martedì, 16 giugno 2009

elaborato da Franfiorini, 02:30 in intervistozze e giornalaismi

Una settimana buona fa chiamammo la sede di via dell'Umiltà. Anzi, ora è una settimana che non chiamiamo via dell'Umiltà. Quasi mi verrebbe voglia di farlo adesso, però questo è un po' un orario che secondo me non risponde nessuno.

Una settimana fa c'erano le elezioni quelle europee, mica come ora che ci sono i referendum e non fregano nessuno. C'erano le europee, i nostri rappresentanti, eh. Poi non sappiamo a che cazzo serva il parlamento europeo: per quello che han fatto trapelare nei primi giorni è un po' come una sorta di blogbabel di quando funzionava. Ossia che partito ce l'ha più lungo, sì da mettere il topolanek sbandierante all'aria dicendo che uno ce l'ha duro. Sembra, eh.
Fatto è che abbiamo fatto sta trionfante diretta elettorale. Cinque ore. Lunghe. Con dei fuori onda dove la sottoscritta rideva per similpanico. O per altre cose. Abbiamo avuto un po' tutti tranne che esponenti de la Destra e del Partito comunista dei lavoratori.
Ad esempio ci ha risposto anche la Lega, e Salvini. Salvini una settimana fa era su Radionation1 a commentare il voto alle due di notte e oggi invece era a portaaporta per parlare di Silvio e il fattore d'abbronzatura. Cioè, gli abbiam portato anche bene.

Poi certo, un po' ti viene la ridarola scema quando la Lega ti mette come musica d'attesa il Va Pensiero. Anche perché prima da Via dell'Umiltà ci aveva cortesemente congedato: chiedendoci se fossimo - il suo ufficio stampa, che ci ha risposto dopo minuti d'attesa- una radio nazionale o meno prima ci ha detto di attendere in linea. Poi ci ha congedati dicendo che no, erano tutti di sopra.
Certo, che col papigate il sintagma tutti-di-sopra ci ha aperto nuovi scenari. Ti credo che dopo sentendo il va-ti-posa-sui-clivi-sui-colli inizi a ridere.
Poi abbiam provato a richiamare. Ormai ci avevano sgamato, presumo. Però ci siamo presentati alla centralinista come gente (ehi! abbiam cambiato la voce sempre) di RPR RadioParma. Ci ha passato l'ufficio stampa che ha detto "non può venire nessuno, sono di sopra con le televisioni".
Alla fine ci ha provato la sottoscritta, dicendo che era di Radio Svizzera Italiana. La centralinista "sono tutti di sopra" e mi ha attaccato in faccia prima che le chiedessi quando allora potessi trovare qualcuno con cui scambiare dei pareri, anche sul judo o sul pilates, non so.
Vi pare sia il modo per trattare noi parmigiani e noi svizzeri? In fin dei conti Radionation venne congedata meglio.

Che un po', presentarsi ai piccoli media in questo modo, è come fare un grosso casino e incolpare gli altri facendo poi la vittima mostrandosi nello stesso posto ove gli altri stanno.
[e poi pensavo, prima, bene o male il poeta che faceva arringhe e adunate sotto il fascismo, sebbene lui fascio non fosse ma molto paraculo, era D'Annunzio. Ora invece c'è Bondi. Cioè. L'altro per dirvi, pur di trombare cascava dalle finestre eh. E Bondi.]
Ci hanno un lider che si mostra ovunque, anche alla sagra della ceramica e non hanno uno stagista di merda che può rispondere. Mah.
Un momento, Noemi non era una stagista?

[chiamiamo la sede della PdL durante la diretta dei Radioincontri, vero?]

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giovedì, 11 giugno 2009

elaborato da Franfiorini, 01:21 in intervistozze e giornalaismi

Poi ci scrivo un post. Sembrano pressoché uguali, codesti due libri, ed entrambe promettono un po' la stessa cosa. L'insolito. E il turista che bazzica un po' sempre per piacere o per autolesionismo la stessa zona alla fine cerchi di differenziare un po'. Perché, diciamocelo, quando a Parigi già hai visto la Torre Eiffel due volte o anche già il Moulin Rouge una volta, può anche bastare, nella vita.
Poi uno dice vabbè, ognuno ci ha i suoi gusti. Io ad esempio al Louvre ci ritornerei, ma non credo che qualcuno mi riaccompagni e pazienti star lì un giorno intero. Ma io son un topo da museo, ne son conscia.
Allora uno, che poi sarei io, gli viene da comprare delle guide, diverse dalle solite che ti propongono le solite cose trite e ritrite. Perché quando conosci un posto e la tua memoria fotografica lo mappa anche tombino per tombino tipo street view della grande G, insomma, ecco, c'è da sapere qualcosa in più. Poi è bello andare in giro e vedere anche le cose strane, o bullarsene. In fin dei conti il turismo è questo, la cultura è un'altra roba.

Per questo ho comprato 'ste guide qui sopra.
Con somma soddisfazione la guida Parigi insolita e segreta ha tutto quello che io concepisco in una guida: divisione in arrondissement, piantina coi numeretti, spiegazione con foto della roba. Qualche errore di traduzione francofono, ma sepo'sopportà.
L'altra evidenzia soltanto il meno ovvio. E' solo divisa per arrondissement, ma neanche così bene, perché per stamparla han messo tutte le cose una dietro l'altra senza evidenziarle più di tanto. Tipo come se io l'avessi scritta su word, per dire. Non c'è nulla di particolare, ma anzi c'è quella noiosa tendenza italiana a metterti hotel e ristoranti consigliati.

Ah, sì, dimendicavo. Quella a sinistra credo che in Italia non si trovi più.

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domenica, 07 giugno 2009

elaborato da Franfiorini, 19:21 in intervistozze e giornalaismi

Stasera il previsto Radiosglaps non va in onda. Però assieme ai Borselli e coadiuvati dall'Autore Ombra ci sarà una bella diretta elettorale con ospitoni (ché non ho ancora ben capito neppure io come cavolo abbiamo fatto a recuperare tutta 'sta gente, signora mia)

Qualora vogliate intervenire, oltre le istruzioni qui sopra nel post, che potete finalmente arrivare in chat senza tanti sforzi cliccando qui. E così chattate e lasciate che il playerino v'inebri delle nostre chiacchiere.
[naturalmente son mancata dallo scrivere tanto qui sia perché ormai postare è un soliloquio, sia perché se uno bada a una cosa e tenta di consolidarla bene insomma, dopo scrive schifatelle ovunque]

Un grazie ancora a wh1pl4sh che si è immolato nel restyling e ha sopportato i miei dubbi e monosillabi.
Se stasera avete voglia di seguirci è bello.

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venerdì, 05 giugno 2009

elaborato da Franfiorini, 20:18 in intervistozze e giornalaismi

Ieri sono andata, trovando non so la voglia, perché a metà tragitto già non avevo per nulla intenzione, a farmi finalmente la carta di identità dopo sei mesi. In verità l'ho fatto perché il mio senso civico ululava e pensavo che i vecchi documenti, pur essendo validi di facciata, non mi consentissero di votare.
Mossa da tutto ciò, uscendo di casa in ciabatta infradito, sono arrivata al comune. Ho fatto 40 minuti di coda, ché ci avevo una persona avanti.

Già lì mi guardavo in giro e guardavo i nuovi divani stile minimal nella sala d'attesa. L'ikea inorridirebbe. Però mentre sei lì, pronto come Carllewis ai blocchi di partenza guardando i plasma non è che ti cambi molto la vita, ciò che hai sotto il culo. Poi arrivi lì alle aree e vedi già dei figosi iMac usati con Windows sopra. E ti si prende male. Ma guardavo in giro dove avevano messo lì quei cosi degli emoticons che aveva inaugurato Brunetta perché anche io mi volevo rifare per alcune cose:
- L'immane attesa prima per un numero solo avanti.
- L'immane attesa durante, ché Windows non dialogava con l'operatrice e la stampante-amanuense. Una triangolazione imperfetta.
- La pessima attitudine al cliente degli operatori. La seconda aveva chiaramente l'influenza A e per evitare il contagio ho preso la tessera elettorale in un bordo dopo che lei si era smanacciata il naso per venti minuti.

Non c'erano quelle cazzo di faccine da dare, io volevo cliccare sulla gialla. Le avevano tirate fuori solo per Brunetta mi sa. Uff.

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lunedì, 06 aprile 2009

elaborato da Franfiorini, 14:45 in intervistozze e giornalaismi

Premessa#1: Odio le pubbliche amministrazioni.

Premessa#2: fosse per me tutti dovremmo essere cremati dopo l'espianto degli organi e la cenere risultante dovrebbe essere disciolta tipo mangime da pesce rosso nel primo corso d'acqua a caso.

Premessa#3: Insomma Viterbo, secondo me andrebbe rastrellata e fatta occupare da persone operose. Viterbo architettonicamente non è male, è la gente.

Ora incipiamo col post, se vi da noia l'argomento avete avuto gli highlights e non fate come quella del centrocongressi di Parma che non aveva letto l'indirizzo della fatturazione della sala messo in cima a una mail.

MSFaxConsoleTempPreview-#00000d5c619da001Caro Brunetta,
Io condivido la tua acredine verso il mondo. In fondo (tu più fondo eh) anche io ho sulle palle (ovaie) molte persone, e fosse per me voilà: pezzo di sapone e vi si porta tutti alle docce.
Ora, sta cosa delle faccine è anche graziosa eh, però io sarei per altri metodi. Anche perché, insomma, Renato, Renato, Renato ora capisco mettere anche le vignette sul sito come se fosse un blog -uddiotuttimivoglionomale- ma vuoi mettere un form del tipo "denunzia qui il tuo sopruso, superRenato ti vendicherà!". Perché qui a volte più delle faccine abbisognamo di diti medi e di molotov, è da dire.

Poi le donne nella PubblicaAmministrazione hanno un problema: il computer. O sbagliano il modulo prestampato da mandare, o non leggono le email o entrambi. 'Sta cosa è preoccupante, perché ne ho beccata solo una normale e sta a Parma. Il resto, Parma o Viterbo, hanno un grosso problema. In ottica di mettere tutta la PA online siamo semplicemente nellammerda.

Il fatto, riassumendo, è questo: mio nonno è morto 15 anni e mezzo fa. Non avevamo un posto dove metterlo (tra i geranei stava scomodo, sul balcone) e ci pensò il coso lì delle pompe funebri a metterlo nel primo posto disponibile. Perché insomma, il cimitero di San Lazzaro a Viterbo è una nota meta di spacciatori, zingari, senza fissa dimora, seguaci di culti notturni particolari, coppiette, drogati e abbandonatori di cani. Però ecco, al Comune sfugge che magari dopo 99 anni le persone sepolte nel 1860 potrebbero essere anche un mucchietto di cenere e, d'accordo coi parenti, potrebbero essere spostati -quel che ne resta- anche altrove e fare spazio alle nuove leve.
Ennò, conserviamo tutto, sia mai che nel giorno del giudizio dopo è scomodo rialzarsi da un vaso per la cremazione ed è più comodo emergere dalla tomba tipo Thriller di Maicolgecson.
Quindi quel che resta di mio nonno e una cassa ben zincata (mentre nei loculi vicini abbiamo vissuto colii di materiale organico e odori simili a quelli che emette giornalmente il mio intestino al bagno) (sì, ve l'ho detto che se mi ospitate il problema è il bagno, dacché il mio intestino fa un po' quello che vuole) (ciao Anna!) venne messo lì in un piccolo condominio di loculi tirato su alla meno peggio. Ora, quando uno ci ha uno che gli è morto dopo lunga malattia non è che sta lì a guardare come è la vista cazziemazzi. E in mancanza di altre avvertenze uno non è che la prima cosa che va a guardare è "uh, ora che ci sono, ora che ho la minima di pensione, mi sa che la prima cosa che mi regalo quest'anno è un bel paio di loculi al prezzo stracciato di seimila euro". Cioè, almeno nella mia famiglia. Per di più poi se il cimitero nuovo è... ehm.

Ora, fattostà che una decina di anni fa hanno costruito un'ala di cimitero nuovo, ma non normale: modello Sansiro (ora, capisco che è un santo, però quello, ragazzi miei, è uno stadio). Circa 4 anelli in altezza a ellisse. Poi la prima domanda che mi sovvenne fu: "ma si possono lanciare le bare dal terzo anello, poi?". Capite che poi, avendo speso i soldi per il marmo il loculo più economico era in cima e sì, erano previsti ascensori, ma naturalmente poi non sono stati fatti. Ora, io, fare Meissner per andare a spruzzare glassex sulla foto e per mettere due fiori, permettetemi ma mi sa antieconomico.

Ora, la settimana scorsa, l'assessorato alle attività culturali-sport-turismo e servizi cimiteriali (malfidati, c'entrano benissimo tra di loro: per andare al nuovo cimitero devi passare nel vecchio e farti un paio di km a piedi, quindi è un'attività culturale. Per fare quei 2 km a piedi in piano e tutte le scale per raggiungere il quarto anello e la sesta fila in altezza è sport. Dopo ti godi una bella vista, quindi è turismo. Infine stramazzi, ergo è un servizio -completo- cimiteriale) prima millanta che mia nonna è morosa e non ha mai pagato l'affitto per il monolocale un metro per tre del nonno (120 euro l'anno, diobono. Quasi come un bolloauto), e invece non è così, infatti mia nonna è in regola sino al 2010 e quelli del servizio riscossioni glielo hanno confermato.
Poi le dicono che dopo 12 mesi la salma andrebbe spostata (ma in 15 anni non vi sovviene mai il dubbio di comunicarlo, eh?) urgentemente, perché ecco, insomma, signora mia si muore e servono i posti.
Poi se non si sbriga a fare tutto arriva il baubau dell'avvocato a farci gli atti per il mancato pagamento (de che?) e la salma la buttano in campo comune non si sa dove, come, quando e perché (una cassa zincata non può essere messa in campo comune, in caso).

La modalità da adoprare era: "Salve Signora! Quelli delle tombe dietro che stiamo coprendo da 15 anni ce l'hanno un po' messa nel culo e dobbiamo smantellare tutto. Va bene se glielo spostiamo nel primo posto dove non ci sono sciacalli, satanisti, trombe d'aria e intanto non so, vediamo di comprarvi un bel posticino vista cipressi, magari soleggiato? Ecco, ci chiami eh, tante care cose".

Sono io che son nata nel commercio ed ho un minimo tatto quando lavoro o la gente ha un'insipienza della madonna e non si sa spiegare?

[il lavoro da bracciante è estremamente sottovalutato]

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mercoledì, 25 marzo 2009

elaborato da Franfiorini, 17:31 in intervistozze e giornalaismi

Grazie a KiamaNokia mi è stata offerta la possibilità di provare un Nokia 5800 XpressMusic per una ventina di giorni. Sufficienti a stressarlo ben bene e a capire come poteva essere utile per me. Mi spiace fare la recensione un po' al volo, ma ne ho lette veramente ormai di tutti i colori e cose che tutti possiamo leggere benissimo nelle schede tecniche, quindi ho pensato di usarlo in giro per concerti e nella vita di tutti i giorni (no, al Barcamp volevo ma non ci ho avuto tempo...)

Infatti io ho ricevuto il terminale che fu prima in dote a Maxime, e per non accavallarmi con le descrizioni consiglio agli smanettoni di leggere quella che ha redatto lui. Io ho testato il 5800 come lo userebbe qualsiasi altro gggiovane, ossia come un musicphone, e non come un device solo comodo da usare per la internet.

Dal punto di vista mera plastica il 5800 non mi è piaciuto per nulla. Difficoltà nel mettere la Sim, la cover posteriore è fragilissima e inizialmente è un casino capire come aprirla senza sfracellarla (e sente tantissimo le vibrazioni delle onde sonore, come se aveste la vibrazione accesa). Lo schermo però ha un'ottima risoluzione, è comodo da usare anche se per me che ho le unghie medie (non lunghe) è impossibile non usare il touch senza il pennino.

Per quanto riguarda la multimedialità siamo in una situazione molto strana:
- le foto sono ottime in piena luce, meno con il flash.
- Non c'è un tasto diretto per salvare i files audio. Inconcepibile che non abbiamo pensato a un "salva", cosa per cui, inizialmente, temendo di perdere ciò che avevo registrato ho trasferito subito il file o su ovi o via bt.
- La qualità video è scarsina. Quella audio molto buona anche se i formati in cui salva i file sono sinceramente un harakiri, mah. [comunque prendere così le tonalità del fender rhodes non è da tutti, ecco]
- Come musicplayer è eccezionale, non fa rimpiangere gli oggetti dedicati solo a quello. Ottima gestione delle playlist, possibilità di scaricare i podcast e sentire la radio. Sotto quel punto di vista è favoloso e non ha assolutamente alcun difetto.
- Non ho messo sul (ha-ha) netbook alcun software (anche perché era in cd, e non potevo) ma ho usato il bluetooth per il trasferimento di file. Funziona molto bene, e meno male che c'era questa possibilità o quella del cavo usb (ma essendo pigra, il bt è più immediato)

Altre sparse:
- Ho molto gradito gli accessori inclusi. Per di più gli auticolari sono di ottima qualità, il suono restituito è pulito e non isolano del tutto dall'esterno (che è una cosa positiva). Poi c'è la custodia (anche perché, un touch altrimenti dopo due giorni già si righerebbe) caricatori e cazzilli vari. Perfetto in questo.
- L'accelerometro, ossia quel coso che dovrebbe capire se usi il display in verticale o orizzontale e quindi ti gira l'immagine, con me è diventato scemo. Basta ruotare lievemente il polso verso l'esterno e impazzisce. Andrebbe tarato anche questo un attimino meglio.
- A volte mentre facevo i video si interrompeva un po' così, a mendula canis visto che l'oggettino è extrasensibile. Ho provato a tarare i sensori ma quanto pare non era possibile migliorarlo. E' da pensarci, cari nokia.
- La batteria dura 12 ore costantemente collegata a internet, altrimenti 3 giorni usandolo da telefono normale con uso delle altre applicazioni. Ottimo come tutti i nokia, in questo.
- Il pennino l'ho dovuto usare con la parte più appuntita per scrivere, altrimenti era impossibile nel tastierino qwerty.
- E' ganzo il feedback di “azione compiuta a seguito del tuo click”, dacché ogni volta ti fa sentire una leggera vibrazione. Visto che qualche volta era piuttosto lento a "prendere i tasti" questa funzione è molto rassicurante.
- Però ho apprezzato la predisposizione per caricare facilmente i files sui social network.
- Con la sd da 8 Giga si può fare molto. Si registra un intero concerto mantenendo ancora buona metà batteria. Solo perché usare l'mp4 per registrare audio e video in HD? Se scendevo di qualità (non mi conveniva, era per "lavoro" e dovevo avere la massima qualità possibile) i formati erano altri e più tradizionali, ma... perché l'mp4?
- Dovessi usarlo per davvero come ipod non basterebbe il cinturino. C'è da inventarsi altro per far tenere un telefonino in mano a chi corre :)

Infine: lo comprerei se il prezzo fosse inferiore o mi venisse offerto dalla mia compagnia telefonica, non mi ha soddisfatto a pieno pur essendo un gran bell'oggettino. Io a partità di prezzo scelsi di comprarmi un netbook perché più vicino alle mie esigenze e credo di aver fatto una scelta giusta. Fossi stata un'utonta meno portata alla internet e attaccata alle tastiere probabilmente però il 5800 sarebbe stato il telefono giusto da prendere.

Grazie Nokia comunque :)

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domenica, 18 gennaio 2009

elaborato da Franfiorini, 16:02 in intervistozze e giornalaismi

Novotel Budapest Centrum. Salve.
Prima di postare questa recensione, professionalmente contattai anche la direzione Novotel lamentandomi delle eventuali mancanze e dicendo loro che avrei riportato la mia esperienza. Ma siccome dopo 15 giorni non mi han cagato di pezza direi che è giunta l'ora di scrivere e di dire anche che il servizio clienti di Novotel non vi offre la minima assistenza.

Novotel Budapest Centrum.
Categoria: 4 stelle.
Posizione: Discreta. Non centrale (vedi qui) ma vicinissima alla metro e alla linea dei tram veloci. Possibilità per i camminatori di usarla come base per girare tutta la città tornando anche a una certa ora con facilità.
Receptionist: pessima conoscenza, laddove indicato nel badge, di italiano e francese. Inglese scolastico. Tedesco passabile. Per essere un hotel di una catena internazionalfrancese totalmente bocciati, soprattutto nel problem solving.
Add on: parcheggio (a pagamento, costosissimo ma molto utile e sicuro), wifi (a pagamento, se non prendete la camera exectutive -ma non conviene- con t-mobile. Se siete all'ultimo piano potreste prendere altre reti ma con prezzi minori) colazione a pagamento (non conviene, viste le superbe pasticcerie e caffè budapestini), ristorante (non l'ho provato), fitness center (gratuito, ma un po' trasandato. La palestra non funzionava), bollitore in camera.
Immagine: bello, perché in un palazzo d'epoca con aggiunta di un pezzo moderno.
Camere: basiche, secondo i modelli accor. Abbastanza complete.
Pulizia: alla cazzo di cane. Per un 4 stelle insufficiente: infatti il letto nei 4 stelle andrebbe rifatto due volte al giorno e cambiato ogni due giorni. Invero le lenzuola sono state cambiate dopo una settimana. Aspirapolvere passata per terra in sette pernotti solo due volte. E non in modo approfondito. Mancanza di rifornimenti e sciacquo tazze per una volta, ma qui è stato risolto dopo sollecitazione.
Camere: minibar scarno. Riscaldamento ad aria rumoroso. Infissi vecchiotti. Flessibile della doccia ancora usabile ma da cambiare presto.
Consigliato? Sì, se trovate una ottima offerta che ve lo fa pagare come uno di categoria inferiore. Altrimenti proprio anche no.
Foto: qua.

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venerdì, 09 gennaio 2009

elaborato da Franfiorini, 17:05 in intervistozze e giornalaismi

Prima di Natale mi contattò Andrea Colaianni di Promodigital. Il mio temporeggiare, nel parlare dell'iniziativa che sottopose alla mia attenzione, quella della Onlus CSS, non era dovuto a cinismo di ritorno ma alla mancanza del funzionamento (da ancora errore) del link che dovrebbe esplicare il progetto.

[Andrea, poi, ti prego: patcha quell'outlook che il prefisso R: mi scazza tutti i thread sulla Gmail ;) ]

Quindi proviamo a parlarne a modo mio:
anzitutto, nel mare del "a chi do il mio 5 per mille" potrete pensare, dalla prossima dichiarazione dei redditi anche a CSS. CSS, nome che suonerà anche famigliare a molti geek, è una associazione per il sostegno a distanza che accoglie sia donazioni libere sia il classico sostegno con quota fissa.
L'associazione che investe le proprie risorse nell’aiuto all’istruzione dei bambini nei paesi in via di sviluppo. Lo scopo è quello di creare un futuro dove grazie agli studi intrapresi, i bambini poi futuri adulti potranno avere delle possibilità in più per cavarsela da soli magari creando anche nuove risorse per i loro Paesi. Ed essendo la conoscenza parte della libertà dell’individuo, ed è per questo che CCS vuole creare delle possibilità, sia con offerte dirette che di adozione a distanza per sovvenzionare gli studi ed investire nelle strutture scolastiche.

Mi sembra una iniziativa molto lodevole e ringrazio promodigital per avermela fatta conoscere.

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giovedì, 04 dicembre 2008

elaborato da Franfiorini, 20:34 in intervistozze e giornalaismi

Qualora dobbiate rivolgervi per delle prenotazioni alberghiere, finora vi avrei consigliato booking.com per il simpatico e vantaggioso rapporto qualità prezzo.
Oggi, dopo una loro cancellazione per un mio soggiorno medio-lungo prenotato un mese fa e conseguente contatto del servizio clienti (al telefono, perché via mail latitava) con una addetta di parlato sardo che parlava come un'invasata cercando di imporre le sue astruse ragioni, la suddetta blogger vi consiglia di non prenotare mai con booking.com altrimenti rischiate di trovarvi senza hotel.

Fate girare, grazie.
[Vaffanculo, che pomeriggio di merda. Le pijasse un colpo a quella stronza]

Update: m'ha ricontattato Isabel di Booking. Non abbiamo risolto nulla, dato che ormai mi son rivolta alla concorrenza, ma è stata davvero molto cortese. Episodio isolato, forse.

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mercoledì, 03 dicembre 2008

elaborato da Franfiorini, 21:13 in intervistozze e giornalaismi

Vi ricordate dei doni che mi fece Buzzparadise, no?
(buu, anche se nessuno in questo post mi commentò)

Bene, ora Buzzparadise mi ha avvisato di una campagna natalizia molto bella. Infatti grazie a questo insulso post ben 10 euro (un quarto di social card per scrivere quattro minchiate) andrà in beneficenza:

Abbiamo pensato di supportare Save The Children, la più grande organizzazione internazionale per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, nella promozione della Campagna per la Lista dei desideri, un sito dedicato a raccogliere fondi per migliorare le condizioni di vita dei bambini di tutto il mondo in maniera originale e divertente.


Se volete saperne di più sulla campagna di Save The Children potrete vedere questo video esplicativo. Comunque mi auguro che ce ne siano di queste iniziative, non solo a Natale...

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venerdì, 07 novembre 2008

elaborato da Franfiorini, 15:10 in intervistozze e giornalaismi

Insomma, voi la conoscete quella azienda di promozione merci che è BuzzParadise, no? Non è male, specialmente l'idea in se è molto ganza. Però c'è da dire che i suoi clienti hanno idee strane, o perlomeno secondo me non conoscono molto il target o la media dei bloggerz. O non lo so, magari io sono sempre nel 5% della popolazione e quindi sballo tutto.

Tipo giorni fa a Milano (poi pare che se non si è bloggerz di Milano o malechevadadiRoma si perda tutto qua) c'era un evento della Roc, quella delle creme. E nel buzzkit c'era scritto, facendo un riassuntino: Ahò, c'è questa crema di retinolo e acido jaluronico, che fa effetto filler, lifting. Che è una cosa ganza eh, perché fa effetto tipo se tu sei andata dal chirurgo però ti tieni bella liscia come se fossi ancora giovane. E l'han già provata le donne dai 35 anni in su, eh!

Merda, io ho 25 anni.
Ok, prevenire è meglio che curare, sono d'accordo. A volte guardo le zampette di gallina e mi preoccupo, specie quando sono un cencio stancoso come ora. Però è ancora preponderante l'acne juvenilis. Normaderm no, eh?

Ora mi è arrivata un'altra campagna, anche questa ganza eh.

Pirelli “regala” spettacolo in strada e non solo. Per il lancio sul mercato del nuovo Scorpion Trail da enduro stradali, la Casa milanese presenta l’ultima iniziativa che intreccia cinema e mondo dei motori, passione per le emozioni in prima persona e quelle in presa diretta, esplorando il mondo dei supereroi con Iron Man.


C'è sta cosa che io ogni volta che immagino Pirelli mi viene in mente l'inter e la pubblicità di Rottamaldo di spalle tipo il Gesùbrasiliano dove diceva che la potenza era nulla senza controllo. E da lì non riesco a pensare più ad altro, ecco. Ora, a me Iron Man piace, e forse mi mandano anche il dvd a casa, forse, ma poi vi farò sapere. E in caso ve lo regalerebbero euguale qualora voi acquistaste i pneumatici, eh. Ma io mi sento poco tipo da enduro. Piuttosto sono una noiosa Alfista che è attratta dalla pista.
Son cose.

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martedì, 14 ottobre 2008

elaborato da Franfiorini, 00:01 in intervistozze e giornalaismi

Insomma ci sono cose positive e cose negative di questa mostra sul Correggio.

Ora mi concentro ben bene e penso alle cose positiv... ehm.

Ovvìa, tra le cose positive c'è ad esempio che nel prezzo del biglietto vengano devoluti alcuni danari all'associazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.
L'altra cosa positiva è che tra un raus e l'altro in pieno clima zuppo di xenofobia (suvvia, non è razzismo: gli stanno sulle balle tutti, specie agli anziani. Alla faccia che l'anziano con la guerra, avendone subite di ogni, dovrebbe essere tollerante. Sono tolleranti come rottweiler a dieta.) fortunatamente si parla bene di Parma. Peccato che però la cultura non interessi alle grandi platee ma piuttosto, se c'era uno spettacolo con molta figa, se ne sarebbe parlato di più.

Quindi quel volpone di Luca Sommi, uomo anche gradevole alla vista (non dico altro: metti che debba incontrarlo e dopo si legge lo sglaps che faccio, mica posso scrivere che se avesse qualche centimetro in altezza in più lo considererei un uomo pure anche piacevole), ha deciso di promozionare la mostra all'interno di Quelli che il calcio con delle donne che si dovrebbero considerare fighe: solo che una era Flavia Vento e l'altra era una Alessia Fabiani che ha dimostrato che la laurea in Beni Culturali che ha preso verteva più sulla scultura del novecento trascurando tutti i secoli venuti prima.
Diobono.
L'articolo su Repubblica Parma trasuda così tanto buonismo e piaggeria che mi è salita la glicemia: in pratica la Vento stava lì in puro nomen-omen, la Fabiani ha detto con spocchiosità solo il nome di battesimo del Correggio (Antonio Allegri, ma si capisce) per poi annaspare in tutte le altre domande. Ma dico: ti pagano, preparati eccheccazzo. Eppoi la Fabiani arriva lì con due stuzzicadenti per gambe e fa pure impressione (uhm, sarà per quello che ho trovato Sommi figo?)

Ah, hanno aumentato la capienza sui ponteggi. Anche perché qui a forza di pubblicizzarci ci verranno pure le cavallette.

E il primo dei problemi l'ho veduto oggi: i prezzi dei panini han superato i cinque euro. Panino. Col salume. Diecimila del vecchio conio. A sei euro mi prendo un piatto di tortelli, che almeno lì la manodopera c'è, e pure la preparazione nonché l'accensione del gas. Siamo matti, non c'è altro da dire.

[qualora i lettori volessero vedere la mostra e fare un Correggiocamp organizziamoci, ché a salire su ci terrei]

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venerdì, 19 settembre 2008

elaborato da Franfiorini, 00:02 in intervistozze e giornalaismi

C'è questa cosa che qui si diede dei consigli a Vignali (uno ancora inascoltato, ma se fa questo come prossima decisione voglio un posto in giunta comunale, tanto più che il popolo m'acclama), tipo questo che era un po' esteso a tutti i sindaci italiani: ovvero punire chi insozza tutto il suolo pubblico con multe un po' più che esemplari in modo che qualsiasi cosa butti piuttosto te la rimangi (o come si diceva lì, mal che vada cuci il deretano al miglior amico dell'uomo).

In pratica il nostro sindaco, che io stimo da tempi di assessorato, ha tirato fuori una serie di ordinanze magari che sembrano un pochino esagerate dal punto di vista pecuniario, ma ci vogliono. Eppoi fatevelo-celo dire: a Parma si respira quest'aria di grandiosità indipercui ci stanno queste cifre che fanno girare la testa.
Insomma, le ordinanze variano da quel problema che direi carfagnano al probemillo dello sporco in giro per la città. Fatemelo dire: ce ne era, e 'st'ordinanza serve. Ché se uno è suino dentro certe abitudini fa fatica a stroncarsele. Quindi, in tempi di austerity come questi far leva sul portafoglio è cosa buona e giusta.

Non son d'accordo con l'abbassare le multe come dice Legambiente. Una merda di cane a Parigi costa 185 euro. Uhm, almeno due anni fa costava così. Però dico, per noi era impensabile. E alla fine è giusto che il divieto di sosta costi poco. Volete mettere quanto, soprattutto gli anziani, han rotto i coglioni le nuove auto dei non-studenti nel parcheggio di via Volturno e quante multe abbiam preso noi studenti per mettere lì l'auto e arrivare alle lezioni a cui dobbiamo presenziare per forza? Ecco.

Cioè, a me se una pisciata ti costa 300 euro... frega poco. Pensa lì, quando i vigili l'avran colto in fragranza, chissà cosa avrà spiegato. Che stava facendo il pieno alla saracinesca? Ora, capisco l'incremento del costo della benzina ma 'sto pieno gli è costato quanto una caccola di Moratti. Più pappagalli per tutti, insomma. Imparate il vecchio trucco di farla nella bottiglietta come ai festival, orsù, da dentro i pantaloni.
Lo spegnisigaretta.
Sì, c'è il solito problema che "fatta la legge, farla rispettare è uno zinzinello difficile". Qui perché? Perché i cestini non sono stati pensati per spegnere le cicche: fermo restando che io sostengo i secchi alla francese (ossia una busta senza altri cazzi e mazzi di contenitori, un po' come c'è in alcune nostre stazioni con i vari bidoni-busta differenziato che, caro sindaco, sarebbero da mettere qua in città per via delle scadenze che vi siete dati con la differenziata. Di cui ci sarebbe da fare un discorso a parte, giacché è gestita malissimo. Ma si sa, non pensate cogli occhi del consumatore...), qua, nella grandeur di Parma, ci mancano i secchi con lo spegnicicca. Vi dirò, a Mantova ci sono. Identici, brutti e mastodontici come qui a Parma ma con gli spegnisigaretta ai lati. Qui si dovrebbe fare un lavoretto alla Muciaccia per implementarli, e del resto, visto che c'è l'ikea, direi di mettervi-ci una brugola in mano e via andare...

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martedì, 02 settembre 2008

elaborato da Franfiorini, 01:13 in intervistozze e giornalaismi

[Dimmi che finalmente riesco a fare questo post, secondo me porta male come la maschera di Tutqualcosalà. Ogni volta il pc mi si spegne in modo sinistro e si riavvia. Non so cosa abbia. Sta spirando?]

Chianciano, terme sensoriali.
Amici,
finalmente, dopo anni di noia, travestiti da svaghi inventati da zero tipo che ne so, fotografare anziani pascolanti per le vie e tifare che essi si sfracellassero al suolo (che dovete sapere, poi, che le vie a Chianciano sono divise tra via a cura del comune e via a cura delle terme. Quindi a voi converrebbe sfracellarvi in una via curata dalle Terme. Sotto lauto pagamento vi darò la differenza su una mappa) c'è uno svago bello per noi gggiovani che stiamo lì alle terme. Ovvero l'apertura delle terme sensoriali, che sono state aperte da due anni ma sapete come è: questi ultimi due anni sono stati di completa merda e quindi ci siamo persi l'happening.
Ma qui siamo pieni di risorse (eh? sì, crediamoci) e abbiamo deciso di provare per voi e recensire le terme Sensoriali site in Chianciano.

Volevo anzitutto reverendissimamente salutare il prossimo direttore delle Terme dicendogli che io non sono una persona un po', come dire, bastian contraria come mio papà ma anzi sono apertissima alle innovazioni (tutto questo detto con un sorrisone alla cartellone elettorale forzista), e che queste cose nuove sono bellissime. Nonché credo sia d'uopo tra quattro o cinque anni assumere giovani medici portati alle innovazioni e con una robusta tradizione famigliare termale, magari donne, sul metro e ottanta e coi capelli rossi, con ottima conoscenza delle lingue straniere e una discreta presenza apprezzata soprattutto dagli anziani, target della stazione termale. Se nel frattempo vogliamo cedere anche qualche ingresso gratis, colpiti da tanta zerbinosità, io non mi lamento eh. Anzi.
 

Chianciano, terme sensoriali.
Ma parliamo delle terme come farebbe una mystery shopper (coff).
Le terme sensoriali sono state un'innovazione per Chianciano. Per Chianciano, infatti, il passar le acque declinava tra la mattinata in quell'acqua che Pirandello definì in una sua novella come amara e che anche Fellini riprese. E anche per quelle orchestrine, il liscio, Little Tony e Mirna Doris il pomeriggio, il minigolf. Qualcosa più avanti. Certo, qualcosa che costa 35 euro, ma ormai anche se bevi, che ne so, un caffè al tavolo ti costa un euro e ottanta. Per non parlare di una pulizia del viso, signora mia. Insomma, questi prezzi corrono e questo mondo va così, a donnine allegre di una certa età che noi abbiamo sempre trovato lì alle terme e di cui tanto potremmo parlare. Ma non lo faremo, no, almeno ora.
Le terme sensoriali sono ganze. Non so mio padre di cosa si possa essere lamentato, ma la mia parte medica può capirlo: il problema è l'anziano, caro direttore.Terme sensoriali, Chianciano.
L'anziano mi entra lì e per ammortizzarsi la quaranta euro mi fa spozzerato tutte le "attrazioni". E dopo l'anziano mi stramazza, perché l'anziano non ha il fisico. Quello è il problema, ché non c'è controllo per quelli che sono dei rottami (a meno che il cencio sia un operatore medicale e si autoregolamenta da solo, ecco).
 
Altre cose non fighe da consumatore:
  • La spugna dell'accappatoio asciuga poco. Una monodose di docciaschiuma non basta (io faccio la doccia prima di entrare, per buona norma igienica -ma ho sentito gente arrivare in idromassaggio con sentori di sudore che se non avessi lo stomaco-dell'-internista sarei svenuta- e prima di uscire, e quindi ecco, uff). Una sola tenda che copre-non-copre per cambiarsi tipo negozio non basta: non tutte hanno precedenti in spogliatoio calcistico e quindi se ne fregano della nudità. Anche perché se passano gli uomini in corridoio... ma vabbè. Ah, altra cosa, mettere magari dei deodoranti negli armadietti ché quanto pare c'è gente che usa deodoranti al gorgonzola.
  • Si può migliorare la cortesia. Di quattro addette alla reception due erano odiose, una imbambolata e una gentilissima. Ringrazio soprattutto l'ultima per un disguido tecnico avvenuto, è stata gentilissima assieme ad un'altra operatrice del centro: magari non sarò sembrata amichevole ma stavo bestemmiando dentro di me per non avere più i miei copripudenda.Chianciano, terme sensoriali.
  • Gli addetti all'interno delle terme magari potrebbero coordinarsi meglio: la quantità di acqua è sempre cospicua sul pavimento, e spesso vederli ciarlare lì senza far nulla ti pone alcune domande (per esempio: ma come li hanno assunti, che fo domanda anche io per non fare una mazza?)
  • La manutenzione, se guardiamo bene, è un po' affidata alla volontà di Dio, anche qui si può migliorare, anche se questo punto è dettato da un occhio eccessivamente attento.
  • Lasciare le tisane a libero consumo e far firmare la liberatoria senza prima neppure un controllo pressorio non mi sembra una cosa molto seria.
Detto ciò vi do una revisione delle varie cose stilando un percorso alternativo agli altri che potrete naturalmente chiamare percorso sglaps.
  1. Doccia calda, 4 minuti, lavarsi bene se non lo si è fatto soprattutto a casa, ché si va in mezzo agli altri e mica tutti son raffreddati.
  2. Melmarium: spargersi di fango depurativo dalla cintola in giù, di fango energizzante nel tronco e di fango rilassante sulle spalle/capelli. Quindici minuti lì, e altri dieci nel Calidarium. Poi docciarsi ben benino ché il fango vien via male e poi ci avete sempre l'accappatoio bisunto.
  3. Reidratazione: tisana e acqua a volontà. Non preoccupatevi se poi pisciate più del passero di Del Piero, fa bene.
  4. Camminata nel fiume: almeno quattro giri, con calma, non avete Tremonti attaccato al culo.
  5. Docce Emozionali: io le consiglio ogni volta prima di mettersi a bagno. Perché almeno sentite lo sbalzo termico. E fa bene alla circolazione. Nonché l'olio essenziale vi rilassa.
  6. Due idromassaggi nella vasca relax, quindici minuti nella vasca salina.
  7. Reidratazione. Almeno quattro bicchieri di liquido. Io vi consiglio di bere mentre poggiate il culo nella sala dell'aromaterapia. Magari quella rilassante.
  8. Sauna. Scegliete quella che volete, ma se siete carrette come me che svenite e avete casini pressorio-cardiaci scegliete pochi minuti di quella etrusca: è molto secca, quindi non si avverte se non dopo il quinto minuto il senso di svuotamento cranico.
  9. Due bottoni pigiati di nebbia fredda per riabbassare la temperatura corporea. Bere almeno due bicchieri di liquido e sbragarsi nella svaccoterapia. Finché non vi riprendete e fate il ciclo: doccia-idromassaggio-salina-idromassaggio.
Chianciano, terme sensoriali.
Questi naturalmente sono consigli elaborati da chi ha un'esperienza in fitoterapia, terapie dolci e medicali. Mica cazzi, ecco.
Infine un ultimo consiglio amicale, anzi, degli ultimi: oltre a quello di bere mentre vi spaparanzate con l'aromaterapia (vedi prima foto) state attenti ai diffusori: ho visto gente batterci la testa. Seconda cosa, la vasca sensoriale (che potete vedere tra le altre foto qui) è molto -oltre che ganza- intima, ecco. Terza cosa, gli orari migliori per godersi le Terme senza tante file e anziani in ogniddove (che han sempre fretta) vi consiglio di entrare verso le 18-18:30. In questo modo uscirete sì tardi, ossia tre ore e mezza dopo ma sia lo spettacolo della piscina illuminata sia la scarsa affluenza, sia il piacevole freschino quando vi tirate fuori dalla vasca esterna è una sensazione molto bella, almeno a mio parere, ecco.
[e ora, dopo 'sta marchetta, cacciate un ingresso gratis, ingrati]

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lunedì, 14 luglio 2008

elaborato da Franfiorini, 21:23 in intervistozze e giornalaismi

Caro sindaco,
essendo in condizioni di austerità petrolifera direi che è d'uopo far girare anche i vigili urbani (polizia municipale?) a Parma in bici già come fa Parigi e Ferrara.
Così il vigile mi dimagrisce, guadagna in salute e il bilancio ne giova.
Ossequi.

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