

Ma il punto è un altro: io ci sono andata per farmi cambiare un assegno circolare non trasferibile (dell'aziendona italiana del post di sotto). E mentre in altre banche in cui vado (BNL) quando mi mandano questi assegni qui (barbara usanza, dai) ci metto meno tempo allo sportello che in fila. Invece sono entrata lì in banca, al montepaschi, mi son seduta lì davanti alla bancaria, ché loro ci hanno le scrivanie, mi sono messa lì ad aspettare e avevo già tirato fuori documento e codice fiscale. Solo che lei era di una lentezza esasperante, così lenta che mi sono imparata a memoria tutti i tassi di cambio delle varie monete, apprendendo con gaiezza che il fiorino si sta svalutando nei confronti dell'euro. Così, dopo 35 minuti buoni è riuscita a contare e a darmi i sessantasette euro (marò) e a farmi uscire dalla sede della banca. E ci ha messo tanto anche perché ogni cinque minuti si lamentava del freddo, quando era vestita con camicia e maglione e il riscaldamento era acceso. Io, in t-shirt, stavo sudando. Mah.

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giovedì, 16 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 16:11 in fran s corner

Allora, tra i vari lavori che faccio e di cui, -ahimé- non avendo l'anonimato blogosferico, non posso parlare approfonditamente c'è un compito che svolgo per due aziende, una straniera (con la quale non ho mai avuto un problema e che mi paga sempre il 23 di ogni mese tramite addebito su conto corrente bancario) e una famosissima italiana (che mi paga a sei mesi, con assegno circolare non trasferibile e facendo ritenuta d'acconto. Pagandomi il lordo in pratica che vien molto meno del netto dell'altra azienda).

Naturalmente con la straniera le comunicazioni e i resoconti sono in inglese, anche se è stato accertato che il mio livello di italiano fosse stato buono o perlomeno capibile dai miei simili. Il contratto iniziale è stato fatto attraverso una pagina web.

Con la megazienda italiana (indizio: fondata da uno che ha lo stesso doppio cognome di un giornalista musicale che anche lui non capisce più una mazza) invece la comunicazione, inizialmente per via telematica, si è fatta sin dall'inizio difficoltosa: non mi hanno dato lavoro fino a che hanno ricevuto un plico di fogli firmati in numero di 8 pagine per posta. Chiesi se era possibile per email. No, via posta. Eppoi siccome quanto pare è andato smarrito, o non arrivava abbastanza in tempo, me l'hanno richiesto via fax, raccomandandomi di conservare il cartaceo. E così, per ogni nuovo incarico, ogni volta devo firmare un documento con note spese, accettazione, dichiarazioni e controdichiarazioni. Una burocrazia italiana in pratica.

Per non parlare della gente dentro che ci lavora che non è proprio pronta, preparata e risolutrice istantanea di problemi che possono verificarsi. Anzi.

Prendiamo ad esempio l'ultimo lavoro.
Con l'azienda straniera mi è arrivata una email, sono andata sulla relativa pagina web e accettato l'incarico. Mi è arrivata una mail di conferma incarico e le istruzioni in pdf. A volte c'è un piccolo quiz per verificare se ho capito bene le istruzioni, ma non sempre.

Con l'azienda italiana mi è arrivata una email. Sono andata sulla pagina web, richiesto l'incarico. Dopo 6 giorni è stato processato e mi è stato affidato. Mi hanno mandato una email dicendo che mi era stato affidato. Poi mi hanno rimandato una email lamentandosi che non avevo dato la mia disponibilità al briefing telefonico (ma quando me l'avevan chiesto?) e mi hanno dato tre orari disponibili. Alle 9:30, 11:30 o 14:30. E poi mi hanno detto di scaricare le istruzioni: istruzioni che non erano disponibili al link indicato, dando errore 404. Dopo mia lagnanza me l'hanno spedito via email. Il briefing -un casino- è poi consistito in una chiamata multipla di operatore e altre 12 persone (di cui una credo sia impiegata in un areoporto, dal sottofondo che si sentiva e non faceva capire una fava) in cui l'operatrice ci rileggeva le istruzioni che erano scritte nel documento che avevano mandato via email, virgole comprese. Per capire se eravamo tutti all'ascolto ci faceva l'appello ogni 10 minuti: la telefonata è durata quarantacinque minuti, ed è stata così confusa e convulsa che tra una decina di giorni, quando dovrò mettere in pratica le istruzioni apprese, mi sarò scordata tutte le cose dette oralmente tra un trapano e gente che respirava nella cornetta producendo un tornado.

Alla fine dei quarantacinque minuti di conference call mi è arrivata una email che diceva:

LE INVIO COPIA DEL CONTRATTO A PROGETTO DA RENDERE FIRMATA CON ANNESSA NOTA SPESE E ACCETTAZZIONE AL TRMINE DELL'INDAGINE.

Tutta in capslock e con italiano alla sesso di segugio.
Oltre a quello poi mi ha richiamato specificando che il contratto va mandato via fax. O posta. Ma meglio fax, forse.
E comunque l'importante è essere precisi tutto e subito. Si sa il tempo è danaro: è per questo che stamane mi han detto che:

LE RIMANDO IL NUOVO CONTRATTO A PROGETTO DEI (omissis), IN QUANTO QUELLO IN SUE MANI E' ERRATO PER LE DATE.
Ecco. E io ieri avevo già firmato tutto e fatto il fax. Porca. Ora aspetto fino a lunedì, sisamai che escano fuori altre novità. Anzi, mi sa che mi faccio anche sollecitare, via.

[naturalmente le tre i non sono inglese, informatica e internet, ma imbelli, irresponsabili, inabili. O altro.]

Tristezza a palate.

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martedì, 14 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 15:04 in franfiorinologia

Per una volta che sbrocco o mi lamento la gente travisa e vede sempre la realtà come fa comodo a lei.
A cazzo di cane, però.
Sono veramente stanca.

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elaborato da Franfiorini, 00:01 in intervistozze e giornalaismi

Insomma ci sono cose positive e cose negative di questa mostra sul Correggio.

Ora mi concentro ben bene e penso alle cose positiv... ehm.

Ovvìa, tra le cose positive c'è ad esempio che nel prezzo del biglietto vengano devoluti alcuni danari all'associazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.
L'altra cosa positiva è che tra un raus e l'altro in pieno clima zuppo di xenofobia (suvvia, non è razzismo: gli stanno sulle balle tutti, specie agli anziani. Alla faccia che l'anziano con la guerra, avendone subite di ogni, dovrebbe essere tollerante. Sono tolleranti come rottweiler a dieta.) fortunatamente si parla bene di Parma. Peccato che però la cultura non interessi alle grandi platee ma piuttosto, se c'era uno spettacolo con molta figa, se ne sarebbe parlato di più.

Quindi quel volpone di Luca Sommi, uomo anche gradevole alla vista (non dico altro: metti che debba incontrarlo e dopo si legge lo sglaps che faccio, mica posso scrivere che se avesse qualche centimetro in altezza in più lo considererei un uomo pure anche piacevole), ha deciso di promozionare la mostra all'interno di Quelli che il calcio con delle donne che si dovrebbero considerare fighe: solo che una era Flavia Vento e l'altra era una Alessia Fabiani che ha dimostrato che la laurea in Beni Culturali che ha preso verteva più sulla scultura del novecento trascurando tutti i secoli venuti prima.
Diobono.
L'articolo su Repubblica Parma trasuda così tanto buonismo e piaggeria che mi è salita la glicemia: in pratica la Vento stava lì in puro nomen-omen, la Fabiani ha detto con spocchiosità solo il nome di battesimo del Correggio (Antonio Allegri, ma si capisce) per poi annaspare in tutte le altre domande. Ma dico: ti pagano, preparati eccheccazzo. Eppoi la Fabiani arriva lì con due stuzzicadenti per gambe e fa pure impressione (uhm, sarà per quello che ho trovato Sommi figo?)

Ah, hanno aumentato la capienza sui ponteggi. Anche perché qui a forza di pubblicizzarci ci verranno pure le cavallette.

E il primo dei problemi l'ho veduto oggi: i prezzi dei panini han superato i cinque euro. Panino. Col salume. Diecimila del vecchio conio. A sei euro mi prendo un piatto di tortelli, che almeno lì la manodopera c'è, e pure la preparazione nonché l'accensione del gas. Siamo matti, non c'è altro da dire.

[qualora i lettori volessero vedere la mostra e fare un Correggiocamp organizziamoci, ché a salire su ci terrei]

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lunedì, 13 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 22:45 in franfiorinologia

Non ho il tempo neppure di pisciare in questi giorni, per farla breve. In realtà non mi si crea neppure urina, ché sto prendendo farmaci che hanno sto gradito effetto. Anche se giro col litro e mezzo d'acqua sotto braccio, come se fossi un francese con una baguette da me il passero i delpiero non arriva. Son cose.
Il mio frigo è vuoto.
Devo cercare di avre due o tre giorni tranquilli per avere tempo di fare duecosette, così. Ma facciamo un riassunto a punti della giornata:
  • Questa donna mi è andata all'estero e mi ha mandato tre, e dico tre, bottiglie di tonico clean and clear. Sono commossa e la abbraccio e ringrazio sentitamente. Fossero tutti così i lettor... ehm.
  • A Parma tutti leggono la Gazzetta. I conoscenti in bici si fermano e me ne parlano. Dell'intervista, dico.
  • Lei ormai si è accorta che io sono in una dimensione diversa: mi ha chiamato per mezz'ora in piazza e mi sono accorta di lei solo quando era a 50 centimetri da me. E inizialmente l'ho guardata dicendo: "uhm, questa non mi è nuova...". L'ho riconosciuta dalla voce. Sob.
  • Mi è partita una email verso la mia capetta (è bassa e giovane) lavorativa. Fortuna che l'ho scritta da stanca, così son stata garbata. Quasi. -

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