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elaborato da Franfiorini, 18:12 in muselogia Update: Nel calendario musiano dell'Avvento cliccate il giorno 25. C'è Fury, live in Sydney, 17/11/2007.
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| email me elaborato da Franfiorini, 18:17 in muselogia Ora uno non è che sa molto come spiegare una cosa che è bella, che ce la hai qui in testa, che insomma, sai che c'è stata ma ti chiedi come fissarla al meglio e però magari scrivendola non è che la rendi come vuoi, ossia al meglio. Quindi non so, provi a scrivere le cose random, frasi su frasi e poi collegarle, conscia del casino che magari procurerai al lettore quando si leggerà il post. Le aspirine sono di là.
Al solito arrivo a fare i resoconti dopo che avranno postato porci e cani. Sì, vabbè, sticazzi. Andavo ad approcciarmi al concerto dei Muse numero cinque, il secondo dello stesso tour, insomma, boh, vedevi le altre setlist e temevi quasi di rimanerci male. Perché di due concerti, due, non hai beccato Assassin, e invece a Riga (a Riga, diobono) l'han suonata. Quindi boh e mah, temevi che non è che andavi lì e ci rimanevi un po' così. Poi ti chiedevi cosa cazzo fossero tutte quelle pippe, te che eri sopravvissuta all'impatto con Hysteria nell'Origin of Symmetry tour. Niente, neppure la calma durante Man of Mystery avrebbe potuto scalfirti. Nulla.
Ché poi ci sono sempre delle costanti. Viene da ridere, suvvia. Le epopee per rientrare in treno coi ritardi che si attestano oltre l'ora, la Annina che prende le pizze la sera prima e si ascolta Starlight (qui, ad esempio, a dicembre), gli acuti in auto di Knights of Cydonia, io che ci arrivo sempre con l'intestino in panne ma questa è una maxi-costante della mia vita.
Io ci ho sto problema, l'avrete capito pure voi, che non è che mi piacciono i Muse (posso dire, che ne so, mi piacciono i REM, gli Interpol, gli Editors... compagnia cantante varia), è che per i Muse provo la più totale ammirazione a livelli di idolatria. Sì, beh, io da alcuni spezzoni di bootleg riesco a riconoscere il concerto. Lo so, quando succede con gli episodi del commissario Rex un po' me ne vergogno, per i Muse no, che gli voglio bene come a gente di famiglia suvvia. Ché poi per come porta i pantaloni Dom potremmo anche essere parenti (sia a Verona che a Wembley erano verde evidenziatore ET-telefono-casa-fluò).
Prima del concerto c'è la deejayset indie, così indie che credo che l'unica cosa riconoscibile al pubblico poteva essere The Prayer dei Bloc Party. Da lì, per ovviare la noia, l'idolo della serata (purtroppo la foto fa schifo, ma accontentatevi): un uomo che dal nulla (o persi l'incipit) arriva ad arringare la folla guidandone le ola (le ole?), mettendo su anche un'espressione schifata quando non la caricava a dovere e usciva un po' moscetta. Vedendolo poi uscire, alla fine, a torso ignudo (bella schiena, se leggi qui, complimenti) quasi volevo complimentarmi, ma poi mi sono ricordata che io sono timida e queste cose non le faccio.
Clima creato: meraviglioso. Cornice meravigliosa, entrare in Arena e vederla gremita (siamo entrati tardino, colpa del Magnagatti a cui abbiamo concesso anche di mangiare. Ma poi, diciamocelo, in realtà voglio solo farlo sentire in colpa: perché, scusate, uno prende i posti numerati ed è giusto che se la tiri fino in fondo) è un qualcosa di meraviglioso. Scusate, ripensandoci mi viene la proprietà lessicale di una velina, ché mi emoziono e non capisco più una fava. Potrei dire solo cose come bellissimo, meraviglioso, bello bello, e basta.
Certo, oddio, la platea aveva quelle assi di legno che ad ogni sollecitazione del salta-salta-salta (impossibile fare il pogo, c'era un minimo spazio sindacale per le gambe, e saltando siccome è in pendenza, la cavea, si va avanti) dava quell'effetto terremoto che inizialmente era strano, poi risultava puranche ganzo, diciamocelo. Noialtri (io, Thurs, Ari, il Magnagatti, Kap) si era in quindicesima fila. Non male, davvero.
Da lì arriva la Sere, e ci dice del suo spostamento in prima fila, indove c'era anche quella gnocca della Gaia Polloni, ossia la morosa del Bellamy, e pure quella di Howard. Che poi mi han detto che c'era anche la genitrice, del Bellamy, a distribuire pass per il backstage (rosico, inutile dire).
C'è da ringraziare Matt che appena finita Knights of Cydonia (cielo, comunque va bene che Dom non la regge alla fine, perché salta e si dimena sulla batteria, fateci caso, però KoC all'inizio secondo me perde) ha detto alla Security che ci potevamo alzare. Sarebbe stato un concerto difficilissimo da vivere incollati su un seggiolino rivestito da un cuscinetto similacrilico che è sì comodo per far sedere gli amanti dell'opera (mi sa che c'erano due statue, ai lati, della scenografia del Nabucco/Aida incerottate, se ben rammento) ma ci avrebbe cotto anche le emorroidi, diciamocelo. In quel momento ho stimato quell'omino piccino lì più di quanto già lo adori di solito.
Da notare alcune cose. Le metto a punti così facciamo prima.
- Bellamy da quando frequenta l'Italia è cambiato come presenza sul palco. Basti vedere sia le pantomime su Feeling good quando nel bridge prende in mano il megafono e poi lancia i coriandoli. Oppure quando si batte la mano sul petto per poi allargare il braccio su hold you in my arms. Non è un male, anche perché da pischelli incazzati son diventati professionisti della scena musicale, era solo una osservazione.
- Niente, non mi arrivano mai i palloni di Bliss (o chi ne fa le veci). Sob.
- Secondo me si sentiva malino la voce di Bellamy. Delle due l'uno: o il fonico era provato dal caldo o Bellamy è da mandare dal foniatra prima che perdiamo 'sto bene dell'umanità.
- Unintended non mi è mai piaciuta. Ma la versione di Verona, senza coretti con le vocine anglofone che miagolavano dietro, è bella assai. Oh, capiamoci, a me non piace per l'effetto carie che fa quando la senti cantare, ma lì per me era bellissima, boh, ma era la situazione.
- Di contro, più sento le vecchie canzoni e più noto come siano migliorati a suonare. E si sente anche confrontando le canzoni di questo album con la performance di Assago, eh.
- Due piccoli errori, ma debbo risentire il bootleg, ché vado a memoria: l'attacco di Bliss fatto di mezzo tono sotto e l'inizio di New Born che era così "dilatato" che Chris si è palesemente perso. Un insieme di piccoli errori, che però alla fine non si sentivano. La cosa che un po' mi dispiace è continuare a vedere Morgan in versione Cenerentola sempre più nascosto. Povero. Non so, boh.
- Da ascendette i voustshtri telfonini di Assago il grazie millsh Dom ci regala sempre bei momenti.
- L'utilità dei paninari che gridano BIRREEEEE, RAGAZZI BIRREEEE durante il concerto è nulla. Anzi, irritante. Avrei voluto avere un motorino in quel momento (si sente anche in uno dei video messi su youtube, oltre a sentire la mia voce che anticipava le canzoni alla prima nota di attacco prima che gli altri facessero il boato, ne vado orgogliona, sappiatelo) e usarli come rastrelliera lasciando il motore acceso.
Tutto bello, gli abbracci, le mani protese verso un palco che era irraggiungibile, girarsi per Soldier's poem e vedere l'effetto lucine di telefonino, un insieme di cose e di emozioni che porca paletta, ecco... a me se avessero fatto Citizen Erased pure io non so come l'avrei presa, finiva che mi mettevo a piangere come un vitello, ché non pare ma ci ho la mia sensibilità eh.
Io però ho ancora negli occhi questa immagine di lato (debitrice a Sere). Matt spiaccicato sugli amplificatori, chitarra sulla testa, visto di terga. Boh, sarà stato l'effetto Stockholm Syndrome, sarà stato il caldo, sarà stato il pubblico dell'Arena, sarà stato che per una volta era vestito non in modo toltalmente becero (io, che avevo addosso la maglietta che dicevo qui e me ne sono accorta ora), sarà... cazzo ne so che sarà, ma io avevo gli occhi sbarrati e pensieri complessi riconducibili a sintagmi come arf vedendomelo lì avanti. Io, che non è che ho mai avuto arrapamenti fisici per Bellamy. Ma boh, che cazzo ne so, lo ripeto. Saranno i miei ormoni ma ho sentito già diverse volte lo stesso commento da altre, che vi devo dire. Ci sta pienamente il son cose (arf).
Poi, mentre mi preoccupavo se quel gioiello lì di chitarra fosse rimasto offeso mentre l'aveva lanciata dietro le quinte (ma è stata una preoccupazione di quattro secondi) mi giro verso Ari e ci guardiamo. Con quelli sguardi che commentano tutto, carampanosamente.
Setlist :
(intro: dance of the knights - sergei prokofiev)
Knights of Cydonia Map Of The Problematique Hysteria Supermassive Black Hole Butterflies & Hurricanes Hoodoo (video su youtube) Apocalypse Please (video su youtube) Feeling Good (video di Ari, su youtube) Sunburn (video su youtube) Invincible Starlight Man Of Mystery Time Is Running Out Bliss (extended version) -encore- Soldiers Poem (video su youtube) Unintended (video su youtube) New Born -2nd encore- Plug In Baby Stockholm Syndrome Take A Bow L'intero bootleg, però in flac, è disponibile su muselive.com (vi registrate e lo potete scaricare, anche se io vi consiglio quello del concerto di Monaco).
Il set delle foto sul flickr (in probabile espansione).
Sicuramente al solito manca qualcosa, ora ad esempio aggiungerò delle immago al post o boh, vediamo.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:30 in muselogia Madonna, era circa settembre 2003. Mi frequentava un ragazzo di una provincia lombarda, ma a me non fregava un cazzo frequentare lui. E mi sentii dire per una ventina di giorni prima del mio "vedi di non rompermi più i coglioni" ma detto in modo molto più aulico [di quel tipo noi non siamo compatibili, su, lo sapete dai] che io ero fredda. Ti credo, era più impellente per me capire se odiassi o meno Ruled by secrecy. Un po' la storia della mia vita amorosa, la monolateralità. Vi dirò, quando c'è una comunanza di sentimenti non mi sembra vero. Dicevo, era il 2003, io entravo a medicina e usciva Absolution. Non so Absolution, mah, insomma, appena uscito ci rimasi un po' così. Poi ero in periodo... sai quel periodo dove tanto ascolteresti anche i rutti? Quello. Quindi me lo misi ad ascoltare. Bizzarro come l'album più album dei Muse, come concetto generale non come raccolta di canzoni, io ci abbia messo qualcosa come tre anni a digerirlo globalmente. Origin of Symmetry rimane l'opera Omnia dei Muse, nulla cambierà mai la mia idea, neppure un venturo capolavoro dell'oramai comasco frontman. Dicevo, sì, insomma, c'è una cosa di Absolution che non aborro: l'aver azzeccato il primo singolo. Beh, il primo pubblicato tangibilmente... il primo-primo fu in versione solo digitale Stockholm Syndrome. L'altro sarebbe Time is Running out.
Diciamocelo, su, via. Time is running out è un gran pezzo. Quell'inizio così, di basso. Quella linea ritmica tanto somigliante al tic-toc (rintocco?) di un orologio, che, se vedete il dvd di Absolution, è stata fatta schioccando le dita e battendo le mani in uno stanzino, al rustico, in quattro (i Muse e Tom Kirk). Un po' come la intro all'album, fatta zompettando e marciando nello stesso stanzino [vedere saltare quel mucchietto d'ossa di Bellamy è piuttosto ilare, riguardatevelo].
Del resto, se voi ci fate caso (occhio, dovete spararvela in cuffia un po' alta e la sentite) potete sentire anche nella seconda strofa (occhio, la percussione è contemporanea alla batteria) il suono di un legno percosso. Non ci crederete, è una ruota di carro, e anche molto vecchia, trovata durante una delle passeggiate di Matt e Dom durante le registrazioni di Absolution (credo ai Miraval studios).
Dunque, la genesi della canzone fu molto contrastata. Nel senso, prima di avere questa versione definitiva, colonna sonora anche di uno spot Lancia, ne vennero fatte a iosa. Purtroppo però non se ne hanno in giro, come invece si ebbe per Sunburn o Plug in Baby. O perlomeno non le ho io, cosa vi devo dire. La canzone, beh, dal lato tematica... Non so quanto ci sia da spiegare in un concetto applicabile un po' a qualsiasi cosa, da un rapporto amoroso al tempo che finisce in un esame universitario chessò. Time is running out focalizza tutto il senso di frustrazione, di impotenza, di rodimento, di cercare di trattenere tutto con i denti e con le unghie, di voler risolvere, soffocare, di volersi aggrappare a qualcosa che vedi che sta finendo. E ti rode che stia finendo, non vuoi che si debba concludere. E stai lì, con questo senso, questa emozione, questa serie di sentimenti che ti fanno accorgere che tutta la tua forza, tutta la tua determinazione, non bastano di fronte a una cosa che si alimenta da sola, e sta creando combustibile per se stessa proprio per fuggire via. In modo definitivo.
How did it come to this?
Poi magari non accade, però intanto hai provato tutta la pappardella sopra. Mmm, sì, una sega mentale forse, è riconducibile ad essa, già.
Matt: “Questa canzone è una specie di motivo generale che si può usare in qualsiasi situazione, qualsiasi rapporto o relazione. Ho cercato di scrivere delle canzoni illimitate, che potessero andar bene per diverse situazioni. Time Is Running Out parla della sensazione di essere manipolati da qualcuno o qualcosa e di come si cerca di rompere questa sorta di gabbia, prigionia, dipendenza, o qualcosa del genere. Per questa canzone abbiamo usato un piano elettrico degli anni ‘70, lo stesso che gli U2 avevano usato per ‘New Year’s Day’. Abbiamo registrato il suono del piano in modo acustico aggiungendo in seguito degli effetti”.
Le prime copie di Absolution contengono nel booklet un errore: infatti è riportato il testo in modo errato rispetto al dovuto [Now that you know I'm trapped, since ovulation/ You'd never dream of breaking this fixation/ You will be the death of me/Yeah you will be the death of me].
Al solito metto un po' di versioni a disposizione. Molto belle, ma su tutte preferisco quella live all'Eden Project, con una intro fatta col Kaoss Pad e basso piuttosto notevole.
Ciapa là, i The Feeling fecero, nella stessa trasmissione-sempre-sia-lodata di BBC1 (live lounge) la cover acustica di TIRO. Vi assicuro con risultati forse migliori degli esecutori originali, ma con qualche differenza nel testo. Ve la metto a disposizione:
Il video è uno dei più ganzi. Anche perché i video dei Muse non è che siano esaltantissimi, a volte. Inserito dalla rivista Kerrang come uno dei cento video rock più belli è basato sul soggetto del Dottor Stranamore di Kubrick. Diciamo un incrocio tra l'opera di Kubrick e Around the world dei Daft Punk. Durante il video i Muse si trovano al centro del tavolo per cantare come se fosse una normale session. Solo che, sappiatelo, hanno dovuto cantare a velocità doppia per far ballare i ballerini al tempo giusto.
Ne esiste una versione alternativa, disponibile su microcuts.net, girata da Tom Kirk e denominata US cut.
Video: Muse - Time is running out
In calce: io a Verona ci sono. Oddio, spesso ci faccio anche, ma quella è un'altra storia. Sono quella alta e con i capelli rossi. Di norma mi vesto anche con colori che danno noia alla retina. Sono in platea in 15esima fila, e sì, sono quella alta coi capelli rossi. Già devo cercare di ricordarmi di salutare tot gente, veniamoci incontro e tentiamo di capirci che non mi dovete vendere niente (non è un bel periodo, non capto subitissimo le cose) e vi rivolgerete a me con frasi lineari che prevedono nome, nick, e complimenti per la trasmissione, in caso. Di più non so se capto, rivolgetevi in caso al primo cane guida vicino.
Boh, che altro dovevo dire? Magari farò un update.
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| email me elaborato da Franfiorini, 17:01 in muselogia Suvvia, ormai ci manca una settimanella.Ci si sta organizzando anche per vederci suppergiù in quel di Verona. Mmm, suppergiù. Io mica so ancora quando ci sono (so solo che treno prendere al ritorno, il giorno dopo. Ma bando alle ciance, siamo in dirittura d'arrivo e non abbiamo fatto grandi post sulle tracce di Absolution che rimangono ancora in scaletta. Iniziamo da qualcosa vah.
Hysteria è presente in qualsiasi scaletta dei Muse dai tardi tempi del tour di OOS, all'incirca nel Rock am Ring del 2002 (quando la sentii, lì, non è che reagii benissimo, lo ammetto. Avevo uno sguardo che sottointendeva "echeèorastacagatasimilpop?")
All’inizio il presunto titolo di questa canzone, suonata durante il tour estivo del 2002, doveva essere, a detta dei fans “I want you now”, ma non ci fu mai una conferma o smentita ufficiale. La canzone parla di qualcosa dentro che ci tormenta e non ci lascia in pace, e rinnova continuamente il desiderio di qualcosa o meglio qualcuno che non si può avere (I want you now.. I’m breaking out.. feeling my faith erode) e questo sentimento distruttivo porta alla disperazione totale, alla sconfitta interiore(I feel my heart implode).
Matt: “Hysteria... ehm.. (riflette per qualche minuto).. si, il coro sarebbe perfetto per una canzone degli Abba (ridono tutti e tre).” Chris: “No.. insomma, credo che si possa definirla come un incrocio fra pop, heavy e rock, non credete?" [no, non crediamo]
Il video era di un idea semplicemente efficace: uno che da fuori di brocca ripensando alla tipa in una camera d'hotel. Non sono presenti i Muse, però, nel video. Ma potete vedere il making of qui.
Come b-side di Hysteria, nel singolo era presente Eternally Missed. Graziosa cover suonata dal vivo solo poche volte. Originariamente venne chiamata Rusty one da un commento che fece Bellamy al Rock Oz'Arènes 2002, "Cheers, cheers... bit rusty that one", poco dopo averla suonata. Stilisticamente rassomiglia più a una traccia di BH&R, con ampio uso di sintetizzatori e cori di sottofondo registrati (e sospirati, diciamolo).
E come canzone da pucci-pucci è ad esempio meno peggio di quell'aberrazione presente su Absolution chiamata Endessly.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:14 in muselogia Sottotitolo: io per Verona non so ancora nulla. Se ci vediamo è perché abbiamo scambiato traddinooooi i cellulari. Non so quando arrivo (mi stuzzica l'idea di una festa a Venezia il 14, ma ehm, insomma), non so dove cazzo alloggio (ma alloggio dalla mia Annina), non so una ciospa.
Sotto-sottotitolo: Poi, ci avanza un biglietto per l'arena di verona. Platea, numerata, fila 16. Mica cazzi. Su, chiedete nei commenti o in email, ché io e lei cerchiamo di piazzarlo perché insomma... merda, ma ci sarà qualcuno no? ve lo facciamo pagare il prezzo originale, non siamo neppure così stronzi. Non fateci arrivare lì il giorno con 'sto biglietto da dare al bagarino, ché fa tristezza.
Dunque, dicevo. Il Matt da innamorato è pericoloso. Perché, cioè... una volta Cesare Cremonini (Iddio, fulminami per l'accostamento) diceva che lui in crogiuolamento amoroso da "ommioddio m'ha mollato" produceva dippiù. Certo, basti vedere la verbosità di questo sglaps nei periodi di merda e si dovrebbe avere una conferma che nella trishtezza il geniocreativo s'esalta. Parlabbimo già della canzone d'amore/stima/tevojobbene presente su origin of Symmetry. Ora andiamo a pescarne una per album, eh. Iniziando cronologicamente da quella più vecchia.
Visto che nelle ultime 3 performances a Wembley e al Parc des Princes l'hanno cantata (e mi pare anche a qualche festival) diamo un ripassino a Showbiz. Signori, ci ritoccherà ascoltare Unintended. No, non è una purga, ma è di una dolcezza che mi attanaglia un po' le ehm... tonsille? Sì, diciamo le tonsille. Che ci potete fare, ognuno c'ha i suoi limiti. Anche io sono abbastanza spankosa, ma ehm... cielo, potrei ridurmi così, brrr. Ché poi Unintended mi è pericolosa dal vivo nei coretti. Se sentite le registrazioni di Wembley sembrava il GattoincaloreCamp, insomma. Ma vediamo di esser seri.
Unintended venne scritta, a detta di Bellamy, dopo una telefonata con una ragazza. Venne chiamata così proprio perché venne dal nulla, e non capì bene come, cioè era puramente un risultato della serie di sentimenti che aveva per quella ragazza.
Nella versione sull'EP di Muscle Museum i cori vengono fatti da Paul Reeve. Il video, beh, è tutto un intorcinamento di figure quasi etcoplasmiche, quasi delle spirali di fumo che si espandono. Bellamy sta seduto. Howard sta seduto con le bacchette in mano (si erano scordati la batteria), Wolstenholme invece suona il basso.
Video: Muse - Unintended
Video: Muse - Unintended (Parc des Princes, 2007) [me-ra-vi-glio-so]
Video: Muse - Unintended (Hullabaloo, live a le Zenith, 2001) [la miglior versione]
Curiosità: Unintended venne coverizzata dai The Rasmus il 21 Ottobre 2005, un video di quanto avvenne a Eindhoven lo trovate qui.
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:00 in muselogia Matthew, te lo dico io come mi sento con l'odore del pino. Temo (o non ricordo bene) che io sia allergica, ecco. Non è che quindi mi sentirei così bene.
Qualcuno doveva scriverlo, 'sto post. Cioè, prima o poi dovevamo arrivarci, a parlare delle cover fatte dai Muse. C'è solo un caso reciproco, ossia la cover di Time is running out dei The Feeling. Ma non divaghiamo, capitolo cover fatte dai Muse: queste. Le principali note coverizzate dai Muse sono state fatte live. Tipo i riff di Heartbreaker dei led Zeppelin (suonata spesso prima di B&H, la prima volta mi pare proprio a Glastonbury), quello di Burning Bridges degli Status Quo, quello di I want to break free dei Queen suonato prima di KoC al Rolling Stones di Milano, o quello di Maggie's Farm di Dylan.
Poi ci sono le canzoni quelle registrate, più o meno. Nel senso che non proprio tutte stanno su un album, ma vabbè.
Partiamo da Dracula Mountain, suonata a Earls'Court nel 2004. Non esaltantissima, diciamola, anche perché i Lightning Bolt nell'originale ebbero altro mordente. Ma si sa, dal vivo si giuoca e si ischerza.
Poi vabbè, la scorsa settimana c'era fuori un cd con NME. Ora questa settimana ci sono le foto del
concerto di Wembley, fighissime (oddio, tranne il leader dei MCR che mi sta lì, tutto emoboy, tutto nero con la mano alla fasc... ehm). Però dicevo, oltre ad esserci alcune tracce che adoro anche io, vediamo se capite quali, c'è la cover di una canzone che ora ci ritroviamo in tutte le setlist degli ultimi lavori: Man of Mystery, cover degli Shadows, inviata poi via mail (sic) al giornale dopo che è stata registrata durante il tour e mixata via laptop. Ah, se volete NME mette a disposizione anche Motp registrata live.E adesso semplice, si passa alle 4 canzoni bene o male inserite tra b-sides e album. Prima, considerando l'amore che si nutre verso il Moz, metto Please, Please, Please, Let Me Get What I Want, mai suonata live dai Muse e inserita tra le b-side di un singolo doppio come Feeling Good/Hyper Music.
Anche House of Rising sun venne introdotta in una compilation per NME. E 'sta canzone, nel repertorio popolare ammerrigano, l'han coverizzata cani e porci. Pensate, anche Blair la sa suonare, è la prima che ha imparato. Son cose eh. Nella versione dei Muse viene però amputato e riadattato il testo (oserei un argh di purismo ma vabbè, è una cover)
Para-para-paaaarapappà... TREEEENINO! Chi, e dico chi, intrappolato negli odiosi trenini capodanno-villaggiovacanze non l'ha ballata. O chi non se la ricorda nei film anni 80. Sempre nel secondo singolo doppio di marca Muse che uscì con Hullabaloo, ossia Dead Star/in your world, era presente Can't take my eyes off you. Codesta canzone venne suonata live alla BBC nel programma re:covered, con Dom e Chris che fecero i coretti. La novità sta in Dom, che è lievemente stonato peggio dei colori (coff) che usa per vestirsi (ma io queste persone che si vestono con colori sgargianti le trovo tanto intelligenti, acute, ammodino e irresistibilmente fighe, un po' incomprese anche)
E in un crescendo rossiniano arriviamo a ciò che avevamo celatamente accennato nel titolo. Forse la canzone coverizzata dei Muse che conoscono porci e cani, ché la troviamo anche nelle playlist dei concerti recenti. Eh, signora mia. Alla mamma del Matt garbava tanto Feeling Good cantata da quella gran voce di Nina Simone. E venne inserita in OOS. Venne poi usata per la pubblicità del Nescafé, senza chiedere i dovuti permessi, sicché i Muse fecero causa e poi diedero i soldi alla Oxafam. Poi ci fu una volta in cui venne suonata a Radio3 TVE e Matt iniziò dopo il secondo verso a dire "Fuckin' Fuckin' Fuckin' little Fuckin' yeah". Lievemente allegrotto diciamo, ecco.
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:40 in muselogia Oggi il signor Matthew Bellamy compie 29 anni.
Sì, c'è anche lo spazio per l'esticazzi. Ma sapete come è, se questo sglaps ha una linea editoriale essa è intrisa di museismi. Non ci si può fare nulla. All'amor non si comanda, è una brutta bestiola signori miei.E mi accorsi di aver trascurato ingiustamente e ignobilmente sinora una delle canzoni magari meno pregne di significati e di qualità di testo ma tra le più belle dei Muse. Da Origin of Symmetry (sempre sia lodato) oggi andiamo a parlare di Bliss.
Bliss è una delle canzoni di OOS che viene portata (fortunatamente) avanti in tutti o quasi i set del tour sia di Absolution che si BH&R. Chi, infatti, di coloro i quali è stato presente o ha visto le registrazioni degli ultimi concerti può scordare i palloni gettati verso la fine della canzone sulla folla? [e quel pallone che non scoppiava, ad Assago?] Oppure come non discernere se Matt si diverta o meno a un concerto, se non ascoltando gli acuti nell'ultimo ritornello di Bliss?
Bliss invero nell'economia di OOS è un pugno nello stomaco. Positivo. L'atmosfera così, un po' decadente, un po' riflessiva, un po' dark di tutto l'album si stempera improvvisamente nella seconda traccia con una botta di entusiasmo e con quella che io reputo la più bella canzone d'amore/affetto dei Muse. Altro che I just wanna to hold/you in my arms. Che bella è la strofa Everything about you pains my envying/ Your soul can't hate anything? Ma non divaghiamo. Quando ascolti OOS quasi ti chiedi, alla traccia due: "Chissei, ridammi il Bellamy del resto del cd", poi dopo non ce la fai, perché un po' come tutte i brani di quell'album Bliss è da grande dipendenza.
Probabilmente è la traccia più positiva, la canzone più avvolgente che raffigura il miglior stato della mente che si può avere. È come quando tu stai così bene in una situazione e manifesti tutto fuori perché quasi trabocchi di benessere e non chiedi nulla in ritorno.
È quindi una canzone positiva, forse rivolta a qualcuno giovane, qualcuno che non è stato corrotto in qualche modo ancora dalla realtà. O la dichiarazione di invidia o affettuosa ammirazione verso qualcuno che vediamo migliore di noi.
A detta di Matt, Bliss è la sua canzone preferita di OOS, "Perché ha tutti questi arpeggi e tastiere anni '80 che mi ricordano di un po' di musica sentita in un programma musicale per bambini quando avevo 5 anni. Penso di averla tirata fuori da quello. E mi ricorda di quando ero un po' più semplice, ancora in una condizione piacevole." Presente nelle prime versioni un lieve cambiamento del testo, che si nota nelle versioni del 2000 e si concretizza con l'omissione del give me in fase di inspirazione prima di ogni ritornello.
Dunque, Bliss suonata dal vivo ha due intro possibili, e dipende principalmente da come è collocata la canzone nella setlist: l'arpeggio iniziale può essere fatto con la chitarra o al piano. I due esempi (qualora non ce la facciate ad ascoltarle tutte, al solito nell'indecisione ho abbondato) sono le due performances per MTV, nel 2001 a Francoforte si usò la chitarra, mentre all'mtv supersonic (qui il video) Bellamy usò la tastiera. Paricolare anche all'ascolto la versione all'Ilha do Erma (Porto), dacché l'arpeggio iniziale è prodotto con un suono quasi da videogioco, presente anche nella prima versione al Bizarre festival. Poi sparito e cambiato nel 2001, simile all'arpeggio del cd ma non identico.
Da segnalare inoltre la versione promo unmastered [che si differenzia per un outro di arpeggi molto lungo, e quindi per lunghezza: sul disco 4:12, nel singolo 4:36 e in questa versione 4:54] e il live in Ahoy che è stato aggiunto come b-side per il singolo di Sing of Absolution. Ne avete abbastanza (nel senso di materiale per ascolto, maliziosi) credo.
Per quanto riguarda il video l'idea è piuttosto simpatica. Di norma pensiamo che in un buco nero ci si debba essere risucchiati, e non che ci si debba gettare e cadere finché non si arriva a fluttuare nello spazio, forse a paragonare quella fluttuazione proprio con il senso di beatitudine. Il regista è David Slate. La realizzazione è piuttosto simpatica, e ve ne ho linkato il video. Il video di Bliss gira attorno al lasciare ogni cosa indietro, non preoccuparsi di nulla, iniziare in un nuovo punto (proprio come New born).
Video: Muse - Bliss
Video: Muse - The making of bliss
Video: Muse - Bliss (live8)
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| email me elaborato da Franfiorini, 21:08 in muselogia Grado di cottura verso la strada che porta all'Arena di Verona.
[cheppoi, se vogliamo vederci ditelo, che lo so che saremo tutte lì, care colleghe carampane, ché io mica me la tiro. Se non vengo ai vari salcazzocamp non è per SNOBYSMO, è che ci son delle cose dietro.]
Dunque, dimanissera quest'uomo va a vedere i Muse. Piazzale Michelangelo. Mi pare vada anche questa donna. Ora, che ricordi in piazzalemichelangelo quando ero bimbina. Eh, signora mia. Mah. Ecco, spero mi arrivino testimonianze, racconti e cose del genere. Sniff.
Dicevo, andiamo ad analizzare come è il grado di cottura e quello che ci dobbiamo aspettare ad ascoltare:
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| email me elaborato da Franfiorini, 00:16 in muselogia Ci sono due certezze verso il relax totale globale volto verso il raggiungimento proprio degli equilibri. Ciucciarsi dei Togo e sentirsi in loop Citizen Erased.
Citizen Erased era una di quelle canzoni che all'inizio non apprezzavo granché. Perché magari al primo ascolto è problematica, non so. Però se hai la pazienza di continuare ad ascoltarla capisci che ci sono i Muse lì dentro. Direi che pensandoci e tagliando Occamaniamente (non esiste, fa fa figo) tutto quello che strilla avanti come singolo puoi dire che sì, i Muse sono Citizen Erased.
Almeno per me. Dopo sei anni ascoltandola ancora mi fa capire come e perché io ami i Muse, accostandoli a quei sette minuti e ventuno secondi [se dividessi ventuno con sette uscirebbe tre, e dopo sortirebbero coincidenze nella mia vita che manco JJ. Abrams avrebbe pensato] in cui si parte incazzati e si finisce negli ultimi minuti a sincronizzare il respiro con le note suonate dal pianoforte. Non so, finisce per descrivere qualcosa che è più grosso di me, ma non capisco cosa. Forse per quello piace. Forse anche no. Lo chiamiamo amore? Un amore cresciuto col tempo e che cresce ancora.
[cosa che se me la suonano a Verona io scoppio a piangere come una bYNba di anni due, vi avverto]
Se Sunburn è quella botta di endorfine che ti prende e ti scuote per qualche minuto CE è la canzone che vorresti sempre portarti appresso e riascoltare finché la tua testa non va a suonarla da sola, e tu ti ritrovi lì ad annuire senza che senti più la chitarra in assolo nel tuo condotto uditivo, ma la hai lì in testa e aspetti che si zittisca per sillabare quel for one moment tu al posto di Bellamy.
Conoscendo il Matthew Bellamy pre-Starlight sapete che se dobbiamo andare a ricercare un significato univoco nella sua produzione è peggio che andare per funghi di notte in una zona di tombaroli.
Citizen Erased potrebbe essere vista come citazione di Orwell e di 1984. O forse se si va a guardare l'ultima strofa potrebbe riguardare un rapporto (o una relazione) da cui si prende le distanze per riflettere e chissà poi cosa (Wash me away/ Clean your body of me/ Erase all the memories/ They'll only bring us pain/ And I've seen all I'll ever need), magari vedere se si è fatto bene e se si può riniziare. O principalmente prendere le distanze dal vissuto e riflettere su quello che ci circonda e ci inghiotte (Exhausting for all to see and to be) e vederlo un attimo più distaccati (With no feelings at all)
O semplicemente: essere moderatamente tra l'incazzato e il deluso della società nella quale si è. Con quel significato più profondo di profonda sfiducia dei rapporti umani, che alla fine lo ricolleghiamo sia sì ad Orwell, ma essendo le canzoni sì vicine alle poesia potremmo ripescare William Blake, in particolare nelle Songs of Innocence and Songs of Experience collections, in cui Blake studiò gli effetti del mondo esterno sulle menti dei Londinesi, cogliendo le visioni fanciullesche e ottimistiche in contrasto con il mondo deprimente e stagnante che li circonda(va). Ma mi sa che con questo collegamento, oltre a farvi vedere che trasudo cultura come se fossero punti neri, opero anche un' astrazione a cui Bellamy non avrebbe mai pensato.
Naturalmente la lettura di Bellamy confonde sempre ancora di più: "È un'espressione di come ci si sente a essere interrogato. Passo più tempo in confronto alla maggior parte della gente a rispondere qual'è il mio scopo ed è una sensazione strana. Non ho le risposte e devo rispondere sulla conoscenza ottenuta finora, ma il problema è che viene stampata ed nel frattempo apprendo qualcos'altro e questo ti rende completamente in disaccordo con ciò che avevi detto."
Una delle canzoni preferite da Dom, il batterista: "È lunga e grandiosa ed è bella da suonare dal vivo." In Origin of Symmetry la canzone finisce in crossfade con Microcuts.
Le versioni variano molto. Io vi ho messo anche quella primigenia, suonata su XFM, con la linea di basso molto meno importante rispetto al definitivo. E anche il cantato è molto meno recitato, rispetto a quello che poi sarà. In compenso la parte di outro (quella che va a finire la canzone, qualcuno mi ritrovi il termine in italiano) è suonata con la chitarra. Citizen Erased poi è stata suonata poco nell'ultimo tour (sob, sigh, la playlist di Roma, buaaaaah) per poi essere ripresa con tutti i sacri crismi nel dicembre 2006 nelle due giornate di Bercy. Prima altrimenti era stata mozzata della parte strumentale tra l'ultimo ritornello e la strofa finale (sacrilegio, secondo me) e addizionata di batteria aggiuntiva.
Non essendo un singolo non esistono video, in studio dico. Vado dunque a recuperare ciò che youtube offre, trAé performances live niente male.
Youtubevideo: Citizen Erased live at Glastonbury
Youtubevideo: Citizen Erased at Big day out
Youtubevideo: Citizen Erased at Rock am Ring 2004
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:10 in muselogia Non seguiamo, cari amici carampani, il solito schema. Ma dopo la lettura della recensione di Disorder su Black Holes and Revelations è bello scrivere cosa si pensa anche qui su questi lidi della opera omnia dei Muse partorita sinora da Bellamy e soci.
Dunque, BH&R non è il lavoro più brutto dei Muse. Io seriamente i primi mesi di ascolto di Absolution rimasi un po' di merda. Uscire da Origin of Symmetry e sentire Absolution e gli arrangiamenti di Absolution è stato un colpo al cuore. Mi si prese malissimo, come rimasi felice come un bambino a cui si era appena spiaccicato il gelato a terra. Tipo come quando sentii per la prima volta dal video Hysteria. Non so, ma a me Black Holes and revelations, sarà stata per l'attesa, sarà stato perché dopo Absolution ero parata ad omnia ma a me al primo ascolto il cd piacque. Forse proprio perché si dava quell'idea unitaria di lavoro e non di raccolta di canzoni. E mi esaltò Knights of Cydonia forse perché dopo Supermassive black hole [che a me comunque dal vivo piace di più, perché perde il Do Something alla Britney e va a inserirsi in quello schitarramento che veniva fatto tra il bliss/plug in baby dei precedenti tour. Insomma, diventa molto più Muse di quanto non sia la canzone stessa, che però, attenzione, da un'assurda dipendenza. Un po' come tutto l'album (colpa di Costey?)]Diciamo che se c'è un problema in BH&R esso consiste nella gestione scriteriata del lancio dei singoli. Alla cazzo. Pezzi migliori son stati relegati indietro o deturpati in editing.
Se vogliamo fare un giochino (difficile) oggi proporrei quello che salvo io da ogni cd dei Muse, in ordine di preferenza, talvolta sacrificando qualcosa e mettendovi a disposizione le bonus track che sono sulle versioni giapponesi. Crudele, perché amando OOS ci ho messo due ore a scegliere, e perdonate la botta di paraculismo su Hullabaloo. Devo ammetterlo, non è per niente facile. Sob.
Beh, sulle bonus track... in alcuni casi queste bonus track sono meglio delle tracce del cd stesso. Prendiamo ad esempio Fury. Fury (che ne parleremo presto anche in modo completo) sarebbe stata preferita dallo stesso Bellamy come traccia di Absolution al posto di The Small Print. Ma Howard e Wolstenholme votarono contro, e sul cd finì ad esserci proprio TSP, che se guardate... se sentite, non c'entra un cazzo col "progetto Absolution". Piuttosto è un satellite dei lavori precedenti. Ma che ci vogliamo fare, è uscito così.
Delle altre penso che parleremo ampiamente in futuro, però tra parentesi due parole ve le dico. Sono tutte versioni studio.
- Sunburn
- Showbiz
- Muscle Museum
- Hate this I'll love you
[bonus track: Spiral Static, molto "dark". Un crescendo, non toglie nulla e non mette nulla all'album ma bellina]
mp3: Muse -Spiral Static
- New Born
- Bliss
- Citizen Erased
- Plug in Baby
[bonus track: Futurism, anche qui, venne usata anche come b-side. Non so, non mi ha mai entusiasmato.]
mp3: Muse - Futurism
- Dead Star
- Hyper Chondriac Music
- Nature_1
- Microcuts (live)
[Bonus track: Sunburn piano, di cui già parlammo qua]
mp3: Muse - Sunburn Piano
- Time is running out
- Butterflies and Hurricanes
- Sing for Absolution
- Stockholm Syndrome
[bonus track: Fury; che vi devo dire... la amo. Una traccia superiore ad alcune veramente aberranti dell'album (tipo, Endessly grida vendetta)]
mp3: Muse - Fury
- Map of the problematique
- Assassin
- Exo politics
- City of delusion
[bonus track: Glorious; bellissima. In crescendo anche questa. E anche qui ne parleremo ampiamente più avanti, ecco se pensiamo le cose più belle di BH&R potrebbero essere lei e Assassin gob edit, e fa triste in fondo]
mp3: Muse - Glorious
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| email me elaborato da Franfiorini, 19:58 in muselogia Ossequi al solito nutrito gruppo carampano che va accrescendosi come da commenti in codesto post.
Eccoci al consueto appuntamento (stavolta pasquale, pensate voi, è passato tanto tempo, ma 'sti post sono uno sforzo compositivo non indifferente. Pensate voi quindi quanto ci si sforza per quegli altri [normalmente il tempo dedicato ai post oscilla tra i 3 e i 10 minuti, qui servono solo per scegliere e uppare gli mp3 disponibili per il download]
Seguendo quindi un criterio molto valido, ovvero i gusti della sottoscritta, andiamo ad analizzare e a presentare un'altra canzone non recente dei Muse. Dal primo omonimo album andiamo giusto giusto a prendere Showbiz. Canzone poco suonata dal vivo durante i precedenti tour degli altri album [presente sì nel live di Hullabaloo, ma recentemente riscoperta, ammetto con mio sommo gaudio al Reading festival dell'anno scorso, che traparentesi fu il festival inglese più importante del 2006 visto che non si teneva il Glastonbury]
Showbiz riassume la grande dicotomia dell'omonimo lavoro. Si parla di amori adolescenziali o di visione della vita da sgarzoli? Non si sa, per quello ci si affida un po' a quello che si pensa ascoltandola.
Diciamo che infatti Matthew Bellamy la scelse proprio per dare il nome all'album [fateci i caso: nei successivi Origin of Symmetry non è relato a nessuna canzone in particolare, ma a un concetto che pervade tutto il lavoro; Absolution è relazionato sì a Sing for Absolution, ed è un concetto diverso da quello cristiano ma non è proprio il titolo; Black holes and Revelations è citato all'interno di Starlight] proprio perché voleva identificare l'intero lavoro con la canzone. Strano diciamo, anche perché alla fine Showbiz non si è sentita moltissimo come invece sono rimaste nell'immaginario Muscle Museum o Sunburn. Del resto però, chi si ricorda (tranne chi scrive, coff) che il primo singolo fu proprio Uno?
Lo stesso Bellamy, parlando della canzone disse: "La canzone Showbiz parla di come noi tutti abbiamo una certa personalità che tentiamo di nascondere all'esterno". Quindi come s'era detto o si parla della fatica che dobbiamo tenere quando ci conformiamo in un ambiente lavorativo o di quando in una storia si nascondono così tante cose per pudore o per paura di mostrarsi e far emergere o qualcosa di sbagliato o qualcosa che non ci piace (Controlling my feelings for too long, And forcing my darkest soul to unfold) che potrebbe nella nostra idea pregiudicare qualcosa.
Canzone, personalmente, molto cara, che occupò il sottotitolo di codesto sglaps per diversi tempi, con la strofa: They make me/ Make me dream your dreams/ They make me/ Make me scream your screams.
[e comunque, no, l'acuto alla fine tento sempre di prenderlo, ma non gliela fo]
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:37 in canzoni e musica, muselogia Dunque, facciamo un bel postone di sortite musicali, che non le vedo in giro e quindi è d'uopo illuminarvi (invero ci ho i soliti 3-4 argomenti che vorrei affrontare, ma non mi va). Rendiamo grazie a tuotubo e segnaliamo simpatiche facezie.
Muse. Esce i primi di Aprile come singolo Invincible. Ora, sinceramente, a me come canzone non entusiasma granché. Mi hanno bistrattato su Absolution Blackout non dandole dignità e niente di niente, ora facciamo una marcetta e speriamo che il pubblico la gradisca come singolo. Non so.
Diretto da Jonnie Ross il video è carino assai. E dire che i Muse non son ferratissimi sui video (piango ancora sconsolata pensando al video di SMBH, che ora che ci penso dovremmo uppare su framesglaps), ma questa idea a metà tra il tunnel di "It's a small world" e "La fabbrica di cioccolato" con gli omini tipo lego che fanno le scenette dalla preistoria agli ufo e i tre che navigano sulla barchetta è taaaanto caruccio. Della canzone se ne parlerà più approfonditamente un domani, forse. Chissà.
Travis. Dopo che si parlò della prima traccia sortita su BBC1 qui sopra. Con un cameo di Ben Stiller nel ruolo di un brizzolato caporeparto possiamo dare un occhio al video di Closer. Canzoncina carina, dal sound molto Travis, di retrogusto un po' troppo melenso per i miei gusti (cielo, sembra come se mi girino le palle oggi. Non è così). Dal vivo sicuramente acquista un po' di mordente. Caruccio il video, a tratti ironico. Risate per il costume indossato da Fran (del resto, anche vedere Fran in kilt nel video di Why does it always rain of me fu particolare. Ma è scozzese). Per i carampani, 'The Boy With No Name', ossia il disco dei Travis è saggiabile sia nei soliti circuiti di animali sterili atti alla soma che, nelle tracce mancanti, sul loro myspace.
mp3: Travis - Closer
Carampanae Nutinorum. Dopo che qui lo si scoperse (solo musicalmente parlando) prima di tutti, e ora lo si segue fedeli. Insomma, Paolino bello si produce in diverse cover live e ora si butta nei duetti. Quella volpona (e per alcuni anche topona, dicheno) di Zazie (ocio che parte la musichetta), cantante francese già a me nota perché mi rincoglionii totalmente con un suo duetto con Axel Bauer anni fa. Dunque, ora ha deciso di duettare col Nutini nel suo nuovo cd. E noi vi si passa il pezzo, che voi sicuramente non è che l'avreste sgamato, ecco.
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| email me elaborato da Franfiorini, 22:30 in muselogia Caro gruppo carampano all'ascolto, prosegue la marcia di avvicinamento all'arena di Verona o quello che vorremo chiamare "breve corso per approcciarvi ai Muse capendoci qualcosa al di là dei falsetti di Matt Bellamy".
Dunque, ci si era lasciati con quella che tutti definiscono the sweet child of Muse. Ora si zompa all'album precedente. Probabilmente la prima traccia di forte impatto populistico, di una bellezza enorme. Adorandola fortemente non so come si potrà parlare degnamente di Sunburn.
Sunburn, tratta dal primo album del terzetto inglese Showbiz, è il quarto singolo dei Muse, pubblicato il 21 febbraio del 2000. Segue, in successione, Uno, Cave e Muscle Museum. Singolo che colpì così tanto i pubblicitari che lo usarono per la colonna sonora dello spot di uno dei prodotti di casa Apple [video della pubblicità visibile, grazie a microcuts.net]. Pubblicato in due versioni cd (una con Ashamed come b-side e l'altra con Yes Please) e una per il vinile (con l'acustica al KCRW). Le due b-side saranno poi incluse in Hullabaloo cd1.
Vennero creati ben tre Remix della canzone: "Sunburn (Timo Maas Sunstroke Mix)", "Sunburn (Timo Maas Breakz Again Remix)" and "Sunburn (Steven McCreery Remix)".
Per quanto riguarda il significato della canzone ci sono due grandi scuole di pensiero. La prima correla il significato a come doveva trattenersi una gggiovane band dallo sputtanare danari prima di guadagnarli. Quindi gli orizzonti bruciati dovrebbero essere i soldi sprecati. Per altri, visto il filo conduttore amorosoadolescenziale di Showbiz, si riferisce ad una donna. Durante le prime registrazioni diventò subito una delle canzoni preferite dei Muse (e l'amore perdura, visto che è presente anche nelle setlist dell'ultimo tour), ma secondo gli stessi Muse mancava qualcosa. Su idea del produttore quindi la parte introduttiva con la chitarra venne trasformata in una parte di piano.
A livello testo abbiamo qualche cambiamento nelle prime volte che era suonata nei tour. Il terzo verso della prima strofa diventava Just like a virgin blows in vece di Another corporate show. Cambiava solo totalmente nella versione di 2 tracks acetate il testo, che spiegava un po' meglio le idee messe nella canzone.
A livello personalemozionale non saprei che dire. Ogni volta che viene suonata Sunburn mi regala dei brividi. Credo sia l'unica canzone dei Muse che mi scombina così, non saprei dire se mi piace ma mi incasina totalmente. Sì, è una dichiarazione d'amore, ecco.
Il video prevede un'idea molto semplice. Diretto da Nick Gordon, inizia con una ragazza che si siede sul sofà con un bimbo che guarda la TV. Poi si alza, sale le scale graffiando tutto il corrimano e arriva alla camera da letto dei padroni di casa. Dentro gli specchi si vede dapprima Matt e poi gli altri due suonare, mentre la ragazza si prova vestiti e gioielli. La ragazza sbrocca, e si agita sempre di più, in un crescendo di paura. Finché getta un vaso in direzione dello specchio e si frantuma. Il bimbo, che intanto era salito (forse sentiva anche lui la musica?) entra nella stanza e guarda lo specchio rotto, vede la ragazza sedersi giù sulla base nello specchio, ma quando osserva intorno, lei non è in nessun posto nella stanza.
Difficile fare una scelta ragionata delle tracce da farvi ascoltare. Ne sto mettendo troppe. Mi dispiace, perché finirete per non ascoltarne neppure una, vi conosco. Ma ognuna ha una particolarità. Dal suonato al testo, a voi scoprire come e quale.
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| email me elaborato da Franfiorini, 14:28 in muselogia Scusate, ma non ce la faccio. Sto leggendo da un paio di giorni la sfilza degli awards di NME e ogni volta che vedo "uomo più sexy" Matthew Bellamy mi viene da ridere.
Non so, son cose e son gusti, però boh.
Cari amisci, stasera credo riprenda Radiosglaps. Spero perlomeno, ché non ho provato l'attrezzatura e tutto il resto, però stasera, credo, alle 21:30 e per due ore ci sentiamo, carissimi. Basta seguire le info qui a lato a sinistra, su Radionation.
Dunque, prima di riprendere una serie di post che ci porteranno sulla via di Verona illuminati che neppure Paolo sulla via di Damasco posso solo anticiparvi una cosa.
Quella che non capisco perché venne suonata come canzone all'interno dell'ultimo tour è Forced in.
Forced in non sarebbe prettamente strumentale, come molte altre ha una parte di strofe distorte che vanno a confondersi tra le distorsioni della chitarra. Non so, non lascia né toglie molto, però mi rode che sia considerata una traccia vera e propria da suonare al posto di qualcosa di meglio, ecco.
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| email me elaborato da Franfiorini, 12:31 in muselogia Entro domattina capisco quale posto prendere, quindi non preoccupatevi se oggi sono in raccolta mistica.
Parlo dei Muse a Verona [grazie a Serena, che è stata la prima a dirmelo]
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