Io le donne non le capisco. Non so, è che poi ci ho amiche donne ganze e fenomenali che esulano dalla donna media e quindi la donna media, quella da rotocalco per capirci e da target medio commerciale, non la capisco.
In pratica avrei tanto da dire, ma sto editando sto post da mezz'ora e mi sembra di non aver detto ancora nulla.
C'è una canzone di Elio che è spettacolare. Una magari è riduttiva. Però vabbè, nella contingenza è una. Poi vi dico, ieri parlavo con un mio amico e, sebbene stimi la sua morosa, lui si ritrovava con messaggi d'ella che si lagnava della sua pesantezza e dolenzia di taluni tessuti corporei. E diceva, perdiananonlapillola, che insomma mancavano dieci giorni al bollino rosso (manco fosse un telefilm zozzo, pure Beautiful tromban come ricci e ci ha il giallo), ossia al giorno che piove.
Inutile dire che da quando stanno assieme quando lui si sente dire "oggi piove" egli guarda fuori dalla finestra e dice "ah, ma da me no, strano ed abitiamo a mezzo chil... ehm, ho capito, scusa.
Tristezza.
Cioè noi donne parliamo incessantemente di sesso, di cazzi e mazzi e ci vergognamo di dire che ci abbiamo le mestruazioni. Che la sequela dal tecnico al colloquiale per me è mestruazioni, ciclo, le mie cose, quell'affare. Non mi son mai sentita in dovere di fare il palloncino tutto rosso come dicevano nella pubblicità dove si gettavano anche col parapendio.
Che poi gli ometti hanno le idee strane, dopo. Le mamme non spiegano loro nulla [sempre per la storia che è una cosa che va tenuta nascosta] e mica tutti cercano su wikipedia. Però il primo anno di università li vedi lì, sul libro a lezione, tra l'imbarazzato e il vago. Però almeno dal secondo semestre puoi vedere il tuo compagno di università e dirgli che ti senti le tette pesanti che ti sembra di essere diventata la Marcuzzi e di averci mezza latteriasoresina appresso, dolori al basso ventre che ti chiedi perché Iddio ti abbia pensato donna e due gambe pesanti che neppure Baldini quando giulivo arrivò al traguardo di Atene se le sentiva così. E lui non ti guarda male. E tu ti sorprendi. E invece sarebbe tutto normale, come dire "eh, ieri ho scatarrato". Perché poi le altre donne parlano tra di loro di altre schifezze poi di questo si omette tutto.
Che, ve lo dico, mi inquieta. Cioè, non la storia di mettersi su un imbuto da figa (cit.) [Annina dixit. Ovvero, chiamiamole le cose come sono, sebbene poi lì manchi il buco imbutoso, ma alla fine come dire, mica potevo mettere che a me ricorda uno sturalavandini, sarebbe stato troppo pulp], ma il doverlo disinfettare con l'olio di Tea Tree (Catepol! Io lo uso per l'acne che avevo sulla schiena, quello di Bottegaverde ed è buonissimo) tra gli usi la trovo una cosa un po' scomoda. Vabbè proteggere la natura, ma a me il non usa-e-getta visto che sono pascolante in un campo dove debbo cambiarmi i guanti da paziente a paziente per buona regola (e non lo fa nessuno) ispira di più rispetto al riciclo. E allora sennò torniamo ai fazzolettoni di cotone come li usavano le nostre mamme e nonne.
Ma a me usare 'sto coso che ha anche le taglie e che viene pubblicizzato dicendo:
"Inizialmente potresti pensare che l'idea di una coppetta mestruale sia un po' strana, addirittura fastidiosa. Magari credi anche che sia poco pratica o non igienica?
(certo, perché già non basta farle bollire le cose. Io da dopo l'esame di Microbiologia mi lavo le mani 18 volte al giorno e so che pure nell'acqua del rubinetto ci sono microrganismi su cui pure House ci ha fatto un intera puntata su un caso clinico, eccheccazzi)
Sappi che questa prima reazione è normale. La maggior parte delle donne è cresciuta in un'epoca in cui non esistevano alternative ai prodotti per uso mestruale usa e getta, e questo ha influenzato molto il nostro modo di approcciare l'argomento.
L'idea di sperimentare nuovi prodotti, soprattutto in una sfera così intima, può causare timori e dubbi. Ma gli aspetti positivi della coppetta sono troppi per essere ignorati!"
Io vi dico perché non potrei usarli: mi scordo. Normalmente mi scordo che debbo anche cambiarmi assorbente, figuriamoci sti cosi qua inseriti dentro. Tolto il tappo dopo avrei una marea che neppure Mosé e la Protezione civile mi salverebbe.
Ostentando sicumera una mazza.
Ricordo il mio prof di Istologia, lui che è tutt'ora anche un ginecologo. Lui aveva idee strane sulle donne, perché giustappunto si riferiva a tutte le donne medie che poi vanno dal ginecologo e pensano che le mestruazioni si estrinsechino nello sfaldamento dei propri ovuli anziché nell rinnovamento del futuro habitat dove andrà ad azzeccarsi l'embrione felice e contento alla vostra parete uterina. Lui, il prof, diceva che se le donne controllassero la filamentosità del muco cervicale potrebbero risparmiare sui contraccettivi, però le donne piuttosto che fare queste cose [io la trovo una perdita di tempo, ricordo il mio incipit del ciclo mestruale, ovvero il primo giorno delle mestruazioni, da quando ce le hanno le mie amiche. Io mica posso perder tempo a segnare queste cose. Anzi, al massimo me ne accorgo perché quattro-cinque giorni prima prendo 3-4 chili.] preferiscono mettersi in borsetta il diaframma e usarlo solo quando praticano. Giuro che ha detto così.
Lui una volta disse che le donne non dovrebbero fare il medico perché durante quei giorni sono irritabili e non lavorano. Io gli dissi che beccare un uomo a cui giran i coglioni perpetuamente allora è pure peggio. Pareggio e le folle che mi acclamavano.
Diciamolo, se il cagare in pubblico non l'abbiamo più fatto per il pudore medievale, e perché, diciamolo, magari non è così piacevole sentire puzza di sciolta del vicino di tazza, ora perché dobbiamo vederci la Yespica col culo di fuori ed evitare di parlare che noi si ha le mestruazioni circa una volta al mese?
Che a me, quando sballano e vengono una volta ogni 25 giorni causa stress è una gigantesca rottura di palle, o di tamponi fate voi.



