domenica, 22 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 19:36 in muselogia

Muse live@Futurshowstation BolognaQualora prendessi i biglietti per San Siro prendetemi a badilate. Perché se è già difficile vivere un concerto in parterre in un palazzetto (ma preso nel dovuto modo è assai divertente) (io mi sono divertita) figuriamoci cosa può essere stando sulla zolla dove già inciampa normalmente Inzaghi. Forse andrà bene pei regazzini che parlavano di Vasco ieri (che ho guardato malissimo) (infatti si son spostati) ma a me, ecco. Forse, se proprio li devo comprare, parliamo del parco dei principi e forse forse. Ma San Siro, la limitazione del volume, le pippe, le pappe no.

[assecondatemi, mi sto convincendo, sennò il primo giorno di prevendita già sono lì con la carta di credito su ticketone. Ditemi che no, è brutto sansiro. Che prendo la peste. Non so]

Alle 16:30 già c'erano delle file ai cancelli che non si vedevano da Auschwitz 1940. Impossibile. Poi il parterre dentro è stato anche diviso in due parti. Anche mai più eh. Cioè, peccato che i Muse in Italia non abbiano un fanclub con le contropalle, in modo da fare che si possano avere dei braccialetti per le prime file nel parterre. Altrimenti non è bello farsi trattare da giumente, stipati in parterre. Trascinati dal pogo qua e là (prevedibile) con gli spagnoli che limonavano nel pogo e si aggrappavano a me, neanche dovessi fargli da zavorra. Ok, ciccio, sono piazzata: ma lì era gueRa, quindi staccàte e non rompere i coglioni. Poi palesemente a metà si è sentita una gran puzza che sovente si sente qua in zona accanto alle porcilaie. Non so, ma qualcuno secondo me se l'era fatta sotto. Folklore, direi.
Ma soprattutto QUELLA CAZZO DI TRANSENNA IN MEZZO.
Una dei miei contatti di Flickr ha detto che ha avuto il culo di passare avanti. Io no. Porco. Il. Mondo.
Altra menzione: la gente con un cespuglio al posto dei capelli. Diosanto. Fate qualcosa, o mettetevi ai lati. Siete peggio di noi alti.

I Biffy Clyro: son bravi, lui ha un fisico della madonna e una gran presenza scenica. Gli ho fotografato involontariamente il culo. Giuro: involontariamente. Tre o quattro canzoni del cd spaccano di brutto. E loro sono i primi supporters che sento che son passabili coi Muse. L'album mi piace, loro sanno suonare. E tengono bene il tutto. Meno male.
Muse live@Futurshowstation Bologna
I Muse: io gli voglio bene. E' un po' come dire che su facebook, dove ti chiedono di che religione sei, io potrei mettere Musianesimo. Si è capito, no? A me è andato bene tutto. Però ecco, cioè, che vi devo dire. Io son entusiasta.




Il differenziale del concerto era uno: mi son studiata tutte le scalette per capire se avesse fatto Feeling good (anche basta, su) o Cave. Quando Matt ha detto "e ora una canzone dal nostro primo album" stando lì, al piano, senza megafono, la sottoscritta ha alzato la sua voce di tre ottave (sì, ok, è quasi impossibile, ma ci son riuscita) e come una carampana qualunque ho urlato "ODDIO ORA FA CAAAAAVEEE". Lo so, sono cose deprecabili, ma l'amore che ho per questi tre soggetti porta a fare questo.
Poi ci ho tutta una teoria su Cave che ho estrinsecato in quest'altra recensione. Se a voi sembra strana ricordatevi che sul suolo Italiano le tre persone che credono ciecamente agli alieni sono Giacobbo, Ruggeri e Bellamy. Quindi può essere verosimile eh.
Io poi la finisco qui, sennò di che cazzo vi parlo, quando andiamo a Torino?
Le foto e dei microvidei sono qui.

Di video, ce ne sono solo due. Con Youtube che gnafa.
Muse: Unnatural Selection (live in bologna, Futurshowstation)
Muse: Man with a Harmonica (live in Bologna, Futurshowstation)

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elaborato da Franfiorini, 01:28 in muselogia

Minchia.
Ma anche il secondo commento a caldo può essere: epico.
Il terzo e il quarto è caldo e pogotroppohoventiseianni (ringrazio la mia palestra e i miei trainer per avermi preparato all'evento in modo che domani possa ancora muovermi da casa)
I Biffy Clyro spaccano.

Biffy Clyro live in Bologna E io ho visto il concerto con una persona dolcissima.
Per ora solo la playlist del concerto di Bologna dei Muse, dicendovi che comunque Matt, io e te se beccamo a Torino.
Muse live@Futurshow station Bologna
Scaletta:

We Are the Universe (intro music)
1. Uprising
2. Resistance
3. New Born
4. Map of the Problematique
5. Supermassive Black Hole
6. MK ULTRA
7. Interlude + Hysteria
8. Nishe
9. United States of Eurasia
10. Cave
11. Guiding Light
12. Helsinki Jam
13. Undisclosed Desires
14. Starlight
15. Plug In Baby (+interlude)
16. Time Is Running Out
17. Unnatural Selection
Encore
18. Exogenisis: Symphony Part I (Overture)
19. Stockholm Syndrome
20. Man with a Harmonica intro + Knights of Cydonia

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mercoledì, 18 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 21:21 in muselogia

Réponds à ma tendresse
Verse-moi, verse-moi l'ivresse!

Fortunaiddio che nelle scalette dei concerti non è stata messa I Belong to you (Oh, Gabrielli ha arrangiato anche il clarinetto qui, minchia) che sopporto solo nella versione di New Moon. Pensate voi. Cioè.

Comunque, il casino è che da qui al 4 dicembre divento noiosamente una bimbetta urlante visto che mi sciroppo due concerti dei Muse in 15 giorni e me li vedo anche con gente migliore delle ultime volte, e quindi ecco (Paolina, mica ci hai solo te 'sto problema, anche io, ecco, cancelliamo i ricordi e facciamoci le foto da bimbettesceme da postare su feisbuc, eh?) (ma no, mi vergogno, era per far ridere)

Comunque ecco, da qui a sabato andiamo a comporre la scaletta (e a postare anche altro) (anche oltre agli Editors) (ché non vi ho detto che è uscito il video del concerto al Millenaris di Budapest, ma non so embeddarlo) (brutta parola, embeddare)

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lunedì, 09 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 20:39 in muselogia

Oh, Gaia, potrei anche scriverti su feisbuc, dove tanto ci hai la fotoprofilo col moroso e quindi sei riconoscibile, ma non voglio essere intrusiva e te lo scrivo qui.

Massimo rispetto, che ci sopporti Matt e ce lo servi in salute mentale (che è un po' come se io mi decido a fare nefrologia e mi fidanzo con un dializzato, ma vabbè) però ecco, io vorrei chiederti un piccolo favore per quanto riguarda l'immago del tuo congiunto quando lo mandiamo sul palco.
No, è che oltre il lato clinico, siccome tu vieni indicata come personal stylist direi che tu sei la persona indicata per tutto ciò. Io non dico che deve vestirsi Armani, ma neppure ecco come un truzzo o un tarro da competizione.

Io già te l'avevo detto qui, ma qua ecco, ehm, foto recente:
Cioè, capiscimi, io non trovo attraente il tuo moroso, lo trovo musicalmente un genio assurdo. Ma se mi si veste così, ecco, a me vien da ridere. Dibbrutto. Fa qualcosa. Grazie eh. Ciao.

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lunedì, 21 settembre 2009

elaborato da Franfiorini, 16:51 in muselogia

Ok, la Ventura ha collezionato un'altra figura di merda e i Muse hanno fatto lo scherzone, migliorandosi rispetto a quando avevano fatto il playback a caso a Top of the pops. Non è che sia una novità, entrambe.

Analizziamo: la Ventura sebbene si senta esperta di musica non sapeva chi fosse Jeff Buckley, ricordate? Quindi ci meravigliamo che non conosca i Muse o faccia battutine sul peso di Beth Ditto? Dovremmo? Direi di no. Il problema è che anche gli autori sono delle capre o che gli autori stessi hanno le palle piene di lei e si son vendicati. Non so, ma poco me ne frega. Diciamo che la nostra tv di stato fa cagare, e questo era un abile paradigma della cosa.

E i Muse?
Beh, noi fan(s) al di fuori del paesereale sappiamo benone che il più propenso alle interviste è Dom. Che gli stanno sulle balle i leader totalitari (siamo passati però dal brucerai all'inferno per i tuoi peccati a Bush a Berlusconi suca su twitpic) e le esibizioni in playback. Quindi? Quindi nonostante il queenesmo, il depechismo, le fisse lì e là di complotti i ragazzotti si vogliono ancora divertire, vivaddio.

Per chi non sa ancora tutto quel che è successo il video è qui, ed è riassumibile in si erano scambiati il posto, la Ventura non sapeva nulla, e ha fatto la peggiore intervista della sua carriera (che già contiene parecchi punti bassi, nelle interviste) risultando però stavolta non lei la gigiona (!) della situazione ma la cariatide sbeffeggiata.

[e sì, io me l'ero perduta perché ero a Fiumicino. Grazie wh1pl4sh]

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mercoledì, 09 settembre 2009

elaborato da Franfiorini, 01:25 in muselogia

Sono totalmente contenta dell'album dei Muse. Chi mi segue altrove lo sa, che io già dai 30 secondi delle preview ero stata completamente flashata (meno che da una, Guiding Light credo sia troppo U2 per me) ed ero positivamente aperta al nuovo album.
Non che i precedenti due fossero osceni, però erano come uscire con una fatta ricarrozzare dal chirurgo quando puoi limonarti la miglior donna che madre natura abbia creato. Absolution era una beta, e BH&R era (oltre che a una botta tra capo e collo per me, ad esclusione di Map of the problematique che infatti puzza tanto di Resistenza) una svolta verso il grandepubblicoquellocheamavascovascovascoetizzziano.

Capitemi: qui avete avanti una persona che rimase basita per Hysteria e Starlight e quasi pianse per come era Supermassive black hole. Invece oggi dopo 3 scrobbling completi del cd sono garrula e giuliva come quando mi sparai per la prima volta Origin of Simmetry.
Io non lo so, ma tra i due cd ci vedo una sorta di specularità, per tracce, per sonorità. Inutile dire che questo è arrangiato tre volte meglio e che il suono è più attuale. E che non vedo l'ora sia novembre, e dicembre, e che mi farò anche tutto il tour estivo programmandoci su le ferie. Ma queste sono cose da groupie, che a voi non interessano.
Può interessarvi però che sono arrivata alla fine dell'ascolto commossa e con i lagrimoni. Io ora delle tracce approfonditamente non vi dirò nulla. Perché non è serio per chi l'album se lo ascolta domattina sul sito dei Muse o altrove. O se lo compra venerdì. Ma quest'album qui ecco, sai gli album che appena ascoltati ti senti in colpa a non prendere? Sì, perché lo devi avere lì in libreria a contemplare.
E ora scusate ma vado a ordinarmelo su play.com.

In sintesi, a caldissimo: L'unica cosa che trovo moscia è Guiding light. L'unica cosa che devo digerire è la traccia in semifrancese (non sono pronta a Bellamy in francese). La cosa che fa cagare sono gli orsetti in vendita sul sito ufficiale. Meglio Rodesindro.

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lunedì, 03 agosto 2009

elaborato da Franfiorini, 20:40 in muselogia

Ok, Matt, lo abbiamo capito.
Il gioco, dal precedente cd è: facciamo uscire una traccia ehm coff, diciamo sperimentale. Una che anche te pensi "ma no, dai, è ridicola". Solo che stavolta hai fatto il contrario e anche noi, come te, ci siamo un po' rincoglioniti. L'altra volta, dopo che piangevamo tutti (beh, io sì) con Supermassive black hole (ci rimasi tanto male, eh, ma tanto). Poi sentimmo al fèstivàl lì inglese il cloppete cloppete di Knigts of Cydonia ed eravamo tutti lì a dire "uh, eccoli, ci han fatto solo lo scherzone".

Ora invece sta montando un tremendo dubbio in me.
Almeno secondo gli arrangiamenti che i Muse stanno usando eh: in un'intervista Bellamy disse che da quando era in Italia aveva iniziato ad ascoltare cantanti italiani tipo Ligabue, per colpa della tipa, e tipo Massimo Ranieri.
Ecco, secondo Paco Velenero qui in Uprising c'è qualcosa dei Pooh anni 70. Cristo, vuoi vedere che Bellamy ha trovato nel soggiorno del suocero i vinili di Facchinetti e soci?

Uprising stavolta è una Exo-Politics marziale e per le masse.
Mischiata tanto con Goldfrapp. E un po' di groove preso da Manson, via.
[Ok, Supermassive black hole era una cover di Do Something e questa è Womanizer, ok]

Mica scemi eh, questa in radio gira un casino (mi sa che la manutenzione, a Como, costa). Specie col truzzamento ammerrigano. Non è una canzone oscena, non è neppure bella per un motivo: il ritornello. Non c'è crescita nel chorus, nulla di originale. Ora il casino è aspettare il cd (ehm, chissà se in settimana, ehm), ma confido nella figosità della stessa sentita live. Anche perché se non è così lo spezzo in 40 parti.

Per altre lamentazioni leggere i carampani.

mp3: Muse - Uprising

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mercoledì, 22 luglio 2009

elaborato da Franfiorini, 01:48 in muselogia

Otto anni, che a noialtri sembran tanti, in realtà passano in un rutto.

I Muse non rifaranno un altro cd come Origin of Symmetry (che, ricordiamo, contravvenne alla regola il secondo album è sempre il più difficile, nella carriera d'un artista). Un po' è un bene. Lui è cresciuto, all'epoca si faceva di funghetti e invece ora busserà alla schiena della Polloni di notte per dirle "Amore, senti cosa ho scritto" e lei, cisposa e con un sonno cane, annuirà alla cieca. Si cresce anche noi, che ti ci voglio ancora a ululare e a cantare Stretch it like a birth squeeze. Magari. Ma anche a riaverci otto anni meno.

Sarà perché presi malissimo Supermassive Black Hole, ma ora ad ascoltare United States of Eurasia che si spegne così, in uno Chopin che alle masse ricorderà tanto il Pianista di Polanski mi fa quasi venire i lucciconi. Cosa che minimo mi metterò a frignare come una mammoletta al concerto.
Io, in realtà, ho preso un po' male tutto il cd precedente. Lo ammetto.

Ché uno adesso se lo immagina così: Bellamy che strimpella al piano lì a Como, poi invaso dallo spirito queeniano di polrogers e freddimercuri mischiati e agitati, per poi diventare a sfumare dopo gli ultimi rantoli il pianista con il naso di Adrien Brody e farci sentire a tutti quella cosa lì allo stomaco, che per alcuni sarà contrizione anche da ricordo da film olocaustico e per gli altri sarà birra.

[ma quello in fondo? un caccia?]

mp3: Muse - United States of Eurasia

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martedì, 25 dicembre 2007

elaborato da Franfiorini, 18:12 in muselogia

Da lacrimoni agli occhi, cliccate sul pacco. Scavicchiate.

Update: Nel calendario musiano dell'Avvento cliccate il giorno 25. C'è Fury, live in Sydney, 17/11/2007.

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sabato, 21 luglio 2007

elaborato da Franfiorini, 18:17 in muselogia

Ora uno non è che sa molto come spiegare una cosa che è bella, che ce la hai qui in testa, che insomma, sai che c'è stata ma ti chiedi come fissarla al meglio e però magari scrivendola non è che la rendi come vuoi, ossia al meglio. Quindi non so, provi a scrivere le cose random, frasi su frasi e poi collegarle, conscia del casino che magari procurerai al lettore quando si leggerà il post. Le aspirine sono di là.

Al solito arrivo a fare i resoconti dopo che avranno postato porci e cani. Sì, vabbè, sticazzi. Andavo ad approcciarmi al concerto dei Muse numero cinque, il secondo dello stesso tour, insomma, boh, vedevi le altre setlist e temevi quasi di rimanerci male. Perché di due concerti, due, non hai beccato Assassin, e invece a Riga (a Riga, diobono) l'han suonata. Quindi boh e mah, temevi che non è che andavi lì e ci rimanevi un po' così. Poi ti chiedevi cosa cazzo fossero tutte quelle pippe, te che eri sopravvissuta all'impatto con Hysteria nell'Origin of Symmetry tour. Niente, neppure la calma durante Man of Mystery avrebbe potuto scalfirti. Nulla.

Il manifesto del concerto
Ché poi ci sono sempre delle costanti. Viene da ridere, suvvia. Le epopee per rientrare in treno coi ritardi che si attestano oltre l'ora, la Annina che prende le pizze la sera prima e si ascolta Starlight (qui, ad esempio, a dicembre), gli acuti in auto di Knights of Cydonia, io che ci arrivo sempre con l'intestino in panne ma questa è una maxi-costante della mia vita.

Io ci ho sto problema, l'avrete capito pure voi, che non è che mi piacciono i Muse (posso dire, che ne so, mi piacciono i REM, gli Interpol, gli Editors... compagnia cantante varia), è che per i Muse provo la più totale ammirazione a livelli di idolatria. Sì, beh, io da alcuni spezzoni di bootleg riesco a riconoscere il concerto. Lo so, quando succede con gli episodi del commissario Rex un po' me ne vergogno, per i Muse no, che gli voglio bene come a gente di famiglia suvvia. Ché poi per come porta i pantaloni Dom potremmo anche essere parenti (sia a Verona che a Wembley erano verde evidenziatore ET-telefono-casa-fluò).

Prima del concerto c'è la deejayset indie, così indie che credo che l'unica cosa riconoscibile al pubblico poteva essere The Prayer dei Bloc Party. Da lì, per ovviare la noia, l'idolo della serata (purtroppo la foto fa schifo, ma accontentatevi): un uomo che dal nulla (o persi l'incipit) arriva ad arringare la folla guidandone le ola (le ole?), mettendo su anche un'espressione schifata quando non la caricava a dovere e usciva un po' moscetta. Vedendolo poi uscire, alla fine, a torso ignudo (bella schiena, se leggi qui, complimenti) quasi volevo complimentarmi, ma poi mi sono ricordata che io sono timida e queste cose non le faccio.

Clima creato: meraviglioso. Cornice meravigliosa, entrare in Arena e vederla gremita (siamo entrati tardino, colpa del Magnagatti a cui abbiamo concesso anche di mangiare. Ma poi, diciamocelo, in realtà voglio solo farlo sentire in colpa: perché, scusate, uno prende i posti numerati ed è giusto che se la tiri fino in fondo) è un qualcosa di meraviglioso. Scusate, ripensandoci mi viene la proprietà lessicale di una velina, ché mi emoziono e non capisco più una fava. Potrei dire solo cose come bellissimo, meraviglioso, bello bello, e basta.
Certo, oddio, la platea aveva quelle assi di legno che ad ogni sollecitazione del salta-salta-salta (impossibile fare il pogo, c'era un minimo spazio sindacale per le gambe, e saltando siccome è in pendenza, la cavea, si va avanti) dava quell'effetto terremoto che inizialmente era strano, poi risultava puranche ganzo, diciamocelo. Noialtri (io, Thurs, Ari, il Magnagatti, Kap) si era in quindicesima fila. Non male, davvero.
Da lì arriva la Sere, e ci dice del suo spostamento in prima fila, indove c'era anche quella gnocca della Gaia Polloni, ossia la morosa del Bellamy, e pure quella di Howard. Che poi mi han detto che c'era anche la genitrice, del Bellamy, a distribuire pass per il backstage (rosico, inutile dire).

C'è da ringraziare Matt che appena finita Knights of Cydonia (cielo, comunque va bene che Dom non la regge alla fine, perché salta e si dimena sulla batteria, fateci caso, però KoC all'inizio secondo me perde) ha detto alla Security che ci potevamo alzare. Sarebbe stato un concerto difficilissimo da vivere incollati su un seggiolino rivestito da un cuscinetto similacrilico che è sì comodo per far sedere gli amanti dell'opera (mi sa che c'erano due statue, ai lati, della scenografia del Nabucco/Aida incerottate, se ben rammento) ma ci avrebbe cotto anche le emorroidi, diciamocelo. In quel momento ho stimato quell'omino piccino lì più di quanto già lo adori di solito.

Da notare alcune cose. Le metto a punti così facciamo prima.

- Bellamy da quando frequenta l'Italia è cambiato come presenza sul palco. Basti vedere sia le pantomime su Feeling good quando nel bridge prende in mano il megafono e poi lancia i coriandoli. Oppure quando si batte la mano sul petto per poi allargare il braccio su hold you in my arms. Non è un male, anche perché da pischelli incazzati son diventati professionisti della scena musicale, era solo una osservazione.
- Niente, non mi arrivano mai i palloni di Bliss (o chi ne fa le veci). Sob.
- Secondo me si sentiva malino la voce di Bellamy. Delle due l'uno: o il fonico era provato dal caldo o Bellamy è da mandare dal foniatra prima che perdiamo 'sto bene dell'umanità.
- Unintended non mi è mai piaciuta. Ma la versione di Verona, senza coretti con le vocine anglofone che miagolavano dietro, è bella assai. Oh, capiamoci, a me non piace per l'effetto carie che fa quando la senti cantare, ma lì per me era bellissima, boh, ma era la situazione.
- Di contro, più sento le vecchie canzoni e più noto come siano migliorati a suonare. E si sente anche confrontando le canzoni di questo album con la performance di Assago, eh.
- Due piccoli errori, ma debbo risentire il bootleg, ché vado a memoria: l'attacco di Bliss fatto di mezzo tono sotto e l'inizio di New Born che era così "dilatato" che Chris si è palesemente perso. Un insieme di piccoli errori, che però alla fine non si sentivano. La cosa che un po' mi dispiace è continuare a vedere Morgan in versione Cenerentola sempre più nascosto. Povero. Non so, boh.
- Da ascendette i voustshtri telfonini di Assago il grazie millsh Dom ci regala sempre bei momenti.
- L'utilità dei paninari che gridano BIRREEEEE, RAGAZZI BIRREEEE durante il concerto è nulla. Anzi, irritante. Avrei voluto avere un motorino in quel momento (si sente anche in uno dei video messi su youtube, oltre a sentire la mia voce che anticipava le canzoni alla prima nota di attacco prima che gli altri facessero il boato, ne vado orgogliona, sappiatelo) e usarli come rastrelliera lasciando il motore acceso.

Le terga (pure) di Bellamy
Tutto bello, gli abbracci, le mani protese verso un palco che era irraggiungibile, girarsi per Soldier's poem e vedere l'effetto lucine di telefonino, un insieme di cose e di emozioni che porca paletta, ecco... a me se avessero fatto Citizen Erased pure io non so come l'avrei presa, finiva che mi mettevo a piangere come un vitello, ché non pare ma ci ho la mia sensibilità eh.
Io però ho ancora negli occhi questa immagine di lato (debitrice a Sere). Matt spiaccicato sugli amplificatori, chitarra sulla testa, visto di terga. Boh, sarà stato l'effetto Stockholm Syndrome, sarà stato il caldo, sarà stato il pubblico dell'Arena, sarà stato che per una volta era vestito non in modo toltalmente becero (io, che avevo addosso la maglietta che dicevo qui e me ne sono accorta ora), sarà... cazzo ne so che sarà, ma io avevo gli occhi sbarrati e pensieri complessi riconducibili a sintagmi come arf  vedendomelo lì avanti. Io, che non è che ho mai avuto arrapamenti fisici per Bellamy. Ma boh, che cazzo ne so, lo ripeto. Saranno i miei ormoni ma ho sentito già diverse volte lo stesso commento da altre, che vi devo dire. Ci sta pienamente il son cose (arf).
Poi, mentre mi preoccupavo se quel gioiello lì di chitarra fosse rimasto offeso mentre l'aveva lanciata dietro le quinte (ma è stata una preoccupazione di quattro secondi) mi giro verso Ari e ci guardiamo. Con quelli sguardi che commentano tutto, carampanosamente.

Setlist :
(intro: dance of the knights - sergei prokofiev)
Knights of Cydonia
Map Of The Problematique
Hysteria
Supermassive Black Hole
Butterflies & Hurricanes
Hoodoo (video su youtube)
Apocalypse Please (video su youtube)
Feeling Good (video di Ari, su youtube)
Sunburn (video su youtube)
Invincible
Starlight
Man Of Mystery
Time Is Running Out
Bliss (extended version)

-encore-
Soldiers Poem (video su youtube)
Unintended (video su youtube)
New Born

-2nd encore-
Plug In Baby
Stockholm Syndrome
Take A Bow

L'intero bootleg, però in flac, è disponibile su muselive.com (vi registrate e lo potete scaricare, anche se io vi consiglio quello del concerto di Monaco).
Il set delle foto sul flickr (in probabile espansione).
Sicuramente al solito manca qualcosa, ora ad esempio aggiungerò delle immago al post o boh, vediamo.

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venerdì, 13 luglio 2007

elaborato da Franfiorini, 00:30 in muselogia

Bellamy: Roskilde festivalMadonna, era circa settembre 2003. Mi frequentava un ragazzo di una provincia lombarda, ma a me non fregava un cazzo frequentare lui. E mi sentii dire per una ventina di giorni prima del mio "vedi di non rompermi più i coglioni" ma detto in modo molto più aulico [di quel tipo noi non siamo compatibili, su, lo sapete dai] che io ero fredda. Ti credo, era più impellente per me capire se odiassi o meno Ruled by secrecy. Un po' la storia della mia vita amorosa, la monolateralità. Vi dirò, quando c'è una comunanza di sentimenti non mi sembra vero.

Dicevo, era il 2003, io entravo a medicina e usciva Absolution. Non so Absolution, mah, insomma, appena uscito ci rimasi un po' così. Poi ero in periodo... sai quel periodo dove tanto ascolteresti anche i rutti? Quello. Quindi me lo misi ad ascoltare. Bizzarro come l'album più album dei Muse, come concetto generale non come raccolta di canzoni, io ci abbia messo qualcosa come tre anni a digerirlo globalmente. Origin of Symmetry rimane l'opera Omnia dei Muse, nulla cambierà mai la mia idea, neppure un venturo capolavoro dell'oramai comasco frontman. Dicevo, sì, insomma, c'è una cosa di Absolution che non aborro: l'aver azzeccato il primo singolo. Beh, il primo pubblicato tangibilmente... il primo-primo fu in versione solo digitale Stockholm Syndrome. L'altro sarebbe Time is Running out.
Diciamocelo, su, via. Time is running out è un gran pezzo. Quell'inizio così, di basso. Quella linea ritmica tanto somigliante al tic-toc (rintocco?) di un orologio, che, se vedete il dvd di Absolution, è stata fatta schioccando le dita e battendo le mani in uno stanzino, al rustico, in quattro (i Muse e Tom Kirk). Un po' come la intro all'album, fatta zompettando e marciando nello stesso stanzino [vedere saltare quel mucchietto d'ossa di Bellamy è piuttosto ilare, riguardatevelo].
Del resto, se voi ci fate caso (occhio, dovete spararvela in cuffia un po' alta e la sentite) potete sentire anche nella seconda strofa (occhio, la percussione è contemporanea alla batteria) il suono di un legno percosso. Non ci crederete, è una ruota di carro, e anche molto vecchia, trovata durante una delle passeggiate di Matt e Dom durante le registrazioni di Absolution (credo ai Miraval studios).

Dunque, la genesi della canzone fu molto contrastata. Nel senso, prima di avere questa versione definitiva, colonna sonora anche di uno spot Lancia, ne vennero fatte a iosa. Purtroppo però non se ne hanno in giro, come invece si ebbe per Sunburn o Plug in Baby. O perlomeno non le ho io, cosa vi devo dire. La canzone, beh, dal lato tematica... Non so quanto ci sia da spiegare in un concetto applicabile un po' a qualsiasi cosa, da un rapporto amoroso al tempo che finisce in un esame universitario chessò. Time is running out focalizza tutto il senso di frustrazione, di impotenza, di rodimento, di cercare di trattenere tutto con i denti e con le unghie, di voler risolvere, soffocare, di volersi aggrappare a qualcosa che vedi che sta finendo. E ti rode che stia finendo, non vuoi che si debba concludere. E stai lì, con questo senso, questa emozione, questa serie di sentimenti che ti fanno accorgere che tutta la tua forza, tutta la tua determinazione, non bastano di fronte a una cosa che si alimenta da sola, e sta creando combustibile per se stessa proprio per fuggire via. In modo definitivo.
How did it come to this?

Poi magari non accade, però intanto hai provato tutta la pappardella sopra. Mmm, sì, una sega mentale forse, è riconducibile ad essa, già.
Matt: “Questa canzone è una specie di motivo generale che si può usare in qualsiasi situazione, qualsiasi rapporto o relazione. Ho cercato di scrivere delle canzoni illimitate, che potessero andar bene per diverse situazioni. Time Is Running Out parla della sensazione di essere manipolati da qualcuno o qualcosa e di come si cerca di rompere questa sorta di gabbia, prigionia, dipendenza, o qualcosa del genere. Per questa canzone abbiamo usato un piano elettrico degli anni ‘70, lo stesso che gli U2 avevano usato per ‘New Year’s Day’. Abbiamo registrato il suono del piano in modo acustico aggiungendo in seguito degli effetti”.

Le prime copie di Absolution contengono nel booklet un errore: infatti è riportato il testo in modo errato rispetto al dovuto [Now that you know I'm trapped, since ovulation/ You'd never dream of breaking this fixation/ You will be the death of me/Yeah you will be the death of me].
Al solito metto un po' di versioni a disposizione. Molto belle, ma su tutte preferisco quella live all'Eden Project, con una intro fatta col Kaoss Pad e basso piuttosto notevole.


Ciapa là, i The Feeling fecero, nella stessa trasmissione-sempre-sia-lodata di BBC1 (live lounge) la cover acustica di TIRO. Vi assicuro con risultati forse migliori degli esecutori originali, ma con qualche differenza nel testo. Ve la metto a disposizione:


Il video è uno dei più ganzi. Anche perché i video dei Muse non è che siano esaltantissimi, a volte. Inserito dalla rivista Kerrang come uno dei cento video rock più belli è basato sul soggetto del Dottor Stranamore di Kubrick. Diciamo un incrocio tra l'opera di Kubrick e Around the world dei Daft Punk. Durante il video i Muse si trovano al centro del tavolo per cantare come se fosse una normale session. Solo che, sappiatelo, hanno dovuto cantare a velocità doppia per far ballare i ballerini al tempo giusto.
Ne esiste una versione alternativa, disponibile su microcuts.net, girata da Tom Kirk e denominata US cut.


In calce: io a Verona ci sono. Oddio, spesso ci faccio anche, ma quella è un'altra storia. Sono quella alta e con i capelli rossi. Di norma mi vesto anche con colori che danno noia alla retina. Sono in platea in 15esima fila, e sì, sono quella alta coi capelli rossi. Già devo cercare di ricordarmi di salutare tot gente, veniamoci incontro e tentiamo di capirci che non mi dovete vendere niente (non è un bel periodo, non capto subitissimo le cose) e vi rivolgerete a me con frasi lineari che prevedono nome, nick, e complimenti per la trasmissione, in caso. Di più non so se capto, rivolgetevi in caso al primo cane guida vicino.
Boh, che altro dovevo dire? Magari farò un update.

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domenica, 08 luglio 2007

elaborato da Franfiorini, 17:01 in muselogia

Suvvia, ormai ci manca una settimanella.
Ci si sta organizzando anche per vederci suppergiù in quel di Verona. Mmm, suppergiù. Io mica so ancora quando ci sono (so solo che treno prendere al ritorno, il giorno dopo.

 
Ma bando alle ciance, siamo in dirittura d'arrivo e non abbiamo fatto grandi post sulle tracce di Absolution che rimangono ancora in scaletta. Iniziamo da qualcosa vah.

Hysteria è presente in qualsiasi scaletta dei Muse dai tardi tempi del tour di OOS, all'incirca nel Rock am Ring del 2002 (quando la sentii, lì, non è che reagii benissimo, lo ammetto. Avevo uno sguardo che sottointendeva "echeèorastacagatasimilpop?")
All’inizio il presunto titolo di questa canzone, suonata durante il tour estivo del 2002, doveva essere, a detta dei fans “I want you now”, ma non ci fu mai una conferma o smentita ufficiale. La canzone parla di qualcosa dentro che ci tormenta e non ci lascia in pace, e rinnova continuamente il desiderio di qualcosa o meglio qualcuno che non si può avere (I want you now.. I’m breaking out.. feeling my faith erode) e questo sentimento distruttivo porta alla disperazione totale, alla sconfitta interiore(I feel my heart implode).

Matt: “Hysteria... ehm.. (riflette per qualche minuto).. si, il coro sarebbe perfetto per una canzone degli Abba (ridono tutti e tre).”
Chris: “No.. insomma, credo che si possa definirla come un incrocio fra pop, heavy e rock, non credete?"
[no, non crediamo]
Il video era di un idea semplicemente efficace: uno che da fuori di brocca ripensando alla tipa in una camera d'hotel. Non sono presenti i Muse, però, nel video. Ma potete vedere il making of qui.


Come b-side di Hysteria, nel singolo era presente Eternally Missed. Graziosa cover suonata dal vivo solo poche volte. Originariamente venne chiamata Rusty one da un commento che fece Bellamy al Rock Oz'Arènes 2002,  "Cheers, cheers... bit rusty that one", poco dopo averla suonata. Stilisticamente rassomiglia più a una traccia di BH&R, con ampio uso di sintetizzatori e cori di sottofondo registrati (e sospirati, diciamolo).
E come canzone da pucci-pucci è ad esempio meno peggio di quell'aberrazione presente su Absolution chiamata Endessly.

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sabato, 30 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 14:14 in muselogia

Sottotitolo: io per Verona non so ancora nulla. Se ci vediamo è perché abbiamo scambiato traddinooooi i cellulari. Non so quando arrivo (mi stuzzica l'idea di una festa a Venezia il 14, ma ehm, insomma), non so dove cazzo alloggio (ma alloggio dalla mia Annina), non so una ciospa.
Sotto-sottotitolo: Poi, ci avanza un biglietto per l'arena di verona. Platea, numerata, fila 16. Mica cazzi. Su, chiedete nei commenti o in email, ché io e lei cerchiamo di piazzarlo perché insomma... merda, ma ci sarà qualcuno no? ve lo facciamo pagare il prezzo originale, non siamo neppure così stronzi. Non fateci arrivare lì il giorno con 'sto biglietto da dare al bagarino, ché fa tristezza.

Dunque, dicevo. Il Matt da innamorato è pericoloso. Perché, cioè... una volta Cesare Cremonini (Iddio, fulminami per l'accostamento) diceva che lui in crogiuolamento amoroso da "ommioddio m'ha mollato" produceva dippiù. Certo, basti vedere la verbosità di questo sglaps nei periodi di merda e si dovrebbe avere una conferma che nella trishtezza il geniocreativo s'esalta.
Parlabbimo già della canzone d'amore/stima/tevojobbene presente su origin of Symmetry. Ora andiamo a pescarne una per album, eh. Iniziando cronologicamente da quella più vecchia.

Visto che nelle ultime 3 performances a Wembley e al Parc des Princes l'hanno cantata (e mi pare anche a qualche festival) diamo un ripassino a Showbiz. Signori, ci ritoccherà ascoltare Unintended. No, non è una purga, ma è di una dolcezza che mi attanaglia un po' le ehm... tonsille? Sì, diciamo le tonsille. Che ci potete fare, ognuno c'ha i suoi limiti. Anche io sono abbastanza spankosa, ma ehm... cielo, potrei ridurmi così, brrr. Ché poi Unintended mi è pericolosa dal vivo nei coretti. Se sentite le registrazioni di Wembley sembrava il GattoincaloreCamp, insomma. Ma vediamo di esser seri.
Unintended venne scritta, a detta di Bellamy, dopo una telefonata con una ragazza. Venne chiamata così proprio perché venne dal nulla, e non capì bene come, cioè era puramente un risultato della serie di sentimenti che aveva per quella ragazza.
Nella versione sull'EP di Muscle Museum i cori vengono fatti da Paul Reeve. Il video, beh, è tutto un intorcinamento di figure quasi etcoplasmiche, quasi delle spirali di fumo che si espandono. Bellamy sta seduto. Howard sta seduto con le bacchette in mano (si erano scordati la batteria), Wolstenholme invece suona il basso.

Video: Muse - Unintended (Parc des Princes, 2007)  [me-ra-vi-glio-so]

Curiosità: Unintended venne coverizzata dai The Rasmus il 21 Ottobre 2005, un video di quanto avvenne a Eindhoven lo trovate qui.

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giovedì, 21 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 00:00 in muselogia

Matthew, te lo dico io come mi sento con l'odore del pino. Temo (o non ricordo bene) che io sia allergica, ecco. Non è che quindi mi sentirei così bene.
Qualcuno doveva scriverlo, 'sto post. Cioè, prima o poi dovevamo arrivarci, a parlare delle cover fatte dai Muse. C'è solo un caso reciproco, ossia la cover di Time is running out dei The Feeling. Ma non divaghiamo, capitolo cover fatte dai Muse: queste.
Le principali note coverizzate dai Muse sono state fatte live. Tipo i riff di Heartbreaker dei led Zeppelin (suonata spesso prima di B&H, la prima volta mi pare proprio a Glastonbury), quello di Burning Bridges degli Status Quo, quello di I want to break free dei Queen suonato prima di KoC al Rolling Stones di Milano, o quello di Maggie's Farm di Dylan.
Poi ci sono le canzoni quelle registrate, più o meno. Nel senso che non proprio tutte stanno su un album, ma vabbè.

Partiamo da Dracula Mountain, suonata a Earls'Court nel 2004. Non esaltantissima, diciamola, anche perché i Lightning Bolt nell'originale ebbero altro mordente. Ma si sa, dal vivo si giuoca e si ischerza.

Poi vabbè, la scorsa settimana c'era fuori un cd con NME. Ora questa settimana ci sono le foto del concerto di Wembley, fighissime (oddio, tranne il leader dei MCR che mi sta lì, tutto emoboy, tutto nero con la mano alla fasc... ehm). Però dicevo, oltre ad esserci alcune tracce che adoro anche io, vediamo se capite quali, c'è la cover di una canzone che ora ci ritroviamo in tutte le setlist degli ultimi lavori: Man of Mystery, cover degli Shadows, inviata poi via mail (sic) al giornale dopo che è stata registrata durante il tour e mixata via laptop. Ah, se volete NME mette a disposizione anche Motp registrata live.

E adesso semplice, si passa alle 4 canzoni bene o male inserite tra b-sides e album. Prima, considerando l'amore che si nutre verso il Moz, metto Please, Please, Please, Let Me Get What I Want, mai suonata live dai Muse e inserita tra le b-side di un singolo doppio come Feeling Good/Hyper Music.

Anche House of Rising sun venne introdotta in una compilation per NME. E 'sta canzone, nel repertorio popolare ammerrigano, l'han coverizzata cani e porci. Pensate, anche Blair la sa suonare, è la prima che ha imparato. Son cose eh. Nella versione dei Muse viene però amputato e riadattato il testo (oserei un argh di purismo ma vabbè, è una cover)

Para-para-paaaarapappà... TREEEENINO! Chi, e dico chi, intrappolato negli odiosi trenini capodanno-villaggiovacanze non l'ha ballata. O chi non se la ricorda nei film anni 80. Sempre nel secondo singolo doppio di marca Muse che uscì con Hullabaloo, ossia Dead Star/in your world, era presente Can't take my eyes off you. Codesta canzone venne suonata live alla BBC nel programma re:covered, con Dom e Chris che fecero i coretti. La novità sta in Dom, che è lievemente stonato peggio dei colori (coff) che usa per vestirsi (ma io queste persone che si vestono con colori sgargianti le trovo tanto intelligenti, acute, ammodino e irresistibilmente fighe, un po' incomprese anche)

E in un crescendo rossiniano arriviamo a ciò che avevamo celatamente accennato nel titolo. Forse la canzone coverizzata dei Muse che conoscono porci e cani, ché la troviamo anche nelle playlist dei concerti recenti. Eh, signora mia. Alla mamma del Matt garbava tanto Feeling Good cantata da quella gran voce di Nina Simone. E venne inserita in OOS. Venne poi usata per la pubblicità del Nescafé, senza chiedere i dovuti permessi, sicché i Muse fecero causa e poi diedero i soldi alla Oxafam. Poi ci fu una volta in cui venne suonata a Radio3 TVE e Matt iniziò dopo il secondo verso a dire "Fuckin' Fuckin' Fuckin' little Fuckin' yeah". Lievemente allegrotto diciamo, ecco.

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sabato, 09 giugno 2007

elaborato da Franfiorini, 19:40 in muselogia

Oggi il signor Matthew Bellamy compie 29 anni.

Sì, c'è anche lo spazio per l'esticazzi. Ma sapete come è, se questo sglaps ha una linea editoriale essa è intrisa di museismi. Non ci si può fare nulla. All'amor non si comanda, è una brutta bestiola signori miei.
E mi accorsi di aver trascurato ingiustamente e ignobilmente sinora una delle canzoni magari meno pregne di significati e di qualità di testo ma tra le più belle dei Muse. Da Origin of Symmetry (sempre sia lodato) oggi andiamo a parlare di Bliss.

Bliss è una delle canzoni di OOS che viene portata (fortunatamente) avanti in tutti o quasi i set del tour sia di Absolution che si BH&R. Chi, infatti, di coloro i quali è stato presente o ha visto le registrazioni degli ultimi concerti può scordare i palloni gettati verso la fine della canzone sulla folla? [e quel pallone che non scoppiava, ad Assago?] Oppure come non discernere se Matt si diverta o meno a un concerto, se non ascoltando gli acuti nell'ultimo ritornello di Bliss?
Bliss invero nell'economia di OOS è un pugno nello stomaco. Positivo. L'atmosfera così, un po' decadente, un po' riflessiva, un po' dark di tutto l'album si stempera improvvisamente nella seconda traccia con una botta di entusiasmo e con quella che io reputo la più bella canzone d'amore/affetto dei Muse. Altro che I just wanna to hold/you in my arms. Che bella è la strofa Everything about you pains my envying/ Your soul can't hate anything? Ma non divaghiamo. Quando ascolti OOS quasi ti chiedi, alla traccia due: "Chissei, ridammi il Bellamy del resto del cd", poi dopo non ce la fai, perché un po' come tutte i brani di quell'album Bliss è da grande dipendenza.
Probabilmente è la traccia più positiva, la canzone più avvolgente che raffigura il miglior stato della mente che si può avere. È come quando tu stai così bene in una situazione e manifesti tutto fuori perché quasi trabocchi di benessere e non chiedi nulla in ritorno.
È quindi una canzone positiva, forse rivolta a qualcuno giovane, qualcuno che non è stato corrotto in qualche modo ancora dalla realtà. O la dichiarazione di invidia o affettuosa ammirazione verso qualcuno che vediamo migliore di noi.
A detta di Matt, Bliss è la sua canzone preferita di OOS, "Perché ha tutti questi arpeggi e tastiere anni '80 che mi ricordano di un po' di musica sentita in un programma musicale per bambini quando avevo 5 anni. Penso di averla tirata fuori da quello. E mi ricorda di quando ero un po' più semplice, ancora in una condizione piacevole."

Presente nelle prime versioni un lieve cambiamento del testo, che si nota nelle versioni del 2000 e si concretizza con l'omissione del give me in fase di inspirazione prima di ogni ritornello.

Dunque, Bliss suonata dal vivo ha due intro possibili, e dipende principalmente da come è collocata la canzone nella setlist: l'arpeggio iniziale può essere fatto con la chitarra o al piano. I due esempi (qualora non ce la facciate ad ascoltarle tutte, al solito nell'indecisione ho abbondato) sono le due performances per MTV, nel 2001 a Francoforte si usò la chitarra, mentre all'mtv supersonic (qui il video) Bellamy usò la tastiera. Paricolare anche all'ascolto la versione all'Ilha do Erma (Porto), dacché l'arpeggio iniziale è prodotto con un suono quasi da videogioco, presente anche nella prima versione al Bizarre festival. Poi sparito e cambiato nel 2001, simile all'arpeggio del cd ma non identico.
Da segnalare inoltre la versione promo unmastered [che si differenzia per un outro di arpeggi molto lungo, e quindi per lunghezza: sul disco 4:12, nel singolo 4:36 e in questa versione 4:54] e il live in Ahoy che è stato aggiunto come b-side per il singolo di Sing of Absolution. Ne avete abbastanza (nel senso di materiale per ascolto, maliziosi) credo.


Per quanto riguarda il video l'idea è piuttosto simpatica. Di norma pensiamo che in un buco nero ci si debba essere risucchiati, e non che ci si debba gettare e cadere finché non si arriva a fluttuare nello spazio, forse a paragonare quella fluttuazione proprio con il senso di beatitudine. Il regista è David Slate. La realizzazione è piuttosto simpatica, e ve ne ho linkato il video. Il video di Bliss gira attorno al lasciare ogni cosa indietro, non preoccuparsi di nulla, iniziare in un nuovo punto (proprio come New born).

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