sabato, 10 febbraio 2007

elaborato da FiloDalCanada, 19:57 in pigiamismi

Ehm, salve sono Filo, anche io posto in codesto sglaps a volte ma ne ho uno mio.
Volevo avvisarvi che i commenti sono stati (da me) messi solo a disposizione degli utenti splinder visto che è in atto la Prima guerra carampunica (cit) dei fan di tempesta d'amore e la Franna è momentaneamente assente per noie sue.

Però vado lasciando a eterna memoria le manifestazioni dei signori di ip 82.55.203.195, 87.13.8.229, 213.155.217.111 e 82.59.154.25 nel post sotto e in quello della soap
Scusate ma non me la sento di cancellare un capolavoro come "
E POI NN è COLPA SUA SE GLI AUTORI GLI D'HANNO QUESTE PARTI "PENSANTI"."

Perdonate la ingerenza e continuate a leggere post migliori di questo :)

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venerdì, 14 luglio 2006

elaborato da FiloDalCanada, 13:16 in pigiamismi

Ne ho visti parecchi e li ho fotografati con la fotocamera del collega, visto che la mia si immolò prima della partenza.
Salve donne e uomini, so che latitai un bel po'. Ma qui si lavora (sì, e si fatica)
Domani ci spostiamo da Ushuaia a El Calafate, ribattezzato per coloro le quali (incredibile, parlo con troppe donne... ho sempre saputo di aver fascino ma questa cosa mi lusinga) scambiano parole con me su googletalk "Culonia scalo". Insomma, vado a studiare i ghiacci che sono considerati patrimonio mondiale dell'umanità (pensate voi, le crete della val d'orcia e il ghiaccio della patagonia...)
Ci si diverte, la comunità italiana è ben nutrita ed ho passato con loro (quindi "a casa") il pomeriggio della finale dei Mondiali, o meglio per citare un immenso Vate(r) mio punto di riferimento li devo chiamare i "Mindiali". Ah, dimenticavo, e mia mamma è francese. Che soddisfazione nei confronti dei miei cugini, non potete sapere...
Tra circa 20 giorni invece saremo sui laghi andini, da lì altri venti giorni e poi il rientro a Montreal. Lì inizieranno i problemi, perché vorrei spostarmi lavorativamente a San Pietroburgo visto che ne ho la possibilità, ma credo che mi convinceranno a restare, e io sono un tenerone.
Buone ferie e buon caldo a tutti voi, ci rileggeremo sicuramente nel settembre. Qui è fresco, gné gné gné.

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giovedì, 15 giugno 2006

elaborato da FiloDalCanada, 16:16 in pigiamismi

Buenos dias da Ushuaia.
Non sono la Fran in ferie che dopo un'operazione a Casablanca ha cambiato sesso ma sono il suo simpatico amichetto supplente.


Qui ci divertiamo abbestia. I miei colleghi hanno avuto per circa quattro giorni la salmonellosi. Io già la ebbi da piccino e quindi non ho avuto le stesse manifestazioni.
Il problema è che quello che si occupa della cucina sono io. Quindi se non mi sentite per circa una settimana allertate la Farnesina in quanto molto probabilmente mi potrebbero aver gettato giù dal primo traghetto possibile.
Questo weekend però ci sarà la festa Nazionale della notte più lunga.
Pare, almeno, che sia una cosa ganza. Bande locali, folklore e cose così. Meglio dei miei colleghi che litigano. Due di loro, un ingegnere e una biologa, sono sposati da sette anni. Ieri stavano per volare i piatti, e come dire... io ero in linea d'aria.
Io sono in camera con il mio collega d'ufficio, fisico anche lui, poi ci sono anche altri due chimici e due biologi.
Il piatto tipico di queste parti, oltre che allo stordimento per ovviare al freddo (oggi sono circa sei gradi e dovremmo girare in maniche corte rispetto agli altri giorni)  di litri di alcolici fortini è la Parrilla, ovvero carne alla griglia di tutti i tipi. Buonissima. E soprattutto ottimi i prezzi.

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venerdì, 02 giugno 2006

elaborato da FiloDalCanada, 19:08 in pigiamismi

Tra circa 24 ore parto alla volta di Buenos Aires. Non so nulla di spagnolo ma almeno parlo italiano. Andiamo per una simpatica e cordiale spedizione scientifica in Patagonia. Non sodomizzeremo pinguini ma andiamo a studiare il clima.
Nei nobili intenti però mi sfugge ancora:
a) i dettagli del trasferimento Baires-Terra del fuoco, visto che hanno messo in mezzo la parola trenino.
b) se ho portato abbastanza maglioni
c) se ci sarà un cesso diverso dalle turche

L'unica cosa che condivido infatti con la Franna è proprio l'avversione alle turche (non inteso come donnine pseudoeuropee ma come condotti per l'evacuazione). Sennò lei è montanara, io marittimo. Lei ama i Muse e me li sta cantando via gtalk e io no. Lei ha un fantastico humor nero, io sono un tipo (oltre che bello) brillante.
Intrattenni una simpatica conversazione questa settimana su ciò, e mi è stato consigliato abbondante uso della cartigenica per ovviare a straripamenti. Ma pare che alloggeremo in una casa locale in legno in una specie di piccolo centro turistico. Ma il non sapere una mazza mi rende nervoso marcio.
Non so cosa dire, tanto non ce ne è bisogno visto che non  scrivevo già prima. Ci si sente pressappoco ad Agosto, credo. In caso di congelamento lascio l'idromassaggio alla Franna.

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mercoledì, 10 maggio 2006

elaborato da FiloDalCanada, 20:55 in pigiamismi

Allora, io non ho voglia di aprirmi uno sglaps. In realtà sono abbastanza riservato, la mia vita è ripetitiva, non ho niente da dire e non lo so fare bene come se c'avessi la tastiera solo io.

Ora ad esempio sto scrivendo dopo che ho mandato due bollettini e sto preparando delle slides per una lezione che devo tenere domani. Mi sto accorgendo che l'uso dell'italiano corrente lo sto perdendo e ne sto acquisendo uno impressionistico post futurista (ossia "burp", "tin tin", "yawn", "bleargh", "umfph", "sbonk" per esprimere concetti più densi di significato).

Ma arriviamo allo scopo della mia presenza qui. Sparlare della Fran.
Suvvia, le volete troppo bene (e io divento geloso. C'ero prima io, eh).

Parliamo delle cose di cui non parla mai: gli esseri maschili dei quali si circonda. Oltre me, il babbo e il cugino crucco. Cioè, con questa zavorra di partenza potrebbe anche sforzarsi a migliorare, no?
Eh, no.
Diciamo che siccome ci farò 30 post non vi rivelo tutto e subito. Diciamo che è una presentazione per attirare curiosità.
Pettegoli.
Dicevo, alla Franna gli piacciono degli esseri più complessi di questo simpatico substrato del quale purio faccio parte (mi sono dato dell'humus? cioé, mi do della merda da solo? ora capisco molte cose)
Che non ne parli qui non mi stupisce. Già siamo a livelli di autoironia ai massimi livelli, lì dovremmo aumentare. Oh, ne parlo io che insomma... Ora che ci penso sarà mica una cosa contagiosa?

(allora, io lo dico. Se a vostro rischio vorre... mmh, volest... vogliat... quello lì. Se c'avete voglia di parlarmi ho un account gmail che è tra le poche cose consultabili in ateneo: filippeide chiocciola gi mail punto com. Non mordo e le signorine Ari e Anna possono confermare che non faccio schifezze essendo abituato che qui se fai anche il cretino in modo simpaticamente da guascone te lo tagliano. Son diventato un gentleman)

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giovedì, 27 aprile 2006

elaborato da FiloDalCanada, 00:02 in pigiamismi

Alla Franna girano le palle. Non l'ho notato subito il 25, mentre mi faceva gli auguri in un orario antimeridiano assurdo (sì, tanti auguri a me. Ne sono 28 all'anagrafe ma otto mentali). Però mi da fastidio sentirla rispondere a monosillabi e cose del genere. Nervosa, che se non ti sbrighi a finire il pensiero ti mette fretta a concludere ciò che stai dicendo.
Quello che mi ha sempre fatto impressione di lei è che parla di se stessa e di quello che le capita come se stesse parlando di ciò che ha sentito dire dal barbiere. O quello o si sta zitta con la gente che conosce ma non ha ancora "inquadrato".
Però è brutto vederla ammosciata, deprimenda e fin troppo conciliante ai limiti del "ok se mi dici di buttarmi al fiume forse va bene". Eccheppalle. Capitemi, una che ti manda affanculo appena diventi noiosino, che ti sbrocca quando la chiami tardi o che ti tira su quando sei indeciso se avere solo una storia di sesso edificante o di amore folleggiante. Ecco, ora come faccio con un cencio simile?

Ora da circa mezz'ora discutiamo sul perché google abbia mappato casa mia, in piena campagna, tra cipressi, vigne e ulivi e non il suo (sì, dico suo così si incazza) albergo.


me: eh, non c'è l'hotel
Francesca: già
me: che sfiga, l'avrei messo sullo sglaps
Francesca: anche no. Io avrei però segnalato la mappa a un kamikaze.
me: per via delle tapparelle blu o delle persone
Francesca: e me lo chiedi? quanto vale un'area edificabile ereditata in centro?
 
 













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lunedì, 17 aprile 2006

elaborato da FiloDalCanada, 17:01 in pigiamismi

Da circa una settimana, quando non sono ubriaco, mi sto accorgendo che casa mi mancava parecchio.
Dal freddo, l'oceano anche a portata di studi alle colline coi cipressi nella terra bionda e cretosa che diventa subito fango alla prima pioggia.
Passeggiare in giro, trovare gli amici che stanno lì col cittino, il bimbo, che va già alle elementari. Loro si son sposati a 22 anni. Io a 22 anni cazzeggiavo. Mica mi dispiace se sto in giro senza una famiglia che mi sono creato. Ma mi da abbastanza noia però quando ti dicono: "Beato te".

Non lo so, credo che ognuno faccia le proprie scelte. Io son contento delle mie, mi sento ancora un bimbetto, piccolo. Non ci si sarei visto con figli attorno. Però magari ho preso un bivio, e se avessi preso l'altro sarei stato felice uguale.
Quindi casa mi mancava parecchio. Specie i pici della mia nonnina ottuagenaria. Ma son contento anche che ho un aereo che mi riporterà in Canada l'inizio del mese prossimo.

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sabato, 08 aprile 2006

elaborato da FiloDalCanada, 22:00 in pigiamismi

Sinalunga ha dato i passi a me e a Bianconi. Ma io son più bello e meno filosofo di Bianconi.
Non ho mai avuto nessun grosso problema in gioventù. Mio padre è veterinario. Non ho mai avuto problemi con i miei, mi hanno sempre permesso di fare quel che volevo. Ho sempre avuto la disponibilità di avere dei soldi o la probabilità di avere lavoro. Ho finito l'università nel tempo giusto. Ho deciso di partire per il Canada perchè amavo da un anno una ragazza. Pensavo che tutto andasse bene, perché essendo formalmente ateo devi realizzare tutto al meglio prima di non esserci più. Hai solo il vivere giorno per giorno al meglio e niente altro. Il cercare di fare tutto bene per lasciare un segno. Poi hai quella che consideri tua sorella che invece ha sempre subito con un coraggio che sembra misto e intenso di rassegnazione qualsiasi cosa. Infatti mi sono sentito alle prima difficoltà una merda guardandola.
Dopo circa due anni in Canada di convivenza con una ragazza di cui mi ero innamorato e che pensavo potesse essere la compagna adatta di una bella porzione della vita da vivere. Poi dopo due anni e otto ore mie di lavoro torno a casa e lei mi aspetta con un'amica conosciuta due mesi prima e le valige alla porta. Inizialmente non capivo dal suo inglese che la persona della quale si era innamorata era quella che teneva parte delle valigie. Rimasi lì senza capire. Nei giorni successivi mi veniva da piangere e da parlare poco. Mi misi in malattia, poi tornai in Italia e passai una decina di giorni a parlare spesso con la Franna.
Certo, ora magari raccontare che la propria tipa era in realtà bisessuale e se ne è fuggita con una donna a molti lo farà drizzare. Ma io ho ancora delle depressioni diffuse al solo pensiero.
Di Franna invidiavo in quei momenti che almeno lei poteva prendersela con qualche entità sovrannaturale. A me un po' è cambiata la vita da quando son passato all'agnosticismo di ritorno, ossia credo quando mi fa comodo che ci sia un burattinaio di sopra. In questi giorni mi è capitato di pranzare con due suoi amici, studente di medicina e infermiera. Non atei, ma anticlericali. Come del resto la Franna. Mi dice che non va a messa perché si incazza durante le prediche. Io in realtà delle prediche non ricordo altro de "i giovani d'oggi non sono più gli stessi", "state accanto alla famiglia", "qui c'era tutta campagna". Lei sa a memoria i pezzi del Vangelo e si mette a litigare coi testimoni di geova al citofono.
Credo che di noi tre nessuno aveva capito perché Francesca era corrucciata vedendo il funerale in tv per un breve periodo. Prima pensavo perché lei mi ha sempre detto che nel suo essere più vicina al cattolicesimo non sopportava quando i preti dicevano che si dava l'ultimo saluto. Poi ci ha detto che non trovava giusto che si mettessero i paramenti bianchi come durante i giorni di festa. Ci siamo guardati e poi Alessio le ha detto, scherzando, che non la faceva più chiesina di un loro collega di università che professò pubblicamente di essere cattolico ma che di tutto ciò non sa davvero nulla. Lei invece ha una sua visione di vedere le cose della vita. Ferree da seguire da lei, eccessivamente liberali per gli altri.
Poi alla fine sono passati a parlare di Dante, e sapeva a memoria anche quello.
Mi sento a volte inadeguato. Non so che dirle se non farle sentire la mia presenza. Che le dici se ti dice le stesse cose che ti scrive nell'articolo qui sotto, se te le dice senza alcun tono particolare di voce come se parlasse del gatto che passeggia in giardino? Ti dice che qualsiasi cosa metabolizzata rientra nel concetto di normalità. Ma per me non è normale avere un padre come il dottore, non è normale perdere un ragazzo a meno di diciotto anni, non è normale sapere di avere una brutta malattia e scocciarsi perché si perde tempo. L'ho sentita piangere solo quando non era entrata a medicina e suo padre le disse che non avrebbe mai contato nulla né realizzato qualcosa nella vita. Era a pezzi. La sentivo al telefono ma non parlava. Come del resto fece i mesi seguenti, fino a balbettare e a far fatica proprio a finire una frase. Mi sono sentito in colpa di essere oltreoceano. O perlomeno a non dimostrarle che c'ero. Lei è stata davvero male perché sentiva di dover crescere definitivamente a diciannove anni e chiudere col passato. Io un anno dopo mi sarei sentito lo stesso solo perché una zoccola aveva deciso di cambiare orizzonti. Poi uno dice di sentirsi merda.
E scusate, alla fine, l'italiano pessimo. I quasi quattro anni in Canada stanno minando la sintassi. E anche l'abitudine di raccontare, ma mi va di raccontarvi la Franna. Sarà anche perché qui rischio di rivederla la prossima primavera. Poi prima o poi spero arriveranno altre cose simpatiche da dirvi. Ciao ciao.

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sabato, 01 aprile 2006

elaborato da FiloDalCanada, 21:47 in pigiamismi

Sono emozionato due volte. Alle ore 20 e rotti prenderò un aereo che mi riporterà dopo un annetto per un mesetto in Italia. E poi scrivo qua per la prima volta, sebbene non sappia scrivere.
Già, non vi ho detto chi sono. Sono Filippo, quello del pigiama muccoso come dicono gli amici di Francesca che . Quello che lavora in Canada perché qui la laurea in Fisica riesce a darti delle soddisfazioni. Diciamocelo, a ventisette anni col cavolo che in Italia farei la vita che faccio qua. Mi manca casa, mi mancano gli amici, mi manca il cinghiale e il morellino di Scansano ingurgitati fino a che lo stomaco non diventi più grosso della capienza.

La Fran mi ha chiesto se volessi tenere una rubrichella al fine settimana qui. Giustamente, ovvio... dal contatore si nota che il week-end non passa nessuno quindi ci mette a me per non prendere le colpe dei ribassi d'audience.
In realtà non so cosa scrivere. Ma mi sto scervellando per ricordarmi aneddoti su di lei da raccontarvi. La conosco da 22 anni e rotti. Ero anche, piccolo e tenero ma pur sempre ricco in fascino, al suo battesimo (poi che non ricordi nulla è un'altra cosa).
Boh, vedremo. Potrei mettere anche dei simpatici racconti di vita canadese, ma ho una privacy da difendere e una dignità da mantenere almeno oltreoceano. In realtà non so proprio cosa dirvi, però ho riempito delle righe enne con delle minchiate che potremmo denominare emme, e ciò è un gran risultato.

Ora vado a mettere in valigia il nuovo pigiama. Ivi è rappresentata strategicamente una palma da cocco. E c'è scritto: "Look at my nuts".
A domenica. Sento già di volervi bene.

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