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elaborato da Franfiorini, 14:23 in medicaldivision Già qualche giorno fa quando alla tv Zequila disse che studiava medicina ho iniziato a temere per la mia sorte.
Oggi a Tg2 costume e società ho beccato un medico, probabilmente generico, nello svolgimento delle proprie funzioni [ovvero una delle cose (ciao papà!) per cui non farei mai il medicodifamiglia]: fare le visite ai tuoi mutuati catorci ammalati a casa. Questo qui, oltre alla borsina da medico, si porta la chitarra acustica verde petrolio (che fa tanto colore da medico) (sì, anzi, c'è uno che in palestra che viene con una tuta che sembra unca cappa da sala operatoria e... no, spè, proseguiamo col discorso principale) e dopo che misura la pressione sanguifera all'anziano e gli controlla quanto sale mette nel sugo assaggiandolo (eh???) se c'è troppo sale lì nel pranzo gli fa la ramanzina con la chitarrina (stonando e) suonando Sapore di Sale medical remix. E in questa ingloriosa pantomima da tg l'anziano prestatosi faceva le corna. Non voglio ridurmi così vi prego... [ah, dite che già sto anche peggio. Ehm. Allegria!] commenti (9)
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| email me elaborato da Franfiorini, 12:20 in medicaldivision Il famigliare chiamato papà col dono della scrittura futurista stamane, ore 9 circa:
"Stamani in tribunale per testimonianza hanno tolto la patente ad assistito che aveva usato colluttori a base alcolica" La figliola, tenutaria dello sglaps: "Ecché colluttorio era? Tocai, ti tolgo ogni male che hai?" commenti (7)
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:44 in medicaldivision Il video qui sottosi conclude con un infatti. Continuava con l'esposizione di come una delle mie migliori amiche da due anni fa ricerca sul Neuroblastoma grazie ai fondi di Telethon. Da una parte mi fa incazzare che un paese che voglia considerarsi civile non dia assolutamente fondi che riescano a coprire la ricerca medica. Le donazioni dovrebbero essere un surplus per migliorare le cose. E invece da noi in Italia serve quasi per la totalità dello sviluppo e delle ricerche mediche.
Sì, poi son deducibili, ma ti fa girare un po' sempre le palle che la Carrà o Baudo facciano la faccetta contrita e ti dicano di donare quando già noi si zompano i pasti. Lo so bene. Daniela Fantozzi di Yks mi contattò (cielo, con 24 di preavviso) per mettere un contributo online. Questo sarebbe il mio primo video, fatto a braccio. In realtà non sapevo bene di cosa parlare, di come poter essere bene utile. Perché insomma sono una caccola, nei confronti della sofferenza delle persone. Però se può servire una community come Youtelethon ben venga. Del resto si creano tante cazzate. Se un sito può aiutare a conoscere meglio malattie impensabili dall'utonto medio e far scattare un clima di collaborazionismo tra esseri umani già sarebbe tanto. Il video fatto meglio è qui. Se volete vedere è all'interno della Conferenza Stampa presto on demand qui. - commenti (2)
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:30 in medicaldivision Non so voi ma io quando ci penso mi meraviglio sempre, vedere il corpo umano questa macchina perfetta armoniosa e simmetrica, e poi c’è un coglione più in basso di quell’altro
(Stark) 'Sta cosa che il corpo umano sia una macchina perfetta va bene fino a un certo punto. Nel senso è perfetta finché tutto va bene. Per un minimo intoppo sono cazzi, francesizzando e riassumendo il tutto. Infatti la sostituzione del pezzo rotto non è prevista, la manutenzione non è facilissima da fare e poi insomma, ci son troppe varianti sul modello base e spesso la casa madre fornisce difetti di fabbricazione mica da ridere.Tolto questo voi potreste dirmi che il progetto è buono. Mica tanto. Cioè, se ammettiamo il creazionismo possiamo dire che Dio è un ingegnere edile con una laurea triennale, un po' ciellino. Che insomma, con tutto il rispetto degli ingegneri che seguono ma insomma i vostri limiti li sapete anche voi eddai, non era così sveglissimo al momento del progetto, ché si vede che aveva da fare lì ad attaccare volantini con lo student office contro gli scioperi e contro l'eutanasia e ci aveva 'sto progettino in scadenza... allora la sera tornando a casa ha preso un caffè, si è messo lì ed ha detto "oh, però in sette minuti sto essere è uscito bene, vah". E da lì si è rimesso a giocare con la play. Io quando mi dicono che sì, il corpo umano è un miracolo fo sempre l'esempio del ginocchio. La struttura del ginocchio, in soldoni, è una roba che si regge su per miracolo. Oh, può sembrare una battuta, nel contesto. Dicevo: pensate che i chili di Giuliano Ferrara vanno a scaricarsi su una struttura di ossicini che scarica il peso del femore che è un osso che punta verso l'interno e lo ridistribuisce verso un osso che va più esternamente. Cioè, poi voi vi lamentate se due elastichini che reggono tutta quella struttura lì vi si spezzano perché fate i fighi in settimana bianca dopo che tutto l'anno state col culo posato sulla sedia e per 5 giorni all'anno vi sentite tombalabomba? Eccheccazzi. Il casino è che se si sfracella tutto la manutenzione dopo è un po' pesa. Se ammettiamo invece l'evoluzione ci possiamo dire tra noi che comunque il modello base era peggio di una FIAT. Insomma, si partiva già dallo scrauso. Tutto questa riflessione è nata dopo una tournee in bus: io prendo la linea che passa per l'ospedale, e stranamente si svuota, il bus, proprio quando si giunge innanzi al nosocomio. Solo che di questi periodi ti fai un areosol di germi, visto che tutti tossiscono e sputacchiano come monatti. Io a quelli che non prendon nulla e si preoccupano di ciò, oltre a scherzare chiedendo loro se si può far cambio di difese immunitarie visto che le mie son state bombardate, gli consiglio un giretto sui mezzi in questo periodo. Io invece già sto una schifezza, visto che ste cose si vanno a sommare: insomma, a volte credo che il mio corpo ritenga che vivere senza dolori sia una scelta trasgressiva commenti (11)
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:39 in medicaldivision Insomma ieri sera ero lì con una fame che avevo voglia di sbranarmi e sbriciolarmi anche il compensato dei mobili e in casa è squillato il telefono.
Quindi stavo lì con il coltello in mano tipo pirata dei caraibi e sto qui, che non ricordo il nome e cognome perché sapete che la mia memoria fa cacare a tratti, che fa il chirurgo vascolare mi inizia con un panegirico che momenti si fa tutto freddo e noi tutti sappiamo che la carne da fredda se non è vitello tonnato ha lo stesso appeal di una soletta di scarpe. Ergo questa cosa andava un po' a smuovermi il sistema della pazienza, ma non so, quando m'ha detto chirurgo, io non è che al telefono ci ho sta vivezza di comprendonio, mi ci vogliono quei sette otto secondi in più, preferisco le cose scritte, anche perché al telefono se mi tieni lì da un pochino io mi scordo anche di come mi ti sei presentato all'inizio della telefonata, perché io le informazioni che il mio cervello valuta come inutili tendo a tralasciarle. Sì, ché poi il mio cervello è anarchico e si ricorda quelcazzocheglipare è un'altra menata, ma a volte se lo convinci bene le cose le ricorda. Dicevo mi chiama sto chirurgo vascolare, e i vascolari son gente che guadagna tantissimo magari anche se ti sta lì solo a cauterizzare una vena mentre si gratta il naso, e tu che pensi quando ti chiamano dall'ospedale di Belcolle di Viterbo? Che magari tua nonna sta male. Invece no, 'sto chirurgo vascolare ha una morosa che ha scritto un libro o l'ha stampato, ora non so bene, su Civita di Bagnoregio e voleva propormi in pratica una joinventure in modo che io, siccome si sta nel turismo, lo smaronassi in giro ai turisti. E sto qui, credo o per sgombrare il garage dalle copie invendute e metterci il mercedes o perché ha paura che la morosa non gliela dia più, si mette a fare chiamate di un quarto d'ora a un cellulare dal suo posto di lavoro all'ora di cena in ospedale. Poi dicono che la sanità va male. ***
Poi c'è la mia amichetta che fa i tirocini in una notissima azienda ospedaliera in Italia. Insomma, ieri siam dovute andare in giro a comprare scarpe di quelle fighe da donna col tacco e robe eleganti perché lei la mattina la vogliono in versione velina fighissima e tiratissima nel tragitto ospedale-spogliatoio alle sei di mattina. Poi dopo le danno gli abiti da indossare dentro, ma nel tragitto vogliono la gente vestita bene per dare prestigio alla azienda ospedaliera. Apparte che io alle sei di mattina miro solo a rendermi presentabile, ma qua da noi non ci danno un tubo: il camice è nostro. Le scarpe pure. Quindi col cazzo che mi metto un paio di prada tacco 12 per poi cresimare le scarpe alla prima vomitata. Non so, a Milano ci han giri strani, in quell'ospedale tanto rinomato. Perché sto discorso dell'infighimento a noi una docente di gastroenterologia ce lo fece cosi: "vestitevi dignitosamente, non truccatevi da zoccole, lavatevi e voi maschi fatevi la barba. Insomma, andiamo in mezzo a dei pazienti..." commenti (10)
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| email me elaborato da Franfiorini, 01:20 in medicaldivision C'è sta cosa dei miei denti.
A me non verranno i denti del giudizio; è una delle poche belle eredità che il mio corpo detiene. Ecco, insomma, sapete le menate varie del mese della prevenzione e cazzivari, no? Io stavo facendo spesa, in un luogo che se voi stalker che lavorate nelle assicurazioni v'interessa è rintracciabile lì dal sito dei dentifrici, e c'erano qui questi promoter del dentifricio con la mela che scrociola che mi hanno fermato un po' con della disperazione. "Non ha dieci minuti?" "Veramente dovrei andare anche a lavorare" Dicevo, con la busta della spesa che traboccava di Coca Zero, Togo fondenti, tisane all'arancio e braciole di maiale. Io, che avevo proprio la spesa giusta da prevenzione dentaria e da sponsor del mangiar sano. Insomma, io che mi ero anche presa due caffè e una pasta al tonno per pranzo. Avevo il cavo orale che sembrava un banchetto di nozze per batteri, mica ci avevo voglia che un'igienista -quindi qualcuno inferiore nella militare scala medica- smandruppasse nella mia bocca. Ma boh, mi han fatto tenerezza quei tre. Mi sto rammollendo. Per rabbonirmi mi han dato un dentifricino tascabile. Checcarini. Insomma, arriva 'sta qui che aveva tutto fuorché un'aria leghista e che era più scazzata di me con lo scazzo supremo. -cheppoi erano due o tre giorni che avrei fatto appezzi chiunque ma i miei più stretti collaboratori, sic, han detto che non si notava- Mi inizia a parlare della bocca, bla bla, l'igiene, gli acidi... "Ma se bevi troppo caffè ti fa male al cuuuore" "eh..." "eppoi ti scurisce anche lo smalto" "fa già cagare di suo, il colore, pazienza." "eppoi secondo me non ti spazzoli i denti per cinque minuti, son di meno..." "no, guarda, io mi metto lo spazzolino in bocca, poi giro per casa, mi vesto e mi metto le scarpe. Forse sono anche più di 5..." "questo dovrebbe essere tartaro..." "no, è la resina del filo di contenzione che non son riusciti a togliermi quanto era aderita..." "e vedo che c'è una gengiva iperemica..." "sì, da quando stacazzodiresina colò in basso..." "...se tocco qui ti faccio male" "no" "ecco, perché il tartaro ti gonfia la gengiva" "..." "mmm, il premolare..." "lo so, ha una specie di buco..." "io me lo farei vedere." "ma lo conosciamo da anni così" "quanto è che non fai la pulizia?" (pensando a vomito, medicine, non perfetta pulizia tra questi eventi negli ultimi due anni, permanenza a letto senza tante pulizie, traumi vari e stomatiti da cure hard e visione del dentista che disse che era inutile pulire -sì, non lo pagavo, per questo fu onesto- cinque anni fa) "mah, un po'" "sei o sette mesi vero?" "ehm, mmm quasi..." Stavo per spiegarle che la placca è formata da streptococchi mutans e viridis con acido lattico, ma dopo mi sembrava di sboroneggiare, quindi annuivo e aspettavo stocazzo di trattamento al fluoro rapidamente. Trovo molto interessante la mia parte intollerante. commenti (6)
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:07 in medicaldivision ![]() Allora, io vi ci volevo dire una cosa, ora in questi giorni non ho gran voglia di scrivere, ma sto post si sta trascinando da lungo tempo: dunque, finalmente ho posto un rimedio ai miei sfoghi giovenili di acne. Il tonico Clean and Clear ha quasi funzione di Raid. Mi ammazza stecchiti i ponfi che è un piacere. Prodotto in Italia dalla J&J ma introvabile nel nostro paese. Dove l'ho preso infatti? In Ungheria, a circa 3 euro a boccetta. E siccome finalmente ho trovato un prodotto che fa il suo uso e anche a un prezzo commercialmente irrisorio mi feci forza e un paio di mesi fa cercai il contatto della multinazionale per chiedergli come reperire il prodotto. Non trovando un contatto sul sito italiano mi rivolsi via email a quello americano, che dopo 4 giorni mi rispose così.
Dear Francesca: Thank you for contacting Johnson & Johnson. It is always important to hear from our customers and we appreciate the time you have taken to contact us. Your message below has been forwarded to our affiliate in your country. They will be very happy to assist you. In the future, if you wish to contact them directly, please feel free to contact them at: consumer@cscit.jnj.com Again, thank you for your interest in Johnson & Johnson. 012927874A Voi l'avete ricevuta la risposta?
Io neppure.
Alla faccia dell'importanza del cliente. 'Sta cosa mi rode assai. Ma proprio tanto tanto, ecco. Sicuramente un comportamento a cazzo della Johnson & Johnson che mi costringerà a ricercare i prodotti quando riandrò all'estero. Però duepalle.
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| email me elaborato da Franfiorini, 20:59 in medicaldivision Lo sapevo che saremmo arrivati a questo momento. No, non parlo di gente a cui stramazza il blog e risorge su splinder.
Io, per esempio, avevo fatto critiche costruttive sulla non veridicità di telefilm ormai diventati nazionalpopolari. Ma invece qui niente: su internet (cit.) Radiologi, medici di famiglia e infermieri. Ma il succo non è "cicci, vi fate una idea sbagliata su cosa è la medicina" (e su chi fa medicina, dico io. Infatti non si trova un medico figo se non ogni 85 medici lavoranti) ma è un pestare i piedi a terra dicendo che li escludono. Del resto ricordiamo che le case farmaceutiche ci viziano con deliziose chiavette usb a forma di cuore che pubblicizzano il farmaco per l'ipertensione di turno, quindi è normale il coretto dell'asilo.
Mah.
E comunque gli sceneggiatori non hanno ancora compreso una benamata fava: la fiction deve rispettare criteri di verosimiglianza alla vita reale, quindi è da farsi, a breve, una bella fiction sugli interinali. Vuoi mettere quanti nuovi intrecci e nuove trame sospese ogni giorno, in un mondo ove non v'è certezza alcuna? Dilettanti.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:45 in medicaldivision [Fran è vestita di scuro in uno studio ombroso. Picchietta le mani facendo rimbalzare i polpastrelli tra loro. Scorrono sullo schermo immagini di stragi e delitti. Fran rimane in penombra. Guarda la telecamera con gli occhi fissi sbarrati gesticolando alla Mr Burns.]
La storia che stiamo per raccontarvi è una tipica storia italiana. Una di quelle storie, che, ti lasciano un po' l'amaro in bocca. Ma anche. Ma anche ti turbano, perché tu, tipico uomo della strada, ci potresti finire dentro anche tu. La storia di oggi si svolge in un posto del Lazio, ma siccome non sono ancora passati abbastanza giorni per poterla divulgare la edulcoreremo per mantenere la Privacy. Quindi, il nome del protagonista per noi sarà il signor Pietro Tornaindietro.
Il signor Pietro si ricovera nel nosocomio, visto che medici e analisi formulano una prognosi infausta. Tumore maligno al polmone gli dicono, in fase terminale. Quando noi ci siamo occupati di raccogliere queste informazioni con massimo scrupolo giornalistico già trovavamo notizie discordanti. Del resto, mentre si svolgevano i fatti ci siamo informati sulla natura della neoplasia e sulla stadiazione della stessa e ci venne risposto "sette". Ora, voi siete ignoranti e anche beceri, ma per un operatore sanitario che ha studiato bene sette è una risposta come quarantadue. Ossia: accazzo.
Ma mentre noi ci ponevamo domande e non trovavamo risposte i parenti, al coglimento della ferale notizia, reagivano in modi diversi:
La preoccupazione comune era quindi, assodato che morisse, quando. Anche perché essendo d'Agosto vestirsi di nero scoccia, si attirano le zanzare e fa caldo. Voi capite.
Preoccupati di tutto questo, in un climax di preoccupazione la nostra storia, una storia come mille che ne ha viste la provincia italiana, vede una persona che va una mattina in ospedale, a far visita al malato e passa dai medici. Chiedendo numi sul malaccio e su quanto non ci sia più da sperare.
Ma uno dei medici, intrinsecamente fischiettando, risponde che insomma, si erano un po' sbagliati e che il signore, il nostro Pietro, non ha nulla di feralmente grave.
Insomma, non muore.
Per ora, dai. Sì, ci ha un età, è una vecchia carcassa ma non ha una sveglia che gli ticchetta a tempo, ecco.
Così, il nostro Pietro Tornaindietro, che già bestemmiava così a tal guisa come un bravo scrittore mette la punteggiatura già perché voleva, così come un Polniuman laziale, tornare a casa a morire in campagna tra le sue bestie, alla notizia del miracoloso risanamento repentino coglieva nuove energie nel maledire e smoccolare l'intero calendario.
E per farlo, ciabattando, si avviava verso la veranda del reparto nosocomiale. A tal punto che, una infermiera non molto presente di intelletto si apprestò ad urlare:
"ODDIO QUESTO SA CHE CIA' IL TUMORE E MO' SEBBUTTA!"
Inutile dire cosa il nostro Tornaindietro abbia esclamato. E noi, ci sentiamo di quotarlo. Soprattutto all'indirizzo della donna.
Noi naturalmente consigliamo al sig.Pietro ora di scapparsene in Brasile coi suoi risparmi e non far pervenire più nulla alla figliolanza. Morire tra perizomi e mojiti, ecco.
Era una storia brutta. E la verità sui fatti forse la sapremo dopo Ustica. O no. Ma soprattutto, dove avevan preso la laurea quelli che ce la vado a prendere anche io?
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| email me elaborato da Franfiorini, 23:45 in medicaldivision Per l'illuminato principio del similia similibus curantur direi che io ho bisogno di 38 caraffe di Mojitos Fidel.
Ghiacciate.
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| email me elaborato da Franfiorini, 16:14 in medicaldivision Ma incaponirsi a tenere in vita qualcuno che ha scarsissime possibilità di condurre una esistenza decorosa, sebbene se la medicina non avesse fatto progressi sarebbe già bell'è schiattato, non è peccato in quanto spreco di risorse (che potrebbero andare a chi sta meno peggio, tipo un bimbo nel terzo mondo)?
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| email me elaborato da Franfiorini, 02:02 in medicaldivision Per una strana virtù ereditariamente genetica i miei tessuti e le altre pertinenze che prevedono un tessuto muscolare prevedono una eccessiva elasticità.
Ho anche una pelle del viso che però oltre ad avere 'sta elasticità non mi fornisce ancora rughe. Tipo al mio papà, anche se abbiamo di rimbalzo la tendenza a quella che in gergo dialettale o italianodesueto viene comunemente chiamata pappagorgia, sebbene non sia proprio un doppiomento da adipe, ma come se a un certo punto tutta sta pelle avanza. Ecco, io quello è l'unico intervento di chirurgia estetica che farei. In compenso sto pensando se rimuovere (ridurre) le cicatrici della malattia che ho avuto ['sta cosa è passata nella serata nella mia mente ed -come direbbe Morelliinrizapsicosomatica- è chiaro il mio tentativo di rimozione del passato, di merda aggiungerei, ma io vedo sti buchini più bianchi del resto della pelle e degli sbraghi sui quali sì ricrescono alcuni peli, ma son sempre sbraghi, là verso il basso e quindi mi abbatto e mi viene in mente un sacco di cose, e poi partono le paranoie, e poi ti senti triste] può essere compreso in un pacchetto riduzione (rimozione) cicatrici dell'acne. Ché magari fanno lo sconto se ti fai due pezzi, non so come usa nel campo, visto che i tempi cambiano.
Un sondaggio effettuato su 4 campioni maschi ha riportato il 100% delle risposte favorevoli sullo svolgimento dello scartavetraggio dacché non si tratta di impiantare delle protesi mammarie.
Questa cosa quindi, se non convenzionata con le mutue potrebbe tradursi in un viaggio-tipo-quelli-della-speranza in quel dell'Ungheria. Dove già ho visto che le cure dentistiche te le tirano dietro. Io il dentista lo avrei anche gratis (quel santuomo dell'amico del mio papà) o molto scontato, però boh, mi pare brutto chiedere le cose a sbafo. Tipo come quando vai in ospedale qui e ti dicono che no, per carità, te non paghi neppure il ticket perché sei collega e insomma ai colleghi non si fa pagare perché pare brutto. Ecco, son circoli viziosi che se già ormai ho l'ansia da medico figuriamoci se non l'aumenta. Mi pare di 'profittarmi.
Però uno di quei 4 maschi ha detto che insomma, secondo lui se fo l'intervento in Ungheria magari lo filmano montando poi come se fosse un porno. Chissà se poi ci ho le royalities.
Approposito andiamo al punto. Io non ho l'ansia da (alcuni) trattamenti medici. Tipo io il sangue, mica lo soffro (come alcuni. EHI TU NON LEGGERE CHE SVIENI) a vederlo in giro. Mi ha fatto solo un po' caso come trattamento medicale una volta un chirurgo vascolare che [ATTENZIONE, agli impressionabili potrebbe presentarsi una scena poco gradevole, tu BYNBO, zompa al prossimo paragrafo, anzi, rimpicciolisco il carattere vah] mise una pinza con la garza medicata nella fenestratura dell'alluce causata dall'ablazione della falangetta e la unghia del piede destro di un diabetico -che in quanto tale quindi non sentiva dolore alle estremità- e la girò dentro tipo brugola ikea diverse volte come se stesse montando una cassettiera. Ebbi la compagna di corso che mi svenne sull'ombelico, dato che era alta unmetroequaranta.
Dicevo, a me i prelievi mica fanno paura. Ma c'è sempre 'sta scena che si propone:
- mattino, Fran allunga in braccio dopo convenevoli vari e il pensiero di spararsi un Ice Cappuccino per colazione, dopo che solo ai laboratori analisi la ringiovaniscono d'età e che la tengono lì minuti col braccio teso e sovente il pugno sotto il gomito-
Infermiera: "..."
Fran: "ehm, la vena?"
Infermiera: "mmmm"
Fran: "sì, lo so è difficile notarle ma..."
Infermiera: "GIA'!"
Fran: ".... non è che vuole mica che gliela indico quella solita che si prende che è un piacere?"
Infermiera: "perché di solito quale è?"
Fran: "guardi, questa si prende bene se mi stringe l'emostatico un po' di più. Ci sarebbe quest'altra ma è per una mano un po' più abituata tipo in corsia dopo che la prima è esausta, sennò sulla mano è dove la prendono le allieve. Di norma sennò stavan passando anche al collo del pied..."
Infermiera: "e se provassimo a sinistra?"
Fran: "oh, no, lì noi non le vediamo, le vedono solo gli anestesisti..."
[difatti: numero di operazioni pari agli scudetti dell'inter=numero aghi cannula nella vena a sinistra]
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:20 in medicaldivision Per una strana virtù ereditariamente genetica i miei tessuti e le altre pertinenze che prevedono un tessuto muscolare prevedono una eccessiva elasticità.
Ciò significa che quando avevo otto anni un ortopedico di Firenze mi guardò come se avessi la peste e mi disse che le mie articolazioni erano iperestensibili come quelle dei circensi. E me lo fece pesare come che ne so, se mi portassi appresso una cosa infestante.
Dopo un anno il mio ortopedico definitivo, scemo come non so paragonarvi* a che, mi disse: "uh, tranquilla, hai una rara predisposizione all'accorciamento dei muscoli, ma per ora non è preoccupante...".
In pratica per una esaltante riunione delle due cose io dovrei giocare tutti i giorni alla piccola contorsionista e rinchiudermi nel cassetto al posto delle camicie da notte, spostando i sacchetti di lavanda, ché sia mai che soffoco.
Io per tutto ciò, per questi sistemi muscolari e scheletrici che si assemblano un po' come se mia mamma mi avesse comprato a dispense come la casa delle bambole in 300 comode uscite settimanali della Hachette, porto anche i plantari da diversi anni. Certo, gli ultimi dovrei sostituirli, ma non ho voglia di spendere circa 300 euro per due solette, ora che sono ancora un po' nelle spese. Però la mia schiena, e la mia gamba sinistra più corta di 0.4 mm non hanno dolori da epoche. Ah, la posturologia.
Ma intanto sono l'unica che se fa radio in piedi non ha mal di schiena per ore. Son cose.
*una volta eravamo lì io e mia nonna e lui ci parlò delle sue ferie in camper dicendoci: "ah, beh, io per stare tranquillo che non mi infastidiscano porto la mia pistola con me".
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:08 in medicaldivision Oggi, per noia ho confrontato il foglietto illustrativo del vicodin con la roba che prendo io e, un po' come quelli che chiedevano l'iphone a zii, parenti e cugini che andavano in America, avrei un ordine da fare al primo di voi che andrà in ferie negli US.
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| email me elaborato da Franfiorini, 15:37 in medicaldivision Ho un nuovo dolore. Stamattina mi sono svegliata e al solito mi stavo alzando facendo forza sui palmi delle mani per ergermi dal materasso.
Madonnasantissimabenedettachedolore.
Ho una tendinite venuta dal nulla alla sinistra. Mi sento portatore sano di pollice opponibile.
Ora ho la mano fasciata. Peccato non esser uomo, avrei potuto dire "eh, troppe pippe".
[potrei anche millantare un'aggressione. Degli acari, penso]
Poi c'è un'altra cosa. I miei annessi cutanei. Non solo il connettivo. Mi son controllata gli avambracci ed ho 14 nevi più dell'anno passato.
Non ho preso sole negli ultimi due anni.
Tra sei anni avrò più nei di Brunovespa.
Le unghie, in un mese, son cresciute mezzo cm più della media.
Ho controllato anche le cicatrici: mi ci crescono i peli. Diobono, se non lo vedessi non ci crederei. A parte che qua si han peli ovunque, ma qui manca solo un neo su una cicatrice e il primo dermatologo che mi vede mi usa come fenomeno da studio.
Ah. Sì. Oggi mi ha visto una mia collega, dopo una breve trattazione sui malanni:
Linda: "ma non è che hai preso qualche malattia estera?"
Fran: "... sono stata in Europa dell'est, ma mi sembravano civili e puliti"
Linda: "ma che ne sai, magari qualche immigrato..."
Fran: "..."
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