Io annuisco, al solito sminuisco ma mica lo so a cosa si riferiscano, i gentili amici.
Il problema è che mica mi accorgo di quel che scrivo, io. Refusi inclusi. Scrivo di getto e scrivo quello che mi viene in mente.
Il fatto è che io, da circa un tempo indefinito, ho come la coibentazione nel cervello. Come se la capoccia faticasse a rielaborare il vissuto ma lo mette là, da una parte, e poi ogni tanto pensa "eccheccazzocifaccioconquesto". Poi fa spallucce. Poi se ne fotte.
Un po' tutto il mio corpo è in queste condizioni: l'intestino fa i cazzi suoi, il fegato ormai torna tardi all'alba e mi suona al citofono ché non ha le chiavi, il muscolo scheletrico dice robe come prontoooo e l'urinario canta ormai la marsigliese.
C'è da dire che non ci si sente soli.
E per di più se mi stresso un pochino in pratica svengo. Come nell'Ottocento. Cielo, non ho il coraggio delle mie emozioni.
A volte io invidio l'Artista (in quanto creatore di qualcosa). Cioè, c'è il video di Lotus dei Rem (o gli R.E.M., fate voi). Ché già la canzone è una serie di immagini così, poi il video ha quell'immagine lì sopra meravigliosa: Stipe che trettica su uno sgabello, muovendosi di ritmo.
Io sto cercando di capire se sono Michael o lo sgabello, ma è una immagine che sento tanto mia.
[Smetto di scrivere ché il polso sinistro fa uno strano rumore... chi mi passa dell'olio?]



